È possibile cambiare il proprio carattere?

carattere

Cos’è il carattere? Da cosa dipende? È stabile e definito o plastico e mutabile? È la scusa utile per giustificare i nostri errori o, al contrario, è solo il risultato dei nostri comportamenti ripetuti nel tempo?
Filippo Ongaro

Aristotele diceva che noi siamo ciò che facciamo ripetutamente
e che l’eccellenza non è un’azione ma un’abitudine.

È una frase che fa riflettere, sia in senso negativo sia in senso positivo perché se da un lato il mancato raggiungimento degli obiettivi, la pigrizia e i fallimenti non sono né azioni né destini sfortunati, bensì conseguenze dirette delle proprie abitudini, dall’altro è sufficiente cambiare un po’ ogni giorno per dare una svolta alla propria vita.

Ormai sappiamo per certo che ogni aspetto del nostro carattere può essere cambiato, ogni nota negativa può essere “aggiustata” se adottiamo le giuste strategie quotidiane.

Nel campo della psicologia, il carattere è la componente psichica che conferisce un’impronta particolare al nostro comportamento, risultato di una continua interazione tra individuo e ambiente che lo circonda.

A forgiare il nostro carattere sono le abitudini.

Nei precedenti articoli abbiamo già visto come cambiare non è impossibile, basta sapere come fare e quali sono  i 3 aspetti cardine su cui concentrarsi per raggiungere ogni traguardo ambito; oggi cerchiamo di far nostra la frase del dr. Filippo Ongaro, medico degli astronauti dal 2000 al 2007, primo italiano certificato in medicina anti-aging e performance coach:

“se cambiamo abitudini, prima poi cambierà anche il nostro carattere”.

Ogni giornata è una vita in miniatura

Poiché “ogni giornata è una vita in miniatura”, Filippo Ongaro, abbinando la sua esperienza di coach e medico alle indicazioni delle più recenti ricerche scientifiche, ha individuato alcune azioni cardine che permettono di produrre risultati costanti nel tempo. Vediamole insieme.

1. Ripetere, ripetere e ripetere ancora

Tutti gli studi sull’alta prestazione effettuati su qualsiasi tipo di ambiente (atleti, artisti, militari d’élite, astronauti, manager e così via), sono giunti alla conclusione che il talento ricopre una piccola percentuale del successo.

Per essere eccellenti nel proprio “mestiere” o nella propria passione, occorre ripetere ripetere, ripetere e ripetere ancora. Il risultato finale dipende in gran parte dall’impegno e dal gesto di ogni singolo giorno.

2. Prenditi cura del corpo a 360°

Questo secondo punto ha una logica importante: occorre iniziare da ciò che possiamo tenere sotto controllo, vale a dire: alimentazione sana, allenamento fisico e tecniche di rilassamento (allenamento mentale). 

Comincia con dieta, allenamento e tecniche di rilassamento: iniziare da questa triade rafforzerà significativamente la percezione di controllo sulla
propria esistenza, offrendo una base solida per gestire se stessi.

3. Come un guerriero, crea i tuoi rituali di battaglia

Sin dagli albori della nostra specie, ogni civiltà ha adottato dei rituali, delle pratiche di rafforzamento dello spirito per prepararsi alla durezza della battaglia. È vero: noi non stiamo combattendo battaglie in senso letterale del termine, ma le sfide quotidiane possono trovare il giusto appiglio in un pensiero o in un auto-dialogo con noi stessi. La vera forza arriva da dentro noi stessi: evochiamola nel momenti del bisogno.

4. Datti ogni giorno degli obiettivi

Molto spesso, le persone che si prefissano tanti obiettivi non ricordano di esserseli dati. “Voglio migliorare la mia vita, voglio dimagrire, voglio trovare l’amore”, non sono che obiettivi vaghi. E il vago si perde nella vita quotidiana. Abbina ai grandi obiettivi a lungo termine quelli più piccoli e quotidiani. Sarà la somma di tante giornate a creare il risultato finale.

5. Usa il diario come specchio

Una delle cose più difficili al mondo è il confronto con se stessi. Dedicare qualche minuto ogni mattina a trascrivere sul proprio diario gli obiettivi della giornata è un modo spontaneo ed efficace per plasmare il proprio rapporto con se stessi.

Assieme a Giorgio Nardone e Robert Dilts, Filippo Ongaro sarà coprotagonista di Master Mind, il workshop che, unendo le ultime teorie elaborate nel campo della Scienza della Performance, ti permetterà di comprendere – nel profondo – i meccanismi che conducono a un profondo cambiamento interiore e non solo. 

Nello specifico, insieme a Filippo Ongaro imparerai:

  • Come raggiungere la piena armonia tra mente e corpo con i 4 fondamenti dello sviluppo salutare
  • Come usare le tue energie psicofisiche per sprigionare il potenziale che è in te e rinnovare te stesso
  • Come superare i conflitti interni per promuovere il cambiamento in tempi brevi
  • I passi per coltivare la concentrazione mentale e ottenere prestazioni di massimo livello
  • Le strategie per adottare nuove abitudini e trasformare subito la tua quotidianità
  • Le 5 mosse per raggiungere uno stato di positività e benessere giorno dopo giorno

Clicca qui per conoscere tutti i dettagli di questo imperdibile week end di formazione!

Le 4 mosse per raggiungere uno stato di positività giorno dopo giorno

positività

Non è semplice affrontare ogni situazione con ottimismo e positività.

Nonostante, infatti, potrebbe essere scontato pensare che la maggior parte di noi viva meglio rispetto a qualche anno fa, c’è la sensazione comune che “manchi sempre qualcosa”. Questo perché non sempre si riesce a vedere “il bicchiere mezzo pieno”, ma perché tendiamo a guardare ciò che non abbiamo.

“Oggi più che mai abbiamo tutti un bisogno estremo di una cultura della positività, della serenità e dell’accettazione, di un nuovo atteggiamento mentale che ci dia qualche chance in più di stare meglio come individui e come società”.
Filippo Ongaro

 

4 mosse per raggiungere uno stato di positività giorno dopo giorno 

È davvero possibile abbracciare l’ottimismo e “riuscire a vedere la vita attraverso una lente positiva e trasparente”? La cultura occidentale ha contribuito non poco a offuscare la lente attraverso cui guardiamo e filtriamo la realtà. La felicità, pian piano e negli ultimi secoli, è stata relegata a mera fortuna o a un fatto eccezionale destinato a pochi eletti.

Oggi sappiamo che non è affatto così, ed è la scienza a dimostrarcelo: la felicità non è soltanto uno stato mentale, ma un’abitudine da coltivare giorno dopo giorno.

Oggi le ricerche mostrano che la nostra felicità dipende:

  • Per il 50% da un “set-point” genetico legato alle nostre scelte

  • Per il 40% dalle pratiche e attitudini della nostra vita quotidiana

  • E solamente per il 10% dagli eventi passati.

Tutto ciò è valido davvero per i nostri sentimenti e approcci alla vita, per un miglioramento della salute e per la nostra volontà di cambiamento. 

La vita è la somma di tante buone pratiche diventate abitudini.

“Allora è dalla pratica deliberata della felicità che possiamo iniziare a riprogrammare la nostra mente e la nostra vita”.
Filippo Ongaro

Nel frattempo, ecco 4 step consigliati del Dr. Filippo Ongaro, ex medico degli astronauti e primo italiano ad aver ottenuto negli Usa la certificazione in medicina funzionale e in anti-aging, per raggiungere uno stato di positività giorno dopo giorno.

1. Immergiti nella natura

Trascorriamo troppe ore rinchiusi tra casa e lavoro e ciò contribuisce a creare un effetto negativo sulle nostre emozioni. Prova a ritagliarti del tempo per riscoprire la natura: recati in campagna, in montagna, stai all’aria aperta. Sono tantissimi gli studi ormai che hanno dimostrato come i colori, i rumori e l’odore inconfondibile della natura abbiano la capacità di provocare un effetto positivo sul tono dell’umore. 

Quindi quando sei alla ricerca di un po’ di ottimismo, quando “il bicchiere è mezzo vuoto”, rifugiati nell’accogliente natura. Ti consentirà di riscoprire quella sensazione di pace e di equilibrio che serve alla mente per ritornare a guardare la vita a colori.

2. Abbraccia chi ami

L’ossitocina, un ormone anti-stress, è fondamentale per il nostro benessere psico-fisico perché capace di amplificare il senso di sicurezza, pace e fiducia nei confronti di noi stessi e degli altri. L’ormone viene stimolato dal contatto fisico: tieniti dunque pronto ad abbracciare il partner, i figli, gli amici, i colleghi, il nostro animale domestico. Questo contatto fisico ci aiuterà a riportare il nostro cuore sulla realtà d’amore che vogliamo. Lascia che l’ossitocina faccia la sua parte e riceverai un effetto terapeutico sul corpo e sulla mente.

Quindi abbraccia. Abbraccia le persone che ami. Si tratta di un modo – efficace e gratuito – per donare a te e agli altri una tal piacevole sensazione di benessere.

 3. Scegli gli amici giusti

Alcune persone riescono a tirar fuori il meglio di noi. È importante dunque saper scegliere gli amici giusti. Gli studi hanno da tempo dimostrato come la rete sociale incida in maniera significativa sulle nostre abitudini e scelte di vita… lo stesso vale per l’umore. Ad esempio, trovarsi spesso in compagnia di persone ansiose e negative non può che intaccare la nostra positività. Fortunatamente vale anche il contrario: così come è più facile seguire una dieta o praticare attività fisica se si ha amici sportivi o attenti all’alimentazione sana, anche l’ottimismo è contagioso!

Quindi trascorri del tempo con quelle persone che sanno tirare fuori il meglio di te. Circondati di “contatti interpersonali vitali e sani e questi trasformeranno la tua vita”.

4. Pratica il non giudizio

Giudicare è un’attività che occupa il cervello in maniera costante, provocando un elevato consumo di risorse emotive e mentali. Il quarto passo è proprio questo: prova a non giudicare. Non sempre è necessario dire la propria su tutto e su tutti, persino su noi stessi. Giudichiamo spesso gli altri, ma anche noi stessi se stessi e il più delle volte non è così costruttivo come ci piace pensare. Invece di giudicare, proviamo a osservare ciò che accade nel corso della giornata: “in fondo giudicare non serve a nulla, se non ad innescare quasi sempre emozioni negative”.

Quindi prova a diminuire i giudizi su di te e sul resto del mondo. Oppure concentrati solo sui giudizi costruttivi verso te stesso. Ci sono tanti gesti di gentilezza e tante attenzioni che è possibile regalare – a noi e agli altri- nel corso della giornata. Concentrati su quelli!

Sono quattro, semplici, ma potenti mosse che “fanno la vera differenza tra il grigio e i colori splendidi della vita”.

[Un esercizio per te]

Per le prossime cinque settimane prova ad inserire almeno una delle azioni sopra menzionate e rifletti sugli stati d’animo che emergono.

 

A Master Mind, il workshop che si prefissa l’obiettivo di comprendere – nel profondo – i meccanismi che aumentano l’efficacia di Mente e Corpo, il Dr. Filippo Ongaro fornirà tecniche e consigli pratici per far sì che ognuno di noi possa trasformare le “buone intenzioni” in abitudini quotidiane. 

In questa edizione, che si terrà SABATO 9 E DOMENICA 10 GIUGNO A MILANO, Filippo Ongaro salirà sul palco di Life Strategies per la prima volta con due personalità del calibro di Robert Dilts e Giorgio Nardone.

Tutti e tre i relatori si riuniranno in un week-end per fornirti gli strumenti e le strategie pratiche grazie alle quali potrai imparare:

  • Come andare oltre i tuoi limiti utilizzando al meglio le risorse della mente

  • Come potenziare le 7 competenze chiave delle persone di successo e raggiungere i più alti livelli di efficacia sia in ambito personale, sia professionale

  • Come raggiungere la piena armonia tra mente e corpo con i 4 fondamenti dello sviluppo salutare

  • Le strategie per riconoscere e disinnescare i meccanismi psicologici che pongono freni allo sviluppo delle tue potenzialità

  • Le tecniche per coltivare la concentrazione mentale e ottenere prestazioni di massimo livello

A chi è rivolto il corso?

Ai professionisti del settore e a tutti coloro che desiderano apprendere le conoscenze necessarie per condurre la propria vita un livello superiore.

Filippo Ongaro, Robert Dilts e Giorgio Nardone uniranno le loro conoscenze alla capacità di identificare, motivare e guidare verso un cambiamento – personale e professionale – duraturo.

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Le lacrime al microscopio: cambiano a seconda delle emozioni

lacrime

Ciò che ha fatto l’artista Rose-Lynn Fisher è stato domandarsi se le sue lacrime fossero sempre uguali.

Cento sono le immagini di lacrime scattate al microscopio ottico e poi ingrandite fino a quattrocento volte.

La scoperta non ci avrà forse sorpreso: le lacrime non sono tutte uguali. Tantissime sono le emozioni e le sensazioni che arricchiscono ogni giorno la nostra vita e la struttura molecolare delle lacrime cambia a seconda di ciò che sentiamo dentro.

Siamo però abituati a classificare tutto ciò che ci circonda in compartimenti stagni, a pensare che tutto sia o nero o bianco, che se accade così è per questo motivo, e così via. Finiamo con il dimenticarci che spesso la chiave di cui abbiamo bisogno si cela proprio oltre la superficie delle cose, proprio come quelle lacrime – così apparentemente uguali, ma profondamente diverse. 

Oggi non vogliamo parlarti solo di lacrime, ma dello sguardo “al microscopio” che dovrebbe avere ognuno di noi nel guardare la vita.

Si celano altri mondi, territori che conosciamo solo apparentemente, come spesso accade con le nostre paure. 

La paura

Abbiamo la credenza che le paure siano tutte negative. “Nella vita bisogna avere coraggio”, ci hanno sempre detto. Eppure, il coraggio non è che la paura vinta.

Lo sapevi che in natura il coraggio non esiste? Gli animali, ad esempio, fanno qualcosa di coraggioso quando hanno paura. Ma se il coraggio non esiste, la paura esiste eccome: non occorre andarla a cercare perché arriva ed è arrivata almeno una volta nella vita di ognuno di noi.

Nelle sue tante sfaccettature e sfumature, la paura è anche benefica. Infatti, è quello stato emotivo che subentra quando avvertiamo un pericolo fisico o mentale.

Ecco cosa accade. A livello biologico il nostro cervello capta il rischio e invia un segnale specifico alle ghiandole surrenali, le quali producono adrenalina, poi il ritmo della respirazione aumenta e il battito cardiaco acceleraquesto processo permette la contrazione dei muscoli, tipica reazione di chi sta per “tagliare la corda”. Le paure reali ci permettono di scappare. La risposta standard degli esseri viventi all’aggressione è difatti la fuga e si tratta dello stesso istinto che hanno gli animali e che può effettivamente salvare la vita. Si tratta di una paura sana, una reazione fisiologica dedita alla sopravvivenza.

Quando allora la paura diventa insana?

“Quando il nostro modo di pensare si spaventa di fronte a quella reazione sana e cerca di reprimerla, fino a creare un tilt psicofisiologico”. Se il soggetto insiste nel tentativo di reprimere questa reazione sana può arrivare a scatenare l’attacco di panico, spiega lo psicologo e psicoterapeuta Giorgio Nardone.

“L’uomo moderno tende a voler avere il controllo sulle cose ma è solo un’illusione perché ciò che siamo meno capaci di controllare sono proprio le nostre reazioni, la nostra mente.”
Giorgio Nardone

Ci sono 3 fattori che trasformano la paura in qualcosa di invalidante, in un limite. Vediamoli insieme:

1 – Tentare di controllare le proprie reazioni

Oggi, grazie  agli ultimi studi di Neuroscienze e analizzando i meccanismi psico-fisiologici, sappiamo che la paura si genera nella parte più arcaica del nostro cervello. Non è possibile quindi controllare la paura razionalmente. La ragione va accantonata, messa da parte. Ugualmente, se cerchiamo di controllare la reazione alla paura, questa può peggiorare.

2 – Evitare le situazioni che spaventano

È davvero rassicurante per ognuno di noi evitare ciò che ci fa paura. In realtà, questo meccanismo non fa che aumentare la paura, fino al momento in cui saremo totalmente incapaci di superare quella situazione. Ciò non significa che chi soffre di agorafobia debba, da un giorno all’altro, recarsi in una piazza, ma che è possibile evocare le nostre paure e fronteggiare le situazioni, gradatamente. E vedremo come fare.

3 – Chiedere aiuto alle altre persone 

Amici, parenti, conoscenti…  quante volte abbiamo cercato sostegno negli altri? Il meccanismo di richiesta d’aiuto, anche se apparentemente può sembrare rassicurante, crea in realtà un circolo vizioso: si diventa dipendenti dal loro aiuto e avremo sempre bisogno di qualcuno per sostenere le situazioni.

Come trasformare la Paura in Risorsa

Anticipiamo soltanto alcuni meccanismi, all’apparenza razionali, ma che vanno fuori dalla razionalità normale:

  • Servirsi di una paura più grande per sconfiggere quella più piccola
    Suonerà molto strano, ma un modo per diminuire la paura è costruirne una più grande, che la annienti. Ad esempio: dobbiamo affrontare una situazione che ci spaventa. Possiamo chiederci: “Se non faccio questa cosa la mia condizione peggiorerà o migliorerà?”.
    Ciò fa sì che, creando una paura più grande, si riesca a superare quella iniziale che ci stava impedendo di fare quello che avremmo dovuto. Si tratta, nella pratica, di dialogare con se stessi attraverso delle domande strategiche, eliminando così gli autoinganni.
  • Servirsi di benefici inganni contro le tentate soluzioni ripetute
    “Noi siamo quello che facciamo ripetutamente”, diceva Aristotele. Ed è proprio vero se pensiamo a quanto siano subdole quelle abitudini radicate in noi che – all’apparenza – ci fanno comodo ma che in realtà rappresentano un ostacolo. Una psico-trappola molto comune è ripetere ciò che ha avuto successo, vale a dire ripetere qualcosa che in passato ha funzionato come se fosse una soluzione universale. Risultato? Ripetiamo azioni che riteniamo “adatte” in tutte le situazioni che crediamo simili ma che sono diverse tra loro.In realtà, le situazioni diverse non possono che essere affrontate in maniera diversa. La soluzione risiede nel i costruirci dei benefici inganni. Inganni perché si tratta di mettere in atto vere e proprie manovre che conducano a degli effetti senza la nostra totale consapevolezza. “Dobbiamo produrre qualcosa distraendo la nostra attenzione su altre cose”.

Queste sono solamente alcune tecniche in grado di riconoscere e disinnescare i meccanismi psicologici che pongono limiti alla nostra crescita personale. Con oltre 15.000 pazienti trattati con successo e oltre 300 interventi di consulenza, Giorgio Nardone è  uno degli esponenti di maggior spicco della Scuola di Palo Alto e ideatore della Terapia Breve Strategica.

Le sue scoperte in ambito scientifico e applicativo rappresentano una vera e propria “scuola di pensiero” alla quale si ispirano studiosi, terapeuti e manager di tutto il mondo.

Master Mind è il workshop nato proprio con l’obiettivo di fornire gli strumenti e le strategie pratiche grazie alle quali andare oltre i limiti, superare stress e incertezze quotidiane e raggiungere nuovi obiettivi. Tre relatori, due giornate intensive, un unico grande evento. Co-protagonista non poteva che essere Giorgio Nardone.

Per conoscere tutti i vantaggi e le modalità di iscrizione, clicca qui!

Per l’occasione Giorgio Nardone ha preparato un video esclusivo per te, clicca sul video per guardarlo!

Cambiare non è impossibile. Basta sapere come fare

Cambiare totalmente e tirare fuori il meglio di sé, raggiungendo anche i traguardi più alti, non è impossibile. Basta sapere come fare. 

Un recente studio citato nella rivista Nature mostra come le tempeste visibili sulla superficie di Giove siano legate a fenomeni che avvengono in profondità. La scoperta fa quasi sorridere perché nella vita di tutti i giorni succede proprio la stessa cosa.

Ciò che è visibile agli altri, come il benessere psico-fisico, il successo a lavoro o l’appagamento sentimentale, è infatti il frutto di un lavoro che avviene in profondità, ottenibile solo attraverso obiettivi chiari, concentrazione, dedizione e pratica quotidiana. 

Spesso abbiamo la tendenza a vivere “alla giornata”, in attesa di chissà quale avvenimento in grado di trasformare improvvisamente la nostra esistenza. Siamo, infatti, abituati a spaventarci di fronte all’idea di realizzazione di qualcosa, piccola o grande che sia, perché ci soffermiamo sul raggiungimento finale e non pensiamo per gradi. 

Facciamo un esempio: come si costruisce una casa? All’ingegnere e al muratore non viene chiesto di realizzarla “dal nulla”, quasi per magia, ma c’è un progetto, un allestimento di un cantiere operativo da cui – giorno dopo giorno, mattone dopo mattone, dalle fondamenta al tetto – prenderà vita l’edificio. Anche se la costruzione della nostra casa dei sogni richiede tempo e vari step, il risultato finale di felicità e appagamento non ne risente.

In altre parole: chi realizza un progetto ha metodo e conoscenze scientifiche su cui basarsi.

Quando è nato il nuovo corso Master Mind abbiamo pensato allo stesso concetto: desideravamo un workshop che fornisse strategie e tecniche in grado di condurre, passo dopo passo e giorno dopo giorno, verso traguardi tangibili – proprio come quella casa, concreta e reale in tutto il suo splendore. Un workshop capace di farci ottenere il meglio di noi stessi – fisicamente e mentalmente – e che illuminasse la scala che conduce, gradino dopo gradino, al nostro miglioramento personale. Per realizzarlo ci siamo affidati a tre esperti e profondi conoscitori dei loro rispettivi settori:

Robert Dilts – uno dei precursori e maggiori esperti mondiali sul tema della Programmazione Neurolinguistica (PNL) che vanta tra tra le sue più grandi intuizioni l’importanza dei livelli logici come leve di cambiamento.
Giorgio Nardone – considerato uno degli esponenti di maggior spicco della Scuola di Palo Alto le cui scoperte in ambito scientifico e applicativo rappresentano una vera e propria “scuola di pensiero” alla quale si ispirano studiosi, terapeuti e manager di tutto il mondo.
Filippo Ongaro – per anni medico degli astronauti presso l’Agenzia Spaziale Europea, è il primo italiano ad aver ottenuto negli Usa la certificazione in medicina funzionale e in anti-aging.

Unendo le ultime teorie elaborate nel campo della Scienza della Performance, Master Mind ti fornirà gli strumenti e le strategie pratiche grazie alle quali potrai andare oltre i tuoi limiti, superare stress e incertezze quotidiane e raggiungere nuovi obiettivi.

Nell’attesa di poterli incontrare insieme a Master Mind, che si terrà sabato 9 e domenica 10 giugno a Milano, vogliamo condividere con te  alcuni suggerimenti del dr. Ongaro per prendere in mano la situazione e affrontare la vita con proattività, qualsiasi sia il traguardo che si vuole raggiungere.

1 – Coltiva la necessità di agire

Un vago desiderio di cambiamento non è sufficiente. Il cambiamento di per sé smuove le acque nel profondo per cui, se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi, dobbiamo sentire il fuoco dentro. Si tratta di “avvertire una sorta di urgenza, un irrefrenabile desiderio di trasformarsi e di evolversi”, dice Filippo Ongaro. Inizia a prendere nota di tutto ciò che non va e che vuoi cambiare: ciò ti aiuterà a strutturare il desiderio nel tuo intimo. Poi classifica in ordine di importanza le tappe del cambiamento per crearti delle priorità.

2 – Diventa specifico sia sugli obiettivi sia sugli ostacoli

Non è sufficiente dire a se stessi frasi quali “Vorrei perdere peso” o “Vorrei essere meno stressato”.  Il segreto sta nella precisione e nel prefissarsi un numero, ad esempio, di chili da perdere (se ci si vuole mettere a dieta) oppure stabilire quanti minuti ogni giorno si vuole dedicare alla meditazione o a un’altra tecnica di rilassamento (se si vuole allontanare lo stress).

Gli obiettivi specifici sono quantificabili e verificabili, quelli vaghi no.
Filippo Ongaro

Dobbiamo però essere precisi non solo sugli obiettivi ma anche sugli ostacoli. Ciò che spesso chiamiamo “imprevisti” sono spesso rallentamenti prevedibili e gestibili. Le cene con gli amici e le ore di lavoro extra sono ostacoli ben specifici che dobbiamo tenere in considerazione fin da subito e che non vanno dunque trattati come se fossero imprevisti.

3 – Preparati ad adattare il percorso

Vi è un approccio mentale che bisognerebbe adottare quando si aspira a raggiungere un obiettivo e consiste nell’adattare in modo intelligente il
percorso senza perdersi.

Che ci siano gli “imprevisti” è in realtà una delle cose davvero
prevedibili.
Filippo Ongaro

Come abbiamo visto, la maggior parte degli ostacoli è assai prevedibile, ma di fronte a qualcosa di realmente “imprevedibile” occorrerebbe  avere una contromisura “pronta all’uso” per minimizzare l’impatto. Ad esempio: hai fatto tardi a lavoro e devi saltare quel corso in palestra? Approfittane per dedicare del tempo allo stretching a casa. Una tecnica molto utile consiste nel creare delle categorie di ostacoli a cui accostare una categoria di risposte e soluzioni.

Qualche esempio:

Mancanza di tempo per andare in palestra = allenamento a casa
Stress e tensione = sveglia anticipata e meditazione
Voglia di dolci = pianificazione di quell’eccezione godendomela.

Cambiare e tirare fuori il meglio di sé non è impossibile. Anzi, siamo tutti capaci quando la vita ce lo impone, quando l’obiettivo è così forte e sentito che ci riempie di energia. Eroi non si nasce ma si diventa, giorno dopo giorno, rincorrendo i propri sogni con il lavoro e la dedizione.
Filippo Ongaro

I 4 comportamenti dannosi più diffusi che forse conoscerai

comportamenti

Tempo fa, leggere il giornale sorseggiando il caffè del mattino era un’abitudine molto comune; oggi, nell’era delle innovazioni tecnologiche, il giornale cartaceo è spesso sostituito dalle news in tempo reale sui social network. L’immediatezza nella diffusione delle notizie ha amplificato la nostra percezione di un mondo dominato dal veloce e costante cambiamento che, in molte circostanze, si traduce in incertezza sul futuro.

Se a livello professionale quest’incertezza è dovuta ad alcune caratteristiche dell’attuale contesto socio-economico e dell’odierno mondo del lavoro, come la concorrenza globale, l’utilizzo dell’online, la necessità di un continuo aggiornamento delle proprie competenze e conoscenze, a livello personale l’incertezza si riscontra nell’instabilità delle relazioni, nella trasformazione dell’ideale di famiglia e di coppia e nelle nuove forme di interazione con gli altri, magari tramite apposite applicazioni su smartphone.

Il mondo cambia ogni giorno sotto i nostri occhi e ci chiede di stare al passo con la sua rapidità. Per farlo, la flessibilità diventa una dote indispensabile in ogni ambito della nostra vita quotidiana, dal lavoro ai rapporti interpersonali.

 

Aprirsi al cambiamento grazie alla flessibilità

Sviluppare la flessibilità può rivelarsi più difficile del previsto. La nostra mente non ama le novità: ecco perché troviamo la routine così rassicurante. Inoltre, mettere in atto schemi già noti implica un risparmio di energia per il nostro cervello che, di conseguenza, tende a reiterare i comportamenti del passato, preferendo scenari che può prevedere ad altri totalmente ignoti.

Come scuotere la nostra mente da questa sorta di “pigrizia” e stimolare in noi atteggiamenti e modi di pensare più flessibili?

Lo psicologo e psicoterapeuta Giorgio Nardone, ideatore della Terapia Breve Strategica e del Problem Solving Strategico, che permettono di risolvere i problemi quotidiani e superare le difficoltà di ogni giorno in tempi brevi, ha individuato quattro comportamenti molto diffusi che ostacolano il nostro benessere psicofisico e il nostro equilibrio personale. Per ognuno di questi, inoltre, Nardone indica le soluzioni concrete più efficaci da applicare subito per andare oltre i propri limiti e iniziare a vivere la propria vita più determinati e sicuri di sé.

L’inganno delle aspettative

Quante volte siamo rimasti delusi perché ci aspettavamo una certa reazione, delle scuse o un gesto in particolare da parte di qualcuno, ma le nostre aspettative non si sono realizzate? La tendenza a supporre che gli altri usino i nostri stessi criteri di valutazione nell’interpretazione del mondo e che tutti si comportino esattamente come faremmo noi, non può che essere fonte di incomprensioni.

Questo inganno si crea perché, nell’aff­rontare le situazioni, non ci lasciamo guidare soltanto da libere valutazioni, ma pure da preconcetti su ciò che è giusto fare, da valori etico-morali, da regole e insegnamenti che la società e la famiglia ci hanno tramandato.  Di conseguenza, non riusciamo più a immaginare modalità alternative di pensare e di gestire la vita e, quando qualcuno segue principi diversi dai nostri, andiamo in crisi.

L’unica soluzione possibile per superare questo inganno consiste nell’esercitarci a guardare la realtà anche con gli occhi degli altri, non solo coi nostri o con quelli delle persone più affini a noi. Cercare, cioè, di assumere il punto di vista di tante persone differenti. Questo deve essere un esercizio costante se vogliamo evitare che la nostra mente ristabilisca le rigide schematizzazioni a cui è abituata, cadendo così nelle solite convinzioni.

L’inganno della coerenza

“Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione”, diceva James Russell Lowell. Viene allora spontaneo chiedersi: come mai dimostrare coerenza con le proprie idee e con i propri valori è considerata una qualità fondamentale dalla maggior parte delle persone? Pensiamo, ad esempio, a chi confonde la coerenza con l’ostinazione a difendere le proprie posizioni nonostante allontanino dalla felicità, perché non combaciano coi propri veri desideri.

In simili casi, la coerenza si trasforma in mancanza di flessibilità, rendendo intransigenti e incapaci di adeguarsi alle evoluzioni e ai molteplici aspetti del mondo in cui viviamo. La coerenza assoluta non fa parte della nostra realtà, perciò pretenderla dagli altri o dai noi stessi è un inganno da cui faremmo bene a salvaguardarci se vogliamo aff­rontare l’esistenza in modo equilibrato e felice.

La soluzione consiste nell’imparare ad accettare le incoerenze altrui oltre alle nostre ed evitare di imporsi come giudici severi degli altri e di noi stessi ogni volta che notiamo qualche discrepanza nelle azioni o nei comportamenti che ci circondano. Cambiare idea, rovesciare le proprie posizioni, tirarsi indietro di fronte a qualcosa in cui non crediamo più come prima non sminuisce il nostro valore, bensì è segno di intelligenza attiva. Sperimentare diverse strade, avviare più percorsi e poi scegliere quello più adatto a noi è il solo modo che abbiamo per prendere decisioni consapevoli.

L’inganno dell’evitamento

Capita a tutti: quando qualcosa ci spaventa, la evitiamo. Che sia un confronto diretto con un membro della nostra famiglia, oppure una richiesta ad un nostro superiore, scappare di fronte a situazioni considerate pericolose ha eff­etti controproducenti perché aumenta il senso di insicurezza. Quindi, paradossalmente, ciò che facciamo per sentirci protetti aumenta gradualmente il livello delle nostre paure.

Non ci sono molte alternative: l’unica soluzione efficace è affrontare quello che la vita propone, a maggior ragione se qualcosa ci spaventa e siamo tentati di evitarla. Dobbiamo fare esperienza diretta delle cose per poter decidere in modo consapevole se andare avanti o meno invece di evitarle a prescindere. Scappare dalle esperienze è segno di paura; al contrario, adottare un atteggiamento predisposto al confronto e poi, se necessario, interrompere un’azione ritenuta inadeguata o inutile, è segno di intelligenza.

attesa

L’inganno del rimandare

Tale inganno è simile all’evitamento, ma in questo caso il procedimento è diverso: il rimandare, infatti, non porta semplicemente a rinunciare di fare qualcosa, ma spinge a dire “lo farò più tardi, o domani, o nel prossimo futuro”: in questo modo ci illudiamo di mantenere il controllo delle nostre decisioni, ma non è a­ffatto così.

Tutti siamo caduti in questo tranello almeno una volta, tanto riguardo ad azioni di poco conto quanto a decisioni più importanti: ad esempio, voler seguire uno stile di vita più sano, mettendoci a dieta o andando in palestra e dirci ogni settimana “inizio da lunedì” per poi non farlo mai; oppure dover preparare un esame o un progetto di lavoro importante e molto impegnativo e, anziché concentrarci subito su di esso, dedicarci a tutta una serie di altre attività più leggere dicendoci “domani avrò più tempo a disposizione”.

Per evitarlo, possiamo utilizzare quella che Nardone definisce paura terapeutica, il mezzo più potente di cui disponiamo per correggere alcuni dei nostri atteggiamenti sbagliati. In pratica, si tratta di temere le conseguenze del rimandare, cercando di immaginarne gli e­ffetti negativi: sareste ancora disposti a rimandare la dieta o l’allenamento fisico sapendo che, a breve, la vostra salute potrebbe essere compromessa? Continuereste a non concentrarvi sull’esame o sul progetto di lavoro se veniste minacciati da una bocciatura o da un licenziamento?
Di solito immaginare il peggiore scenario possibile sblocca dall’immobilismo anche i soggetti meno propensi: mettendo in pratica questo esercizio quotidianamente,  questo modo di pensare diverrà automatico per la vostra mente che inizierà a beneficiarne nella vita di tutti i giorni.

Per apprendere molte altre tecniche e strategie sviluppate da Giorgio Nardone, andare oltre le incertezze quotidiane e agire con maggior determinazione e sicurezza in te stesso, clicca qui.

Scoprirai come partecipare a MasterMind, il workshop di due intere giornate con Giorgio Nardone, Robert Dilts e Filippo Ongaro. Grazie alle loro recenti scoperte nell’ambito della Terapia Breve Strategica, della Programmazione Neuro-Linguistica e del Coaching della Salute, potrai elevare le prestazioni di mente e corpo ottenendo risultati efficaci in breve tempo, raggiungendo i traguardi che desideri sia in ambito personale, sia professionale.

Contattaci subito per conoscere tutti i dettagli del corso!

Traguardi personali e non. Questione di talento?

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Ognuno di noi vorrebbe avere successo in ciò che fa e raggiungere i più alti traguardi, sia a livello personale, sia professionale: avere una vita familiare serena da cui trarre sostegno nei momenti di difficoltà, essere riconosciuti per il proprio valore, ottenere gli obiettivi desiderati nonostante gli ostacoli ed essere abbastanza flessibili da gestire e superare efficacemente le difficoltà quotidiane.

Anche se questo è ciò a cui tutti ambiscono, sono pochi coloro che arrivano alla meta. Cos’è che permette ad alcune persone di riuscire là dove altri rinunciano?

Qualcuno dice che si tratti di talento innato. Secondo questa teoria, solo un piccolo numero di fortunati dalle doti particolari potrebbe vivere una vita all’altezza dei propri sogni.

C’è poi una seconda visione, secondo la quale chiunque può riscuotere risultati eccezionali in ogni ambito della quotidianità, perché questi dipendono da fattori su cui ognuno di noi può agire direttamente.

 

Come elevare le prestazioni di mente e corpo

Filippo Ongaro, coach certificato e primo medico italiano ad aver ottenuto una certificazione in medicina funzionale e anti-aging negli Stati Uniti d’America, in base ai suoi studi e alla sua esperienza (tra cui quella con gli astronauti presso l’Agenzia Spaziale Europea) afferma che non è il talento a fare la differenza nelle nostre prestazioni, ma un insieme di fattori che possono essere potenziati attraverso una serie di tecniche specifiche e mirate.

Nel corso della sua carriera, Ongaro ha collaborato con atleti e manager di ogni tipo, aiutandoli a sviluppare le loro capacità e utilizzare a pieno le risorse a loro disposizione per cambiare e migliorarsi. Tra i suoi obiettivi vi è anche quello di mostrare che tutti, dal businessman allo sportivo, dal professionista allo studente, devono lavorare su un insieme di elementi per ottenere il massimo delle prestazioni.

master mind

Secondo Filippo Ongaro la prestazione massima emerge da uno stato di grande coerenza tra bisogni profondi, valori personali e comportamenti. I risultati arriveranno come conseguenza. Ecco i 3 aspetti cardine su cui concentrarsi per raggiungere questo traguardo.

 

Fare pratica per aumentare la padronanza – 1 

Uno dei modi più efficaci per accrescere le proprie competenze è concentrarsi sui vari passaggi necessari per svolgere un’attività, uno alla volta. Selezionate un singolo compito su cui addestrarvi e, una volta che ne avrete acquisito la piena padronanza, passate al successivo. Quando i compiti sono complessi divideteli in diversi sotto-componenti per essere certi di mantenere il controllo di tutto.

 

Allenare uno stato mentale di profonda concentrazione – 2

Ongaro afferma che non è possibile ottenere prestazioni elevate se la mente è bombardata da troppi stimoli contemporaneamente. Essere focalizzati, al contrario, è ciò che meglio favorisce le performance di alto livello, sia personali, sia professionali.

 

Trarre motivazione dal piacere emotivo – 3

Ci sono attività che, nonostante i sacrifici e l’impegno, riescono a ricaricare la nostra energia, facendoci sentire più attivi anziché più stanchi. Il merito è proprio del piacere emotivo che proviamo quando le svolgiamo. Ecco perché è molto difficile ottenere una prestazione elevata in qualcosa che non ci piace davvero.

Per saperne di più sulle tecniche da applicare quotidianamente per aumentare le tue prestazioni di mente e corpo, clicca qui. Scoprirai come partecipare a MasterMind, il workshop di due intere giornate in cui potrai esercitarti direttamente con Filippo Ongaro nei metodi che ti aiuteranno ad ottenere di più con meno sforzo. Inoltre, potrai ascoltare dal vivo Robert Dilts, uno dei precursori della Programmazione Neuro-Linguistica, e lo psicoterapeuta Giorgio Nardone, ideatore del Problem Solving Strategico e della Terapia Breve Strategica.

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Come diventare persone di successo con il Success Factor Modeling

successo

“Il successo arriva quando l’opportunità incontra la preparazione”

Lo diceva il famoso scrittore americano Zig Ziglar. A pensarci bene, l’idea di prepararsi ad avere successo potrebbe suonare strana: molti credono che il successo dipenda soprattutto dalla fortuna o dall’avere i contatti utili per farsi strada. Per dirla in poche parole: gran parte della gente ritiene che il successo sia dovuto a coincidenze benevole, che permettono di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

Certo, avere il vento a favore aiuta la nave ad arrivare in porto, ma il vento rischia di condurla contro gli scogli senza un capitano esperto al timone. Lo stesso vale per il successo: si può essere la persona più fortunata del mondo, ma servirà a poco senza la capacità di gestire e sviluppare le proprie risorse.

 

Il Success Factor Modeling: come avere successo nel lavoro e nella vita

Come un atleta si allena prima di una gara per dare il meglio di sé e raggiungere i propri obiettivi, anche chi ha dei progetti da realizzare deve prepararsi per trasformare in realtà le proprie ambizioni.
Non importa quale sia l’ambito: sia che vogliamo dedicarci alla nostra crescita personale per acquisire nuove abilità o per superare limiti e paure che ostacolano il nostro sviluppo, sia che vogliamo metterci in gioco per dare inizio ad una nuova fase della nostra vita professionale, quello di cui abbiamo bisogno è sapere come ottenere il massimo dei risultati con il minimo sforzo.

Questo è l’obiettivo con cui Robert Dilts, uno dei precursori e maggiori esperti mondiali di Programmazione Neuro-Linguistica, ha ideato il Success Factor Modeling, metodologia che individua i fattori chiave del successo permettendo a chiunque la metta in pratica di raggiungerlo più rapidamente.

Robert Dilts

Nella sua lunga e brillante carriera Dilts, oltre ad aver applicato la PNL ai campi della salute, dell’apprendimento e del lavoro e ad aver collaborato come consulente e trainer in gruppi aziendali di rilevanza internazionale come Hewlett Packard, Apple Computer e Lucasfilms Ltd., è diventato celebre in tutto il mondo per le ricerche sulle caratteristiche psicologiche, cognitive e comportamentali delle persone di successo.   Con il termine “persona di successo” non si intende chi raggiunge notorietà o ricchezza, bensì chi riesce a perseguire i propri obiettivi migliorando continuamente se stesso e le proprie prestazioni, ponendosi risultati sempre più ambiziosi e affrontando sfide sempre più stimolanti.

Da questo punto di vista, ognuno di noi può dimostrarsi una persona di successo nei vari ambiti della quotidianità: dal lavoro alla famiglia, infatti, non esiste aspetto della nostra vita di ogni giorno che non richieda flessibilità, capacità di gestire cambiamenti inaspettati e superare ostacoli che spaventano.

 

I 5 passi del Success Factor Modeling

Il Success Factor Modeling sviluppato da Dilts, una volta adattato alle esigenze e agli obiettivi di ciascuno, si rivela uno strumento estremamente utile per tutti coloro che desiderano agire in modo più efficace e realizzare il proprio pieno potenziale nel minor tempo possibile.

Il Success Factor Modeling permette di raggiungere questo traguardo in 5 passi:

  1. analisi dei bisogni: in questa fase si definiscono i problemi da affrontare, oltre che le competenze e le capacità da sviluppare. Si tratta del momento in cui, oltre a definire le proprie necessità, si individuano le storie di successo a cui far riferimento, dove persone in situazioni analoghe sono riuscite a raggiungere i propri obiettivi
  2. analisi delle capacità: una volta selezionate le storie di successo più adatte, si passa allo studio delle prestazioni e delle abilità che hanno permesso ai protagonisti di superare gli ostacoli tra loro e il successo desiderato
  3. determinare schemi ricorrenti: il Success Factor Modeling è una metodologia che vuole fornire strumenti pratici e concreti, da applicare nei vari ambiti della vita quotidiana.
    A questo scopo, uno dei passi fondamentali prevede la definizione degli schemi ricorrenti nelle varie storie di successo analizzate: quali sono le strategie adottate in queste storie? Quali comportamenti hanno aiutato i protagonisti ad ottenere ciò che volevano? Quali convinzioni hanno reso le loro prestazioni più efficaci? Rispondendo a domande come queste è possibile tracciare lo schema del successo di cui si ha bisogno
  4. determinare i modelli: una volta fissati gli schemi, è il momento di definire i modelli da seguire in una struttura descrittiva e prescrittiva. Il modello deve essere personalizzato in base alle abilità e competenze necessarie..
  5. progettare efficaci strumenti d’intervento: il modello, senza strumenti concreti attraverso cui applicare le procedure definite, servirà a poco. Quindi, nell’ultima fase si devono delineare i percorsi quotidiani grazie a cui sviluppare le capacità per raggiungere i traguardi desiderati.

Master Mind - Potenzia la tua mente

 

Attraverso ognuno di questi passi, il Success Factor Modeling di Robert Dilts permette di scoprire qual è “la differenza che fa la differenza” nei più svariati settori professionali e nei numerosi ambiti della vita quotidiana, permettendo a noi per primi di fare la differenza per mezzo delle risorse e delle competenze acquisite con questa metodologia.

Per saperne di più sul Success Factor Modeling e su come applicare le tecniche sviluppate da Dilts per diventare persone di successo, clicca qui.

Scoprirai come partecipare a MasterMind, il workshop di due intere giornate che avrà Robert Dilts tra i protagonisti, insieme allo psicoterapeuta Giorgio Nardone, ideatore del Problem Solving Strategico, e Filippo Ongaro, per anni medico degli astronauti presso l’Agenzia Spaziale Europea e primo italiano ad aver ottenuto negli USA la certificazione in medicina funzionale e anti-aging.

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Mastermind - Life Strategies

Cosa faresti se domani qualcuno ti proibisse di guardare il cielo?

Immagina che da domani tu non possa più guardare il cielo. Pensi certamente che sia qualcosa di terribile, di profondamente limitativo in confronto a come siamo stati abituati nel concepire l’espressione dei nostri pensieri.

Ce lo abbiamo nel DNA.

Prima di proseguire a leggere prova a isolare la tua mente dal mondo esterno e visualizza bene l’immagine che leggerai.

Immaginiamoci di essere soli, distesi in un prato verde. Sopra di noi: le nuvole. La tua immaginazione sta spiccando il volo, e con essa i tuoi sogni, i tuoi desideri.

Certo, risponderesti.

Ora immagina che sia notte.

Ti trovi sopra una collina e le luci della città sono lontane, non interferiscono con la visione chiara e maestosa del tappeto di stelle sopra di te. I tuoi pensieri iniziano a riempire la tua mente, proprio come le stelle riempiono il cielo.

E man mano che i tuoi sogni, i tuoi desideri e le tue paure si fanno spazio dentro di te, il tuo sguardo segue quella stella lì, la più luminosa. E poi eccone un’altra: che bello, pensi tra te e te:

Quanto mi piacerebbe.

Quanto vorrei se.

Se solo fosse possibile…

Ora la domanda sincera che ognuno di noi dovrebbe farsi è questa:

Ma stiamo desiderando, veramente?

La realtà e il mondo in cui viviamo oggi ci hanno un po’ privato di quello strumento meraviglioso che è il desiderio. Pensiamo a questo termine, la cui origine etimologica è una delle più affascianti che si possa incontrare nella vita. C’è la preposizione de- e sidera, “stelle”.

Quindi Desiderare, con la d maiuscola, vuol dire:

accorgersi che nel proprio cuore vi è qualcosa di più di quel che, per ora, le stelle ci stanno offrendo.

 

Oggi noi pensiamo di Desiderare, ma in realtà stiamo semplicemente scegliendo ciò che ci viene offerto. Ci si comporta, spiega Igor Sibaldi, scrittore, studioso di teologia e profondo indagatore dell’animo e delle psiche umana, come se la vita fosse una sorta di supermarket. Quando noi entriamo in un supermarket, ci viene offerto e proposto tutta una serie di prodotti e noi, semplicemente, scegliamo tra quelli. Nella vita ci comportiamo allo stesso modo, come se il nostro sguardo non potesse andare oltre gli scaffali, oltre ciò che siamo abituati a vedere.

Siamo stati abituati così fin da piccoli, vero?

Desiderare è andare oltre le opzioni, scegliere qualcosa di diverso: significa ammettere e rendersi conto che ciò che si ha, non basta più. Tutte le volte che abbiamo guardato il cielo, non abbiamo Desiderato veramente, semplicemente abbiamo scelto, perché siamo cresciuti con quest’idea:

non abbiamo il permesso di desiderare, ma solo di scegliere.

È davvero così?

 

Guardare oltre l’orizzonte

Abituati come siamo a vedere solo entro un certo confine, abbiamo paura di guardare lontano, perché certi di non poter e dover desiderare più di tanto.

E se potessimo realizzare quello che abbiamo sempre desiderato?

Il nuovo tour con Igor Sibaldi lo abbiamo pensato in cinque appuntamenti in cinque diverse città d’Italia.

Pensato, soprattutto, per tutti coloro che sentono e percepiscono che c’è qualcosa in più.

Nel profondo del nostro Io, ci sono doti che abbiamo dimenticato, ma che servono per raggiungere la vita che abbiamo sempre desiderato e poter esprimere chi siamo realmente.

Seguire la scia dei propri desideri è l’unico modo per riportare alla luce questi talenti sommersi e dare inizio a un’autentica rinascita, avanzando nella scoperta di capacità nascoste e di aspettative sopite, verso la libertà della piena realizzazione personale.

 

Amare se stessi: perché a volte è difficile?

L’amore è probabilmente il sentimento più intenso che proviamo: per amore siamo capaci di stringere compromessi che non avremmo creduto possibili, trovare in noi un coraggio che non sapevamo di avere e prendere decisioni che, altrimenti, non saremmo riusciti a sostenere.

L’amore assume diverse forme e può evolversi nel corso del tempo: l’amore per il proprio partner ha sfumature differenti da quello per gli amici, così come l’amore per i propri fratelli si distingue da quello nutrito per i figli.

Quando parliamo di amore ci riferiamo ad una componente così importante per ciascuno di noi che nessuno potrebbe affermare di non aver avuto esperienza almeno di una delle sue tante forme. Eppure, proprio una di queste è forse il sentimento più difficile da sentire nella vita: si tratta dell’amore per se stessi, una condizione tanto fortunata per coloro che la raggiungono, quanto necessaria per essere davvero felici.

 

Amore e Felicità

Al mondo non esistono due persone identiche, che provino le stesse emozioni e che abbiano vissuto le stesse storie. Nonostante questo, la profonda necessità di amore incondizionato accomuna tutti noi, a prescindere dai valori e dalle intenzioni per il proprio futuro.

Per rendercene conto, basta guardare il ruolo dell’amore incondizionato nello sviluppo equilibrato dei bambini: la sua mancanza, soprattutto durante i primi tre anni di vita, periodo in cui il cervello attraversa importanti processi maturativi, è alla base di molte dinamiche e comportamenti inconsci distorti secondo il docente, scrittore e ricercatore Daniel Lumera, considerato un riferimento a livello internazionale nelle scienze del benessere e negli studi sulla consapevolezza.

Lumera definisce l’amore come uno “stato di coscienza nel quale non vi è fine né separazione alcuna. Questa condizione di unità e di integrità perfetta è ciò di cui abbiamo profondamente bisogno per sentirci reali e realizzati in questa vita, indipendentemente dagli avvenimenti, dalle circostanze esterne e dalle relazioni”.

Essere amati in modo così autentico e sincero richiede consapevolezza: ciò vale tanto per l’amore che gli altri provano per noi, quanto per quello che noi proviamo per noi stessi.

Quante persone possono dire di sentirsi amate, accolte, accettate in maniera incondizionata, indipendentemente da cosa facciano o abbiano fatto nella loro vita?

Quante sono capaci di perdonarsi nonostante i fallimenti, gli errori e le delusioni?

 

 

Amare se stessi: i 3 surrogati di cui liberarsi

L’amore incondizionato è il nutrimento principale per essere delle persone equilibrate e vivere in armonia con noi stessi e gli altri. Perciò, quando non riceviamo una sufficiente quantità di questo “alimento”, cerchiamo soddisfazione in alcuni surrogati, cioè fattori che lo sostituiscono ma che, di fatto, non sono ugualmente appaganti.

È un po’ come quando abbiamo voglia di una cioccolata calda, ma per non rovinare la nostra linea ci accontentiamo di una tisana: inizialmente siamo soddisfatti ma, entro breve, il bisogno di cioccolata tornerà a farsi sentire.

Molte persone cercano di colmare le proprie esigenze con dei surrogati, tanto in ambito professionale, quanto in quello personale. Per aiutarci a comprendere quali siano i nostri autentici desideri, Daniel Lumera indica tre dei surrogati più comuni e come possiamo liberarcene.

 

  1. Il desiderio di approvazione

Quando l’essere umano non riceve amore incondizionato, dagli altri o da se stesso, il primo surrogato a cui fa ricorso è il desiderio di approvazione.

L’importanza dell’approvazione è un elemento che apprendiamo fin dall’infanzia, quando ci viene insegnato che dobbiamo dimostrarci “bravi” per ottenere ciò che vogliamo. Molto spesso, pur di ricevere approvazione, ci adattiamo alle esigenze altrui, anche se queste non rispecchiano i nostri bisogni.

 

Per smascherare questo surrogato, Lumera suggerisce questo breve test:

 

  1. Fai un elenco di tre cose che sei riuscito a far succedere “facendo il bravo”
  2. In quali occasioni ricerchi o hai bisogno di approvazione?
  3. In quali relazioni personali e professionali hai attuato la strategia dell’approvazione per ottenere ciò che volevi?

 

  1. Il potere

Quando non riusciamo a far succedere ciò che vogliamo attraverso l’approvazione, allora entra in gioco il potere. Molte persone usano il potere per ottenere l’amore, la considerazione, l’ammirazione e l’approvazione che cercano, obbligando gli altri a dare loro ciò che desiderano. Secondo Lumera, alla base di questo comportamento vi è una paura irrisolta di non essere amati e della solitudine.

 

Anche in questo caso, il ricercatore indica un test per porre fine all’uso sbagliato del potere:

 

  1. Che sensazione ti dà il potere?
  2. Cosa vuol dire per te “avere potere” ed “esercitare potere”?
  3. Sinceramente, quale pensi sia davvero lo scopo del potere?
  4. Come eserciti il potere? In quali ambiti della tua vita eserciti potere e come?
  5. Quando eserciti potere è per obbligare gli altri a fare ciò che tu vuoi?
  6. Ciò che vuoi quando eserciti potere corrisponde al benessere di tutti o soddisfa in larga misura solo le tue esigenze?

 

  1. Identificarsi con le necessità degli altri

Gli adolescenti spesso emulano i propri idoli, anche imitando il modo di vestire e di parlare. Per Lumera, questo meccanismo è un esempio di un altro surrogato dell’amore: quando siamo incapaci di soddisfare le nostre necessità di amore e non riusciamo ad avere successo tramite l’approvazione e il potere, ci identifichiamo in coloro che reputiamo vincenti per nutrirci del loro successo, con il rischio di perdere di vista la nostra individualità e le nostre autentiche necessità. Il ragionamento che scatta dentro di noi è: “se faccio come loro sarò amato, accettato, adorato e riceverò amore incondizionato”.

 

Ecco il test sviluppato da Daniel Lumera per smettere di identificarsi negli altri:

 

  1. Quali modelli ti hanno ispirato durante l’adolescenza?
  2. Quali modelli ti hanno ispirato nella vita professionale?
  3. Quali modelli ti ispirano in questo momento nella tua vita personale e professionale?
  4. Cosa hai ottenuto imitando quei modelli? È davvero ciò che volevi?
  5. A quale tua necessità profonda rispondono quei modelli?
  6. Hai mai avuto una relazione di coppia dove hai sostituito le tue esigenze reali con quelle del partner? Come è andata a finire?

 

Queste sono soltanto alcuni dei metodi ideati da Daniel Lumera per sviluppare la consapevolezza di noi stessi e accompagnarci lungo un percorso di crescita personale intenso ed emozionante, durante cui potremo portare alla luce i nostri desideri inconsci e risvegliare le risorse sopite dentro di noi.

Per scoprirne e applicarne molti altri nella tua vita quotidiana, clicca qui.

Troverai tutte le informazioni per partecipare a Il codice della realtà, il nuovo tour di Daniel Lumera realizzato in esclusiva per Life Strategies.

Scegli subito la città a te più vicina per ascoltare dal vivo gli insegnamenti di Lumera ed esercitarti insieme a lui a prendere il controllo del tuo destino!

Daniel Lumera - Il codice della Realtà
Daniel Lumera – Il codice della Realtà

I 101 Desideri di Igor Sibaldi

Tutti, almeno una volta nella vita, avremmo voluto avere tra le mani la famigerata lampada di Aladino per poter esprimere i tre desideri che il Genio avrebbe magicamente realizzato, come racconta la storia.

Avere una casa più grande, superare tutti gli esami in un colpo solo, diventare ricchi grazie al lavoro dei sogni, trovare l’anima gemella e chissà quanti altri sarebbero i desideri che pronunceremmo se sapessimo come trasformarli in realtà senza troppi sforzi.

Igor Sibaldi, scrittore, filologo, filosofo e studioso di psicologia del profondo, ha dedicato diverse ricerche ai desideri per comprenderne la loro natura e, soprattutto, in che modo possono aiutarci a vivere con serenità.

 

Desideri, Coraggio e Futuro

Per Sibaldi i desideri rappresentano molto più di semplici e vaghe aspirazioni che vorremmo concretizzare un giorno, più o meno lontano: sono delle autentiche guide, capaci di mostrare la direzione da seguire nella nostra vita per realizzare il nostro potenziale nascosto.

I desideri non sono solo frutto della nostra immaginazione, bensì nascono dall’estensione della nostra percezione, la quale, in alcuni momenti, riesce ad andare oltre la superficie del reale, intuendo elementi che superano i limiti del tempo presente.

I desideri, secondo Igor Sibaldi, ci permettono di intravedere le occasioni e le opportunità che, dal futuro, si muovono verso di noi, invitandoci a raggiungerle. Grazie a questi segnali possiamo scoprire il percorso da intraprendere per dare forma alla vita che vogliamo e afferrare con coraggio ciò che questa vita ha in serbo per noi.

Proprio nel coraggio è racchiusa la chiave di tutto. Spesso siamo noi stessi a porre confini ai nostri desideri, a causa delle insicurezze e dei timori per il futuro: quante volte abbiamo rinunciato a cambiamenti che avrebbero potuto migliorare la nostra vita, preferendo restare ancorati alle piccole certezze e alle abitudini di ogni giorno, pur di non affrontare i rischi dell’ignoto?

Quando ciò accade, scatta in noi un meccanismo controproducente che trasforma i desideri da fattori positivi, in grado di regalarci un’esistenza ricca di emozioni e soddisfazione, in qualcosa da cui allontanarci, fonte di ansia e preoccupazione.

 

corso Sibaldi

 

L’esercizio dei 101 Desideri

Per risvegliare il coraggio di desiderare che avevamo da bambini, Igor Sibaldi propone un esercizio di facile applicazione, definito l’esercizio dei 101 Desideri:

  1. Procuratevi due quaderni nuovi, mai utilizzati
  2. Su uno dei quaderni fate una lista di 101 desideri diversi, in forma sintetica e precisando i particolari, ad esempio: “io voglio un’auto di lusso rosso fiammante”. Nel compilare questa lista, evitate di usare la parola “non” o di esprimere desideri generici, impossibili da verificare oggettivamente: ad esempio, “io voglio fare beneficenza tutte le settimane in una associazione della mia città” è preferibile a “io voglio dedicarmi agli altri”.
  3. Completato il vostro elenco, rileggetelo e poi ricopiatelo apportando le dovute correzioni o modifiche nel secondo quaderno, facendo attenzione a non scrivere più di quattro desideri per pagina.

Ora siete pronti per riportare alla luce il vostro coraggio di desiderare: rileggete il vostro elenco in bella copia tutti i giorni e notate come, con il tempo, attraverso coincidenze e fatti curiosi, i desideri cominciano a realizzarsi. A mano a mano che li vedrete accadere, cancellateli dalla lista e sostituiteli con dei nuovi.

Dopo i primi mesi, afferma Sibaldi, circa un terzo dei vostri desideri si sarà realizzato: soltanto quelle opportunità che la vostra intuizione ha intravisto nel futuro, ma che non siete riusciti a raggiungere a causa di blocchi emotivi e psicologici di varia natura, saranno ancora nell’elenco, permettendovi di andare a fondo per comprendere e superare questi ostacoli inconsapevoli.

Per intraprendere questo viaggio di consapevolezza insieme ad Igor Sibaldi nella città a te più vicina, clicca qui.

Potrai partecipare al suo nuovo tour Ciò che hai sempre desiderato, realizzato in esclusiva per Life Strategies, durante cui scoprirai come ritrovare dentro di te le grandi opportunità, i talenti e gli slanci che tanti credono di aver perso.

Scopri subito come prendere parte al seminario!

Igor Sibaldi - Ciò che hai sempre desiderato