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iniziazione

Dal mito di Amore e Psiche all’iniziazione per raggiungere l’Ikigai

Come abbiamo visto nell’articolo Il mito di Amore e Psiche e la ricerca dell’Ikigai”, l’ideale della nostra vita è trovare Amore. Ognuno di noi, secondo la psicologa e antropologa Selene Calloni Williams, ha questa missione, ritrovare amore, ma in ciascuno si manifesta in modi differenti.

È aprendo il cuore che riesci a risvegliare doti, talenti, capacità.

Presa consapevolezza dell’importanza di ritrovare e riabbracciare la missione con la quale siamo venuti al mondo, il passo successivo è togliere gli ostacoli che ne frenano il raggiungimento. Questi ostacoli non si trovano chissà dove: si celano dentro la nostra mente. Come abbiamo visto in un altro articolo, la mente ha paura, prende il controllo su qualsiasi cosa – compresa la natura – e predilige il potere anziché l’amore.

Quali sono questi ostacoli? Gli attaccamenti, le paure della mente, le resistenze all’amore.

È possibile sentirci realizzati pienamente, in ogni istante, in ogni azione della nostra vita, in ogni nostro respiro: per farlo dobbiamo togliere la paura e andare oltre questa mente super logica e super razionale, che si muove senza tenere conto del cuore.

Finché continueremo ad entrare nello spazio mentale attraverso il passaggio della paura e del bisogno di controllo, dice Selene, avremo sempre e inevitabilmente a che fare con una mente condizionata, che lavora contro di noi e non per noi. Occorre trasformare la mente condizionata e ordinaria in una mente poetica. In questo articolo abbiamo affrontato, nel dettaglio, i 3 accessi che conducono alla mente poetica. È così che Selene chiama l’overmind, il pensiero del cuore.

Sì, perché nessuno può andare oltre la mente con la mente. Ci vuole un altro strumento, una coscienza ampliata, una mente poetica, una overmind. Ed è qui che entra in scena l’iniziazione che, con l’Ikigai e lo yoga sciamanico, saranno i grandi temi protagonisti del seminario online che si terrà sabato 6 novembre insieme a Selene Calloni Williams (puoi scoprirlo più nel dettaglio cliccando qui).

L’iniziazione: lo strumento per andare oltre la mente

Lo strumento che consente all’uomo di fare un salto evolutivo è da sempre l’iniziazione. L’iniziazione sarà un passaggio importante del seminario “Ikigai: ciò per cui vale la pena vivere”: con Selene faremo delle iniziazioni semplici, ma importanti.

Vediamo quali praticheremo insieme e quali sono le 4 iniziazioni che provengono dalla grande tradizione dello yoga sciamanico. Eccole: l’iniziazione al grado di Portiere, l’iniziazione al grado di Lettore, l’iniziazione al grado di Maestro del Fuoco e l’iniziazione al grado di veggente o mago.

1 – L’iniziazione al grado di Portiere

Il Portiere è colui che si assicura che nel tempio (vale e dire il nostro corpo) entrino solo i “fedeli” e vengano lasciati fuori “gli infedeli” Le sostanze fedeli al corpo sono i cibi sani, l’acqua pura, l’aria pura, la buona respirazione e le sostanze sane, mentre “gli infedeli” sono tutti quei veleni che, dall’alcool, al fumo, al cibo spazzatura, minano l’armonia e il benessere del nostro tempio.

Il Portiere è pertanto colui che custodisce e sorveglia il nostro tempio, il corpo, cercando di lasciar fuori tutte le sostanze nocive e gli elementi che non sono in armonia con la vita e con l’energia che ci serve per realizzare la missione dell’anima.

L’iniziazione al grado di Portiere risveglia doti e capacità molto importanti che sono represse dalla mente ordinaria, perché – come abbiamo visto – la mente di cui ci serviamo di solito è uno strumento del sistema: ha come fine la governabilità, la misurabilità, la prevedibilità e non la realizzazione, la libertà, l’amore.

L’amore e la libertà sono due aspetti della medesima conquista,
due facce della stessa realtà.

2 – L’iniziazione al grado di Lettore

Dopo l’iniziazione al grado di Portiere, al seminario sull’Ikigai, faremo l’iniziazione al grado di Lettore.

Il Lettore, dice Selene, è colui che aiuta gli altri attraverso una parola poetica ispirata ed è quindi carismatico e suggestivo. In termini iniziatici, il Lettore mette tutti coloro con cui entra in relazione sul cammino che conduce alla liberazione finale. E queste relazioni possono essere sia positive sia negative.

3 – L’iniziazione al grado di Maestro del Fuoco

Al seminario proseguiremo facendo l’iniziazione al grado di Maestro del Fuoco.

Il Maestro del Fuoco è, per così dire, il sacerdote del rito. Se la grande Imago, come accennavamo nel precedente articolo, è poesia, essa ha una struttura mitologica. Selene spiega che ognuno di noi è mito, ciascuno esiste mettendo sulla scena della vita un mito. Ci riscattiamo e ci liberiamo davvero quando riusciamo a vedere il mito che stiamo mettendo in scena.

Il Maestro del Fuoco è in grado di accendere la fiamma che ci permette di vedere il nostro mito, di comprenderlo con il cuore e di viverlo. Ciò significa “entrare nel flusso dell’esperienza ottimale, con grande attenzione, concentrazione, creatività e passione, in ogni istante”.

Questa è l’esperienza del flusso: quando sei totalmente concentrato,
attento e vigile perché sei appassionato, perché sei creativo.
Stai creando. Questo è il Maestro del Fuoco.

4 – L’iniziazione al grado di Veggente o Mago

Al seminario faremo anche l’iniziazione al grado di Veggente o Mago, che corrisponde all’elemento aria.

Il Veggente è l’aquila, o meglio, colui che vede con la vista dell’aquila: vede prima, perché sente grazie alla propria sensibilità. Per la mente ordinaria è un Mago, ma in realtà è il Veggente ed è assolutamente naturale, perché la capacità di vedere è un’abilità naturale.

Il Veggente è semplicemente colui che, con naturalezza, entra in profondità nell’attimo presente, lo contempla, perché non ha paura di vedere. Come dicevamo, ognuno esiste mettendo sulla scena della vita un mito e riesce a riscattarsi, a liberarsi e a risolversi quando vede il mito che sta mettendo sulla scena della vita.

Per avere questa visione, ricorda Selene, non bisogna imparare qualcosa che non si sa, qualcosa di nuovo: bisogna togliere gli ostacoli che impediscono di vedere. Ostacoli che sono nelle nostre resistenze all’amore, negli attaccamenti e nelle paure e che si concentrano meramente in quella mente iper-razionale che funziona in modo disgiunto dal cuore.

Dall’iniziazione, all’eudaimonia, agli avi, all’Ikigai

Questa mente, logica e staccata dal volere del cuore, non ci condurrà mai a realizzare la missione dell’anima: ritrovare Amore.

Come dice Selene:

“Una mente che vuole il controllo perché ha paura, una mente che sceglie il potere e non l’amore non ci porterà mai a realizzare il nostro ideale. Anzi, alla fine creerà sempre sofferenza, perché la felicità è la piena realizzazione di noi stessi. Gli antichi chiamavano questa felicità eudaimonia, ovvero la realizzazione del daimon, cioè lo scopo della nostra vita. Questa è la felicità e la si può trovare in ogni gesto, in ogni momento, in ogni attimo della nostra vita”.

Cliccando qui puoi leggere l’articolo “Sai ascoltare la voce del tuo daimon?”

In questo seminario attraverseremo queste 4 iniziazioni, attraverso 4 bellissimi rituali che provengono dalla tradizione dello yoga sciamanico.

Lo yoga sciamanico è uno yoga dei primordi, dell’anima selvaggia, primitiva, e lo si ritrova in tante forme di yoga successive dove c’è il fenomeno dell’estasi.

Dell’estasi abbiamo parlato nell’articolo “Yoga sciamanico: cos’è, in cosa consiste e perché ne abbiamo bisogno”, che è interamente dedicato all’argomento e che puoi leggere cliccando qui!

Lo yoga sciamanico è lo yoga dell’estasi, dello stato ampliato di coscienza, del viaggio iniziatico che può condurci oltre la mente ordinaria, nel mondo della mente ispirata.

Oltre alle 4 grandi iniziazioni e allo yoga sciamanico, ci occuperemo dell’Ikigai: ciò per cui vale la pena vivere. Durante il seminario, Selene unirà le 4 iniziazioni e lo yoga sciamanico con i rituali di manifestazione dell’Ikigai; in particolare ci occuperemo di quelli che concernono l’osservazione dei nostri avi, gli antenati.

Se è vero che la grande Imago è poesia e se è vero che è simultanea (tutto accade adesso), allora gli avi non sono coloro che sono vissuti prima di noi, ma immagini dell’anima che si proiettano in un eterno presente allo scopo di mostrarci qualcosa. Cosa? Possono mostrarci proprio i nostri attaccamenti, le nostre paure, le resistenze all’amore, affinché possiamo risolverle e superarle.

Anche i nostri avi sono mito e il mito è sempre la manifestazione di quelle paure che noi dobbiamo superare. Osservare gli antenati, contemplare queste immagini è utilissimo alla conoscenza di noi stessi, alla comprensione della missione dell’anima e alla sua realizzazione.

Concludiamo questo articolo con l’invito che Selene intende rivolgerti:

“Quella della missione dell’anima non è una comprensione intellettuale, ma una com-prensione di cuore e di emozione. Per comprendere la missione dell’anima e per viverla bisogna eliminare e superare gli ostacoli. Ci riusciremo pacificando le immagini degli avi e risvegliando doti e talenti attraverso le esperienze iniziatiche sciamaniche. Vivremo insieme tutto questo nel grande seminario che è la manifestazione, l’espressione del nostro desiderio di realizzarci pienamente, di fare ciò per cui vale la pena vivere, di comprendere ciò che dobbiamo fare e farlo in modo incrollabile.

Ti aspetto.”

Selene

Scopri cliccando qui il seminario sull’Ikigai, le 4 iniziazioni e lo yoga sciamanico.

https://bit.ly/3pIN2dk

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