6 errori da evitare per avere una relazione sana e felice

Attenzione, la lettura di questo post è caldamente sconsigliata a chi crede che una relazione felice sia basata sulla perfezione. Desideriamo informare i signori lettori che l’errore più grave che si può commettere in un rapporto di coppia è non commettere errori.

Nessuna relazione è immacolata e nessuno di noi può vantare di non aver mai compiuto passi falsi nel proprio rapporto di coppia.

Errare è umano dicevano i latini ma non è solo il perseverare ad essere diabolico. Lo è anche pensare che gli errori siano tutti uguali. Ci sarà un motivo se a scuola la maestra segnava con il blu gli errori di disattenzione e col rosso quelli gravi da non ripetere più.

Lo stesso vale per i rapporti di coppia: ci sono sbadataggini lievi sulle quali siamo disposti a passar sopra e ci sono mancanze più gravi che invece rischiano di compromettere la serenità del nostro legame. Già, ma quali sono? Niente allarmismi: ecco una lista che vi farà chiarezza sugli errori assolutamente da evitare.

 

1. Per lui: il mutismo

Quando una relazione è consolidata nel tempo è facile contrarre la “silenziosite”: patologia che colpisce buona parte della popolazione maschile.

I sintomi? Mutismo acuto e propensione a rimandare a domani le discussioni scomode. È la partner femminile a notare questa comune affezione: “Era tanto pieno di idee, prima del matrimonio, aveva tante cose da dire, era così comunicativo, stavamo ore a parlare e adesso che siamo sposati non ha più niente da dirmi!”.

Cura: il nostro esperto psicoterapeuta Giulio Cesare Giacobbe suggerisce di riappropriarsi del dialogo in quanto ingrediente base per un matrimonio davvero felice. Si badi bene: per “dialogo” non s’intende decidere chi va a prendere i bambini a scuola o cosa comprare al supermercato ma avere il coraggio di discutere di problemi personali e di coppia o semplicemente condividere i propri pensieri.

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2. Per lei: il rimprovero inutile

C’hanno sempre chiamate il “gentil sesso”, già dai tempi di Dante, ma oggi anche il sommo poeta rivedrebbe quest’espressione.

Diciamocelo, spesso nelle parole che rivolgiamo al nostro partner di gentile non c’è proprio nulla. Quante volte l’abbiamo bacchettato per il look improponibile, per la battuta fuori luogo, per quel “decidi tu”, “fai tu” che tanto ci fa innervosire?

Questi rimproveri apparentemente innocui, almeno nell’inconsapevolezza con cui li pronunciamo, possono rivelarsi fatali. John Gray, psicosessuologo e terapeuta della famiglia, sostiene che correggere il suo comportamento, dicendogli di continuo cosa fare e cosa no, lo fa sentire poco amato e ammirato. Evitiamo di trattarlo come fosse un bambino se non vogliamo demotivarlo!

 

3. Per lui e per lei: la gelosia

La gelosia è un sentimento che non ha genere: colpisce sia gli uomini che le donne anche se con delle differenze sostanziali. Due ricercatori, David Frederick (Chapman University) e Melissa Fales (UCLA), hanno scoperto che gli uomini hanno una gelosia di tipo sessuale, le donne una di tipo emozionale. Il punto però non è che tipo di gelosia provate ma quanta. Paolo Crepet, uno dei più grandi psicologi italiani, avverte: un pizzico di gelosia può fare miracoli, due combinare un disastro.

 

4. Per lei: la lamentela compulsiva

Com’è che si dice? Fai cento cose buone e nessuno se ne accorge, fai un solo sbaglio e te lo rinfacceranno per tutta la vita. Quello di non riconoscere cosa il partner fa per noi e di lamentarci per ciò che invece non ha fatto è un errore che spesso noi donne commettiamo. John Gray però ammonisce: così facendo il nostro uomo non solo si sentirà “dato per scontato” ma anche non amato se non siamo in grado di apprezzare ciò che lui fa per noi. Non conviene cambiare rotta allora?

5. Per lui: la monotonia

Guai a relegare la dimensione del gioco e dello scherzo solo alla sfera delle amicizie. Ridere e divertirsi insieme sono imperativi irrinunciabili per un rapporto di coppia che funzioni. E, per farlo, non c’è bisogno di stendere il lenzuolo di Twister né di rispolverare il Monopoli che giace in soffitta. A volte basta trasformare la routine domestica in una sfida di coppia, ovviamente con un premio in palio.  A buon intenditor…

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6. Per lei e per lui: non smettere di progettare

L’etimologia del verbo progettare racchiude in sé il senso dell’amore. Deriva dal latino proiectum, ovvero gettare avanti, creare un ponte tra l’idea che abbiamo in mente e la sua realizzazione. Se ci fate caso, questo verbo è associato solo alle prime fasi della vita a due: la ricerca di una casa, la convivenza, il matrimonio, i figli. Superate tutte le tappe, il desiderio di guardare avanti insieme si assopisce. Invece è importante continuare ad alimentarlo, anche partendo dalle piccole cose. Progettate un viaggio, un hobby da condividere, una passione: insomma costruite. A cosa serve il futuro se non a nutrire il presente?

 

Questi suggerimenti sono ispirati ai saggi dei più grandi esperti sul tema delle relazioni uomo-donna: lo psicologo John Gray – autore del celebre bestseller Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere; Paolo Crepet, uno dei più illustri psicologi italiani e Giulio Cesare Giacobbe, il famoso autore del libro cult Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita. Non lasciarti scappare l’occasione unica di vederli insieme nell’evento formativo che si terrà a Milano il 22-23 Ottobre. Iscriviti a Marte e Venere oggi: istruzioni per l’uso.

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Come (continuare a) farlo impazzire

Un noto proverbio dice che il matrimonio è la tomba del sesso e, va da sé, che lo stesso discorso può essere esteso ad ogni relazione che abbia superato la fatidica soglia dei 7 anni. Certo, agli adagi popolari non si attribuisce alcuna pretesa di scientificità ma, si sa, spesso celano sempre un briciolo di verità.
Col passare del tempo, infatti, un calo della passione nella coppia è fisiologico. Lo psicologo e psicoterapeuta Giulio Cesare Giacobbe in Come fare un matrimonio felice che dura tutta la vita imputa la causa di questo calo principalmente a due motivazioni.

La prima è difficilmente raggirabile a meno che non stiate pianificando un’imminente trasferimento a Tristan da Cuhna (il luogo più remoto della Terra per intenderci) e riguarda il fatto che siamo una popolazione industrializzata. Che c’entra l’industrializzazione con un calo di libido sessuale? La risposta è semplice e bene o male ci coinvolge tutti: stress.

La nostra vita è cadenzata da ritmi sempre più frenetici e dunque essere stressati è inevitabile, ma stress e sesso di comune hanno solo il battito cardiovascolare accelerato. L’eccitazione sessuale, ci dicono dalla regia, sarebbe depressa dal sistema nervoso simpatico e prodotta, al contrario, dal sistema nervoso parasimpatico.

La seconda riguarda più da vicino una delle due metà della mela, quella maschile, e la sua assuefazione.
Per consentire la massima riproduzione della specie, la natura ha dotato l’uomo dell’istinto di accoppiamento con donne sempre diverse. Ciò significa che nemmeno unendo la bellezza di Cleopatra e le “arti” di Semiramide, riuscireste ad evitare che lui guardi le altre.

Certo, a dipingerla così la situazione sembra un quadro a tinte fosche che non lascia spazio a nessun tipo di soluzione se non:
-darti al tradimento (ma tanto ci si stancherebbe anche dell’amante prima o poi)
-rassegnarti ad un matrimonio senza passione (se non hai fatto voto di castità finora non credo sia il caso di cominciare proprio adesso).

Questo destino sarebbe inevitabile se fossimo sicuri che la felicità sessuale in una coppia dipenda esclusivamente dall’attrazione fisica: ma per nostra fortuna, una buona vita sessuale dipende anche dall’impegno condiviso da entrambi i partner a voler soddisfare l’altro e non solo da mere considerazioni estetiche.

Di seguito allora, tre punti fondamentali da ricordare se non vogliamo che la nostra vita di coppia vada in letargo.

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  1. Ogni età ha i propri punti forti, valorizzateli

È vero che l’aspetto fisico non è tutto ma non per questo va sottovalutato, anche se il partner è lo stesso ormai da un paio di lustri. Ricordate la compagna di banco delle superiori? Quella magra, perfetta e impeccabile che sapientemente era in grado di abbinare già dalle 7 del mattino il colore del colletto della camicia con quello dei  calzini? Vi sarà di certo capitato di incontrarla a distanza di anni e di constatare quanto poco sia rimasto di quella voglia di essere perfetta ad ogni costo.

Non saltate sulla sedia: non vi sto sollecitando a sessioni estenuanti in palestra o a diete proibitive per avere, vita natural durante, una taglia 40. Sto solo dicendo che ogni età ha in sé della bellezza e delle qualità, tutto sta nell’esserne coscenti e valorizzarle a dovere. Quando subentra la routine, è facile avanzare la pretesa che il nostro compagno debba accettarci a prescindere, ipoteticamente anche con trenta chili in più, ma bisogna ricordare che gli uomini (e in realtà anche le donne) sono “animali visivi” e, in primo luogo, l’eccitazione viene stimolata se quello che vediamo ci piace.

 

  1. Provate nuove ricette

Specie nelle relazioni di lungo termine, si commette l’errore di pensare che quello che ci piace a vent’anni ci piacerà anche a quaranta e viceversa: quello che non ci piaceva a vent’anni non ci piacerà nemmeno a quaranta. Sbagliato! Pensate ad esempio a quanti sono i cibi che snobbavate da piccole e che ora invece vi fanno impazzire. I nostri desideri non sono statici ma mutano con noi. Per questo è importante non rimanere ancorati alle confessioni che il nostro partner ci ha svelato anni fa ma alimentare continuamente la scoperta e soprattutto… sperimentare!

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  1. Divertitevi a invertire i ruoli

Non lasciare sempre a lui l’oneroso compito di fare il primo passo. Se è vero che non vogliamo essere principesse dobbiamo dimostrarlo in tutti i campi, anche in questo. Diamo allora il benvenuto a tre nuove fate madrine: Intraprendenza, Azione e Audacia. Vi aiuteranno a stupire il vostro lui rompendo gli schemi tradizionali ai quali è abituato e dar vita a scenari del tutto nuovi, ripristinando la magia dei primi mesi.

 

Questi sono solo alcuni dei consigli che Giulio Cesare Giacobbe condividerà all’evento formativo Marte e Venere oggi: istruzioni per l’uso, che si terrà il 22-23 Ottobre a Milano. In questo week end unico potrai approfondire il tema delle relazioni uomo-donna grazie ai maggiori esperti del settore: lo psicologo John Gray – autore del celebre bestseller Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere; Paolo Crepet, uno dei più illustri psicologi italiani e ovviamente Giulio Cesare Giacobbe, il famoso autore del libro cult Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita.

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Come tradire (e non essere scoperte) in 5 mosse

Il tuo fidanzato/marito è il compagno ideale: poco o nulla di cui lamentarsi.

C’è complicità, empatia, affinità intellettuale: insomma, sulla carta non manca proprio niente. Appunto, sulla carta. Perché poi o per noia, o per un’imprevista tempesta ormonale, o per dare quel pizzico di pepe in più alla relazione, o perché neanche noi stesse siamo in grado, da sole, di spiegarne i motivi, arriva, inesorabile, il desiderio di tradire.

Se quindi hai deciso di buttare all’aria anni e anni di fedeltà pagata a duro prezzo con l’imperturbabilità del saggio stoico, lezioni su lezioni di respirazione yogica (anche queste pagate a duro prezzo) per reprimere i più subdoli impulsi libidinosi, ore e ore di corso prematrimoniale volte a mostrare un lungo elenco di doveri e responsabilità e uno, ben più scarno, di piaceri e sei intenzionata a farti un’amante, allora non darti all’improvvisazione … a meno che tu non voglia essere scoperta. Tradire è sì cedere alla passione travolgente di un istante ma, per non commettere passi falsi, occorre essere attenti e calcolatori come dei veri e propri ninja.

In questa piccola mini-guida abbiamo pensato di raccogliere gli errori più comuni da evitare per tradire senza mettere a repentaglio la tua relazione.

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  1. Negare, negare, negare e ancora negare!

Lo inserisco come primo punto perché è la regola imprescindibile alla base di qualsiasi manuale del perfetto traditore. Specie se non si tratta di una semplice e occasionale scappatella ma di un amante a tutti gli effetti, sarà fondamentale vestire i panni del perfetto mentitore, dall’inizio fino a quando non deciderai di porre fine alla tua nuova liaison. In barba all’emotività, dovrai essere una vera e propria macchina da guerra anche quando il partner ti incalzerà con domande serrate e scomode, con la faccia di chi ha tutta la verità in tasca. È la tua occasione per far finalmente fruttare quel corso di recitazione fatto alle scuole medie e accantonato dopo lo spettacolo di fine anno scolastico.

  1. Non abbassare mai la guardia

È tipico del traditore alle prime armi. La paura di essere scoperta ti porta ad un’attenzione maniacale nell’elaborazione di bugie e di piani A, B, C, D, E – scomodando anche l’alfabeto cirillico, se possibile – solo ed esclusivamente nelle prime fasi dell’ “avventura”. Se non vieni scoperta nel giro di un mese, questa cura al dettaglio inizia a scemare: nulla di più sbagliato. Non ti adagiare nella convinzione di essere diventata abile a mentire se fino all’altro ieri non riuscivi nemmeno a dissimulare insofferenza verso l’ennesimo paio di calzini a pois regalato a Natale da tua zia.

 

  1. Non chiedere. Mai.

Non fare troppe domande sui programmi che il tuo partner ha per il fine settimana per capire quando e quanto campo libero puoi avere. Potrai ricavare le stesse informazioni in modo più sottile cercando di portare alla luce il discorso in modo indiretto. Per capirci, anziché l’autostrada prendi l’interna: più scomoda, più lunga ma in grado di portarti comunque a destinazione.

 

  1. Home sweet home? No, grazie!

Sembrerà banale ma se da un lato è facile cedere alla tentazione di un posto pratico e confortevole come casa propria, dall’altro è altrettanto facile essere colti in flagrante. Il timore che il tuo compagno possa rientrare da un momento all’altro farà pure innalzare il termometro della passione ma meglio che i bollenti spiriti vengano placati altrove. La vicina impicciona, ahimè, non è solo un cliché. Non dico di cambiare continente, che in pausa pranzo magari è un po’ scomodo, ma almeno di incontrarvi in un territorio neutro e lontano da occhi indiscreti.

 

  1. Il silenzio degli innocenti

Fedifraga, se vuoi avere la certezza quasi matematica di riuscire a farla franca, non raccontare le tue  marachelle ad amici o colleghi. Inutile invocare il silenzio: il rischio di innescare il gioco del “telefono senza fili” è sempre dietro l’angolo. O, ancora peggio, costringerai a sporcare la fedina “etica” dei tuoi amici, qualora siano anche amici del tuo partner.

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Ora, fermati a riflettere: se sei certa di non voler rinunciare alla tua relazione ma senti il desiderio di un amante, allora questo è di certo il sintomo di problematiche ancora latenti che hanno bisogno di essere portate alla luce. Può trattarsi di difficoltà di comunicazione, di differenze che, improvvisamente, diventano inconciliabili (vedi Brangelina), di una temporanea perdita d’intesa con il tuo lui: non è sempre facile capire cosa sta accadendo alla nostra relazione, o perché siamo troppo coinvolti e poco disposti ad ammettere che qualcosa non vada o perché non possediamo gli strumenti giusti per accorgerci di cosa è venuto meno. Così si finisce per ricorrere a spiccioli escamotage, palliativi come quelli che ti ho illustrato, che non fanno altro che raggirare il problema, anziché risolverlo. Un cerotto non può sanare una ferita, può solo tamponarla.

Se hai sperimentato questa condizione e vuoi risolvere il problema a monte, vieni ad acquisire i giusti strumenti per migliorare la tua vita di coppia. Approfitta dell’evento formativo Marte e Venere oggi: istruzioni per l’uso, che si terrà il 22-23 Ottobre a Milano. In questo week end unico potrai approfondire il tema delle relazioni uomo-donna grazie ai maggiori esperti del settore: lo psicologo John Gray – autore del celebre bestseller Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere; Paolo Crepet, uno dei più illustri psicologi italiani e Giulio Cesare Giacobbe, il famoso autore del libro cult Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita.

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E vissero per sempre felici e stressati

Lo stress è il male della nostra epoca

Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha dovuto fare i conti con un intenso periodo di stress e non abbia sperato di potersi disfare al più presto di questa pesante zavorra. Dello stress faremmo volentieri a meno, eppure i ritmi di vita che oggi ci vengono imposti decretano l’esatto contrario tanto da farlo apparire come il male dell’epoca contemporanea.

Saremmo anche disposti ad accettarlo se il prezzo da pagare non fosse una diminuzione della nostra felicità. E allora, quale soluzione ci resta? Essere stressati e quindi infelici?

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Rinunciare alla felicità non è un’ipotesi contemplabile

Rinunciare alla felicità non è un’ipotesi contemplabile. Già Aristotele, diversi secoli orsono, sosteneva che lo scopo ultimo della vita terrena è il raggiungimento della felicità personale e la realizzazione di sé stessi.

Ad ogni modo, negare che lo stress non abbia alcun peso sul conseguimento di questo obiettivo è pura illusione ed eliminarlo dalla quotidianità delle nostre giornate, sia nella vita privata che nel contesto lavorativo, non solo non è possibile ma non è nemmeno auspicabile.

Una certa dose di stress non solo non mina la nostra felicità ma addirittura può contribuire alla crescita personale

Tutto sta nel riuscire a individuare la giusta dose di stress che siamo in grado di gestire e tollerare così da trasformare lo stress da ostacolo ad opportunità. Per spiegare questo concetto è utile ricorrere alla metafora dell’arco e della freccia elaborata da Theo Compernolle. Il neuropsichiatra belga, specialista e consulente nella gestione dello stress in particolare per il mondo del business, sostiene che la tensione dell’arco è necessaria affinché la freccia arrivi al suo obiettivo. Senza lo stress dell’arco, la freccia non può arrivare da nessuna parte. Esagerando con la tensione, l’arco si rompe. Ciò sta a significare che una certa dose di stress non solo non mina la nostra felicità ma addirittura può contribuire alla nostra crescita personale.

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Senza una certa quantità di stress non si raggiunge niente. I riconoscimenti, i premi e i traguardi che si raggiungono nella vita sono sempre accompagnati da momenti emotivamente intensi e stressanti. Ce lo insegna anche il mondo dello sport. Dopo aver vinto la medaglia d’argento nel trampolino tre metri dei tuffi sincro alle recenti Olimpiadi di Rio, Tania Cagnotto ha dato l’annuncio del suo ritiro “Arrivare a questo argento è stato feroce, scortica, toglie la pelle. So che rimpiangerò lo sport ma sono a pezzi. Stanca di soffrire. Smetto per questo, perché è un fuoco che riscalda ma che consuma anche. Non solo te ma anche quelli che ti stanno attorno”.  Eccessiva tensione e l’arco si è rotto.

Lo stress non è qualcosa che appartiene a noi soltanto, ma logora anche ci sta intorno. Per questo è importante saper riconoscere quando il partner è stressato e comprendere qual è il  modo di affrontarlo

La confessione della pluripremiata tuffatrice ci offre anche un’altra importante lezione: lo stress non è qualcosa che appartiene a noi soltanto e che non influisce su chi ci sta intorno, specie nell’ambito delle relazioni di coppia. Saper intuire e comprendere quando il partner è snervato e qual è il suo modo di affrontare lo stress evita buona parte delle incomprensioni di un rapporto.

John Gray, psicologo e psicosessuologo, nel suo best- seller Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere, spiega che uomini e donne reagiscono in modo differente allo stress e, pertanto, in queste circostanze le necessità dei due sessi divergono. Mentre gli uomini tendono a chiudersi sempre di più in sé stessi focalizzandosi sul problema, le donne si sentono più coinvolte in ciò che le angustia e sopraffa. “L’uomo si sente meglio se risolve i problemi, la donna se ne parla”. Capire queste differenze e imparare a rispettarle riduce in modo netto le confusioni e i conflitti che improntano i rapporti con l’altro sesso. Senza qualcuno che sappia supportarci (e non solo sopportarci!) anche nei momenti di maggiore stress e tensione, la strada verso la felicità è di certo più lontana e tortuosa.

Se vuoi scoprire come imparare a gestire lo stress migliorando così anche la tua vita di coppia, approfitta dell’evento formativo Marte e Venere oggi: istruzioni per l’uso, che si terrà il 22-23 Ottobre a Milano. In questo week end unico potrai approfondire il tema delle relazioni uomo-donna grazie ai maggiori esperti del settore: lo psicologo John Gray – autore del celebre bestseller Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere; Paolo Crepet, uno dei più illustri psicologi italiani e Giulio Cesare Giacobbe, il famoso autore del libro cult Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita.

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Perché si dice “fare i piccioncini”?

Vi siete mai chiesti perché ci siano così tanti piccioni in giro per le città?
Non starebbero forse meglio in campagna? Senza smog, senza palazzi ad impedirne il volo, senza le continue imprecazioni che noi tutti rivolgiamo a questi ignari volatili, scaricandogli addosso le colpe più disparate. Non starebbero meglio con tutti gli altri uccelli, liberi in cieli azzurri e non costretti tra palazzi e nuvole grigie? Secondo la logica dell’uomo, certamente starebbero meglio in un ambiente più “naturale”.
Eppure loro restano, e mi piace pensare non lo facciano solo per aver del cibo a buon mercato, ho una teoria a riguardo, ed ecco perché ho iniziato a parlare di piccioni in un blog di crescita personale. Lasciatemi quindi arrivare al punto: cosa aspettano i piccioni ad andarsene dalle città?

Per capirci qualcosa e rispondere a questa domanda bisogna conoscere un poco le abitudini di questi volatili, infatti tra le loro caratteristiche non c’è soltanto quella di appollaiarsi sulle statue e cercare spasmodicamente briciole di pane tra i marciapiedi. Una caratteristica ben più importante dei piccioni è il loro essere monogami: restano fedeli al partner per tutta la vita. Ma c’è di più: la coppia infatti si forma dopo un lungo periodo in cui il maschio corteggia la femmina.

 

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Solo dopo il corteggiamento i due volatili iniziano a pensare ad un futuro insieme e a prendere in considerazione l’idea di metter su casa, o nido che dir si voglia. E in questo caso il maschio per dimostrare alla femmina che è in grado di prendersi cura dei figli le porge le briciole di cui sopra, mostrandole così la sua capacità a provvedere al fabbisogno della famiglia, o covata che dir si voglia. E poi? Poi arrivano le uova, su cui si alternano, affinché restino al caldo, entrambi i coniugi e infine arrivano i piccioncini, che sono anch’essi nutriti da entrambi i genitori.

Dopo questa sessione-natura sul comportamento del piccione, o Columba livia, se volete fare i sofisticati, dovrebbe risultare chiaro cosa ci fanno i piccioni in città. Tra un volo radente sopra i taxi ingolfati e un tubare lieto alla faccia di tutti i musi lunghi che vedono di sotto, i piccioni ci ricordano una cosa che tendiamo spesso a dimenticare, e cioè che un matrimonio che dura tutta la vita è possibile, e che per ottenerlo ci deve essere l’impegno di entrambe le parti. Sia il maschio che la femmina infatti contribuiscono in maniera eguale alle necessità reciproche prima, e dei loro piccolo poi. Ambo i coniugi sviluppano cioè una personalità che potremmo definire del genitore e che è caratterizzata dal dare amore incondizionatamente.

Contrapposta alla personalità del genitore c’è però in ognuno di noi anche la personalità del bambino. Anch’egli vuole amore, ma non vuole un amore reciproco, bensì un amore assoluto e unidirezionale, il tipo di amore appunto che un bambino si aspetta dalla madre, un amore che lo protegga dal mondo. Molte persone si fermano a questo stadio di sviluppo della personalità e aspettano tutta la vita che arrivi qualcuno che si sostituisca inconsciamente alla madre o al padre e che li liberi dalle loro paure. Ma per avere una relazione felice non si può restare bambini, che difatti hanno “amichetti e amichette” ma non certo fidanzati e spasimanti.

 

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Giulio Cesare Giacobbe, autore del best seller “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita”, sarà uno dei relatori dell’esclusivo evento formativo “Marte & Venere oggi, istruzioni per l’uso!”

 

Per ottenere un rapporto di coppia solido e felice si deve superare la personalità del bambino, per poi approdare alla personalità del genitore. Tra queste due c’è uno step intermedio che viene definito personalità dell’adulto. In questo caso non si cerca più qualcuno che ci protegga dal mondo, ma al contempo si accentua il nostro individualismo che ci porta quindi a non volere legami stabili e relazioni durature. È questa, a mio avviso, il tipo di personalità imperante oggigiorno, specie tra le persone che perseguono ciecamente una carriera lavorativa. Non è una personalità necessariamente sbagliata, soltanto poco adatta ad un impegno come quello del matrimonio. Quel che invece è sbagliato è ignorare questi meccanismi psicologici di sviluppo della personalità. Questo sì porta problemi! Soprattutto in termini di felicità personale e relazionale.

Infatti spesso non si riesce a sbrogliare il bandolo della matassa di cui è fatto il nostro cuore proprio perché non sappiamo bene chi siamo e quindi neanche cosa stiamo cercando. Da qui quella vaga sensazione di malessere che ci prende all’improvviso mentre camminiamo per le strade della nostra città e che inconsciamente scarichiamo addosso al primo piccione che capita definendolo soltanto come un topo con le ali.

Ma questo volatile è molto di più, è un esempio vivente della rotta da seguire per chiunque voglia migliorare il proprio rapporto di coppia, e a me piace pensare che abbia deciso di restare tra i grigiori delle città dell’uomo, proprio per dimostrare come un amore che possa essere definito tale, non subisca le intemperie climatiche né gli scorni della gente e che anzi, nelle difficoltà, si ritrovi più unito e affiatato e resista su tutto, arruffato e felice, tubando garrulo anche solo per una briciola di pane.

 

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Questo post a metà tra la divulgazione e la crescita personale è ispirato dal libro di Giulio Cesare Giacobbe “Come fare un matrimonio felice che dura tutta la vita”. In questo best seller, col suo piglio personale e caratteristico, l’autore mette in luce come sia importante sviluppare la propria personalità per raggiungere la felicità di coppia e, grazie ad un punto di vista estremamente originale, rischiara la strada di chiunque cerchi di conciliare la propria vita affettiva con quella personale e lavorativa. Per approfondire questi argomenti, il weekend del 22 e 23 Ottobre, si terrà a Milano l’evento formativo “Marte e venere oggi: istruzioni per l’uso”, in cui oltre a Giulio Cesare Giacobbe parteciperanno anche Paolo Crepet, psichiatra e psicoterapeuta italiano e John Gray, l’autore del celeberrimo “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, che esporrà le sue ultime scoperte riguardo la comunicazione tra i sessi e come fare per migliorarla ottenendo così più soddisfazione sia a casa che a lavoro.

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Chi è Giulio Cesare Giacobbe?

Psicologo e psicoterapeuta in Italia e Usa, è laureato in Filosofia all’Università di Genova e in Psicologia presso l’International Institute of Pneumiatrics della California con specializzazione in Psicologia Analitica. Autore di testi di stampo accademico, è noto per numerosi libri di carattere divulgativo di grande successo come “Alla ricerca delle coccole perdute” e “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita”.

Cos’è veramente la Felicità?

La ricerca della felicità!
Spesso usiamo questa espressione pensando alla felicità come a qualcosa di alto e di irraggiungibile, che si può ottenere solo dopo un grande sforzo e che al contempo ci ripaga di tutte le pene sofferte. Fateci caso: la nostra idea di felicità è stata influenzata dall’idea di paradiso terrestre. Lo zampino della Chiesa, in questo caso, ha portato ad una distorsione delle nostre percezioni, cosicché tendiamo ad avere una cieca speranza nel futuro, sopportando allo stesso tempo le angherie del presente. Questo atteggiamento da un lato è molto utile e ci motiva nella ricerca di stimoli futuri, dall’altro però ci impedisce di godere appieno degli attimi fuggenti che viviamo.

Dov’è scritto che la felicità debba arrivare di colpo, che tutto ad un tratto e quasi senza possibilità di scelta irrompa nella nostra vita? In nessun luogo, però spesso ci comportiamo come se così fosse, riducendo il nostro presente ad una spasmodica attesa. Ora non voglio dire che dovete lasciare tutto, vendere la casa e partire per un improbabile giro del mondo, non è questo il punto. La felicità va trovata in noi stessi e non nei posti che visitiamo. Va trovata nella vita che abbiamo ogni giorno e che spesso sottovalutiamo. Ma anche qui: chi l’ha detto che vada cercata la Felicità maiuscola e assoluta? Non è forse vero che tanti tipi di felicità contribuiscono al nostro benessere totale? Sono moltissime le piccole cose che ci danno piacere e che spesso valutiamo come effimere. Ma da queste bisogna partire per cercare quel sentimento totalizzante che è sulla bocca di tutti e che al contempo nessuno sembra saper trovare.

Tra le tante felicità di cui possiamo godere, Paolo Crepet, noto autore e psichiatra italiano, ne fa un cospicuo elenco nel suo libro “Impara ad essere Felice”. Qui riporto 3 esempi per iniziare subito a mettere insieme i pezzi di puzzle che compongono la nostra felicità, sempre ricordando però come ci si possa divertire non solo alla fine dell’opera, ma anche e soprattutto per ogni pezzo che vediamo combaciare perfettamente con l’altro e che ci avvicina sempre di più alla meta finale.

 

La felicità dell’outsider outs

 

“Felice chi è diverso

essendo egli diverso.

Ma guai a chi è diverso

essendo egli comune”

Sandro Penna

 

 

 

La diversità spesso non paga. Chi non si sente parte del pensiero dominante viene spesso escluso e ciò provoca certamente malessere e può condurre all’infelicità. Ma non è sempre così. L’essere “outsider” infatti può rappresentare anche una grande opportunità. Se Tim Burton non fosse stato un ragazzo timido e impacciato che invece di uscire coi suoi coetanei passava i pomeriggi in casa disegnando e guardando vecchi film, oggi non potremmo godere dei suoi personaggi melanconici e sognanti, del frutto di quell’immaginazione coltivata in modo del tutto non convenzionale. E in questo caso vale anche l’esempio di Steve Jobs, licenziato dalla stessa azienda che aveva contribuito a creare, perché portatore di idee troppo rivoluzionarie che però avrebbero fatto la sua fortuna e la gioia di tutti i fan Apple. Essere diversi non è sbagliato, e la non omologazione col gruppo è un prezzo irrisorio da pagare per ottenere una propria vision che sia differente da quella degli altri.

 

La felicità della tartaruga

Vi ricordate quel vecchio spot della mozzarella in cui lo slogan era “la vita va assaporata…lentamente”?
Ebbene da quella pubblicità, oltre ad una “gran voglia di caprese”, possiamo trarre un importante insegnamento, e cioè non confondere la lentezza con la pigrizia. In tal senso pensate ai monaci tibetani che centellinano i granelli di sabbia dei loro mandala, e piano, giorno per giorno portano a compimento la loro opera. Non si può certo definirli inoperosi, ma neanche delle schegge. Oggigiorno il concetto di lentezza è stato accomunato a quello di inefficienza, come se ci fosse un incolmabile iato tra produttività e minuziosità. Lato che però è solo nella nostra testa, come scrive Primo Levi ne “La chiave a stella”: “se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che molti non conoscono”.
E proprio perché molti non conoscono la lentezza, l’accuratezza e la perfezione dei gesti che compongono un lavoro vengono scambiate per pigrizia e inezia. Ma non è così, è vero semmai l’opposto: quanto più tempo si impiega per fare qualcosa, tanto più questa ci sta a cuore. Occorrerebbe quindi prendersi qualche minuto in più per godere di qualche istante di felicità.

 

La felicità dell’artigiano

 

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Questa è difficile da spiegare, ma sfido chiunque a non sentirsi felice dopo aver portato a termine qualcosa con le proprie mani. Ogni volta che poggiamo le nostra dita sulla materia per farne qualcosa, percepiamo una sensazione di benessere. Gli artigiani hanno una particolare tenerezza nel toccare le superfici del proprio lavoro, le accarezzano quasi fossero pelle umana e con tale rispetto le trattano. Anche se burbero, un artigiano è difficilmente triste. Il suo agire, il dono di costruire, riparare e rimettere in moto costituiscono un formidabile antidoto alla tristezza. Invece oggi pensiamo che la felicità non debba arrivare altro che da esercizi mentali, e invece basterebbe essere un poco più umili e riappropriarci della nostra dimensione sensoriale per vivere più sereni e più felici. E capire come è vero quanto detto da Paul Valery:

Quello che c’è di più profondo nell’essere umano è la pelle.”

 

Questi sono solo 3 tipi di felicità di cui possiamo riappropriaci, ma molto altro ancora può essere fatto per ritrovare la strada del benessere e della realizzazione personale. Per approfondire questi argomenti, il weekend del 22 e 23 Ottobre, si terrà a Milano l’evento formativo “Marte e Venere oggi: istruzioni per l’uso”, il cui focus è appunto il miglioramento personale, partendo dalla felicità individuale per arrivare alla pienezza delle relazioni e alla felicità affettiva. In questo evento unico, oltre a Paolo Crepet, ci saranno anche Giulio Cesare Giacobbe, autore del best seller “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita” e infine John Gray, autore del celeberrimo “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, che esporrà le sue ultime scoperte riguardo la comunicazione tra i sessi e come fare per migliorarla, ottenendo così più soddisfazione sia a casa che a lavoro.
Clicca qui per avere tutte le informazioni utili!

 

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Motivazione per Donne e Uomini. Le 5 differenze.

Negli ultimi anni il tema della motivazione a lavoro, cioè l’insieme degli elementi e dei fattori che orientano le persone ad attivarsi con impegno nel proprio lavoro, è stato uno dei più trattati nell’ambito del management.  Ci si è resi conto, finalmente, che le differenze tra  collaboratori non vanno appiattite in nome dell’uniformità ma piuttosto valorizzate e capitalizzate.

 

 

“le differenze non vanno appiattite in nome dell’uniformità ma capitalizzate”

 

È iniziata l’era del diversity management cioè dell’approccio manageriale che tiene conto  delle differenze dei collaboratori e si basa su di esse per creare un ambiente di lavoro inclusivo. Il grande allenatore Julio Velasco lo aveva anticipato da tempo: per quanto riguarda la motivazione uomini e donne funzionano in modo completamente diversi.

 

Ecco le 5 differenze che cambiano la motivazione di donne e uomini

 

1. Emisfero destro ed emisfero sinistro

Non se la prendano gli uomini ma le donne hanno il 40% in più di tessuto connettivo tra l’emisfero sinistro e quello destro del cervello. Mentre gli uomini tendono ad usare un emisfero alla volta, le donne tendono ad usarli entrambi, qualsiasi cosa stiano facendo. Quando un uomo usa l’emisfero destro del cervello, preposto al divertimento, l’emisfero sinistro, più serio, diventa inattivo e riposa. Quando invece una donna usa la sua parte destra, divertente e creativa, rimane connessa anche con la  sinistra e con tutte le sue responsabilità. La donna è motivata da situazioni che richiedono insieme l’intervento di raziocinio e creatività.

 

Marte e Venere oggi: istruzioni per l'uso! John Gray, Giulio Cesare Giacobbe, Paolo Crepet. Motivazione donne e uomini

2. Competizione e collaborazione

Gli studi sull’intelligenza di genere condotti dalla Harvard University hanno dimostrato che quando un uomo è in competizione sente di poter controllare le proprie azioni e il suo stress diminuisce mentre  quando collabora il  suo stress aumenta perché sente di non aver il controllo. Questo, ovviamente, non significa che non possa collaborare ma che la sua motivazione  aumenta quando può intervenire in modi che gli lasciano il controllo su se stesso e sul proprio tempo.

 

3. Pronto intervento e intervento di precisione

Le donne hanno generalmente una buona visione strategica ma anche una grande attenzione per la qualità dell’ambiente di lavoro, la condivisione degli obiettivi e ricerca di soluzioni tagliate su misura”, considerate meno spiccate nell’universo maschile. Gli uomini possono essere motivati dalla necessità di agire in fretta, le donne dalla necessità di agire con precisione. Ovviamente, bisogna contestualizzare:  nessuno mette in dubbio che gli uomini possano essere eccellenti chirurghi ma che le leve di motivazione sono diverse.

 

4. Testosterone e Ossitocina

Donne e uomini reagiscono in maniera diversa allo stress. Dal punto di vista biochimico questo è prodotto dall’innalzamento del livello del cortisolo. Per abbassare il livello di questo ormone i due sessi producono ormoni diversi: lui il testosterone e lei l’ossitocina. L’ossitocina è prodotta in situazioni di cooperazione, attenzione,  sostegno e cura. Il testosterone, invece, è una sorta di ormone delle emergenze, rilasciato in situazioni che richiedono rapidità d’intervento, sacrificio per una causa importante e risoluzione dei problemi.

 

Marte e Venere oggi: istruzioni per l'uso! John Gray, Giulio Cesare Giacobbe, Paolo Crepet

 

5. Casa e foresta

Gli studi sulla produzione di cortisolo in uomini e donne e le ricerche scientifiche correlate mettono in evidenza che le donne sul posto di lavoro sono due volte più stressate degli uomini. Inoltre, in molti casi, quando rientrano a casa il loro stress aumenta ulteriormente. Gli uomini, invece, nel periodo di riposo registrano una diminuzione del livello di cortisolo, già in partenza più basso di quello delle donne. Secondo lo psicologo John Gray, la ragione è nel fatto che il mondo maschile non è cambiato molto da quando le donne hanno iniziato a lavorare fuori casa (in tempi remoti l’uomo cacciava nella foresta, la donna lavorava tra le mura domestiche) mentre il mondo femminile ha deviato il proprio asse iniziale. Oggi, in molti luoghi di lavoro, la presenza del carisma femminile è fondamentale. Favorire un maggiore contatto della donna con la sua dimensione affettiva aumenta le sue performance.

 

Vuoi scoprire come motivare al meglio il tuo team?

Apprendi le migliori strategie di diversity management grazie ad un evento interamente dedicato alle differenze tra Donne e Uomini: Marte e Venere oggi: istruzioni per l’uso, che si terrà il 22-23 Ottobre a Milano, nel quale verrà approfondito il tema grazie ai maggiori esperti del settore: lo psicologo John Gray – autore del celebre bestseller Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere, Paolo Crepet, uno dei più illustri psicologi italiani e Giulio Cesare Giacobbe, il famoso autore del libro cult Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita.

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Foto tratte da Google Immagini

Work-life balance, lo realizza chi conosce il segreto di Giano Bifronte

Nella vita professionale di ognuno di noi c’è un punto cruciale: l’equilibrio tra il successo a lavoro e la cura delle relazioni private. Sappiamo, infatti, che queste ultime hanno un impatto notevole sulle performance professionali.

Il work-life balance è “il segreto dei team ad alte performance”

Una ricerca ormai nota di Patrick Dixon, uno dei maggiori pensatori nel campo della consulenza aziendale, ha definito il work-life balance come “il segreto dei team ad alte performance”, sulla base di alcune osservazioni: 1) Innanzi tutto è tra le priorità dei diplomati delle business school, i quali desiderano una carriera di successo, ma vogliono anche dedicare il giusto tempo alla propria vita privata; 2) anche durante una fase economica di recessione, il work-life balance rimane tra gli obiettivi dei collaboratori, nonostante tutti siano portati a sacrificarsi di più per mantenere il posto di lavoro; 3) la ricerca di un equilibrio tra vita privata e lavoro risulta essere legata alla ricerca di un significato esistenziale: il 60% dei giovani inglesi tra i 25 e i 35 anni ha affermato di cercare una gratificazione più alta nel proprio lavoro, oltre a quella meramente economica.

work -life balance, equilibrio lavoro - vita privata, Life Strategies

Le aziende più innovative sono molto attente a promuovere un’organizzazione del lavoro che favorisca il work-life balance, perché sono consapevoli che essa possa avere una ricaduta positiva sulla produttività. D’altra parte, però, per realizzare l’equilibrio lavoro – vita privata non basta prendere delle misure solo da un lato. È importante che anche a casa e in tutti gli spazi in cui si sviluppano le relazioni private, si realizzi un’atmosfera che favorisce il benessere psicologico e il raggiungimento degli obiettivi professionali. Proprio in questo ambito, però, riscontriamo spesso grandi difficoltà perché ci sfuggono alcuni principi basilari della psicologia di coppia, in particolare quella tra uomo e donna.

Il segreto del work-life balance è come Giano Bifronte, il dio della porta, che guarda sia all’interno sia all’esterno

La differenza tra i sessi, dal punto di vista psichico e fisiologico, è causa di incomprensioni e frustrazioni che troppo spesso interferiscono con la nostra efficacia a lavoro. (Per non parlare del fatto che uomini e donne non hanno relazioni strette solo nella sfera privata ma anche in ufficio!). Il segreto del work-life balance, dunque, si chiama Giano Bifronte, come il dio romano raffigurato con due volti perché può guardare il futuro e il passato ma anche perché, essendo il dio della porta, può guardare sia all’interno sia all’esterno. Proprio come Giano, per realizzare l’Equilibrio, dobbiamo guardare sia alle relazioni private sia a quelle esterne e migliorarci continuamente dall’uno e dall’altro lato.

work life balance con John Gray, Paolo Crepet, Giulio Cesare Giacobbe

Per realizzare l’Equilibrio lavoro – vita privata dobbiamo avere gli strumenti giusti

Lo psicologo John Gray, autore del celebre libro Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere, che ha venduto oltre 10 milioni di copie in tutto il mondo, tradotto in 40 lingue,  ci fornisce importanti chiavi di lettura della relazione uomo-donna al giorno d’oggi. Le sue analisi si basano sullo studio della fisiologia maschile e femminile nonché sulla considerazione dei mutamenti sociali che stanno rivoluzionando i ruoli e gli obiettivi di milioni di uomini e donne. Senza la conoscenza di questi meccanismi, che agiscono nelle nostre vite anche a prescindere dal fatto che ne siamo consapevoli, è praticamente impossibile innalzare il livello di sinergia tra lavoro e vita privata.

Se vuoi scoprire come rendere la tua vita privata forza propulsiva del tuo lavoro e come rendere il tuo lavoro funzionale alla tue relazioni personali, approfitta dell’evento formativo Marte e Venere oggi: istruzioni per l’uso, che si terrà il 22-23 Ottobre a Milano, nel quale verrà approfondito il tema delle relazioni uomo-donna grazie ad esperti del settore: lo psicologo John Gray – autore del celebre bestseller Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere, Paolo Crepet, uno dei più illustri psicologi italiani e Giulio Cesare Giacobbe, il famoso autore del libro cult Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita.

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“Marte & Venere oggi: istruzioni per l’uso!” è l’imperdibile evento con i maggiori esperti internazionali sul tema delle relazioni uomo-donna che si terrà il 22-23 Ottobre 2016.

Felicità di coppia: a cosa non vogliamo più rinunciare e come possiamo ottenerlo

A quanti è capitato di non riuscire a comprendere più il proprio partner e di non sapere cosa fare? C’è chi decide di sopportare per salvare la relazione e chi invece decide di gettare la spugna. Ma tra queste due alternative che c’è anche una terza via da percorrere: quella di trasformare la relazione in modo che entrambi i partner possano colmare i loro bisogni.

 

Uomini e donne sono mondi paralleli che a un certo punto della vita si incontrano.

Questa unione può comportare molta felicità, ma anche qualche dolorosa collisione

 

Uomini e donne sono mondi paralleli che a un certo punto della vita si incontrano sullo stesso asse e decidono di incrociarsi. Questa unione può comportare molta felicità, ma anche qualche dolorosa collisione. John Gray, scrittore e saggista statunitense, associa a Marte il mondo degli uomini e a Venere quello delle donne, poiché i primi sono più impulsivi e “guerrieri”, le seconde più romantiche e sofisticate. Marte e Venere si sono innamorati e pur essendo diversi sono riusciti a godere di una relazione felice perché hanno compreso ed amato le loro differenze. Questo è uno dei segreti per una sana vita di coppia.

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Certo, non è sempre così semplice. Marte e Venere hanno modi diversi di comunicare. Per lei è importante parlare e pretende che il partner la stia ad ascoltare. Lui, invece, pur essendo istintivo, ha meno dimestichezza con le parole. Parallelamente, Marte e Venere hanno modi diversi di affrontare lo stress. Lei preferisce condividere i motivi del suo malessere, lui invece preferisce rintanarsi sul divano e distrarsi con un film d’azione o una partita di calcio. Non trovando nell’altro la risposta alle proprie esigenze, si finisce col covare rabbia e risentimento e… addio felicità di coppia!
Ci si sente incompresi e frustrati. Questo sicuramente succedeva anche alle precedenti generazioni, eppure loro sembravano riuscire a sopportare tutto e volersi bene comunque. Erano diversi i tempi e le esigenze individuali. Al primo posto c’erano la famiglia e il suo benessere. Questo bastava per soffocare qualche rancore e talvolta qualche scappatella. La sopravvivenza economica era una priorità e spesso si era a far finta di niente per il bene dei figli. Cosa è cambiato? Sono cambiati i ruoli e con essi i rapporti e gli obiettivi della coppia.

 

La donna non cerca più nell’uomo solo sostentamento e protezione. Non basta più che lui si limiti a lavorare e a mantenere la famiglia; vuole essere sostenuta anche sul piano emotivo. L’uomo stesso non vede più la loro donna solo come una casalinga e la madre dei figli; vorrebbe che lei soddisfacesse anche le sue esigenze sessuali accrescendo sempre la sua autostima maschile.

 

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Ora richiediamo alla coppia gratificazione, appagamento, felicità, intimità. Se non l’otteniamo siamo disposti a sacrificare la relazione.

 

Non è che alla coppie delle passate generazioni non servisse questo tipo di supporto ma non era la loro esigenza primaria. Ora richiediamo alla coppia gratificazione, appagamento, felicità, intimità. Se non l’otteniamo siamo disposti a sacrificare la relazione. Ecco, l’immediato appagamento personale diventa più importante del rapporto sul lungo termine. Ma è difficile ottenere dal partner tutto ciò che vogliamo, I problemi diventano inevitabili. Oggi la donna vuole essere artefice del proprio destino, realizzarsi anche al di fuori delle mura domestiche; si rende conto però che a fine giornata non ce la fa a pensare proprio a tutto, ha bisogno di una mano. L’uomo invece vorrebbe più tempo libero per coltivare le proprie passioni e trovare in casa più amore e più spazio da dedicare alla compagna e ai figli. Ci si dovrebbe compiacere a vicenda, aiutare l’un l’altro a trovare gratificazione nel rapporto. Ed è possibile. Il punto è proprio “conoscersi, capirsi, amarsi”, come si intitola uno dei capolavori di John Gray.

 

Tra la separazione e il sacrificio di sé c’è una terza possibilità attuabile
Eppure le statistiche registrano un numero sempre crescente di divorzi. Questo vuol dire forse che dobbiamo fare un passo indietro e rinunciare all’idea che un rapporto monogamo possa farci felici per sempre? No, tra la separazione e il sacrificio di sé c’è una terza possibilità attuabile: quella dell’autenticità. Il legame di coppia può essere rafforzato dalla conoscenza delle trasformazioni dell’altro e dalla sincerità sui propri desideri, sia nella sfera affettiva che in quella sessuale. Le vecchie generazioni pensavano che fosse naturale perdere l’attrazione fisica e la passione dopo anni di matrimonio e, ad un certo punto si concentravano su altri ruoli, ad esempio quello di genitori. Noi non siamo disposti ad accettare che la nostra vita sia priva di soddisfazione sessuale. Noi vogliamo di più.

Questo e molto altro potrai sapere all’imperdibile evento formativo Marte e Venere oggi: istruzioni per l’uso, che si terrà il 22-23 Ottobre a Milano, nel quale tratterò il tema delle relazioni uomo-donna insieme a John Gray – l’autore del celebre bestseller “Gli Uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, Paolo Crepet (uno dei più illustri psicologi italiani) e Giulio Cesare Giacobbe (il famoso autore del libro cult Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita).

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Uomini e Donne: le ultime scoperte sul tradimento, con John Gray

Perché le donne tradiscono?

Le ricerche di oggi ci indicano quanto il tasso di tradimento delle donne stia aumentando. Cosa sta succedendo? Come mai? Gli uomini sono stati sempre considerati traditori ma adesso sono le donne a tradire…cosa sta succedendo in questa società? In fondo quella che io credo essere la ragione di questo cambiamento è una combinazione di diversi fattori, che però confluiscono in uno solo: le donne non sono soddisfatte della loro relazione.

A riguardo, è importante considerare le differenze di genere esistenti tra l’uomo e la donna: comunemente le donne tradiscono perché sono stufe, perché l’interesse verso il partner in un determinato momento cala, perché ci sono conflitti a casa, per mancanza di passione e così via.

Il fatto che oggigiorno le donne abbiano una maggiore indipendenza finanziaria le rende più autentiche: loro vogliono fortemente essere se stesse. La loro sicurezza non è più dipendente dall’uomo e la possibilità di essere indipendenti e di correre qualche rischio, rispetto al passato è già una condizione sufficiente a promuovere il tradimento.

Dall’altro lato, gli uomini mantengono le stesse dinamiche perché continuano ad essere finanziariamente indipendenti – come in passato – e oggigiorno hanno maggiori opportunità. Ma la verità è che le donne avevano le loro opportunità anche prima, perché gli uomini erano interessati a ottenere sesso.  Generalmente non è difficile né per le donne né per gli uomini ottenerlo.

 

Scopri come migliorare le relazioni uomo-donna con John Gray, autore del celebre bestseller "Gli Uomini vengono da Marte, le Donne da Venere"

 

Perché gli uomini tradiscono?

Gli uomini tendono a tradire quando sono annoiati, o quando sono stanchi. Ad esempio, se si trovano nella situazione in cui hanno contemporaneamente una moglie ed un’amante, con l’effetto di avere in mente un’altra donna oltre la moglie, tenderanno sempre ad essere stuzzicati da quell’opportunità che li distrae dalla consueta vita familiare.

Per gli uomini l’eccitamento è diverso da quello femminile

Per gli uomini l’eccitamento avviene quando i livelli di testosterone raggiungono dei picchi e ciò crea uno stimolo e una maggiore concentrazione, nonché la tendenza a dimenticare tutto il resto. D’altro canto, quando un uomo ama sua moglie, viene prodotta una sostanza detta ossitocina, che ha la capacità di diminuire di livelli di testosterone.

Quando l’uomo incontra una donna che non conosce invece, la produzione di ossitocina non si verifica, per cui non c’è diminuzione del testosterone. Trattandosi di una cosa segreta, vi sarà invece produzione di dopamina, che a sua volta aumenterà l’eccitamento. È un po’ come quando si assumono delle droghe, si ha l’illusione che tutto sia bello e che il partner non lo saprà mai. Questo è il motivo per il quale gli uomini spesso tradiscono, ma può anche capitare che non siano soddisfatti della loro relazione, come può succedere anche per le donne, che ad esempio tradiscono se vengono meno l’intrigo, le attenzioni, il desiderio. Sono queste, infatti, le cose di cui la donna ha bisogno e che cerca tradendo.

 

John Gray per la prima volta a Milano! Scopri come partecipare all'esclusivo evento Marte e Venere oggi: istruzioni per l'uso!

 

Gli uomini hanno bisogno di amore incondizionato e di una partner che li soddisfi sessualmente. Ciò non significa semplicemente che vogliono una donna che li apprezzi, ma anche che non li rifiuti quando la cercano, che non li critichi e non li stressi.

Le donne hanno bisogno fondamentalmente di avere qualcuno che parli con loro, che interagisca con loro, che condivida i propri sentimenti. È soprattutto questo che cercano altrove quando non lo ricevono in casa.

In definitiva, quello che dobbiamo fare – e credetemi sarà un grande passo in avanti – è considerare il tradimento non come un grosso peccato mortale e saltare subito alla conclusione: “il mio partner mi tradisce, devo chiedere il divorzio”. Un tradimento può renderci molto tristi, ma parte del processo per guarire il nostro cuore è capire che le persone hanno dei bisogni e se si ama qualcuno, dobbiamo fare di tutto per soddisfare il suo bisogno e trattenerlo all’interno della relazione. Ci sono molti benefici nel fare questo.

Anni fa mia moglie venne da me e mi disse: “Penso di volerti tradire”. Ed io le chiesi: “C’è qualcuno con cui vorresti tradirmi?”.  Lei mi disse: “Voglio tradirti con te, vorrei provare quelle emozioni di un tempo di nuovo, con te”. Così ci abbiamo lavorato e abbiamo ricreato, all’interno della nostra coppia, quel fantastico sentimento che era svanito da tempo.

L’obiettivo che dobbiamo prefiggerci è di avere una relazione dove non sia necessario nascondere qualcosa, perché potremmo ferire il partner o i suoi sentimenti, o creare gelosia, o altre emozioni che potrebbero causare problemi peggiori. Anche di fronte a sentimenti come la gelosia o la curiosità verso altre esperienze, bisogna parlare e avere una relazione aperta. Statisticamente, risulta che le coppie con una relazione aperta e sincera hanno molto più di successo delle “tipiche” coppie monogame.

 

John Gray, autore del celebre bestseller "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere", sarà in Italia all'evento formativo "Marte e Venere oggi: istruzioni per l'uso!

John Gray è considerato il maggior esperto al mondo di relazioni uomo-donna, con più di 15 bestseller internazionali sul tema, tra questi l’ultimo “Marte è di Ghiaccio, Venere è di fuoco”.

 

Il mio suggerimento finale è di creare passione utilizzando una buona comunicazione, capendo il valore della monogamia e i frutti che può portare. Inoltre, dovremmo imparare a non prendere le cose troppo personalmente e a comunicare, per non doverci più nascondere dal nostro partner.

Non dobbiamo spaventarci di sembrare fragili, dobbiamo essere liberi di essere noi stessi, parlare di sesso, esplorare la sessualità con il nostro partner e capire che, quando riusciamo a convogliare le nostre energie sessuali, possiamo letteralmente conquistare lo spirito, la mente e il corpo di una persona, perché il corpo è controllato dalla mente e questa dallo spirito. Tradire, invece, è come lasciare che il nostro corpo controlli la nostra mente e che il nostro spirito resti estraneo a tutto ciò. Quello che dobbiamo fare, per rendere il nostro rapporto ottimale, è fare in modo di avere tutte le cose insieme: l’amore, il controllo della mente e la sessualità; in altre parole, dobbiamo coltivare tutte e tre le parti che ci costituiscono: l’animale, l’uomo e lo spirito, e farle prosperare all’interno della relazione. Quando otteniamo una grande energia vitale e riusciamo a controllarla, con la persona che amiamo, questa ritorna indietro e si rigenera dandoci la possibilità di una maggiore salute, maggiore felicità, maggiore successo.

Tutte questi benefici arrivano quanto più noi siamo autentici. Anche la nostra parte più potente è la sessualità e non deve essere soppressa, ma indirizzata.

Di questo e molto altro ti parlerò all’imperdibile evento formativo Marte e Venere oggi: istruzioni per l’uso, che si terrà il 22-23 Ottobre a Milano, nel quale tratterò il tema delle relazioni uomo-donna insieme a Paolo Crepet (uno dei più illustri psicologi italiani) e Giulio Cesare Giacobbe (il famoso autore del libro cult Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita).

Scopri tutte le informazioni in merito a questo imperdibile evento formativo, ci vediamo presto a Milano!

John Gray

Marte e Venere oggi: istruzioni per l'uso! Migliorare la relazione uomo donna con John Gray, Paolo Crepet e Giulio Cesare Giacobbe

 

Chi è John Gray?

È l’autore del celebre libro “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, che ha venduto oltre 10 milioni di copie in tutto il mondo, è stato tradotto in 40 lingue, ed è rimasto per oltre 6 anni nella lista dei best seller del New York Times.

Nato a Houston nel 1951, laureato in Psicologia presso la Columbia Pacific University, è  psicologo, terapeuta e consulente di coppia ed è riconosciuto a livello internazionale come uno dei più autorevoli esperti nel campo della psicologia relazionale.
Membro dell’American Board of Medical Psychotherapists, è invitato ai più noti show televisivi e radiofonici americani e internazionali (Good Morning America, CBS Morning Show, Larry King Show).
Definito “The Supertherapist” dal New York Times, John Gray riscuote un forte consenso da media come Newsweek, Forbes, People, USA Today e confermato ogni anno dal successo internazionale dei suoi corsi.
Gray ha scritto altri quattordici best seller sul tema dei rapporti uomo-donna, tra cui l’ultimo “ Le Regole di Marte, le Eccezioni di Venere.
I segreti dell’intelligenza del cuore per fare squadra a casa e al lavoro” in cui estende il metodo “Marte e Venere” anche al contesto lavorativo, svelando preziosi consigli per migliorare la nostra vita in ufficio, dove rivalità e stress la fanno da padroni.