Come gestire le emozioni per raggiungere obiettivi eccezionali: ecco cosa fanno i grandi atleti

Finalmente le belle giornate di sole sono tornate!

Le temperature si alzano e con loro cresce anche la voglia di scuotersi di dosso la pigrizia invernale e rimettersi in forma per l’estate.

I più atletici avranno già rispolverato biciclette e scarpe da jogging riversandosi nei parchi e nelle piste ciclabili, approfittando delle ore di luce a disposizione per praticare un po’ di sano sport all’aria aperta.

 

Gli effetti dello sport su stress e ansia

È scientificamente provato che lo sport faccia bene non solo al fisico, ma anche alla mente: l’attività atletica rafforza l’autostima e riduce lo stress, ci aiuta a scaricare le tensioni accumulate durante i vari impegni quotidiani e a rompere la noia della routine.

Lo sport ci fa sentire meglio sia con il nostro corpo, mantenendo il peso sotto controllo e modellando la muscolatura, che con la nostra psiche, rendendoci più attivi, positivi e rilassati. È l’intero equilibrio psicofisico a giovarne, migliorando sia il nostro aspetto esteriore che la nostra sicurezza in noi stessi.

 

Eppure anche lo sport, se praticato ad alti livelli, può avere degli effetti negativi, tanto che alcuni atleti possono essere colpiti da vere e proprie sindromi, come quella pre-agonistica, a causa della quale si vivono intensi stati d’ansia alla vigilia di eventi sportivi.

Stress e ansia sono fattori che tutti noi affrontiamo nella vita di ogni giorno, sia a lavoro che in famiglia o nelle relazioni interpersonali, ma è innegabile che la preparazione ad una competizione sia, per un atleta, particolarmente delicata.

come gestire le emozioni nello sport

Tutti gli sportivi sanno benissimo che il duro allenamento e i sacrifici di interi mesi si giocano nell’arco di pochi minuti. E non c’è la possibilità di rimediare agli errori, per quanto piccoli siano: spesso le gare si decidono su margini di decimi e addirittura centesimi di secondo, o su dettagli che si fanno sempre più minuziosi con il salire del livello dei partecipanti.

A questo vanno aggiunte le aspettative degli allenatori, dei fan, della propria famiglia, dei compagni di squadra, che contano tutti sul fatto che l’atleta dia il massimo e regali loro la magia della vittoria.

Di conseguenza, la pressione avvertita non può che essere altissima.

 

Gestire le emozioni aiuta a vincere

In questo contesto, imparare a gestire le emozioni si rivela un momento fondamentale dell’allenamento sportivo.

Ecco perché una specifica branca della psicologia, cioè la psicologia dello sport, si occupa proprio di preparare mentalmente gli atleti per aumentarne le abilità psichiche quali, ad esempio, attenzione, concentrazione, motivazione, gestione dello stress e dell’ansia.

L’aspetto più interessante di queste tecniche è che non sono efficaci solo nel settore sportivo, ma possono essere applicate con successo in ogni ambito della vita quotidiana, aiutandoci a vivere relazioni serene e ad affrontare al meglio le difficoltà di ogni giorno, rendendoci più sicuri di noi stessi.

Ecco perché lo psicoterapeuta Giorgio Nardone, che da anni opera sia in contesti manageriali che sportivi, ha messo a punto un  modello operativo, capace di risolvere in tempi brevi anche situazioni per cui le tecniche ordinarie si rivelano inefficaci: la Terapia Breve Strategica.

Un esempio concreto di come, con i giusti strumenti, si possano risvegliare le risorse psicologiche capaci di farci raggiungere traguardi straordinari, è fornito dall’esperienza dello schermidore Aldo Montano, che nel febbraio del 2011 si infortunò gravemente e fu costretto a 2 mesi di stop, ad appena 8 mesi dal Campionato Mondiale di Scherma di Catania.

combattere lo stress raggiungere obiettivi nello sport
Fu anche per merito dell’allenamento mentale svolto con Giorgio Nardone e delle tecniche e strategie sviluppate dai suoi modelli operativi, che Montano riuscì non solo a partecipare al Mondiale di Catania, ma persino a vincere la medaglia d’oro.

Un risultato strabiliante, che non sarebbe mai stato possibile senza la consapevolezza che forza e resistenza fisiche, da sole, non bastano per affrontare gli ostacoli nella vita: è soprattutto l’equilibrio psicofisico, la capacità di gestire le emozioni e l’abilità di potenziare al massimo le proprie doti psichiche a condurre verso traguardi eccezionali.

 

Una delle tecniche utili a combattere ansia e stress, ottenendo risultati migliori, è la visualizzazione immaginativa, che può essere utilizzata ovunque e in qualsiasi momento: consiste nel selezionare una situazione confortevole, in cui ci si senta sereni e a proprio agio, per proiettarsi al suo interno ogni volta che se ne ha bisogno.

Affinché funzioni, è necessario ricostruire la situazione il più dettagliatamente possibile, facendo attenzione a tutto ciò che la caratterizza: luci, suoni, odori, oggetti, persone, in quale fase della giornata ci si trova e quali sensazioni proviamo.

Fatto ciò, non resta che esercitarsi il più possibile a ricreare la situazione con l’immaginazione, così da percepire istantaneamente la calma e il rilassamento necessari a raggiungere i propri scopi.

 

Questa è solo una delle tecniche che aiutano a gestire le proprie emozioni per agire ogni giorno in modo più efficace, ma ce ne sono molte altre da attuare.

Vuoi apprendere anche tu gli insegnamenti e gli esercizi pratici che permettono ai più grandi atleti di superare i propri limiti?

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Il Coraggio di Cambiare Life Strategies

Come superare i nostri limiti grazie al Blocco dello Scrittore (anche se non siamo scrittori)

“Quando ci si sente incapaci di scrivere, ci si sente esiliati da se stessi.”
Harold Pinter, premio Nobel per la letteratura.

 

Questa frase ci mostra che anche i premi Nobel, a volte, vengono colpiti dal famoso blocco dello scrittore.

Troppo spesso commettiamo l’errore di pensare che essere bravi in qualcosa significhi non trovarsi mai in difficoltà o non sforzarsi di superare i propri limiti. È proprio questo pregiudizio sbagliato ad aumentare l’insicurezza in noi stessi e i timori di non farcela quando ci troviamo davanti ad una nuova sfida.

Ma quale verità si cela dietro al blocco dello scrittore e al raggiungimento di grandi traguardi?

 

L’iceberg del successo

Se cerchiamo su Google “tentativi di personaggi famosi” otterremo una lunga lista di nomi celebri, provenienti da ogni settore, che hanno lottato per raggiungere i propri obiettivi: a quanto pare già Google smentisce la nostra idea che per riscuotere successo occorra essere perfetti. Un’immagine abbastanza nota rappresenta molto bene ciò di cui stiamo parlando: il cosiddetto iceberg del successo.

iceberg del successo

Proprio come un iceberg, di cui è visibile solo la punta che affiora dall’acqua, lasciandoci ignari di tutto ciò che è nascosto sotto la superficie, anche il successo ci mostra solo la sua parte più bella, fatta di riconoscimenti, gratificazione, affermazione, felicità.

Ma chi, oltre a coloro che hanno lavorato duramente per raggiungere quel traguardo, ha idea degli sforzi, dei sacrifici, dei dubbi, delle correzioni, delle delusioni che vi sono sotto? Nessuno.

Provate a chiedere a chiunque sia riuscito a realizzare almeno uno dei propri sogni: vi dirà che per riuscirci ha dovuto guardare negli occhi le proprie paure e superare i propri limiti, nonostante fosse molto bravo in quello che faceva.

 

Il Blocco dello scrittore

Ecco cosa significa vivere il blocco dello scrittore: trovarsi faccia a faccia con i propri timori e, nonostante tutto, vincerli. In questo senso, ciascuno di noi prima o poi affronta questo blocco quando avvia un progetto, si pone degli obiettivi o decide di intraprendere qualcosa di nuovo.

Dal blocco dello scrittore possiamo tutti imparare una lezione importante, cioè che anche i personaggi che ci ispirano hanno provato le nostre stesse incertezze: questo significa che anche noi, come loro, possediamo gli strumenti necessari per uscire da qualsiasi impasse la vita ci metta davanti!
Basta capire cos’è che ci blocca e adottare le soluzioni adeguate per impedire che questo si ripeta.

 

Nessuno è perfetto

A volte uno scrittore si blocca perché nessuna frase sembra quella giusta: butta giù due righe, poi ci ripensa, le modifica, ne cancella una parte, il discorso continua a non filare e alla fine riparte da zero, alla ricerca della combinazione perfetta.

È un po’ quello che succede anche a noi quando abbiamo in mente un progetto e ci sentiamo pronti ad iniziare, però le sfide che incontreremo ci spaventano e così continuiamo a rimuginare, immaginando tutto quello che potrebbe andare storto e come gestirlo, lasciandoci spaventare da questi scenari.

Il risultato? Ci blocchiamo.

Quando cadiamo in questo meccanismo controproducente non facciamo altro che confrontarci con un ideale di perfezione irraggiungibile, che è solo nella nostra mente. Per uscire da questo labirinto dobbiamo tornare coi piedi per terra: ricordiamoci che nessuno è perfetto ma che, per fortuna, tutto (o quasi) si può migliorare!

 

Impariamo a sbagliare

Ripensiamo alla lista di “tentativi di personaggi famosi” di cui parlavamo poco fa: serve altro a dimostrarci quanto sia importante sentirsi liberi di sbagliare per superare i propri limiti e raggiungere gli obiettivi?

Quando uno scrittore ha un blocco, una delle soluzioni che adotta è scrivere liberamente, dando voce alle emozioni e senza preoccuparsi troppo della forma o dello schema che aveva in mente: in seguito avrà modo di riorganizzare il discorso, affinare il linguaggio, fare i dovuti tagli e correggere eventuali errori.

L’importante, in questo caso, è ascoltarsi e seguire il flusso dell’immaginazione.

Facciamo così anche noi: non sforziamoci di avere tutto sotto controllo e seguiamo il nostro istinto, diamo spazio alle nostre passioni e scopriamo dove ci portano. Durante il percorso avremo tutto il tempo di valutare a mente fredda quali dettagli andrebbero rivisti con maggior attenzione e quali accorgimenti potrebbero renderci le cose più semplici.

superare i propri limiti

Il saggista di origine libanese Nassim Nicholas Taleb sostiene che

 

“La persona che temiamo maggiormente di contraddire siamo noi stessi.”

 

Eppure, come possiamo crescere e migliorare se non cambiamo mai idea, se non torniamo sui nostri passi per correggere una direzione che non ci soddisfa abbastanza, se non ci diamo la possibilità di capire cosa non funziona e trasformarlo nella soluzione migliore?

Superare i propri limiti significa, prima di tutto, riconoscerli: solo così potremo andare oltre le nostre aspettative! Fidiamoci delle nostre sensazioni e facciamo esperienza diretta delle cose, piuttosto che pretendere di sapere subito quale strada dovremmo imboccare.

Neppure i personaggi che ci ispirano lo sapevano all’inizio, ma questo non li ha certo fermati!

 

Usiamo le scalette

Sembra incredibile, ma anche i piccoli gesti possono aiutare ad affrontare i problemi in maniera più efficace: avreste mai pensato che per superare il blocco dello scrittore potesse bastare una scaletta degli argomenti da toccare in ogni parte dell’opera?

Non occorre aggiungere troppi dettagli: è sufficiente una semplice traccia di come strutturare il lavoro, una scaletta proprio come quella che facevamo durante i temi delle elementari, che permette di organizzare le idee e di portare il racconto verso la conclusione stabilita con facilità.

Se questo consente agli autori di superare il proprio blocco, perché non seguiamo l’esempio?

Facciamo anche noi le scalette dei nostri progetti: scriviamo su un foglio o nel pc gli obiettivi che vogliamo raggiungere, partendo da quello finale, il più ampio, e restringendo via via gli obiettivi in base alle varie fasi del progetto, focalizzandoci su quelli intermedi.

lista obiettivi

 

Ad esempio: a qualcuno piacerebbe trasformare la propria passione per i dolci in un mestiere?

Magari l’obiettivo finale sarà aprire una pasticceria in proprio, ma non è possibile riuscirci se prima non si frequenta un corso di pasticceria, non si fa pratica in un laboratorio e non ci si costruisce l’esperienza necessaria a sfornare dolci davvero indimenticabili.

 
Stabilire quali sono gli obiettivi intermedi permette di avere chiari in mente i passi da seguire per arrivare al successo che desideriamo.

 

Un’altra scaletta molto efficace è quella delle difficoltà da superare.
Ci sono delle azioni che ci preoccupano perché non sappiamo come affrontarle al meglio? Scriviamo anche quelle, sia quando ci vengono in mente che quando le incontriamo nella pratica quotidiana.

Ad esempio, se non riusciamo a decidere quale corso sia il più adatto alle nostre esigenze, rischiamo di perderci in una giungla di informazioni e, in preda alla confusione, non scegliere più nulla!

Per non cadere in questa trappola, annotiamo i pro e i contro delle varie opzioni che abbiamo e poi, quando tutte le informazioni saranno davanti a noi, concentriamoci solo su quelle davvero rilevanti per la scelta.

Magari scopriremo che ci interessa più la certificazione rilasciata dal corso che la sua durata o la sede: a questo punto la scelta si dimostrerà più semplice.

 

Queste tecniche, utili a superare non solo il blocco dello scrittore, ma ogni tipo di blocco, sono semplici eppure sorprendentemente efficaci se applicate con costanza: l’importante è non lasciare che insicurezze del tutto normali ci distolgano dal potenziale che potremmo liberare grazie alle giuste strategie.

Ricordiamoci che nulla nasce dal nulla, anzi, come diceva il poeta André Suarès:

 

“Il nulla è l’universo senza di me”.

 

Perciò, non lasciamo che le nostre capacità si disperdano nel vuoto!

 

Scopri come far emergere le tue potenzialità e svilupparle a pieno grazie agli insegnamenti e agli esercizi che Robert Dilts, Giorgio Nardone e Jeffrey Zeig condivideranno durante il corso Il Coraggio di Cambiare:

due giornate in cui potrai apprendere ed applicare tecniche innovative per superare i limiti e le paure che ti bloccano.

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Il Coraggio di Cambiare

Ad ogni problema la sua soluzione

Hai presente la storia dei cammelli di Alì Babà?

Alla sua morte Alì Babà lasciò 39 cammelli in eredità ai suoi 4 figli, con l’accordo che avrebbero dovuto dividerseli come segue: al primogenito sarebbe andata la metà dei cammelli, al secondogenito un quarto, al terzogenito sarebbe spettato un ottavo e infine al più giovane sarebbe rimasto un decimo dei cammelli.

Hai provato a calcolare la quantità esatta lasciata ad ogni figlio?

Per far tornare i conti dovremmo dividere un cammello a metà. Furbetto questo Alì Babà!

Il caso volle che da quelle parti passasse un saggio errante. I fratelli, intenti a discutere, lo vennero a sapere e lo mandarono subito a chiamare. Al suo arrivo gli esposero il problema e, dopo averci ragionato un po’, il saggio disse: “Ho la soluzione”. Prese il suo cammello, lo aggiunse ai 39 e cominciò a dividere: 20 cammelli al primo figlio, 10 cammelli al secondo, 5 cammelli al terzo e 4 al quarto. Montò sul cammello rimasto, che era il suo, e se ne andò via lasciando tutti senza parole.

Una soluzione geniale!

 

 

Soluzioni semplici a problemi complessi

 

Immersi come erano nella loro realtà, i fratelli non riuscivano a risolvere il loro annoso problema. La soluzione c’era ma loro non avevano gli strumenti necessari per individuarla.

Fin dai tempi di Aristotele siamo stati abituati ad adottare una modalità di ragionamento lineare che spesso, però, risulta non funzionale. Per cui, di fronte alla necessità di suddividere alla perfezione 39 cammelli – e mantenerli ovviamente tutti interi – rimarremmo bloccati perché, in effetti, non è possibile.

Il saggio non compie nessun trucco, ma in maniera creativa trova una soluzione strategica ad una situazione apparentemente irrisolvibile.

 

 

Un modello per ogni tipo di problema

 

Giorgio mi ha insegnato il Problem Solving Strategico, l’ipnosi e gli stratagemmi, strumenti determinanti per rialzarsi da una crisi e realizzare un’impresa impossibile che si è materializzata con una vittoria strepitosa. Aldo Montano

 

Il dottor Giorgio Nardone, uno dei più celebri psicologi al mondo, ha formulato dei modelli operativi efficaci che permettono di trovare, in tempi brevi, soluzioni alternative a problemi complessi.

A rendere straordinariamente efficace questo metodo è la sua estrema versatilità, che permette di adattarlo ad ogni tipo di problema. Non vengono imposte soluzioni preconfezionate a problemi diversi, ma di volta in volta si propongono interventi differenti che risultano adatti alla difficoltà, al contesto o alla persona di turno.

Grazie a questa caratteristica, il metodo elaborato dal professor Nardone può essere impiegato in ogni ambito della vita personale e professionale.

Proviamo ad applicarlo ad una fobia comune nei bambini, come la paura del buio:

 

  • Definire l’obiettivo. Come prima cosa dobbiamo capire qual è il nostro obiettivo per poter poi costruire una strategia di risoluzione. In questo caso sarà superare il timore di rimanere al buio.

 

  • Identificare gli ostacoli. Cosa ci impedisce di raggiungere i nostri obiettivi? Forse non è il buio in sé a farci paura ma è la perdita del controllo sulla realtà che ci circonda, sensazione sgradevole che sperimentiamo quando siamo immersi nell’oscurità.

 

  • Tentate soluzioni. L’uomo per sua natura tende a mantenere gli equilibri raggiunti. Chiedendo ad un amico di accompagnarci in luoghi bui o addirittura evitandoli con accanito rigore, non facciamo altro che alimentare il problema e auto-confermarci che non siamo in grado di risolverlo.

 

  • Introdurre soluzioni alternative. In maniera paradossale, per risolvere la nostra paura dobbiamo trovare il modo di peggiorarla: scrivendo nero su bianco tutto ciò che ci spaventerebbe ancora di più, la nostra mente troverà automaticamente sia le soluzioni per evitare tali situazioni, sia le modalità alternative per superare i nostri timori.

 

Quello di cui abbiamo parlato finora è un’introduzione al metodo formalizzato dal professor Nardone. Grazie a lui, oggi sappiamo che esiste un sistema valido e comprovato che ci permette di superare gli ostacoli della vita quotidiana. Applicando i suoi insegnamenti, non vedremo più i problemi come montagne invalicabili, ma inizieremo a ragionare strategicamente per superarli.

 

Nella sua lunga carriera, Giorgio Nardone ha trattato con successo più di 15.000 casi e il tasso di soddisfazione dei clienti supera il 90%. È considerato il maggior esponente della scuola di Palo Alto e le sue ricerche l’hanno condotto a formalizzare alcuni tra i più originali modelli operativi nel campo della Terapia Breve Strategica.

Clicca qui per partecipare al corso Il Coraggio di Cambiare e apprendere direttamente dal professor Nardone le strategie migliori per superare gli ostacoli quotidiani.

 

Ora tocca a te! Ecco un test per verificare quanto il tuo modo di risoluzione dei problemi sia strategico e creativo.

Com’è possibile mettere 6 bicchieri in 4 scatole di modo che in ogni scatola ci sia lo stesso numero di bicchieri?

Suggerimento: Le scatole sono di diverse grandezze.

 

Commenta l’articolo e condividi con noi la tua soluzione. Ti diremo se hai indovinato!

 

 

 

 

Terapia Breve Strategica: cambiare vita e non perdere tempo

Sai qual è l’elemento di cui tutti, nessuno escluso, sentiamo più la mancanza?

È qualcosa di cui percepiamo un profondo bisogno, tuttavia ci sfugge di continuo: stiamo parlando del tempo. Ogni giorno corriamo dietro a mille impegni: prima il lavoro, dividendoci tra riunioni, pratiche e incontri con i clienti, poi subito via a casa, dove ci aspettano altri doveri a cui non possiamo venir meno.

Finalmente arriva la sera, il momento in cui potremmo rilassarci, pensare un po’ a noi, regalarci una piccola coccola, come un bagno caldo o quel libro che da un mese ci guarda dal comodino, e invece no.
Appena siamo liberi dalle faccende abitudinarie che occupano ogni minuto della nostra giornata veniamo sovrastati dai pensieri, che spesso coincidono con preoccupazioni.

Quante volte ce ne stiamo sdraiati nel letto a rimuginare su quello che è andato storto nelle ore precedenti e su quello che ci piacerebbe fare ma per cui non ci sentiamo mai pronti? Quante volte sentiamo che vorremmo cambiare qualcosa nella nostra vita, eppure non riusciamo a capire esattamente cosa e da che parte iniziare? La mancanza di tempo è uno dei motivi che rende tanto difficile comunicare con noi stessi: non riusciamo a fermarci, ascoltarci e capire cosa vogliamo migliorare.

Come possiamo gestire simili situazioni in modo efficace?

Una soluzione viene dalla Terapia Breve Strategica del celebre psicoterapeuta Giorgio Nardone, fondatore insieme a Paul Watzlawick della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Breve Strategica.

Si tratta di un approccio scientifico e originale alla soluzione dei problemi umani che rompe con gli schemi dell’analisi tradizionale.
I suoi punti di forza innovativi sono racchiusi già nel nome: si tratta di una terapia

  • breve, perché permette di raggiungere risultati concreti ed immediati;
  • strategica, perché usa tecniche e strategie che agiscono nel presente.

Cosa significa “strategie che agiscono nel presente?
Potrebbe sembrare una frase ovvia, ma in realtà non lo è!

Infatti, siamo stati abituati a pensare che, per superare blocchi emotivi e psicologici, sia necessario scavare nel passato, indagare e svelare le cause all’origine di comportamenti non funzionali che ostacolano la nostra piena realizzazione personale.
Questa concezione viene totalmente rovesciata nella Terapia Breve Strategica, secondo cui è molto più utile lavorare su come il problema funziona nel presente grazie a strategie che possano creare immediatamente cambiamenti efficaci e duraturi.

Ad esempio, quante volte ci ritroviamo a rimandare una discussione delicata con un membro della nostra famiglia, con un amico o con il partner solo perché abbiamo paura delle possibili conseguenze? L’ipotesi di peggiorare la situazione o di arrivare ad una rottura definitiva ci spaventa al punto da bloccarci, così preferiamo sopportare incomprensioni e insoddisfazione in silenzio, piuttosto che affrontare ciò che non possiamo controllare.

Giorgio Nardone ritiene che questo meccanismo psicologico controproducente, definito evitamento, si possa superare rapidamente tramite la cosiddetta paura terapeutica, cioè immaginando il peggior scenario possibile che potrebbe derivare dal rimandare un’azione o una decisione, in modo da temerne le conseguenze al punto da rompere il nostro immobilismo.

Terapia Breve Stategica

 

Tornando all’esempio precedente, se pensassimo che continuare a rimandare il confronto potrebbe portare altri membri della nostra famiglia o del nostro gruppo di amici a farsi un’idea sbagliata di noi, allargando l’incomprensione anche al rapporto con loro, tale pensiero probabilmente ci spingerebbe a chiarire ogni disaccordo il più velocemente possibile. Il grande vantaggio della Terapia Breve Strategica, oltre alla rapidità con cui permette di raggiungere risultati concreti, è che aiuta ad acquisire autonomia, sviluppando la nostra capacità personale di fronteggiare e risolvere i problemi quotidiani, consentendoci così di gestirli al meglio.

Grazie agli strumenti forniti da questa metodologia possiamo acquisire rapidamente consapevolezza dei comportamenti sbagliati che ci impediscono di vivere felici, rielaborarli e trasformarli in atteggiamenti potenzianti con cui raggiungere serenità e autorealizzazione.

Ovviamente, la Terapia Breve Strategica offre strategie concrete da mettere in atto nella propria vita di tutti i giorni, per cui l’unico modo per verificarne l’efficacia è sperimentarla: vi stupirete di quanti risultati raggiungerete in breve tempo, magari proprio riguardo modi di agire che credevate immutabili o paure che non avevate mai superato prima!

Il corso Il Coraggio di Cambiare, che si terrà il 2 e 3 giugno a Rimini, è il modo migliore per approfondire questi temi direttamente con Giorgio Nardone e avvicinarsi a questo approccio terapico anche tramite esempi dalla sua esperienza diretta di psicoterapeuta.

Sei curioso di scoprire quanta energia è nascosta dentro di te? Allora clicca qui per conoscere tutti i dettagli e partecipare!

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Da oggi Cambio Vita! Come partire per un viaggio senza precedenti

Se ti svegli la mattina e ringrazi per la splendida giornata nonostante i tuoni, i fulmini e la tempesta; se quando incontri una difficoltà pensi: “Ho fiducia in me, posso gestirla”; se sei una persona di buon umore, ottimista e irrimediabilmente felice… allora quest’articolo non fa al caso tuo.

Perché qui troverai dei consigli efficaci e comprovati per cominciare a vivere una vita DAVVERO FELICE.

Iniziare è semplicissimo.

 

Ne Il Risveglio dell’Eroe con la PNL, Stephen Gilligan e Robert Dilts ci guidano in un viaggio personale, il cosiddetto “viaggio dell’eroe”, alla scoperta di noi stessi e del nostro potenziale nascosto.

Destinazione? Vivere Felici.

 

 

Cos’è il Viaggio dell’Eroe?

Il viaggio dell’eroe è molto personale e può essere vissuto in infiniti modi diversi ma c’è una costante:

la trasformazione.

In un villaggio lontano all’incirca 6.000 chilometri da dove ti trovi, ci sono dei ragazzi che compiono un rito di passaggio a contatto diretto con la natura selvaggia. Lontani da casa vivono allo stato primordiale e sperimentano situazioni di profondo disagio, dolore e smarrimento. Al ritorno da questo lungo viaggio portano in dono alla comunità se stessi trasformati in uomini adulti e consapevoli.

 

Questi sono gli Ndembu dello Zambia. Sono così diversi da noi che queste esperienze ci sembrano tutte storie inventate, un po’ come fossero miti.

E se nei miti ci fosse più VERITÀ di quanto pensiamo?

 

Il grande psicologo e studioso statunitense Joseph Campbell scoprì che tutti i racconti erano accomunati da un viaggio che l’eroe compie alla ricerca del proprio dono da offrire.

Come gli Ndembu dello Zambia, ognuno di noi compie il proprio personale viaggio.

 

Roberts Dilts e Stephen Gilligan hanno dimostrato che il vero cambiamento avviene solo al termine del percorso, dopo aver attraversato 3 grandi tappe:

 

1 – Chiamata all’azione

“Non veniamo a questo mondo per dormire. Veniamo al mondo per svegliarci e risvegliarci, e per crescere ed evolvere.”
Robert Dilts

Ogni viaggio inizia con una chiamata all’azione, un improvviso risveglio.

 

Ecco che a volte il mondo ci presenta delle circostanze che tirano fuori l’unicità della nostra forza vitale.

Prova ad ascoltare la tua chiamata. Chiediti: “Cosa risveglia in me un profondo senso di vitalità e meraviglia fuori dall’ordinario?”.

Può essere qualsiasi cosa: una gentilezza da parte di uno sconosciuto, l’estasi di fronte alla bellezza della natura, il diventare genitori, aiutare qualcuno che si trova in difficoltà.

Quando percepisci che la tua anima si gonfia di vita e di luce, rispondi: questa è la tua chiamata!

 

2 – Trova i tuoi custodi

I tuoi custodi sono quelli che ti incoraggiano nel viaggio alla ricerca di te stesso.

Nelle isole Tonga dell’oceano Pacifico, quando nasce un bambino, le donne del villaggio portano la madre e il neonato nella foresta. Racchiuse in cerchio, creano una canzone unica destinata solo a lui che accompagna il bambino dalla nascita fino alla morte, quando la comunità canta questa canzone per l’ultima volta.

 

Durante il viaggio ci troveremo a fronteggiare le nostre paure e la fiducia in noi stessi potrebbe vacillare. Per questo dobbiamo imparare come incanalare in ciò che vogliamo questa energia che, altrimenti, rischia di farci crollare.

I nostri custodi ci donano la forza per andare avanti, ci ricordano chi siamo cantandoci la nostra canzone personale.

 

3 – Il ritorno a casa

“La lotta più dura è quella che si svolge nell’intimo delle coscienze, nelle suture più delicate dei sentimenti.”
Pier Paolo Pasolini

Al compimento del tuo viaggio tornerai trasformato. Sarai in grado di rispondere alle sfide della vita e creare nuove risorse per affrontarle con successo, condividendo il tuo dono con la comunità che ti circonda.

La fine del viaggio serba incredibili sorprese e magnifiche ricompense. Ti darà una prospettiva nuova su quello che sei e che puoi fare, ti donerà la fiducia nelle tue risorse e nelle tue capacità.

Per questo è ora di mettersi in cammino.

 

Robert Dilts da tempo sostiene e accompagna le persone durante questo particolare percorso di vita.

Affrontare da soli le fasi del viaggio non è facile. Grazie al corso Il Coraggio di Cambiare potrai apprendere direttamente da Robert Dilts come compiere questo viaggio senza precedenti e trasformare la tua vita.

Sei pronto a diventare l’EROE DI TE STESSO?

4 Semplici Mosse per Mettere K.O. le Tue Paure

“Tu sei unico, e se questo non si realizza, allora qualcosa si è perso”
Martha Graham

 

Ora che siamo insieme, concentrati un momento. Se non hai tempo adesso, non ti preoccupare, torna quando avrai un attimo di quiete.

È importante che tu sia solo, libero da distrazioni, impegni o problemi. Libera la mente, leggi con calma e SII SINCERO perché c’è una domanda che riguarda la  cosa più preziosa che possiedi.

 

La domanda è questa:
quand’è stata l’ultima volta che hai pensato “AMO LA MIA VITA  INCONDIZIONATAMENTE!”?

 

La nostra vita spesso è un susseguirsi di momenti dominati dall’ansia, da insoddisfazione, fallimenti, prove insormontabili, montagne di critiche e rimpianti. Ma è davvero così che la vogliamo?

Questi sentimenti di sconforto sono normalissimi. Tutti li proviamo quotidianamente. C’è sempre qualche problema in agguato e spesso rispondiamo con l’inerzia. Trovare la voglia di lottare non è facile. E sei poi perdessimo la sfida?

 

 

1 – Basta con l’auto-sabotaggio!

 

Prova a pensare a quel giorno in cui qualcuno ti ha messo su una bicicletta e ti ha detto: “Ecco, ora pedala”. All’inizio probabilmente sei caduto e ti sei sbucciato le ginocchia, i gomiti e magari anche il mento! Ma eri piccolo, pieno di energia, felice e determinato. Oggi come sei?

Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto, ma per paura di sbagliare o di sentirci inadeguati, li chiudiamo sotto chiave e quasi ce ne dimentichiamo.

Appena incontriamo un piccolo ostacolo, iniziamo a pensare di non farcela e finiamo col non portare a termine i nostri progetti e non raggiungere i nostri obiettivi. Insomma, proseguiamo a vivere nell’inerzia e nell’insoddisfazione. Per farla semplice:

 

AUTOSABOTAGGIO + PAURA = INFELICITÀ

 

Ma vogliamo capire che la Vita è Unica e Irripetibile? Cosa accadrebbe se cominciassimo a vedere il bicchiere mezzo pieno?

 

 

2 – Insegui  i fallimenti con determinazione

 

“Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato”
Thomas Alva Edison

 

Per essere veramente felici dobbiamo imparare a scorgere la bellezza nei luoghi più inattesi, nelle situazioni più inospitali. Per parafrasare Franco Battiato: dobbiamo imparare a trovare l’alba dentro l’imbrunire.

Quando incontriamo un ostacolo abbiamo due scelte davanti a noi: arrenderci davanti alla difficoltà oppure continuare con coraggio e pensare che sia solo una tappa necessaria alla nostra crescita, uno stimolo, uno sprone a fare sempre meglio.

Siamo SOLO NOI che decidiamo che strada percorrere.

Sapevi che prima di creare il suo impero, Walt Disney fu licenziato da una redazione giornalistica per mancanza di immaginazione e originalità?

Spesso nella nostra mente il successo e il fallimento si escludono a vicenda. Inizia a vedere i tuoi fallimenti come tappe essenziali nel cammino verso mete ambiziose.

 

 

3 – Non rimandare quello che potresti fare oggi

 

“Noi tutti dovremmo cominciare a vivere prima di diventare troppo vecchi. La paura è stupida. È così che nascono i rimpianti.”
Marilyn Monroe

 

Quando ti senti di fare una cosa, FALLA. Non aspettare.

Devi consegnare un progetto di lavoro, parlare con una persona che ti sta a cuore o sostenere un esame ma sei bloccato dalla paura di sbagliare? Tu pensa solo a dare il massimo, non sei tu a doverti giudicare.

Hai sempre timore di chiedere aiuto a qualcuno? Fatti avanti, il risultato potrebbe sorprenderti.

 

Proviamo a fare questo semplice esercizio e a ripeterlo per qualche giorno. Vedrai che non ne potrai più fare a meno!

Appena ti svegli, prendi carta e penna e fai una lista delle cose che vorresti fare durante la giornata. Porta la lista sempre con te e ogni volta che raggiungi un obiettivo, spuntalo dalla lista.

 

 

Quando ti sentirai demotivato, riguarda le cose che hai spuntato e tutti i progressi che hai fatto fino a quel momento. Sarai orgoglioso di te e ti sentirai subito più carico!

 

 

4 – Condividi il tuo cambiamento

 

“La felicità è vera solo quando è condivisa”
Christopher Mccandless

 

Senza crisi non ci sarebbe cambiamento. Non possiamo riconoscere le emozioni positive senza prima provare quelle negative.

Noi abbiamo quella meravigliosa capacità di prendere l’energia negativa e trasformarla in energia positiva, in qualcosa di bello per noi e per gli altri.

 

Ti sembra più facile dirlo che farlo?  Non ti preoccupare. Il momento di crisi è un dono che possiamo gestire. Basta avere gli strumenti giusti per farlo. Non si può scalare una montagna senza l’attrezzatura adatta.

Fortunatamente al giorno d’oggi sono stati fatti grandi passi in avanti.

È stato dimostrato che con l’aiuto di strategie derivanti dalla PNL (Programmazione Neurolinguistica), dall’Ipnosi Eriksoniana e dalla Terapia Breve Strategica possiamo AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO CON SUCCESSO.

 

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Grazie alla loro guida, avrai la possibilità di imparare a CONOSCERE TE STESSO, scoprire gli strumenti più adatti a te e vivere davvero la vita che desideri.

Cosa aspetti?

 

LITIGI FREQUENTI? IMPARA A GESTIRE I PROBLEMI DI COPPIA CON L’EROS

Non mi stupisce mai rientrando a casa con un mazzo di fiori.

Non cucina mai il mio piatto preferito.

Non organizza mai un romantico weekend fuoriporta.

Ci mette ore a rispondere ai miei messaggi.

 

Se avessimo un euro ogni volta che ci lamentiamo del partner, probabilmente ora avremmo in mano un biglietto aereo, pronti per un viaggio senza fine intorno al mondo!

Tutti, anche coloro che hanno una relazione consolidata, si ritrovano a litigare per motivi più o meno importanti, anzi: forse sono proprio quelli che si conoscono meglio a rischiare di farlo più spesso.
Se avete avuto almeno una relazione nella vostra vita, saprete sicuramente di cosa stiamo parlando!

 

Prima di tutto, meglio sfatare il mito secondo cui le donne si lamenterebbero più degli uomini: è vero che le donne si arrabbiano di più a causa di minuzie e dettagli, ma è anche vero che, di solito, sanno mascherare lo stress meglio degli uomini, i quali in situazioni complesse perdono la calma più facilmente.

Al di là di questa distinzione di fondo, quel che è certo è che in ogni rapporto ci sono alti e bassi, ed è del tutto normale che sia così. Piuttosto, quello che stupisce è il motivo per cui, anche nei momenti più felici, capita di affrontare battibecchi di poco conto, invece di vivere serenamente la propria relazione concentrandosi su ciò che è importante.

Perché ci ritroviamo a litigare per delle sciocchezze, rischiando di causare problemi di coppia più seri?
Non potremmo semplicemente sorvolare su certe cose con pazienza, comprensione e soprattutto amore?

 

Per Igor Sibaldi, noto scrittore e filologo, questo è possibile solo se a tenerci uniti è l’Eros.

Quando ci arrabbiamo perché l’altro non ci mette al centro dell’attenzione, o perché non ci rivolge continue romanticherie come fa il partner di una nostra amica, o ancora quando lo accusiamo di trascurarci perché non ci telefona mai per primo, in realtà non è quel preciso comportamento a farci arrabbiare.

Magari qualche volta vi sarà addirittura capitato di prendervela con qualcuno perché non vi sorprendeva mai con un regalo, salvo poi smettere di dare importanza alla cosa quando ha cominciato ad accontentarvi. Come mai?

Secondo Sibaldi questo succede perché la rabbia d’amore non è scatenata da un atteggiamento specifico, che una volta evitato, smette di causare litigi, bensì da un continuo confronto tra le nostre aspettative e le azioni dell’altro.

Il guaio è che spesso tali aspettative continuano a essere disattese nonostante tutto, perché vogliamo sempre qualcosa di più o di diverso: in questo modo si cade nel paradosso dell’infelicità voluta, in un tranello che porta a cercare l’insoddisfazione.

Per svelare le cause di quest’atteggiamento controproducente, Sibaldi invita a scavare nella propria psiche, ritenendo che all’origine vi siano i paletti imposti dalla società, già nell’infanzia, al nostro vivido desiderio di scoperta, dettato proprio dall’Eros che è dentro di noi.

 

Nei primi anni di vita, infatti, la nostra innata curiosità, la nostra sete di conoscenza e sapere è al culmine.
Tuttavia, invece di essere soddisfatta, viene continuamente frustrata da binari prestabiliti che cercano di incanalarla, senza lasciarci liberi di esplorare. Non a caso, una frase che i nostri genitori ci ripetevano di continuo è “sei troppo piccolo per questo”.

Cresciamo così con l’idea che, semplicemente, la soddisfazione dell’Eros, cioè questa naturale energia che ci fa aspirare sempre a qualcosa di più e a voler conoscere le cose più a fondo, non possa realizzarsi, senza saperne il motivo. In età adulta, la frustrazione vissuta nell’infanzia diventa uno schema ripetuto ogni volta che rimuginiamo inutilmente su sciocchezze di poco conto, ingigantendole nella nostra mente senza un perché: ecco ciò che succede nei piccoli litigi d’amore.

 

In che modo è possibile liberarsi da questo meccanismo deleterio che impedisce di vivere relazioni felici e una vita appagante?

Nel tour Le Scoperte dell’Eros Igor Sibaldi ha analizza l’aspetto in profondità, oltre ad aver toccato molti altri temi utili a raggiungere consapevolezza nella propria vita e nelle relazioni con gli altri, permettendo di ristabilire il proprio equilibrio interiore.

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NON C’È NIENTE DI SPECIALE AD ESSERE NORMALI: COME VIVERE LIBERI GRAZIE ALL’EROS

Dicembre 2016: Donald Trump viene eletto 45° presidente degli Stati Uniti, suscitando scalpore in tutto il Paese. Gli americani si dividono a causa delle sue rigide politiche anti-immigrazione e delle sue posizioni conservatrici: lo scorso gennaio, il giorno dopo l’insediamento alla Casa Bianca, in migliaia si riversano nelle strade per aderire alla “Marcia delle donne”, una manifestazione che, da rivendicazione dei diritti femminili, si è trasformata in una vera e propria contro-inaugurazione a sostegno di valori quali anti-razzismo e libertà personale.

 

Il multiculturalismo non è solo un’idea ma una realtà concreta, che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni anche noi: quando vengono costruite moschee o sinagoghe nel nostro quartiere, quando usciamo di casa e incrociamo i vicini in abiti tipici dei loro Paesi d’origine, quando il compagno di banco di nostro figlio parla un’altra lingua e capisce poco l’italiano.

La diffidenza verso ciò che è diverso non si rivolge solo contro persone di altre culture, ma anche contro i nostri concittadini che, per motivi personali, si discostano dalle scelte di vita più comuni: basta pensare alla discussione sulle coppie di fatto che, per mesi, ha infuocato tanto le sedi della vita politica quanto le strade e i talk-show.

 

Non vi sembra strano che ancora oggi, nel 2017, si senta il bisogno di rivendicare il diritto a manifestare apertamente il proprio modo di essere? Come si spiegano queste contraddizioni?

 

Per capirlo meglio partiamo da alcune riflessioni di Igor Sibaldi sul concetto di “normalità”

Che la normalità sia relativa è ormai un pensiero ampiamente condiviso: ognuno di noi è unico e mosso da desideri, aspirazioni e emozioni diverse da chiunque altro, perciò non può esistere un’idea di normalità comune a tutti, per quanto condivisibile.

 

Eppure, se la teoria mette tutti d’accordo, i fatti continuano a generare conflitti: in ogni società persistono concezioni talmente radicate da essere percepite come vere e proprie norme di vita a cui attenersi.

Si tratta di stereotipi che ingabbiano la nostra mente, di ruoli che continuiamo a cucirci addosso senza chiederci se ci rispecchiano davvero: il figlio che segue la strada dettata dai genitori solo per soddisfarne le aspettative, la moglie perfetta che smette di dedicare del tempo a se stessa per accudire la prole, il marito modello che soffre di stress pur di adempiere ad ogni richiesta della famiglia, e via dicendo.

 

Queste norme, che rischiano di entrare in contrasto con la nostra autorealizzazione, possono esserci trasmesse anche inconsapevolmente, ad esempio quando da piccoli facevamo sport.
La pratica sportiva è certamente un’esperienza edificante, che educa a valori fondamentali come l’impegno, la perseveranza e lo spirito di squadra. Tuttavia, in una competizione vi sono anche elementi di stress, in particolare:

  • si ha un obiettivo preciso a cui mirare e bisogna evitare qualsiasi distrazione per riuscirci;
  • si deve arrivare all’obiettivo prima degli altri perché il vincitore è unico: tutti gli altri sono rivali da battere, nemici;
  • è necessario rispettare le regole imposte da un’autorità indefinita, le quali non possono essere messe in discussione.

 

Se in una sfida questi tre elementi sono necessari per la vittoria, quando essi vengono trasferiti sul piano dell’essere individuale e delle relazioni interpersonali portano a dei conflitti interiori, a causa dei quali l’adolescente limita le proprie emozioni, i propri stimoli, i propri desideri: è così che la società ci rende “sudditi” uniformi e disciplinati, che operano in funzione dell’ordine stabilito.
Non bisogna farsi domande, né cercare soluzioni o opzioni alternative: ci viene solo richiesto di integrarci, ma non di integrarci tra noi, con rispetto e comprensione reciproci, bensì di adattarci seguendo la direzione verso cui tutti remano.

Si può uscire da questa condizione di “schiavitù” mentale?

Secondo Sibaldi sì: per farlo bisogna riscoprire una dimensione psichica comune a tutti nell’infanzia, un’energia insita nell’uomo fin dalla nascita, ovvero l’Eros.

È proprio per merito dell’Eros, infatti, che i bambini sono curiosi di tutto e non si pongono limiti nella scoperta del mondo, di sé e degli altri, privi di pregiudizi e inibizioni. Le loro azioni hanno un solo scopo: ricavare benessere, piacere e felicità da ogni esperienza concreta.

Chi risveglia l’Eros è capace di di liberarsi da convinzioni e ruoli imposti dall’alto: così può realizzare i propri veri desideri e seguire la propria coscienza in totale consapevolezza. In questo modo si aprono all’uomo infinite possibilità: chi si lascia guidare dall’Eros non vede più confini alla sua volontà, alle sue decisioni, ai suoi sentimenti, e sa che nel mondo non ci sono limiti a ciò che vale la pena provare, alle sfide in cui cimentarsi, alle persone con cui confrontarsi, cogliendo da tutto questo continua sorpresa e stupore.

 

Vuoi vivere personalmente questa profonda rinascita, uscendo dal tracciato della cosiddetta “normalità” per sviluppare la tua essenza autentica, libero da qualsiasi condizionamento limitante?
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ITALIANI SEMPRE PIÙ SINGLE: CHE FINE FARÀ SAN VALENTINO?

Oggi è il fatidico 14 febbraio: che voi siate in coppia o no, follemente innamorati o felicemente liberi da qualsiasi impegno, non potrete comunque ignorare le vetrine piene di cuoricini multicolore, candele profumate e petali di rosa sparsi un po’ ovunque, oppure l’esplosione di offerte per cene romantiche nei ristoranti della vostra città.
San Valentino non passa certo inosservato!

 

Sicuramente qualcuno starà pensando “per fortuna sono single, queste cose non fanno proprio per me!”; qualcun altro invece, si starà dicendo “peccato, mi sarebbe piaciuto ricevere un bel mazzo di fiori in ufficio”: è la prova che nessuno, né da una parte né dall’altra, è totalmente indifferente a San Valentino.
Sapete perché?

Perché nessuno, a prescindere da età e carattere, esclude l’amore dalla propria vita: c’è chi oggi lo dimostrerà al proprio compagno, chi ai figli, chi all’amica sempre disponibile oppure chi si immergerà con passione in un hobby o in un nuovo progetto professionale. Ecco perché si dice che l’amore muove il mondo: perché ci dà energia e motivazione in ogni circostanza.

 

Se ne sono accorti anche gli sviluppatori delle applicazioni per i nostri cellulari: il progresso tecnologico è stato accompagnato da un vero e proprio boom di dating app, cioè programmi che agevolano gli incontri tra persone che magari, nella vita reale, hanno basse probabilità di incrociarsi.
Se a questo aggiungiamo le serate per single, come gli speed-date, durante cui si cerca di conoscere più persone possibili in una sera, ci rendiamo conto che oggi le occasioni di trovare un partner sono molte più che in passato, per cui sarebbe lecito aspettarsi che trovare la propria dolce metà sia anche più facile…

 

 

Sbagliato! Secondo le statistiche i single in Italia sono aumentati del 41% negli ultimi 10 anni: a dispetto di ogni logica, inciampare nell’amore sembra sempre più difficile! Come si spiega tutto ciò?

 

Pare che la motivazione abbia a che fare più con l’economia che col romanticismo e che, come in ogni mercato che si rispetti, sia tutta una questione di domanda e offerta.
Secondo Adam Smith una relazione felice si fonda su empatia, condivisione e amore di sé: tutti cerchiamo queste cose, creando la domanda, ma coloro che incontriamo, cioè l’offerta, non soddisfano le nostre aspettative. Nonostante i single rappresentino una parte consistente della società, essi chiedono più di quanto sono disposti ad offrire, e questo porta un’ampia percentuale di loro a non impegnarsi nonostante i numerosi appuntamenti possibili.

Se ci pensate bene, sarà accaduto anche a voi almeno una volta: magari la vostra ultima relazione è finita proprio perché non vi sentivate più appagati come prima e avete cominciato a pretendere sempre di più, oppure siete stati voi stessi a non voler più dare il massimo in un rapporto. In entrambi i casi, a un certo punto, l’equilibrio tra domanda e offerta si è rotto.

 

Proprio a questo si riferisce anche il filosofo Igor Sibaldi quando distingue nettamente Amore e Eros.
L’amore è un sentimento che porta a fare continue richieste, nonché a un desiderio di possesso verso l’altro. Ovviamente, dato che ognuno ritiene di essere speciale e unico per la propria metà, vogliamo che egli abbia occhi solo per noi e che faccia tutto il possibile per renderci felici, senza chiederglielo direttamente: l’altro dovrebbe quasi vivere in funzione del nostro benessere.

La conseguenza di un simile atteggiamento è la reciproca limitazione di azioni, aspirazioni e desideri, perché entrambi i soggetti coinvolti si aspettano che il partner faccia sempre ciò che è meglio per l’altro, senza preoccuparsi del fatto che questo potrebbe non coincidere con ciò che è meglio per lui.

 

 

L’esempio di una situazione del genere è la rottura a causa di un trasferimento per motivi di lavoro: magari la persona di cui ci innamoriamo decide, malgrado il nostro disappunto, di accettare un’importante promozione che lo porterà in un’altra città, e così finiamo col restare profondamente delusi perché non mette la nostra felicità al primo posto.
È qui che l’equilibrio domanda/offerta rischia di rompersi: alcune caratteristiche personali che prima rappresentavano un valore aggiunto per il rapporto, come l’ambizione e l’intraprendenza, all’improvviso diventano un ostacolo perché l’altro non tiene conto delle nostre richieste. Dall’altra parte, di riflesso, anche l’altro è deluso da noi, perché non siamo spontaneamente disposti a seguirlo o a trovare una soluzione di compromesso, considerando prioritaria la sua gratificazione.

 

Come rompere questo circolo vizioso?

 

La soluzione consiste nel superare tale visione limitante delle relazioni grazie all’Eros racchiuso in noi: la sua energia può guidarci alla scoperta di chi siamo davvero, liberandoci dallo schema domanda/offerta tanto nocivo per le relazioni. L’Eros permette di superare i comuni preconcetti su cosa un rapporto dovrebbe darci e su cosa dovremmo aspettarci da esso, consentendoci di conoscere a fondo noi stessi e di capire ciò di cui abbiamo bisogno.

L’Eros infatti, al contrario dell’amore comunemente inteso, non chiede conferme esterne: il suo coronamento è tutto nella consapevolezza a cui ognuno arriva dentro di sé, da sviluppare anche per merito della relazione con l’altro, ma non necessariamente. Esso ci permette, infatti, di realizzare i nostri intimi desideri liberi dall’inganno che spinge a cercare la soddisfazione personale in qualcun altro.

 

Pensi di non aver ancora provato questo sentimento nella tua vita? Non sei il solo. Di certo l’Eros non è una dimensione a cui veniamo educati, ma che può essere riscoperta smantellando vecchie convinzioni radicate nella nostra psiche.

Il tour di Igor Sibaldi Le Scoperte dell’Eros ha fatto il tutto esaurito in diverse città italiane.
Per scoprire tutti i dettagli del suo nuovo tour Il Metodo Metafisico, che partirà a settembre, clicca qui!

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Immagini tratte da Google immagini

COME ASCOLTARE SE STESSI: ECCO UNA TECNICA CHE FUNZIONA

Famiglia, carriera, indipendenza, aiutare gli altri, viaggiare, avere fama e celebrità: qual è la vostra idea di felicità?

 

Questo è quello che si sono chiesti gli ideatori di The Great Brain Experiment, applicazione sviluppata per capire come pensiamo e come agiamo.

“Che cosa mi rende felice?” è uno dei quattro giochi proposti: gli utenti simulano scelte tipiche della vita quotidiana, totalizzando un punteggio in base alle decisioni prese.

Questo esperimento dimostra che le persone non sono più contente per merito delle ricompense economiche, bensì dei desideri realizzati e delle aspettative appagate: sono le esperienze positive, la condivisione e le relazioni interpersonali a gratificarci, come, ad esempio, trascorrere il tempo con gli amici, intraprendere un viaggio o suonare uno strumento.

 

Ciò vuol dire che l’uomo trae soddisfazione dalle azioni concrete con cui esprime il proprio spirito, inteso come insieme di idee, emozioni e percezioni: trovarsi in armonia con lo spirito favorisce il processo di cambiamento perché rende più consapevoli della direzione da seguire per raggiungere l’autentica felicità.

 

Allineare mente e spirito, tuttavia, non è facile, anzi: raramente ascoltiamo quel che le nostre percezioni più personali ci suggeriscono e questo ci porta a riempire le nostre vite di attività insoddisfacenti.
Pensate a quante persone svolgono annoiate tutti i giorni gli stessi compiti, aspettando con ansia il fine settimana nella speranza di trovare il tempo di dedicarsi un po’ a loro stesse e, invece, continuano a correre dietro a mille impegni, senza mai ascoltarsi. Spesso si ritrovano ad accontentare le richieste di partner, amici e familiari, e così si sentono sempre più soffocate.

 

 

Magari anche noi, come loro, in diverse occasioni abbiamo avvertito il bisogno di cambiare, eppure non abbiamo agito di conseguenza.

Perché?

 

Chi si comporta così non si ritiene capace di affrontare una simile trasformazione, non conosce le strategie per gestirla e non sa da che parte iniziare. Troppe volte la paura ci paralizza e ci porta a seguire vuote abitudini, ignorando tanto i nostri sentimenti quanto le risorse personali grazie a cui, invece, potremmo innescare una vera e propria rivoluzione nelle nostre vite.

Certo, il cambiamento può spaventare, perché obbliga ad uscire dalla propria zona di comfort e a correre dei rischi, eppure provate ad immaginare cosa accadrebbe se ascoltaste davvero voi stessi e deste voce a ciò che più vi rende sereni: vi siete mai domandati quante cose potreste realizzare e quanta felicità ne trarreste se solo trovaste il coraggio di iniziare?

 

Per riuscirci, prima di tutto, bisogna imparare a comunicare con il proprio spirito in modo da raggiungere l’autocoscienza e la consapevolezza dei propri desideri più profondi.

 

Lo spirito racchiude i nostri istinti e le nostre emozioni, al contrario dell’Io, che consiste nell’immagine di noi stessi da trasmettere al mondo esterno: esso include le idee e le convinzioni che seguiamo per rispondere alle aspettative altrui.

Ovviamente, quello che gli altri vorrebbero da noi non sempre coincide con le nostre aspirazioni, perciò, quando l’Io prende il sopravvento sullo spirito e lo soffoca, si genera insoddisfazione.

Come fare per rompere questo meccanismo che influisce negativamente sul nostro equilibrio interiore?

 

La soluzione è ristabilire un contatto con il proprio spirito. Per farlo ecco un semplice esercizio:

  1. sedetevi in una posizione comoda, con i piedi poggiati sul pavimento;
  2. cercate il vostro baricentro e rilassatevi, mantenendo comunque uno stato di attenzione, proprio come fanno i tuffatori mentre si preparano all’esecuzione. Bisogna essere rilassati e mentalmente presenti al tempo stesso;
  3. prestate attenzione al vostro corpo: ascoltatevi, percepite voi stessi e calmatevi;
  4. quando vi sentirete a vostro agio, iniziate a seguire il ritmo del respiro. Abbracciate la piacevole sensazione della respirazione che scorre lungo la spina dorsale e rivolgete pensieri positivi verso voi stessi: pensate a quello che sapete fare bene e a tutto quello che avete;
  5. quando vi sentirete padroni delle vostre emozioni, cercate il vostro centro d’energia. Percepitelo e individuatelo esattamente, proprio come se voleste toccarlo con una mano: è lì che si trova il vostro spirito;
  6. una volta focalizzata la sede dello spirito, scrivete cosa vorreste cambiare nella vostra vita e poi rileggete ad alta voce, lentamente: sentirete pian piano crescere in voi la consapevolezza dei vostri reali desideri;
  7. adesso è il momento di immaginare la direzione da dare al vostro futuro e di proiettarla nell’ambiente fisico intorno a voi. Visualizzate il vostro cambiamento e indicate la direzione che state immaginando con l’altra mano: il vostro futuro è proprio lì, che vi aspetta.

 

Quest’esercizio vi aiuterà a trovare la vostra centratura, cioè l’equilibrio tra l’Io e lo spirito, tra coscienza dei vostri bisogni attuali e rappresentazione ideale del vostro futuro. Grazie alla centratura potrete gestire i problemi in maniera costruttiva e acquisire la determinazione necessaria a perseguire i cambiamenti che davvero vi renderanno felici, perché saranno dettati dalle vostri bisogni più autentici.

Provateci: muovete qualche passo nella direzione in cui avete mentalmente proiettato il cambiamento. Non sentite che la paura della trasformazione inizia ad allentarsi? Vuol dire che è la direzione giusta per voi! Perciò, è arrivato il momento di agire!

Iniziate questo nuovo anno con azioni concrete che vi avvicinino alla felicità giorno dopo giorno: lasciatevi sorprendere da voi stessi e cominciate subito a diventare ciò che davvero desiderate!

 

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Potrai apprenderle direttamente da Robert Dilts, uno dei massimi esperti della PNL, Giorgio Nardone, fondatore del Centro di Terapia Strategica, e Jeffrey Zeig, direttore della Milton Erickson Foundation.

I 3 grandi pensatori saranno per la prima volta insieme per Il Coraggio di Cambiare, un evento senza precedenti in Europa. Clicca qui per saperne di più!