porsi le domande giuste

Supera l’indecisione con le domande giuste!

Ambivalenza è un termine che spesso assume un’accezione negativa.

Nel pensiero comune un comportamento ambivalente denota indecisione, caratteristica poco apprezzata in una società come la nostra, che ci vorrebbe sempre pronti a reagire con freddezza e rapidità ad ogni circostanza, senza esitare un istante di fronte a quelle più insolite o per le quali non ci sentiamo preparati.

Cambiare città, mettersi alla prova con un nuovo lavoro, frequentare persone diverse dalla solita cerchia di amici, cimentarsi in hobby o sport che non abbiamo mai provato prima: molte persone nutrono in sé desideri simili e si dicono pronte a “mollare gli ormeggi” del porto sicuro per mettersi in discussione.

Come mai, se tante persone lo dicono, in poche lo fanno?

Perché tutti noi, in fondo, siamo un po’ ambivalenti.

Tutti siamo affascinati dall’idea di esplorare posti nuovi ma abbiamo paura di ciò che non conosciamo.
Tutti vorremmo accrescere le nostre conoscenze e migliorare le nostre abilità, salvo poi chiederci se saremo in grado di superare le sfide che incontreremo lungo il percorso.
E che dire del momento in cui ci troviamo tra sconosciuti su cui vorremmo fare una buona impressione, ma timidezza e insicurezza ci ammutoliscono, bloccando tutta l’intraprendenza che avremmo voluto sfoggiare?

In casi come questi l’indecisione può portarci ad evitare ciò che vorremmo ma, in altre situazioni, essa può anche aiutarci a comprendere meglio la complessità del reale.

È proprio per merito di un atteggiamento ambivalente che molti si prendono il tempo necessario per valutare pro e contro di una situazione, capire i propri punti di forza e debolezza, definire quali siano le priorità del momento e, così facendo, diventano consapevoli degli sforzi necessari per raggiungere i cambiamenti desiderati.

In altre parole, ambivalenza e indecisione possono anche essere sinonimo di riflessione, attenzione verso le proprie esigenze ed ascolto delle proprie emozioni: aspetti fondamentali per vivere con serenità ed equilibrio.

superare indecisione

 

Capire se stessi con le domande del Dialogo Strategico

Ascoltarsi implica anche sapersi parlare: quante volte, ad esempio, ci siamo ritrovati a rimuginare su una scelta importante, proiettando nella nostra mente tutti gli scenari possibili, fino a non sapere più che strada intraprendere?

Può capitare in ufficio, al cospetto di una promozione che implica maggiori responsabilità e un maggior carico di lavoro, oppure nel dover decidere se trasferirsi per frequentare un corso di studi o restare vicino ai propri affetti. In entrambi i casi siamo davanti a situazioni ambivalenti, dall’esito incerto, che offrono opportunità, ma nascondono anche difficoltà.

Per non esitare all’infinito e superare i dubbi su noi stessi e sul nostro futuro, porsi le domande giuste può aiutarci a fare chiarezza e a superare l’impasse dell’indecisione, come dimostrato dalle tecniche del Dialogo Strategico.

Si tratta di un metodo sviluppato dallo psicologo e psicoterapeuta Giorgio Nardone, in seguito all’osservazione diretta delle forme di interazione che intercorrono negli ambiti più disparati, dai contesti professionali e sportivi fino a quelli più comuni della vita quotidiana.

Tali ricerche sul campo hanno permesso al professore di individuare le strategie di comunicazione che meglio agiscono sulle nostre modalità di pensiero, consentendoci di raggiungere più efficacemente gli obiettivi, di migliorare i rapporti con gli altri e di correggere spontaneamente alcuni comportamenti di cui non sempre siamo consapevoli ma che, a volte, ci impediscono di agire con maggior decisione e fiducia in noi stessi.

Porre domande in modo strategico, infatti, permette alla nostra mente di considerare alternative prima nascoste, portando alla luce bisogni inespressi. In questo modo i nostri ragionamenti giungono spontaneamente ad una scelta chiara anziché vagare in modo confuso.

L’innovazione del Dialogo Strategico sta proprio nella capacità di guidare il libero sviluppo delle nostre idee senza mai forzarle: il suo scopo non è quello di spingerci in una direzione piuttosto che un’altra, bensì di mostrarci, attraverso il potere delle parole e delle espressioni non verbali (come gesti e toni di voce), possibilità fino a quel momento rimaste nell’ombra.
Grazie a queste strategie l’orizzonte delle nostre valutazioni si allarga e il processo decisionale viene agevolato.

“La maggioranza dei problemi non deriva dalle risposte che ci diamo ma dalle domande che ci poniamo”.
Immanuel Kant

 

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