Perché si dice “fare i piccioncini”?

Vi siete mai chiesti perché ci siano così tanti piccioni in giro per le città?
Non starebbero forse meglio in campagna? Senza smog, senza palazzi ad impedirne il volo, senza le continue imprecazioni che noi tutti rivolgiamo a questi ignari volatili, scaricandogli addosso le colpe più disparate. Non starebbero meglio con tutti gli altri uccelli, liberi in cieli azzurri e non costretti tra palazzi e nuvole grigie? Secondo la logica dell’uomo, certamente starebbero meglio in un ambiente più “naturale”.
Eppure loro restano, e mi piace pensare non lo facciano solo per aver del cibo a buon mercato, ho una teoria a riguardo, ed ecco perché ho iniziato a parlare di piccioni in un blog di crescita personale. Lasciatemi quindi arrivare al punto: cosa aspettano i piccioni ad andarsene dalle città?

Per capirci qualcosa e rispondere a questa domanda bisogna conoscere un poco le abitudini di questi volatili, infatti tra le loro caratteristiche non c’è soltanto quella di appollaiarsi sulle statue e cercare spasmodicamente briciole di pane tra i marciapiedi. Una caratteristica ben più importante dei piccioni è il loro essere monogami: restano fedeli al partner per tutta la vita. Ma c’è di più: la coppia infatti si forma dopo un lungo periodo in cui il maschio corteggia la femmina.

 

acorn-1017796_1920

 

Solo dopo il corteggiamento i due volatili iniziano a pensare ad un futuro insieme e a prendere in considerazione l’idea di metter su casa, o nido che dir si voglia. E in questo caso il maschio per dimostrare alla femmina che è in grado di prendersi cura dei figli le porge le briciole di cui sopra, mostrandole così la sua capacità a provvedere al fabbisogno della famiglia, o covata che dir si voglia. E poi? Poi arrivano le uova, su cui si alternano, affinché restino al caldo, entrambi i coniugi e infine arrivano i piccioncini, che sono anch’essi nutriti da entrambi i genitori.

Dopo questa sessione-natura sul comportamento del piccione, o Columba livia, se volete fare i sofisticati, dovrebbe risultare chiaro cosa ci fanno i piccioni in città. Tra un volo radente sopra i taxi ingolfati e un tubare lieto alla faccia di tutti i musi lunghi che vedono di sotto, i piccioni ci ricordano una cosa che tendiamo spesso a dimenticare, e cioè che un matrimonio che dura tutta la vita è possibile, e che per ottenerlo ci deve essere l’impegno di entrambe le parti. Sia il maschio che la femmina infatti contribuiscono in maniera eguale alle necessità reciproche prima, e dei loro piccolo poi. Ambo i coniugi sviluppano cioè una personalità che potremmo definire del genitore e che è caratterizzata dal dare amore incondizionatamente.

Contrapposta alla personalità del genitore c’è però in ognuno di noi anche la personalità del bambino. Anch’egli vuole amore, ma non vuole un amore reciproco, bensì un amore assoluto e unidirezionale, il tipo di amore appunto che un bambino si aspetta dalla madre, un amore che lo protegga dal mondo. Molte persone si fermano a questo stadio di sviluppo della personalità e aspettano tutta la vita che arrivi qualcuno che si sostituisca inconsciamente alla madre o al padre e che li liberi dalle loro paure. Ma per avere una relazione felice non si può restare bambini, che difatti hanno “amichetti e amichette” ma non certo fidanzati e spasimanti.

 

13529009_523008741224755_7483794288205129416_n

Giulio Cesare Giacobbe, autore del best seller “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita”, sarà uno dei relatori dell’esclusivo evento formativo “Marte & Venere oggi, istruzioni per l’uso!”

 

Per ottenere un rapporto di coppia solido e felice si deve superare la personalità del bambino, per poi approdare alla personalità del genitore. Tra queste due c’è uno step intermedio che viene definito personalità dell’adulto. In questo caso non si cerca più qualcuno che ci protegga dal mondo, ma al contempo si accentua il nostro individualismo che ci porta quindi a non volere legami stabili e relazioni durature. È questa, a mio avviso, il tipo di personalità imperante oggigiorno, specie tra le persone che perseguono ciecamente una carriera lavorativa. Non è una personalità necessariamente sbagliata, soltanto poco adatta ad un impegno come quello del matrimonio. Quel che invece è sbagliato è ignorare questi meccanismi psicologici di sviluppo della personalità. Questo sì porta problemi! Soprattutto in termini di felicità personale e relazionale.

Infatti spesso non si riesce a sbrogliare il bandolo della matassa di cui è fatto il nostro cuore proprio perché non sappiamo bene chi siamo e quindi neanche cosa stiamo cercando. Da qui quella vaga sensazione di malessere che ci prende all’improvviso mentre camminiamo per le strade della nostra città e che inconsciamente scarichiamo addosso al primo piccione che capita definendolo soltanto come un topo con le ali.

Ma questo volatile è molto di più, è un esempio vivente della rotta da seguire per chiunque voglia migliorare il proprio rapporto di coppia, e a me piace pensare che abbia deciso di restare tra i grigiori delle città dell’uomo, proprio per dimostrare come un amore che possa essere definito tale, non subisca le intemperie climatiche né gli scorni della gente e che anzi, nelle difficoltà, si ritrovi più unito e affiatato e resista su tutto, arruffato e felice, tubando garrulo anche solo per una briciola di pane.

 

pigeons-413073_1920

 

Questo post a metà tra la divulgazione e la crescita personale è ispirato dal libro di Giulio Cesare Giacobbe “Come fare un matrimonio felice che dura tutta la vita”. In questo best seller, col suo piglio personale e caratteristico, l’autore mette in luce come sia importante sviluppare la propria personalità per raggiungere la felicità di coppia e, grazie ad un punto di vista estremamente originale, rischiara la strada di chiunque cerchi di conciliare la propria vita affettiva con quella personale e lavorativa. Per approfondire questi argomenti, il weekend del 22 e 23 Ottobre, si terrà a Milano l’evento formativo “Marte e venere oggi: istruzioni per l’uso”, in cui oltre a Giulio Cesare Giacobbe parteciperanno anche Paolo Crepet, psichiatra e psicoterapeuta italiano e John Gray, l’autore del celeberrimo “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, che esporrà le sue ultime scoperte riguardo la comunicazione tra i sessi e come fare per migliorarla ottenendo così più soddisfazione sia a casa che a lavoro.

Clicca qui per avere tutte le informazioni utili!

 

Marte venere oggi giulio cesare giacobbe paolo crepet john gray life strategies

 

Chi è Giulio Cesare Giacobbe?

Psicologo e psicoterapeuta in Italia e Usa, è laureato in Filosofia all’Università di Genova e in Psicologia presso l’International Institute of Pneumiatrics della California con specializzazione in Psicologia Analitica. Autore di testi di stampo accademico, è noto per numerosi libri di carattere divulgativo di grande successo come “Alla ricerca delle coccole perdute” e “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita”.

Cos’è veramente la Felicità?

La ricerca della felicità!
Spesso usiamo questa espressione pensando alla felicità come a qualcosa di alto e di irraggiungibile, che si può ottenere solo dopo un grande sforzo e che al contempo ci ripaga di tutte le pene sofferte. Fateci caso: la nostra idea di felicità è stata influenzata dall’idea di paradiso terrestre. Lo zampino della Chiesa, in questo caso, ha portato ad una distorsione delle nostre percezioni, cosicché tendiamo ad avere una cieca speranza nel futuro, sopportando allo stesso tempo le angherie del presente. Questo atteggiamento da un lato è molto utile e ci motiva nella ricerca di stimoli futuri, dall’altro però ci impedisce di godere appieno degli attimi fuggenti che viviamo.

Dov’è scritto che la felicità debba arrivare di colpo, che tutto ad un tratto e quasi senza possibilità di scelta irrompa nella nostra vita? In nessun luogo, però spesso ci comportiamo come se così fosse, riducendo il nostro presente ad una spasmodica attesa. Ora non voglio dire che dovete lasciare tutto, vendere la casa e partire per un improbabile giro del mondo, non è questo il punto. La felicità va trovata in noi stessi e non nei posti che visitiamo. Va trovata nella vita che abbiamo ogni giorno e che spesso sottovalutiamo. Ma anche qui: chi l’ha detto che vada cercata la Felicità maiuscola e assoluta? Non è forse vero che tanti tipi di felicità contribuiscono al nostro benessere totale? Sono moltissime le piccole cose che ci danno piacere e che spesso valutiamo come effimere. Ma da queste bisogna partire per cercare quel sentimento totalizzante che è sulla bocca di tutti e che al contempo nessuno sembra saper trovare.

Tra le tante felicità di cui possiamo godere, Paolo Crepet, noto autore e psichiatra italiano, ne fa un cospicuo elenco nel suo libro “Impara ad essere Felice”. Qui riporto 3 esempi per iniziare subito a mettere insieme i pezzi di puzzle che compongono la nostra felicità, sempre ricordando però come ci si possa divertire non solo alla fine dell’opera, ma anche e soprattutto per ogni pezzo che vediamo combaciare perfettamente con l’altro e che ci avvicina sempre di più alla meta finale.

 

La felicità dell’outsider outs

 

“Felice chi è diverso

essendo egli diverso.

Ma guai a chi è diverso

essendo egli comune”

Sandro Penna

 

 

 

La diversità spesso non paga. Chi non si sente parte del pensiero dominante viene spesso escluso e ciò provoca certamente malessere e può condurre all’infelicità. Ma non è sempre così. L’essere “outsider” infatti può rappresentare anche una grande opportunità. Se Tim Burton non fosse stato un ragazzo timido e impacciato che invece di uscire coi suoi coetanei passava i pomeriggi in casa disegnando e guardando vecchi film, oggi non potremmo godere dei suoi personaggi melanconici e sognanti, del frutto di quell’immaginazione coltivata in modo del tutto non convenzionale. E in questo caso vale anche l’esempio di Steve Jobs, licenziato dalla stessa azienda che aveva contribuito a creare, perché portatore di idee troppo rivoluzionarie che però avrebbero fatto la sua fortuna e la gioia di tutti i fan Apple. Essere diversi non è sbagliato, e la non omologazione col gruppo è un prezzo irrisorio da pagare per ottenere una propria vision che sia differente da quella degli altri.

 

La felicità della tartaruga

Vi ricordate quel vecchio spot della mozzarella in cui lo slogan era “la vita va assaporata…lentamente”?
Ebbene da quella pubblicità, oltre ad una “gran voglia di caprese”, possiamo trarre un importante insegnamento, e cioè non confondere la lentezza con la pigrizia. In tal senso pensate ai monaci tibetani che centellinano i granelli di sabbia dei loro mandala, e piano, giorno per giorno portano a compimento la loro opera. Non si può certo definirli inoperosi, ma neanche delle schegge. Oggigiorno il concetto di lentezza è stato accomunato a quello di inefficienza, come se ci fosse un incolmabile iato tra produttività e minuziosità. Lato che però è solo nella nostra testa, come scrive Primo Levi ne “La chiave a stella”: “se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che molti non conoscono”.
E proprio perché molti non conoscono la lentezza, l’accuratezza e la perfezione dei gesti che compongono un lavoro vengono scambiate per pigrizia e inezia. Ma non è così, è vero semmai l’opposto: quanto più tempo si impiega per fare qualcosa, tanto più questa ci sta a cuore. Occorrerebbe quindi prendersi qualche minuto in più per godere di qualche istante di felicità.

 

La felicità dell’artigiano

 

art-1565938_960_720

 

Questa è difficile da spiegare, ma sfido chiunque a non sentirsi felice dopo aver portato a termine qualcosa con le proprie mani. Ogni volta che poggiamo le nostra dita sulla materia per farne qualcosa, percepiamo una sensazione di benessere. Gli artigiani hanno una particolare tenerezza nel toccare le superfici del proprio lavoro, le accarezzano quasi fossero pelle umana e con tale rispetto le trattano. Anche se burbero, un artigiano è difficilmente triste. Il suo agire, il dono di costruire, riparare e rimettere in moto costituiscono un formidabile antidoto alla tristezza. Invece oggi pensiamo che la felicità non debba arrivare altro che da esercizi mentali, e invece basterebbe essere un poco più umili e riappropriarci della nostra dimensione sensoriale per vivere più sereni e più felici. E capire come è vero quanto detto da Paul Valery:

Quello che c’è di più profondo nell’essere umano è la pelle.”

 

Questi sono solo 3 tipi di felicità di cui possiamo riappropriaci, ma molto altro ancora può essere fatto per ritrovare la strada del benessere e della realizzazione personale. Per approfondire questi argomenti, il weekend del 22 e 23 Ottobre, si terrà a Milano l’evento formativo “Marte e Venere oggi: istruzioni per l’uso”, il cui focus è appunto il miglioramento personale, partendo dalla felicità individuale per arrivare alla pienezza delle relazioni e alla felicità affettiva. In questo evento unico, oltre a Paolo Crepet, ci saranno anche Giulio Cesare Giacobbe, autore del best seller “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita” e infine John Gray, autore del celeberrimo “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, che esporrà le sue ultime scoperte riguardo la comunicazione tra i sessi e come fare per migliorarla, ottenendo così più soddisfazione sia a casa che a lavoro.
Clicca qui per avere tutte le informazioni utili!

 

Banner marte e venere

 

Motivazione per Donne e Uomini. Le 5 differenze.

Negli ultimi anni il tema della motivazione a lavoro, cioè l’insieme degli elementi e dei fattori che orientano le persone ad attivarsi con impegno nel proprio lavoro, è stato uno dei più trattati nell’ambito del management.  Ci si è resi conto, finalmente, che le differenze tra  collaboratori non vanno appiattite in nome dell’uniformità ma piuttosto valorizzate e capitalizzate.

 

 

“le differenze non vanno appiattite in nome dell’uniformità ma capitalizzate”

 

È iniziata l’era del diversity management cioè dell’approccio manageriale che tiene conto  delle differenze dei collaboratori e si basa su di esse per creare un ambiente di lavoro inclusivo. Il grande allenatore Julio Velasco lo aveva anticipato da tempo: per quanto riguarda la motivazione uomini e donne funzionano in modo completamente diversi.

 

Ecco le 5 differenze che cambiano la motivazione di donne e uomini

 

1. Emisfero destro ed emisfero sinistro

Non se la prendano gli uomini ma le donne hanno il 40% in più di tessuto connettivo tra l’emisfero sinistro e quello destro del cervello. Mentre gli uomini tendono ad usare un emisfero alla volta, le donne tendono ad usarli entrambi, qualsiasi cosa stiano facendo. Quando un uomo usa l’emisfero destro del cervello, preposto al divertimento, l’emisfero sinistro, più serio, diventa inattivo e riposa. Quando invece una donna usa la sua parte destra, divertente e creativa, rimane connessa anche con la  sinistra e con tutte le sue responsabilità. La donna è motivata da situazioni che richiedono insieme l’intervento di raziocinio e creatività.

 

Marte e Venere oggi: istruzioni per l'uso! John Gray, Giulio Cesare Giacobbe, Paolo Crepet. Motivazione donne e uomini

2. Competizione e collaborazione

Gli studi sull’intelligenza di genere condotti dalla Harvard University hanno dimostrato che quando un uomo è in competizione sente di poter controllare le proprie azioni e il suo stress diminuisce mentre  quando collabora il  suo stress aumenta perché sente di non aver il controllo. Questo, ovviamente, non significa che non possa collaborare ma che la sua motivazione  aumenta quando può intervenire in modi che gli lasciano il controllo su se stesso e sul proprio tempo.

 

3. Pronto intervento e intervento di precisione

Le donne hanno generalmente una buona visione strategica ma anche una grande attenzione per la qualità dell’ambiente di lavoro, la condivisione degli obiettivi e ricerca di soluzioni tagliate su misura”, considerate meno spiccate nell’universo maschile. Gli uomini possono essere motivati dalla necessità di agire in fretta, le donne dalla necessità di agire con precisione. Ovviamente, bisogna contestualizzare:  nessuno mette in dubbio che gli uomini possano essere eccellenti chirurghi ma che le leve di motivazione sono diverse.

 

4. Testosterone e Ossitocina

Donne e uomini reagiscono in maniera diversa allo stress. Dal punto di vista biochimico questo è prodotto dall’innalzamento del livello del cortisolo. Per abbassare il livello di questo ormone i due sessi producono ormoni diversi: lui il testosterone e lei l’ossitocina. L’ossitocina è prodotta in situazioni di cooperazione, attenzione,  sostegno e cura. Il testosterone, invece, è una sorta di ormone delle emergenze, rilasciato in situazioni che richiedono rapidità d’intervento, sacrificio per una causa importante e risoluzione dei problemi.

 

Marte e Venere oggi: istruzioni per l'uso! John Gray, Giulio Cesare Giacobbe, Paolo Crepet

 

5. Casa e foresta

Gli studi sulla produzione di cortisolo in uomini e donne e le ricerche scientifiche correlate mettono in evidenza che le donne sul posto di lavoro sono due volte più stressate degli uomini. Inoltre, in molti casi, quando rientrano a casa il loro stress aumenta ulteriormente. Gli uomini, invece, nel periodo di riposo registrano una diminuzione del livello di cortisolo, già in partenza più basso di quello delle donne. Secondo lo psicologo John Gray, la ragione è nel fatto che il mondo maschile non è cambiato molto da quando le donne hanno iniziato a lavorare fuori casa (in tempi remoti l’uomo cacciava nella foresta, la donna lavorava tra le mura domestiche) mentre il mondo femminile ha deviato il proprio asse iniziale. Oggi, in molti luoghi di lavoro, la presenza del carisma femminile è fondamentale. Favorire un maggiore contatto della donna con la sua dimensione affettiva aumenta le sue performance.

 

Vuoi scoprire come motivare al meglio il tuo team?

Apprendi le migliori strategie di diversity management grazie ad un evento interamente dedicato alle differenze tra Donne e Uomini: Marte e Venere oggi: istruzioni per l’uso, che si terrà il 22-23 Ottobre a Milano, nel quale verrà approfondito il tema grazie ai maggiori esperti del settore: lo psicologo John Gray – autore del celebre bestseller Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere, Paolo Crepet, uno dei più illustri psicologi italiani e Giulio Cesare Giacobbe, il famoso autore del libro cult Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita.

Scopri tutte le informazioni su questo inedito evento formativo!

Banner marte e venere

 

Foto tratte da Google Immagini

Work-life balance, lo realizza chi conosce il segreto di Giano Bifronte

Nella vita professionale di ognuno di noi c’è un punto cruciale: l’equilibrio tra il successo a lavoro e la cura delle relazioni private. Sappiamo, infatti, che queste ultime hanno un impatto notevole sulle performance professionali.

Il work-life balance è “il segreto dei team ad alte performance”

Una ricerca ormai nota di Patrick Dixon, uno dei maggiori pensatori nel campo della consulenza aziendale, ha definito il work-life balance come “il segreto dei team ad alte performance”, sulla base di alcune osservazioni: 1) Innanzi tutto è tra le priorità dei diplomati delle business school, i quali desiderano una carriera di successo, ma vogliono anche dedicare il giusto tempo alla propria vita privata; 2) anche durante una fase economica di recessione, il work-life balance rimane tra gli obiettivi dei collaboratori, nonostante tutti siano portati a sacrificarsi di più per mantenere il posto di lavoro; 3) la ricerca di un equilibrio tra vita privata e lavoro risulta essere legata alla ricerca di un significato esistenziale: il 60% dei giovani inglesi tra i 25 e i 35 anni ha affermato di cercare una gratificazione più alta nel proprio lavoro, oltre a quella meramente economica.

work -life balance, equilibrio lavoro - vita privata, Life Strategies

Le aziende più innovative sono molto attente a promuovere un’organizzazione del lavoro che favorisca il work-life balance, perché sono consapevoli che essa possa avere una ricaduta positiva sulla produttività. D’altra parte, però, per realizzare l’equilibrio lavoro – vita privata non basta prendere delle misure solo da un lato. È importante che anche a casa e in tutti gli spazi in cui si sviluppano le relazioni private, si realizzi un’atmosfera che favorisce il benessere psicologico e il raggiungimento degli obiettivi professionali. Proprio in questo ambito, però, riscontriamo spesso grandi difficoltà perché ci sfuggono alcuni principi basilari della psicologia di coppia, in particolare quella tra uomo e donna.

Il segreto del work-life balance è come Giano Bifronte, il dio della porta, che guarda sia all’interno sia all’esterno

La differenza tra i sessi, dal punto di vista psichico e fisiologico, è causa di incomprensioni e frustrazioni che troppo spesso interferiscono con la nostra efficacia a lavoro. (Per non parlare del fatto che uomini e donne non hanno relazioni strette solo nella sfera privata ma anche in ufficio!). Il segreto del work-life balance, dunque, si chiama Giano Bifronte, come il dio romano raffigurato con due volti perché può guardare il futuro e il passato ma anche perché, essendo il dio della porta, può guardare sia all’interno sia all’esterno. Proprio come Giano, per realizzare l’Equilibrio, dobbiamo guardare sia alle relazioni private sia a quelle esterne e migliorarci continuamente dall’uno e dall’altro lato.

work life balance con John Gray, Paolo Crepet, Giulio Cesare Giacobbe

Per realizzare l’Equilibrio lavoro – vita privata dobbiamo avere gli strumenti giusti

Lo psicologo John Gray, autore del celebre libro Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere, che ha venduto oltre 10 milioni di copie in tutto il mondo, tradotto in 40 lingue,  ci fornisce importanti chiavi di lettura della relazione uomo-donna al giorno d’oggi. Le sue analisi si basano sullo studio della fisiologia maschile e femminile nonché sulla considerazione dei mutamenti sociali che stanno rivoluzionando i ruoli e gli obiettivi di milioni di uomini e donne. Senza la conoscenza di questi meccanismi, che agiscono nelle nostre vite anche a prescindere dal fatto che ne siamo consapevoli, è praticamente impossibile innalzare il livello di sinergia tra lavoro e vita privata.

Se vuoi scoprire come rendere la tua vita privata forza propulsiva del tuo lavoro e come rendere il tuo lavoro funzionale alla tue relazioni personali, approfitta dell’evento formativo Marte e Venere oggi: istruzioni per l’uso, che si terrà il 22-23 Ottobre a Milano, nel quale verrà approfondito il tema delle relazioni uomo-donna grazie ad esperti del settore: lo psicologo John Gray – autore del celebre bestseller Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere, Paolo Crepet, uno dei più illustri psicologi italiani e Giulio Cesare Giacobbe, il famoso autore del libro cult Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita.

Scopri tutte le informazioni su questo inedito evento formativo!

Banner marte e venere

“Marte & Venere oggi: istruzioni per l’uso!” è l’imperdibile evento con i maggiori esperti internazionali sul tema delle relazioni uomo-donna che si terrà il 22-23 Ottobre 2016.

Felicità di coppia: a cosa non vogliamo più rinunciare e come possiamo ottenerlo

A quanti è capitato di non riuscire a comprendere più il proprio partner e di non sapere cosa fare? C’è chi decide di sopportare per salvare la relazione e chi invece decide di gettare la spugna. Ma tra queste due alternative che c’è anche una terza via da percorrere: quella di trasformare la relazione in modo che entrambi i partner possano colmare i loro bisogni.

 

Uomini e donne sono mondi paralleli che a un certo punto della vita si incontrano.

Questa unione può comportare molta felicità, ma anche qualche dolorosa collisione

 

Uomini e donne sono mondi paralleli che a un certo punto della vita si incontrano sullo stesso asse e decidono di incrociarsi. Questa unione può comportare molta felicità, ma anche qualche dolorosa collisione. John Gray, scrittore e saggista statunitense, associa a Marte il mondo degli uomini e a Venere quello delle donne, poiché i primi sono più impulsivi e “guerrieri”, le seconde più romantiche e sofisticate. Marte e Venere si sono innamorati e pur essendo diversi sono riusciti a godere di una relazione felice perché hanno compreso ed amato le loro differenze. Questo è uno dei segreti per una sana vita di coppia.

kissing-couple-1148914_1920

 

Certo, non è sempre così semplice. Marte e Venere hanno modi diversi di comunicare. Per lei è importante parlare e pretende che il partner la stia ad ascoltare. Lui, invece, pur essendo istintivo, ha meno dimestichezza con le parole. Parallelamente, Marte e Venere hanno modi diversi di affrontare lo stress. Lei preferisce condividere i motivi del suo malessere, lui invece preferisce rintanarsi sul divano e distrarsi con un film d’azione o una partita di calcio. Non trovando nell’altro la risposta alle proprie esigenze, si finisce col covare rabbia e risentimento e… addio felicità di coppia!
Ci si sente incompresi e frustrati. Questo sicuramente succedeva anche alle precedenti generazioni, eppure loro sembravano riuscire a sopportare tutto e volersi bene comunque. Erano diversi i tempi e le esigenze individuali. Al primo posto c’erano la famiglia e il suo benessere. Questo bastava per soffocare qualche rancore e talvolta qualche scappatella. La sopravvivenza economica era una priorità e spesso si era a far finta di niente per il bene dei figli. Cosa è cambiato? Sono cambiati i ruoli e con essi i rapporti e gli obiettivi della coppia.

 

La donna non cerca più nell’uomo solo sostentamento e protezione. Non basta più che lui si limiti a lavorare e a mantenere la famiglia; vuole essere sostenuta anche sul piano emotivo. L’uomo stesso non vede più la loro donna solo come una casalinga e la madre dei figli; vorrebbe che lei soddisfacesse anche le sue esigenze sessuali accrescendo sempre la sua autostima maschile.

 

casal-1499576_1920

 

Ora richiediamo alla coppia gratificazione, appagamento, felicità, intimità. Se non l’otteniamo siamo disposti a sacrificare la relazione.

 

Non è che alla coppie delle passate generazioni non servisse questo tipo di supporto ma non era la loro esigenza primaria. Ora richiediamo alla coppia gratificazione, appagamento, felicità, intimità. Se non l’otteniamo siamo disposti a sacrificare la relazione. Ecco, l’immediato appagamento personale diventa più importante del rapporto sul lungo termine. Ma è difficile ottenere dal partner tutto ciò che vogliamo, I problemi diventano inevitabili. Oggi la donna vuole essere artefice del proprio destino, realizzarsi anche al di fuori delle mura domestiche; si rende conto però che a fine giornata non ce la fa a pensare proprio a tutto, ha bisogno di una mano. L’uomo invece vorrebbe più tempo libero per coltivare le proprie passioni e trovare in casa più amore e più spazio da dedicare alla compagna e ai figli. Ci si dovrebbe compiacere a vicenda, aiutare l’un l’altro a trovare gratificazione nel rapporto. Ed è possibile. Il punto è proprio “conoscersi, capirsi, amarsi”, come si intitola uno dei capolavori di John Gray.

 

Tra la separazione e il sacrificio di sé c’è una terza possibilità attuabile
Eppure le statistiche registrano un numero sempre crescente di divorzi. Questo vuol dire forse che dobbiamo fare un passo indietro e rinunciare all’idea che un rapporto monogamo possa farci felici per sempre? No, tra la separazione e il sacrificio di sé c’è una terza possibilità attuabile: quella dell’autenticità. Il legame di coppia può essere rafforzato dalla conoscenza delle trasformazioni dell’altro e dalla sincerità sui propri desideri, sia nella sfera affettiva che in quella sessuale. Le vecchie generazioni pensavano che fosse naturale perdere l’attrazione fisica e la passione dopo anni di matrimonio e, ad un certo punto si concentravano su altri ruoli, ad esempio quello di genitori. Noi non siamo disposti ad accettare che la nostra vita sia priva di soddisfazione sessuale. Noi vogliamo di più.

Questo e molto altro potrai sapere all’imperdibile evento formativo Marte e Venere oggi: istruzioni per l’uso, che si terrà il 22-23 Ottobre a Milano, nel quale tratterò il tema delle relazioni uomo-donna insieme a John Gray – l’autore del celebre bestseller “Gli Uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, Paolo Crepet (uno dei più illustri psicologi italiani) e Giulio Cesare Giacobbe (il famoso autore del libro cult Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita).

Scopri tutte le informazioni in merito a questo imperdibile evento formativo, ci vediamo presto a Milano!

 

Banner marte e venere

 

Uomini e Donne: le ultime scoperte sul tradimento, con John Gray

Perché le donne tradiscono?

Le ricerche di oggi ci indicano quanto il tasso di tradimento delle donne stia aumentando. Cosa sta succedendo? Come mai? Gli uomini sono stati sempre considerati traditori ma adesso sono le donne a tradire…cosa sta succedendo in questa società? In fondo quella che io credo essere la ragione di questo cambiamento è una combinazione di diversi fattori, che però confluiscono in uno solo: le donne non sono soddisfatte della loro relazione.

A riguardo, è importante considerare le differenze di genere esistenti tra l’uomo e la donna: comunemente le donne tradiscono perché sono stufe, perché l’interesse verso il partner in un determinato momento cala, perché ci sono conflitti a casa, per mancanza di passione e così via.

Il fatto che oggigiorno le donne abbiano una maggiore indipendenza finanziaria le rende più autentiche: loro vogliono fortemente essere se stesse. La loro sicurezza non è più dipendente dall’uomo e la possibilità di essere indipendenti e di correre qualche rischio, rispetto al passato è già una condizione sufficiente a promuovere il tradimento.

Dall’altro lato, gli uomini mantengono le stesse dinamiche perché continuano ad essere finanziariamente indipendenti – come in passato – e oggigiorno hanno maggiori opportunità. Ma la verità è che le donne avevano le loro opportunità anche prima, perché gli uomini erano interessati a ottenere sesso.  Generalmente non è difficile né per le donne né per gli uomini ottenerlo.

 

Scopri come migliorare le relazioni uomo-donna con John Gray, autore del celebre bestseller "Gli Uomini vengono da Marte, le Donne da Venere"

 

Perché gli uomini tradiscono?

Gli uomini tendono a tradire quando sono annoiati, o quando sono stanchi. Ad esempio, se si trovano nella situazione in cui hanno contemporaneamente una moglie ed un’amante, con l’effetto di avere in mente un’altra donna oltre la moglie, tenderanno sempre ad essere stuzzicati da quell’opportunità che li distrae dalla consueta vita familiare.

Per gli uomini l’eccitamento è diverso da quello femminile

Per gli uomini l’eccitamento avviene quando i livelli di testosterone raggiungono dei picchi e ciò crea uno stimolo e una maggiore concentrazione, nonché la tendenza a dimenticare tutto il resto. D’altro canto, quando un uomo ama sua moglie, viene prodotta una sostanza detta ossitocina, che ha la capacità di diminuire di livelli di testosterone.

Quando l’uomo incontra una donna che non conosce invece, la produzione di ossitocina non si verifica, per cui non c’è diminuzione del testosterone. Trattandosi di una cosa segreta, vi sarà invece produzione di dopamina, che a sua volta aumenterà l’eccitamento. È un po’ come quando si assumono delle droghe, si ha l’illusione che tutto sia bello e che il partner non lo saprà mai. Questo è il motivo per il quale gli uomini spesso tradiscono, ma può anche capitare che non siano soddisfatti della loro relazione, come può succedere anche per le donne, che ad esempio tradiscono se vengono meno l’intrigo, le attenzioni, il desiderio. Sono queste, infatti, le cose di cui la donna ha bisogno e che cerca tradendo.

 

John Gray per la prima volta a Milano! Scopri come partecipare all'esclusivo evento Marte e Venere oggi: istruzioni per l'uso!

 

Gli uomini hanno bisogno di amore incondizionato e di una partner che li soddisfi sessualmente. Ciò non significa semplicemente che vogliono una donna che li apprezzi, ma anche che non li rifiuti quando la cercano, che non li critichi e non li stressi.

Le donne hanno bisogno fondamentalmente di avere qualcuno che parli con loro, che interagisca con loro, che condivida i propri sentimenti. È soprattutto questo che cercano altrove quando non lo ricevono in casa.

In definitiva, quello che dobbiamo fare – e credetemi sarà un grande passo in avanti – è considerare il tradimento non come un grosso peccato mortale e saltare subito alla conclusione: “il mio partner mi tradisce, devo chiedere il divorzio”. Un tradimento può renderci molto tristi, ma parte del processo per guarire il nostro cuore è capire che le persone hanno dei bisogni e se si ama qualcuno, dobbiamo fare di tutto per soddisfare il suo bisogno e trattenerlo all’interno della relazione. Ci sono molti benefici nel fare questo.

Anni fa mia moglie venne da me e mi disse: “Penso di volerti tradire”. Ed io le chiesi: “C’è qualcuno con cui vorresti tradirmi?”.  Lei mi disse: “Voglio tradirti con te, vorrei provare quelle emozioni di un tempo di nuovo, con te”. Così ci abbiamo lavorato e abbiamo ricreato, all’interno della nostra coppia, quel fantastico sentimento che era svanito da tempo.

L’obiettivo che dobbiamo prefiggerci è di avere una relazione dove non sia necessario nascondere qualcosa, perché potremmo ferire il partner o i suoi sentimenti, o creare gelosia, o altre emozioni che potrebbero causare problemi peggiori. Anche di fronte a sentimenti come la gelosia o la curiosità verso altre esperienze, bisogna parlare e avere una relazione aperta. Statisticamente, risulta che le coppie con una relazione aperta e sincera hanno molto più di successo delle “tipiche” coppie monogame.

 

John Gray, autore del celebre bestseller "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere", sarà in Italia all'evento formativo "Marte e Venere oggi: istruzioni per l'uso!

John Gray è considerato il maggior esperto al mondo di relazioni uomo-donna, con più di 15 bestseller internazionali sul tema, tra questi l’ultimo “Marte è di Ghiaccio, Venere è di fuoco”.

 

Il mio suggerimento finale è di creare passione utilizzando una buona comunicazione, capendo il valore della monogamia e i frutti che può portare. Inoltre, dovremmo imparare a non prendere le cose troppo personalmente e a comunicare, per non doverci più nascondere dal nostro partner.

Non dobbiamo spaventarci di sembrare fragili, dobbiamo essere liberi di essere noi stessi, parlare di sesso, esplorare la sessualità con il nostro partner e capire che, quando riusciamo a convogliare le nostre energie sessuali, possiamo letteralmente conquistare lo spirito, la mente e il corpo di una persona, perché il corpo è controllato dalla mente e questa dallo spirito. Tradire, invece, è come lasciare che il nostro corpo controlli la nostra mente e che il nostro spirito resti estraneo a tutto ciò. Quello che dobbiamo fare, per rendere il nostro rapporto ottimale, è fare in modo di avere tutte le cose insieme: l’amore, il controllo della mente e la sessualità; in altre parole, dobbiamo coltivare tutte e tre le parti che ci costituiscono: l’animale, l’uomo e lo spirito, e farle prosperare all’interno della relazione. Quando otteniamo una grande energia vitale e riusciamo a controllarla, con la persona che amiamo, questa ritorna indietro e si rigenera dandoci la possibilità di una maggiore salute, maggiore felicità, maggiore successo.

Tutte questi benefici arrivano quanto più noi siamo autentici. Anche la nostra parte più potente è la sessualità e non deve essere soppressa, ma indirizzata.

Di questo e molto altro ti parlerò all’imperdibile evento formativo Marte e Venere oggi: istruzioni per l’uso, che si terrà il 22-23 Ottobre a Milano, nel quale tratterò il tema delle relazioni uomo-donna insieme a Paolo Crepet (uno dei più illustri psicologi italiani) e Giulio Cesare Giacobbe (il famoso autore del libro cult Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita).

Scopri tutte le informazioni in merito a questo imperdibile evento formativo, ci vediamo presto a Milano!

John Gray

Marte e Venere oggi: istruzioni per l'uso! Migliorare la relazione uomo donna con John Gray, Paolo Crepet e Giulio Cesare Giacobbe

 

Chi è John Gray?

È l’autore del celebre libro “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, che ha venduto oltre 10 milioni di copie in tutto il mondo, è stato tradotto in 40 lingue, ed è rimasto per oltre 6 anni nella lista dei best seller del New York Times.

Nato a Houston nel 1951, laureato in Psicologia presso la Columbia Pacific University, è  psicologo, terapeuta e consulente di coppia ed è riconosciuto a livello internazionale come uno dei più autorevoli esperti nel campo della psicologia relazionale.
Membro dell’American Board of Medical Psychotherapists, è invitato ai più noti show televisivi e radiofonici americani e internazionali (Good Morning America, CBS Morning Show, Larry King Show).
Definito “The Supertherapist” dal New York Times, John Gray riscuote un forte consenso da media come Newsweek, Forbes, People, USA Today e confermato ogni anno dal successo internazionale dei suoi corsi.
Gray ha scritto altri quattordici best seller sul tema dei rapporti uomo-donna, tra cui l’ultimo “ Le Regole di Marte, le Eccezioni di Venere.
I segreti dell’intelligenza del cuore per fare squadra a casa e al lavoro” in cui estende il metodo “Marte e Venere” anche al contesto lavorativo, svelando preziosi consigli per migliorare la nostra vita in ufficio, dove rivalità e stress la fanno da padroni.

 

Tradimento: perché fa tanto male?

In questo articolo parlerò dell’amore tradito, quello che mette fine ad una relazione importante e lascia in balìa di un malessere profondo.

Parlerò di una delle esperienze più dolorose della vita, che anche quando non ha i clamori della cronaca, porta con sé il dramma della sconfitta e l’amarezza dell’abbandono.

 

Il tradimento è devastante. Certamente il modo più doloroso per mettere fine ad una relazione. E non ci sono parole in grado di consolare il cuore di chi lo subisce, perché l’infedeltà, quando si consuma e rende visibile agli occhi dell’amato, ha già avuto un impatto devastante sulla sua vita.

 

In “Medea”, tragedia andata in scena per la prima volta ad Atene, nel 431 a.C., Euripide, Amphora-with-Medea-Ixion-Paintercon toni forti e al contempo delicatissimi, descrive in modo esemplare il passaggio dalla cieca passione all’odio violento di una donna vittima del tradimento coniugale e dell’abbandono. Giasone, suo marito, la ripudia per sposare Glauce, la figlia del re di Corinto. Il vecchio monarca gli offre la successione al trono in cambio del matrimonio con la sua giovane figlia e Giasone accetta la sua proposta. Medea non può opporsi alla sua decisione. Al suo rinfacciargli tutta l’ipocrisia e la mancanza di coraggio con la quale aveva vissuto il loro amore, Giasone riesce solo ad opporre banali ragioni di convenienza. In un attimo Medea vede crollare tutto ciò che faticosamente aveva costruito e, morsa da un dolore feroce, attua la più disumana delle vendette: uccide la giovane sposa e i figli avuti dal marito, dopo di che, pur straziata nel cuore, gli mostra i cadaveri dei piccini, per vedere impresso nelle pieghe del suo volto distrutto dal dolore, la stessa angoscia e la stessa desolazione che aveva provato lei, quando, dopo averlo tanto amato, era stata abbandonata e delusa profondamente.

Una storia struggente quella di Medea, che solo i più superficiali possono definire una donna “pazza” e senza scrupoli. Le sfaccettature del personaggio sono tante e tali da farne uno dei più straordinari della letteratura greca classica.

 

blur-1283865_1920

 

Il tradimento è il più atroce delitto all’amore. Non solo e non tanto per il gesto in sé, banale se vogliamo, ma per le implicazioni che esso assume nel contesto della relazione. E’ evidente infatti che, anche quando si ritorna dalla persona amata, quell’azione ritenuta senza importanza, abbia in realtà provocato un danno irreparabile all’intimità della coppia, che non è data solo dal sesso, ma dalla complicità e dalla certezza di poter solo con l’altro provare una certa emozionata vicinanza di cuore e mente.

Chi tradisce prova l’ebbrezza della passione, talvolta della trasgressione, ma anche senso di colpa, smarrimento e confusione su “cosa si voglia veramente”. Chi viene tradito, quando lo scopre, prova invece dolore, rabbia, frustrazione e a volte desiderio di rivalsa o, piuttosto, rimarrà immobile, negando addirittura l’evidenza, pur di non perdere la persona amata: in ognuno di questi casi si sentirà derubato, svuotato di qualcuno o qualcosa che considerava ormai parte di sé.

E anche la terza persona, colui o colei che si è inserito nella coppia soffre. Soffre perché consapevole di non avere del tutto chi vuole, sentendosi essa stessa tradita. Inoltre perché, anche nel migliore dei casi, la terza persona che arriva, invece che accrescere la propria autostima nella luce di un amore, si umilia nelle tenebre di un’eterna attesa che, il più delle volte, non finisce mai.

 

girl-863686_1920

 

Ci sono notevoli differenze tra uomini e donne che vivono relazioni extraconiugali. Le donne legano il tradimento ad un coinvolgimento emotivo e amoroso, ad un’insoddisfazione nel proprio rapporto di coppia ufficiale e hanno solitamente più difficoltà a viverlo clandestinamente, anche se tendono a nasconderlo meglio. Gli uomini invece legano per lo più il tradire alla ricerca del puro piacere sessuale e non iniziano una relazione extraconiugale perché insoddisfatti del proprio rapporto di coppia ufficiale o matrimonio che sia. Non hanno grandi difficoltà a viverlo clandestinamente e anzi, va detto, che è proprio la clandestinità ad aumentare il piacere della relazione. Rispetto alle donne, gli uomini sono meno “accorti” nel nasconderlo e vengono più facilmente scoperti.

 

Le ferite provocate dal dolore di un tradimento si rimarginano molto lentamente e, anche quando non portano ad una separazione, costringono ad un cammino faticoso verso un nuovo sé che avanza e si pone in modo nuovo verso la realtà della propria vita.

 

Nel libro “Marte e Venere si innamorano di nuovo”, lo psicologo americano John Gray, marte-e-venere-si-innamorano-di-nuovo_13846spiega come anche le emozioni negative derivate da una separazione o da un divorzio possono aiutarci a cambiare la direzione della nostra vita. Occorre però “dare alla tristezza la possibilità di esprimersi, aprendo di nuovo il cuore alla dolcezza dell’amore”. Come farlo? Sicuramente è necessario comprendere fino in fondo le differenze esistenti tra i sessi nel vivere anche queste tappe dolorose della vita. Mentre infatti “gli uomini possono accelerare il processo di guarigione ascoltando il dolore degli altri”, dice Gray, “le donne trovano beneficio soprattutto nell’essere ascoltate”. Per superare il senso di prostrazione che un simile stato suscita, occorre darsi del tempo. Il tempo di imparare dagli errori e valutare in modo nuovo se stessi. L’unica certezza, in questi casi, è che “anche un doloroso divorzio può aprire le porte d’accesso ad una ricca e appagante nuova vita di coppia”.

 

Hai mai fatto esperienza del tradimento, compiendolo o subendolo? Come l’hai affrontata? Come ne sei uscito? Raccontacelo nei commenti!

Sai già anche che hai la possibilità di incontrare John Gray – il massimo esperto mondiale sul tema delle relazioni uomo-donna, autore di più di 15 bestseller – in Italia all’eccezionale evento formativo “Marte e Venere oggi: istruzioni per l’uso!? Insieme a lui vi saranno presenti Giulio Cesare Giacobbe e Paolo Crepet. Scopri tutti i dettagli di questo imperdibile evento formativo qui!

 

Banner marte e venere

Si può vincere in amore?

Dai dati sulle separazioni e i divorzi che leggo, sembra evidente che ci siano sempre meno relazioni sane e durature nel mondo. Due persone si incontrano senza conoscersi, si innamorano dell’immagine ideale che riflettono sul partner e poi, prima o dopo, si svegliano dall’incantesimo. È un duro colpo, ma è ancora peggio l’amarezza di non vedere più corrispondenza tra il compagno e il modello e accorgersi che forse non c’è mai stata. È stato un abbaglio, si dice. La domanda è: da dove veniva quella luce accecante che ha abbagliato?

 

Untitled

 

La vita alienante dell’uomo medio lo allontana da se stesso. Altrimenti non si chiamerebbe alienante. Allontana l’uomo dalla sua ricerca verso se stesso. Si proiettano all’esterno i parametri e le risposte. Il senso della vita dipende dal numero di beni accumulati, dal rispetto delle persone, dalla posizione sociale, etc. Il maggior tempo dedicato alle relazioni avviene tramite uno smartphone o un tablet. Le persone non si guardano più negli occhi che, come sappiamo, sono lo specchio per l’anima. Forse perché non c’è molto da vedere. Ma per guardare negli occhi qualcuno serve prima essersi guardati allo specchio. In esso sono riflesse tutte le nostre sfaccettature. In quanti hanno il coraggio di specchiarsi? Meglio far finta di nulla e passare da illusione in illusione. Come l’illusione della persona che pensiamo di aver scelta. Proiezioni su proiezioni. Ed ecco da dove viene la luce. Sono tutte queste proiezioni che abbagliano.

Tutto viene spostato sul mentale e sul ragionamento.

Si dipinge un mondo basato sullo sforzo della sopravvivenza e credendo di essere le proprie maschere. Si incarnano ruoli e si ricercano ruoli, che danno sicurezza. Di non cambiare nulla, di lasciare tutto così, in un’area ben definita e presidiata dalle proprie certezze. Una perfetta ed efficiente organizzazione al servizio delle proprie esigenze. Sopratutto proprie. Ne deriva un egoismo malsano, a tutela della staticità e della finta comodità, puro intorpidimento. Ascoltare e capire l’altro è terribilmente faticoso. Meglio assecondare con delle comode routine e delle tecniche collaudate. In questo grigiore triste anche nei suoi sfarzi, non c’è una vera relazione, perché manca la relazione con se stessi. Con tutto il costrutto mentale che si è ben costruito negli anni si cercano di capire cose che si possono solo comprendere con le emozioni. La testa non può essere coinvolta in prima battuta, deve aspettare il suo turno. La caverna platoniana è la vergogna di mostrare ciò che si è. Le ombre sono tutte le cose che cercano di essere capite con la sola ragione. Aumentano di importanza e grandezza fino e perdere completamente la loro forma originaria. Si prendono decisioni in funzione di questi ologrammi attraverso le proprie maschere. Quando la propria maschera vacilla e si intravede quello che c’è dietro si prova inadeguatezza. Quella terribile inadeguatezza di vivere completamente le emozioni, tenute nascoste per timore di essere giudicati diversi. Questa omologazione sociale, che penalizza la diversità e si riunisce in coalizioni, crea una standardizzazione delle emozioni consentite. O bianco, o nero. Il fucsia non è ammesso e nemmeno il giallo. Per fortuna non è per tutti così. C’è chi sta iniziando a porsi domande diverse, ascoltare altre campane. Chi cerca le fonti tra chi le sussurra, non dagli altoparlanti chiassosi della propaganda di regime. Questi sussurratori amano i colori.

 

Untitled

 

Li cercano dappertutto e li esaltano. Quando i colori si riescono ad esprimere l’incontro diventa un rincontro. Sembra di essersi già conosciuti da qualche parte. Si vede nell’altro qualcosa di familiare, si riesce quasi a scorgere una famiglia dietro di lui. Questo incontro è colorato dei colori dell’arcobaleno. Si iniziano a depositare tutte le maschere bianche e nere indossate fino a quel momento e ci si guarda negli occhi. In questo sguardo c’è la totale accettazione dell’altro, per tutto ciò che è. La comunicazione è sempre empatica e l’amore fa luce, senza abbagliare, in tutte le zone finora rimaste in ombra. In queste ombre si scoprono nuovi colori. L’amore nelle sue infinite forme. Si ama la madre, il padre, l’amico, il partner, il collega, la natura… La lista è lunga ma la fonte una sola. L’amore per noi stessi. Nessuno vince mai, perché non c’è alcuna lotta. Il linguaggio del cuore non deve lottare, perché non ha nessuna posizione da difendere. Di quello che siamo non ci dobbiamo vergognare e alla persona che amiamo abbiamo mostrato proprio quello. Nell’essere se stessi il passaggio dalla ragione è automatico e molto rapido, per non interferire. Le parole cercano il vero e la pulizia. Si fanno strada fra i costrutti della mente per tornare alla comunicazione tra cuore e cuore, fino a ritrovarla.

E’ importante sapere cosa si deve cercare. Lo scontro è sempre mentale, perché dietro le ombre della mente c’è sempre una forma d’amore. Le interferenze mentali possono sempre tornare, l’importante è saperle riconoscere insieme e riconoscere nell’altro uno specchio di se stessi. Nei momenti di aberrazione mentale si tendono a confondere con dei vetri e lì nasce lo scontro. Nella proiezione nell’altro delle magagne personali. Si dimentica che l’altro siamo noi. Con questa consapevolezza ci si tolgono un sacco di fastidi. Restare in osservazione interiore e vedere nella manifestazione esterna un riflesso dell’interno. La pulizia è sempre interiore. Ripulendo se stessi si puliscono tutti gli specchi che sono gli altri. Potrebbe essere questa l’origine della famosa frase di Gandhi, che consiglia di essere il cambiamento che si vuole vedere nel mondo. Forse perché il mondo è un nostro riflesso.

Di questo e molto altro verrà discusso all’evento formativo Marte e Venere oggi: istruzioni per l’uso, che si terrà il 22-23 Ottobre a Milano, nel quale si tratterà il tema delle relazioni uomo-donna con i maggiori esperti internazionali e italiani: John Gray (l’autore di “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere” e altri 15 best-seller), Paolo Crepet (uno dei più illustri psicologi italiani) e Giulio Cesare Giacobbe (il rinomato autore del libro cult “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita”).

Scopri tutte le informazioni in merito a questo imperdibile evento formativo.

Banner marte e venere

La regola del 50-50 nelle relazioni

In un’epoca di maghi illusionisti e falsi dei era molto difficile, per chi sentiva la spinta verso la trascendenza, trovare qualcosa di autentico. Per autentico intendo un messaggio che parta dal cuore, senza fini manipolativi. All’inizio di questa ricerca dell’autenticità, ci si imbatteva spesso in queste figure, che sono molto ben ancorate al potere e sanno padroneggiare perfettamente le tecniche di manipolazione e di illusionismo. In apparenza poteva sembrare di ricevere da costoro contenuti autentici, finalizzati alla scoperta di Sé. Gli alchimisti cercavano la trasmutazione del piombo in oro. L’accostamento di questi due elementi era dovuto al fatto che sono separati da tre soli protoni. Il piombo, nero e di scarso valore, ne ha 82 e l’oro, luminoso e prezioso, ne ha 79, così vicini ma così lontani. Less is more.

I maghi usavano la chimica per stupire e suggestionare le masse, soprattutto i re, e si facevano passare per alchimisti, tanto sapevano che la maggior parte delle persone non si sarebbe accorta della differenza. La voglia di entrare in contatto con qualcosa di così vero e potente li rendeva ciechi ai segnali evidenti di manipolazione. Pochi si accorgevano dell’inganno. Chi era ancorato alla verità erano gli alchimisti, che i maghi temevano perché sapevano che padroneggiavano quei trucchi meglio di loro e li potevano smascherare. I re erano facilmente accessibili per il loro attaccamento al potere, che i maghi sapevano come usare per corromperli. I veri alchimisti operavano in tutt’altro modo. La vera trasmutazione avviene dentro ciascuno di noi, quando riusciamo a trasmutare per esempio l’odio in amore.

love-492289_1920

È da qui che la metafora del piombo che diventa oro trae la sua origine. Il potere delle allegorie. Capendo la differenza tra un’allegoria e la realtà il concetto traspare. Quando questo accadeva era molto più difficile essere ingannati e finire sotto l’incantesimo di un mago illusionista. Si entrava in contatto con la vera magia, quella che ha origine dal nostro interno e che si fonda sull’amore. Le persone iniziavano ad essere ciò che sono e ritrovavano accesso al proprio potere personale ed è proprio così che potevano uscire dall’ipnosi collettiva in cui erano stati indotti nel processo di educazione o, come lo chiama Igor Sibaldi, di adulterazione, tipico anche dei giorni nostri. L’adulto è un essere adulterato, forzato a uscire dal suo potere per delegarlo a chi ha provocato l’induzione ipnotica di cui sopra. Un chiaro esempio è stato Gesù. Ha prima smascherato i falsi profeti nel loro tempio, che poi è crollato, per mostrare la via per trovare il maestro in se stessi. Su questo non era d’accordo con Giovanni Battista, nonostante si fosse fatto battezzare da lui. Quest’ultimo predicava l’arrivo di un Messia e la necessaria purificazione in attesa del suo avvento.

Oggi qualcosa è cambiato, il livello di consapevolezza collettivo si è elevato. Qualcuno parla di cambio vibrazionale della terra, come David Icke, altri di massa critica, Gregg Braden per esempio. Fatto sta che non abbiamo più l’anello al naso. O meglio, sempre in meno lo hanno. Le persone sono più guidate dalla ricerca del vero, anche se non mancano gli illusionisti. Anche gli uomini di potere si sono resi conto che non è nel potere temporale che troveranno le risposte, ma nel potere che deriva dalla conoscenza di Sé. Il potere temporale può essere così messo al servizio del prossimo e finalizzato al benessere della collettività. Un proverbio indiano dice “Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.” Io lo chiamo egoismo consapevole.

Partendo da questo presupposto, è possibile avere degli indizi per capire se siamo sulla “retta via”. Uno di questi coinvolge la comunicazione.

balance-110850_1280

La regola del 50-50

Il popolo non è bue e non è vero quanto diceva Hobbes che homo hominis lupus. Da ciascuno si può avere qualcosa e a ciascuno si può dare qualcosa quando si percorre la strada della consapevolezza. In ciascun dialogo c’è un passaggio di informazioni da una parte all’altra. Del 100% di informazioni trasmesse, se ci si pone nei confronti dell’altro con l’atteggiamento 100-0 (io do e tu prendi) o 0-100 (io prendo e tu dai) ci si perde la possibilità di instaurare un rapporto di scambio. Nel primo caso serve umiltà e nel secondo stima di se stessi. Instaurare con qualcuno un rapporto 50-50 è meraviglioso. Si esce dai ruoli. In medio stat virtus. Funziona in ogni relazione. Affettiva, amicale, lavorativa. Ciò che si pensa di perdere lasciando la manipolazione è ben poca cosa rispetto a quello che si guadagna mantenendo l’altro nel suo potere e, anzi, collaborando ad aumentarlo. La stessa sproporzione che descriveva Pascal nella sua famosa scommessa. Questo concetto è molto collegato alla comunicazione empatica. Nella fase di dialogo attivo ci dev’essere anche una parte di ascolto che resta in accoglimento del contributo e della presenza dell’altro. Nella fase di dialogo passivo, au contraire, si deve mantenere la mente critica in funzione, per selezionare ciò che risuona e ciò che non lo fa. Si rischia, sennò, per i primi di sovrastare l’interlocutore – che diventa un passivo ascoltatore – perdendo il contributo che egli può dar loro e, dal lato dell’ascoltatore, di  subire passivamente il dialogo, senza restare in ascolto di ciò che è buono e giusto per lui.

apple-1248811_1920

Questo concetto è espresso molto bene nella profezia di Celestino. Due persone si ritrovano per arricchirsi a vicenda e non per prendere qualcosa all’altro. Tante volte basta una chiave di lettura nuova per cambiamenti significativi. Con le giuste chiavi di lettura, molte cose diventano ovvie e, come diceva spesso Ludwig Van Beethoven, “Quando è ovvio per tutti, possiamo iniziare a lavorare”.

Di questo e molto altro verrà discusso all’evento formativo Marte e Venere oggi: istruzioni per l’uso, che si terrà il 22-23 Ottobre a Milano, nel quale si tratterà il tema delle relazioni uomo-donna con i maggiori esperti internazionali e italiani: John Gray (l’autore di “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere” e altri 15 best-seller), Paolo Crepet (uno dei più illustri psicologi italiani) e Giulio Cesare Giacobbe (il rinomato autore del libro cult “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita”).

Scopri tutte le informazioni in merito a questo imperdibile evento formativo.

Banner marte e venere

I segni sono sintomi, oppure è vero il contrario? Te lo rivela Igor Sibaldi

A me sì, è capitato. Poi non so a voi.

Mi spiego: di alzarmi un giorno e di notare come ad un certo punto, uno dei tanti rituali che normalmente compio durante la giornata non sia quello che esattamente mi aspetto, ma qualcosa di differente, di anomalo. Di notare, ad esempio, come la mia giacca preferita, quella un po’ sgualcita sui gomiti, non mi stia indosso più come prima. Mi tira alla schiena, le maniche mi sembrano corte, è anche un po’ troppo lisa. Ecco, mi capita a volte di alzarmi e notare che le mie certezze presentino un cambiamento o peggio una stortura.

Ora non è che mi cambi l’umore il sapere che la mia vecchia giacca sia diventata ancor più vecchia, o che il caffè la mattina non abbia lo stesso sapore, chissà che ci mettono nell’acqua mi dico. Questo non è davvero un problema. I guai arrivano quando queste percezioni distorte involvono cose un po’ più rilevanti, cose come le mie idee su giustizia, morale e amore. Su diritti e doveri. Sulla spiritualità e sul sesso. Insomma, quando mi sveglio con le idee scombussolate riguardo alla vita. E il fatto strano, è che con buonissime probabilità, il giorno che il caffè mi sembra più amaro del solito è anche il giorno in cui penso di non aver capito niente di uno dei tanti argomenti sui quali fino a poco prima dispensavo agevolmente pareri con i miei commensali o con chicchessia.

coffee-1031142_1920

Al punto che mi porgo la domanda: i segni sono sintomi? E cioè: è colpa del caffè se oggi penso che la politica in Italia non funzioni, che ci sia bisogno di un nuovo tipo di premura nei confronti dell’ambiente, che la nostra morale non basti a migliorare il mondo? Sarebbe difficile però incolpare il caffè, non se lo merita dopotutto. Ma se y non è funzione di x allora può darsi che x sia funzione di y. Per cui sarebbe la mia sfiducia nell’attuale stato politico italiano a farmi percepire il caffè come amaro.

C’è un ultimo punto da chiarire però. Io prima bevo il caffè e poi penso. Se non bevessi il caffè non potrei pensare perché con buona probabilità mi sarei rimesso a dormire. Ma allora com’è possibile che le mie idee mi facciano restringere la giacca o mi guastino il caffè se ancora non le ho pensate?

Da dove vengono le mie idee? Così pure: da dove vengono quelle di tutti? Ora la risposta non è cosa semplice, storicamente ci hanno provato in molti. Platone e la caverna, Cartesio e i suoi dubbi e così via. E sono tutte buone idee le loro. Ma può un’idea spiegare cosa sia un’idea?

A dirla tutta c’è un’altra idea, ancora più vecchia di Platone, ed è questa: cantami o musa.

Cosa sta facendo Omero? Dove sta procacciando le idee? Omero a quanto lui stesso afferma, sta attingendo ad un’altra dimensione, quella delle nove muse. Ora l’aedo, per attingere a questa nuova dimensione usa l’immaginazione. Anzi l’Immaginazione. Questa nostra facoltà spesso confusa con la fantasia e con la creatività, sembrerebbe in realtà tutt’altro. Come sapientemente esplicato da Igor Sibaldi l’immaginazione non è una qualsiasi facoltà umana, ma è la capacità principe della nostra psiche. La capacità tramite la quale possiamo credere che il caffè sia più o meno buono, pur avendolo bevuto nel solito bar con la solita barista.

Cover evento fb la via dell'immaginazione

Come possiamo sviluppare l’immaginazione? Come possiamo riuscire ad arrivare dove finora non siamo arrivati? A vivere quello che non abbiamo finora vissuto? Perché di questo si tratta: rendere i segni, sintomi di un malessere e fare di tutto per mutare quel malessere in benessere. I problemi sono positivi, ci permettono di progredire, di migliorare. Se l’uomo non avesse avuto problemi non sarebbe quello che è oggi. La parte delicata qui è quindi trovare un giusto approccio ai problemi, non vederli soltanto come ostacoli ma riuscire ad IMMAGINARE vie nuove per superarli. Questo processo può essere pericoloso, proprio come per Vitangelo Moscarda, protagonista di ‘’Uno, nessuno, centomila’’ che spinto dalla moglie ad una riflessione cui forse non era pronto, finisce per non riuscire a gestire le conseguenze del cambio di paradigma nei suoi pensieri. Per abbattere i muri, per gettare ponti, ci vuole perizia, e allenamento. Il nostro pensiero va allenato tanto quanto il nostro corpo. E proprio come il nostro corpo, per farlo al meglio, è necessaria l’attenzione di un personal trainer che ci segua.

Oggi, Igor Sibaldi, filosofo e studioso di religioni, sta portando avanti un progetto chiamato ‘’La Via dell’Immaginazione’’. Tramite questa iniziativa, composta da una serie di workshop, è possibile iniziare il percorso di miglioramento che ti porterà a sviluppare l’immaginazione in modo da beneficiare di effetti concreti e tangibili nella tua vita. Non solo i traumi possono essere superati, ma possono essere usati come trampolini di lancio. Farlo non è semplice, almeno all’inizio. Ora hai l’opportunità di venire aiutato da un maestro che ti farà evitare le insidie che derivano da un cambiamento di pensiero rivoluzionario come questo. Ma nessuna paura, sarai insieme ad altri che, come te e me, si svegliano la mattina, si ritrovano il caffè amaro e capiscono che qualcosa non va. Viviamo una vita breve, che almeno il caffè sia dolce. Rendiamolo dolce insieme.

person-723555_1920

La via dell’immaginazione di Igor Sibaldi si sposta al Sud e toccherà le città di Cosenza, Bari e Palermo! Scopri le migliori condizioni per partecipare cliccando qui. Non è mai troppo tardi per rivoluzionare il proprio mondo, e non è stato mai tanto facile farlo soltanto con il pensiero.