I 4 comportamenti dannosi più diffusi che forse conoscerai

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Tempo fa, leggere il giornale sorseggiando il caffè del mattino era un’abitudine molto comune; oggi, nell’era delle innovazioni tecnologiche, il giornale cartaceo è spesso sostituito dalle news in tempo reale sui social network. L’immediatezza nella diffusione delle notizie ha amplificato la nostra percezione di un mondo dominato dal veloce e costante cambiamento che, in molte circostanze, si traduce in incertezza sul futuro.

Se a livello professionale quest’incertezza è dovuta ad alcune caratteristiche dell’attuale contesto socio-economico e dell’odierno mondo del lavoro, come la concorrenza globale, l’utilizzo dell’online, la necessità di un continuo aggiornamento delle proprie competenze e conoscenze, a livello personale l’incertezza si riscontra nell’instabilità delle relazioni, nella trasformazione dell’ideale di famiglia e di coppia e nelle nuove forme di interazione con gli altri, magari tramite apposite applicazioni su smartphone.

Il mondo cambia ogni giorno sotto i nostri occhi e ci chiede di stare al passo con la sua rapidità. Per farlo, la flessibilità diventa una dote indispensabile in ogni ambito della nostra vita quotidiana, dal lavoro ai rapporti interpersonali.

 

Aprirsi al cambiamento grazie alla flessibilità

Sviluppare la flessibilità può rivelarsi più difficile del previsto. La nostra mente non ama le novità: ecco perché troviamo la routine così rassicurante. Inoltre, mettere in atto schemi già noti implica un risparmio di energia per il nostro cervello che, di conseguenza, tende a reiterare i comportamenti del passato, preferendo scenari che può prevedere ad altri totalmente ignoti.

Come scuotere la nostra mente da questa sorta di “pigrizia” e stimolare in noi atteggiamenti e modi di pensare più flessibili?

Lo psicologo e psicoterapeuta Giorgio Nardone, ideatore della Terapia Breve Strategica e del Problem Solving Strategico, che permettono di risolvere i problemi quotidiani e superare le difficoltà di ogni giorno in tempi brevi, ha individuato quattro comportamenti molto diffusi che ostacolano il nostro benessere psicofisico e il nostro equilibrio personale. Per ognuno di questi, inoltre, Nardone indica le soluzioni concrete più efficaci da applicare subito per andare oltre i propri limiti e iniziare a vivere la propria vita più determinati e sicuri di sé.

L’inganno delle aspettative

Quante volte siamo rimasti delusi perché ci aspettavamo una certa reazione, delle scuse o un gesto in particolare da parte di qualcuno, ma le nostre aspettative non si sono realizzate? La tendenza a supporre che gli altri usino i nostri stessi criteri di valutazione nell’interpretazione del mondo e che tutti si comportino esattamente come faremmo noi, non può che essere fonte di incomprensioni.

Questo inganno si crea perché, nell’aff­rontare le situazioni, non ci lasciamo guidare soltanto da libere valutazioni, ma pure da preconcetti su ciò che è giusto fare, da valori etico-morali, da regole e insegnamenti che la società e la famiglia ci hanno tramandato.  Di conseguenza, non riusciamo più a immaginare modalità alternative di pensare e di gestire la vita e, quando qualcuno segue principi diversi dai nostri, andiamo in crisi.

L’unica soluzione possibile per superare questo inganno consiste nell’esercitarci a guardare la realtà anche con gli occhi degli altri, non solo coi nostri o con quelli delle persone più affini a noi. Cercare, cioè, di assumere il punto di vista di tante persone differenti. Questo deve essere un esercizio costante se vogliamo evitare che la nostra mente ristabilisca le rigide schematizzazioni a cui è abituata, cadendo così nelle solite convinzioni.

L’inganno della coerenza

“Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione”, diceva James Russell Lowell. Viene allora spontaneo chiedersi: come mai dimostrare coerenza con le proprie idee e con i propri valori è considerata una qualità fondamentale dalla maggior parte delle persone? Pensiamo, ad esempio, a chi confonde la coerenza con l’ostinazione a difendere le proprie posizioni nonostante allontanino dalla felicità, perché non combaciano coi propri veri desideri.

In simili casi, la coerenza si trasforma in mancanza di flessibilità, rendendo intransigenti e incapaci di adeguarsi alle evoluzioni e ai molteplici aspetti del mondo in cui viviamo. La coerenza assoluta non fa parte della nostra realtà, perciò pretenderla dagli altri o dai noi stessi è un inganno da cui faremmo bene a salvaguardarci se vogliamo aff­rontare l’esistenza in modo equilibrato e felice.

La soluzione consiste nell’imparare ad accettare le incoerenze altrui oltre alle nostre ed evitare di imporsi come giudici severi degli altri e di noi stessi ogni volta che notiamo qualche discrepanza nelle azioni o nei comportamenti che ci circondano. Cambiare idea, rovesciare le proprie posizioni, tirarsi indietro di fronte a qualcosa in cui non crediamo più come prima non sminuisce il nostro valore, bensì è segno di intelligenza attiva. Sperimentare diverse strade, avviare più percorsi e poi scegliere quello più adatto a noi è il solo modo che abbiamo per prendere decisioni consapevoli.

L’inganno dell’evitamento

Capita a tutti: quando qualcosa ci spaventa, la evitiamo. Che sia un confronto diretto con un membro della nostra famiglia, oppure una richiesta ad un nostro superiore, scappare di fronte a situazioni considerate pericolose ha eff­etti controproducenti perché aumenta il senso di insicurezza. Quindi, paradossalmente, ciò che facciamo per sentirci protetti aumenta gradualmente il livello delle nostre paure.

Non ci sono molte alternative: l’unica soluzione efficace è affrontare quello che la vita propone, a maggior ragione se qualcosa ci spaventa e siamo tentati di evitarla. Dobbiamo fare esperienza diretta delle cose per poter decidere in modo consapevole se andare avanti o meno invece di evitarle a prescindere. Scappare dalle esperienze è segno di paura; al contrario, adottare un atteggiamento predisposto al confronto e poi, se necessario, interrompere un’azione ritenuta inadeguata o inutile, è segno di intelligenza.

attesa

L’inganno del rimandare

Tale inganno è simile all’evitamento, ma in questo caso il procedimento è diverso: il rimandare, infatti, non porta semplicemente a rinunciare di fare qualcosa, ma spinge a dire “lo farò più tardi, o domani, o nel prossimo futuro”: in questo modo ci illudiamo di mantenere il controllo delle nostre decisioni, ma non è a­ffatto così.

Tutti siamo caduti in questo tranello almeno una volta, tanto riguardo ad azioni di poco conto quanto a decisioni più importanti: ad esempio, voler seguire uno stile di vita più sano, mettendoci a dieta o andando in palestra e dirci ogni settimana “inizio da lunedì” per poi non farlo mai; oppure dover preparare un esame o un progetto di lavoro importante e molto impegnativo e, anziché concentrarci subito su di esso, dedicarci a tutta una serie di altre attività più leggere dicendoci “domani avrò più tempo a disposizione”.

Per evitarlo, possiamo utilizzare quella che Nardone definisce paura terapeutica, il mezzo più potente di cui disponiamo per correggere alcuni dei nostri atteggiamenti sbagliati. In pratica, si tratta di temere le conseguenze del rimandare, cercando di immaginarne gli e­ffetti negativi: sareste ancora disposti a rimandare la dieta o l’allenamento fisico sapendo che, a breve, la vostra salute potrebbe essere compromessa? Continuereste a non concentrarvi sull’esame o sul progetto di lavoro se veniste minacciati da una bocciatura o da un licenziamento?
Di solito immaginare il peggiore scenario possibile sblocca dall’immobilismo anche i soggetti meno propensi: mettendo in pratica questo esercizio quotidianamente,  questo modo di pensare diverrà automatico per la vostra mente che inizierà a beneficiarne nella vita di tutti i giorni.

Per apprendere molte altre tecniche e strategie sviluppate da Giorgio Nardone, andare oltre le incertezze quotidiane e agire con maggior determinazione e sicurezza in te stesso, clicca qui.

Scoprirai come partecipare a MasterMind, il workshop di due intere giornate con Giorgio Nardone, Robert Dilts e Filippo Ongaro. Grazie alle loro recenti scoperte nell’ambito della Terapia Breve Strategica, della Programmazione Neuro-Linguistica e del Coaching della Salute, potrai elevare le prestazioni di mente e corpo ottenendo risultati efficaci in breve tempo, raggiungendo i traguardi che desideri sia in ambito personale, sia professionale.

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Traguardi personali e non. Questione di talento?

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Ognuno di noi vorrebbe avere successo in ciò che fa e raggiungere i più alti traguardi, sia a livello personale, sia professionale: avere una vita familiare serena da cui trarre sostegno nei momenti di difficoltà, essere riconosciuti per il proprio valore, ottenere gli obiettivi desiderati nonostante gli ostacoli ed essere abbastanza flessibili da gestire e superare efficacemente le difficoltà quotidiane.

Anche se questo è ciò a cui tutti ambiscono, sono pochi coloro che arrivano alla meta. Cos’è che permette ad alcune persone di riuscire là dove altri rinunciano?

Qualcuno dice che si tratti di talento innato. Secondo questa teoria, solo un piccolo numero di fortunati dalle doti particolari potrebbe vivere una vita all’altezza dei propri sogni.

C’è poi una seconda visione, secondo la quale chiunque può riscuotere risultati eccezionali in ogni ambito della quotidianità, perché questi dipendono da fattori su cui ognuno di noi può agire direttamente.

 

Come elevare le prestazioni di mente e corpo

Filippo Ongaro, coach certificato e primo medico italiano ad aver ottenuto una certificazione in medicina funzionale e anti-aging negli Stati Uniti d’America, in base ai suoi studi e alla sua esperienza (tra cui quella con gli astronauti presso l’Agenzia Spaziale Europea) afferma che non è il talento a fare la differenza nelle nostre prestazioni, ma un insieme di fattori che possono essere potenziati attraverso una serie di tecniche specifiche e mirate.

Nel corso della sua carriera, Ongaro ha collaborato con atleti e manager di ogni tipo, aiutandoli a sviluppare le loro capacità e utilizzare a pieno le risorse a loro disposizione per cambiare e migliorarsi. Tra i suoi obiettivi vi è anche quello di mostrare che tutti, dal businessman allo sportivo, dal professionista allo studente, devono lavorare su un insieme di elementi per ottenere il massimo delle prestazioni.

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Secondo Filippo Ongaro la prestazione massima emerge da uno stato di grande coerenza tra bisogni profondi, valori personali e comportamenti. I risultati arriveranno come conseguenza. Ecco i 3 aspetti cardine su cui concentrarsi per raggiungere questo traguardo.

 

Fare pratica per aumentare la padronanza – 1 

Uno dei modi più efficaci per accrescere le proprie competenze è concentrarsi sui vari passaggi necessari per svolgere un’attività, uno alla volta. Selezionate un singolo compito su cui addestrarvi e, una volta che ne avrete acquisito la piena padronanza, passate al successivo. Quando i compiti sono complessi divideteli in diversi sotto-componenti per essere certi di mantenere il controllo di tutto.

 

Allenare uno stato mentale di profonda concentrazione – 2

Ongaro afferma che non è possibile ottenere prestazioni elevate se la mente è bombardata da troppi stimoli contemporaneamente. Essere focalizzati, al contrario, è ciò che meglio favorisce le performance di alto livello, sia personali, sia professionali.

 

Trarre motivazione dal piacere emotivo – 3

Ci sono attività che, nonostante i sacrifici e l’impegno, riescono a ricaricare la nostra energia, facendoci sentire più attivi anziché più stanchi. Il merito è proprio del piacere emotivo che proviamo quando le svolgiamo. Ecco perché è molto difficile ottenere una prestazione elevata in qualcosa che non ci piace davvero.

Per saperne di più sulle tecniche da applicare quotidianamente per aumentare le tue prestazioni di mente e corpo, clicca qui. Scoprirai come partecipare a MasterMind, il workshop di due intere giornate in cui potrai esercitarti direttamente con Filippo Ongaro nei metodi che ti aiuteranno ad ottenere di più con meno sforzo. Inoltre, potrai ascoltare dal vivo Robert Dilts, uno dei precursori della Programmazione Neuro-Linguistica, e lo psicoterapeuta Giorgio Nardone, ideatore del Problem Solving Strategico e della Terapia Breve Strategica.

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Come diventare persone di successo con il Success Factor Modeling

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“Il successo arriva quando l’opportunità incontra la preparazione”

Lo diceva il famoso scrittore americano Zig Ziglar. A pensarci bene, l’idea di prepararsi ad avere successo potrebbe suonare strana: molti credono che il successo dipenda soprattutto dalla fortuna o dall’avere i contatti utili per farsi strada. Per dirla in poche parole: gran parte della gente ritiene che il successo sia dovuto a coincidenze benevole, che permettono di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

Certo, avere il vento a favore aiuta la nave ad arrivare in porto, ma il vento rischia di condurla contro gli scogli senza un capitano esperto al timone. Lo stesso vale per il successo: si può essere la persona più fortunata del mondo, ma servirà a poco senza la capacità di gestire e sviluppare le proprie risorse.

 

Il Success Factor Modeling: come avere successo nel lavoro e nella vita

Come un atleta si allena prima di una gara per dare il meglio di sé e raggiungere i propri obiettivi, anche chi ha dei progetti da realizzare deve prepararsi per trasformare in realtà le proprie ambizioni.
Non importa quale sia l’ambito: sia che vogliamo dedicarci alla nostra crescita personale per acquisire nuove abilità o per superare limiti e paure che ostacolano il nostro sviluppo, sia che vogliamo metterci in gioco per dare inizio ad una nuova fase della nostra vita professionale, quello di cui abbiamo bisogno è sapere come ottenere il massimo dei risultati con il minimo sforzo.

Questo è l’obiettivo con cui Robert Dilts, uno dei precursori e maggiori esperti mondiali di Programmazione Neuro-Linguistica, ha ideato il Success Factor Modeling, metodologia che individua i fattori chiave del successo permettendo a chiunque la metta in pratica di raggiungerlo più rapidamente.

Robert Dilts

Nella sua lunga e brillante carriera Dilts, oltre ad aver applicato la PNL ai campi della salute, dell’apprendimento e del lavoro e ad aver collaborato come consulente e trainer in gruppi aziendali di rilevanza internazionale come Hewlett Packard, Apple Computer e Lucasfilms Ltd., è diventato celebre in tutto il mondo per le ricerche sulle caratteristiche psicologiche, cognitive e comportamentali delle persone di successo.   Con il termine “persona di successo” non si intende chi raggiunge notorietà o ricchezza, bensì chi riesce a perseguire i propri obiettivi migliorando continuamente se stesso e le proprie prestazioni, ponendosi risultati sempre più ambiziosi e affrontando sfide sempre più stimolanti.

Da questo punto di vista, ognuno di noi può dimostrarsi una persona di successo nei vari ambiti della quotidianità: dal lavoro alla famiglia, infatti, non esiste aspetto della nostra vita di ogni giorno che non richieda flessibilità, capacità di gestire cambiamenti inaspettati e superare ostacoli che spaventano.

 

I 5 passi del Success Factor Modeling

Il Success Factor Modeling sviluppato da Dilts, una volta adattato alle esigenze e agli obiettivi di ciascuno, si rivela uno strumento estremamente utile per tutti coloro che desiderano agire in modo più efficace e realizzare il proprio pieno potenziale nel minor tempo possibile.

Il Success Factor Modeling permette di raggiungere questo traguardo in 5 passi:

  1. analisi dei bisogni: in questa fase si definiscono i problemi da affrontare, oltre che le competenze e le capacità da sviluppare. Si tratta del momento in cui, oltre a definire le proprie necessità, si individuano le storie di successo a cui far riferimento, dove persone in situazioni analoghe sono riuscite a raggiungere i propri obiettivi
  2. analisi delle capacità: una volta selezionate le storie di successo più adatte, si passa allo studio delle prestazioni e delle abilità che hanno permesso ai protagonisti di superare gli ostacoli tra loro e il successo desiderato
  3. determinare schemi ricorrenti: il Success Factor Modeling è una metodologia che vuole fornire strumenti pratici e concreti, da applicare nei vari ambiti della vita quotidiana.
    A questo scopo, uno dei passi fondamentali prevede la definizione degli schemi ricorrenti nelle varie storie di successo analizzate: quali sono le strategie adottate in queste storie? Quali comportamenti hanno aiutato i protagonisti ad ottenere ciò che volevano? Quali convinzioni hanno reso le loro prestazioni più efficaci? Rispondendo a domande come queste è possibile tracciare lo schema del successo di cui si ha bisogno
  4. determinare i modelli: una volta fissati gli schemi, è il momento di definire i modelli da seguire in una struttura descrittiva e prescrittiva. Il modello deve essere personalizzato in base alle abilità e competenze necessarie..
  5. progettare efficaci strumenti d’intervento: il modello, senza strumenti concreti attraverso cui applicare le procedure definite, servirà a poco. Quindi, nell’ultima fase si devono delineare i percorsi quotidiani grazie a cui sviluppare le capacità per raggiungere i traguardi desiderati.

Master Mind - Potenzia la tua mente

 

Attraverso ognuno di questi passi, il Success Factor Modeling di Robert Dilts permette di scoprire qual è “la differenza che fa la differenza” nei più svariati settori professionali e nei numerosi ambiti della vita quotidiana, permettendo a noi per primi di fare la differenza per mezzo delle risorse e delle competenze acquisite con questa metodologia.

Per saperne di più sul Success Factor Modeling e su come applicare le tecniche sviluppate da Dilts per diventare persone di successo, clicca qui.

Scoprirai come partecipare a MasterMind, il workshop di due intere giornate che avrà Robert Dilts tra i protagonisti, insieme allo psicoterapeuta Giorgio Nardone, ideatore del Problem Solving Strategico, e Filippo Ongaro, per anni medico degli astronauti presso l’Agenzia Spaziale Europea e primo italiano ad aver ottenuto negli USA la certificazione in medicina funzionale e anti-aging.

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Mastermind - Life Strategies

Cosa faresti se domani qualcuno ti proibisse di guardare il cielo?

Immagina che da domani tu non possa più guardare il cielo. Pensi certamente che sia qualcosa di terribile, di profondamente limitativo in confronto a come siamo stati abituati nel concepire l’espressione dei nostri pensieri.

Ce lo abbiamo nel DNA.

Prima di proseguire a leggere prova a isolare la tua mente dal mondo esterno e visualizza bene l’immagine che leggerai.

Immaginiamoci di essere soli, distesi in un prato verde. Sopra di noi: le nuvole. La tua immaginazione sta spiccando il volo, e con essa i tuoi sogni, i tuoi desideri.

Certo, risponderesti.

Ora immagina che sia notte.

Ti trovi sopra una collina e le luci della città sono lontane, non interferiscono con la visione chiara e maestosa del tappeto di stelle sopra di te. I tuoi pensieri iniziano a riempire la tua mente, proprio come le stelle riempiono il cielo.

E man mano che i tuoi sogni, i tuoi desideri e le tue paure si fanno spazio dentro di te, il tuo sguardo segue quella stella lì, la più luminosa. E poi eccone un’altra: che bello, pensi tra te e te:

Quanto mi piacerebbe.

Quanto vorrei se.

Se solo fosse possibile…

Ora la domanda sincera che ognuno di noi dovrebbe farsi è questa:

Ma stiamo desiderando, veramente?

La realtà e il mondo in cui viviamo oggi ci hanno un po’ privato di quello strumento meraviglioso che è il desiderio. Pensiamo a questo termine, la cui origine etimologica è una delle più affascianti che si possa incontrare nella vita. C’è la preposizione de- e sidera, “stelle”.

Quindi Desiderare, con la d maiuscola, vuol dire:

accorgersi che nel proprio cuore vi è qualcosa di più di quel che, per ora, le stelle ci stanno offrendo.

 

Oggi noi pensiamo di Desiderare, ma in realtà stiamo semplicemente scegliendo ciò che ci viene offerto. Ci si comporta, spiega Igor Sibaldi, scrittore, studioso di teologia e profondo indagatore dell’animo e delle psiche umana, come se la vita fosse una sorta di supermarket. Quando noi entriamo in un supermarket, ci viene offerto e proposto tutta una serie di prodotti e noi, semplicemente, scegliamo tra quelli. Nella vita ci comportiamo allo stesso modo, come se il nostro sguardo non potesse andare oltre gli scaffali, oltre ciò che siamo abituati a vedere.

Siamo stati abituati così fin da piccoli, vero?

Desiderare è andare oltre le opzioni, scegliere qualcosa di diverso: significa ammettere e rendersi conto che ciò che si ha, non basta più. Tutte le volte che abbiamo guardato il cielo, non abbiamo Desiderato veramente, semplicemente abbiamo scelto, perché siamo cresciuti con quest’idea:

non abbiamo il permesso di desiderare, ma solo di scegliere.

È davvero così?

 

Guardare oltre l’orizzonte

Abituati come siamo a vedere solo entro un certo confine, abbiamo paura di guardare lontano, perché certi di non poter e dover desiderare più di tanto.

E se potessimo realizzare quello che abbiamo sempre desiderato?

Il nuovo tour con Igor Sibaldi lo abbiamo pensato in cinque appuntamenti in cinque diverse città d’Italia.

Pensato, soprattutto, per tutti coloro che sentono e percepiscono che c’è qualcosa in più.

Nel profondo del nostro Io, ci sono doti che abbiamo dimenticato, ma che servono per raggiungere la vita che abbiamo sempre desiderato e poter esprimere chi siamo realmente.

Seguire la scia dei propri desideri è l’unico modo per riportare alla luce questi talenti sommersi e dare inizio a un’autentica rinascita, avanzando nella scoperta di capacità nascoste e di aspettative sopite, verso la libertà della piena realizzazione personale.

 

Amare se stessi: perché a volte è difficile?

L’amore è probabilmente il sentimento più intenso che proviamo: per amore siamo capaci di stringere compromessi che non avremmo creduto possibili, trovare in noi un coraggio che non sapevamo di avere e prendere decisioni che, altrimenti, non saremmo riusciti a sostenere.

L’amore assume diverse forme e può evolversi nel corso del tempo: l’amore per il proprio partner ha sfumature differenti da quello per gli amici, così come l’amore per i propri fratelli si distingue da quello nutrito per i figli.

Quando parliamo di amore ci riferiamo ad una componente così importante per ciascuno di noi che nessuno potrebbe affermare di non aver avuto esperienza almeno di una delle sue tante forme. Eppure, proprio una di queste è forse il sentimento più difficile da sentire nella vita: si tratta dell’amore per se stessi, una condizione tanto fortunata per coloro che la raggiungono, quanto necessaria per essere davvero felici.

 

Amore e Felicità

Al mondo non esistono due persone identiche, che provino le stesse emozioni e che abbiano vissuto le stesse storie. Nonostante questo, la profonda necessità di amore incondizionato accomuna tutti noi, a prescindere dai valori e dalle intenzioni per il proprio futuro.

Per rendercene conto, basta guardare il ruolo dell’amore incondizionato nello sviluppo equilibrato dei bambini: la sua mancanza, soprattutto durante i primi tre anni di vita, periodo in cui il cervello attraversa importanti processi maturativi, è alla base di molte dinamiche e comportamenti inconsci distorti secondo il docente, scrittore e ricercatore Daniel Lumera, considerato un riferimento a livello internazionale nelle scienze del benessere e negli studi sulla consapevolezza.

Lumera definisce l’amore come uno “stato di coscienza nel quale non vi è fine né separazione alcuna. Questa condizione di unità e di integrità perfetta è ciò di cui abbiamo profondamente bisogno per sentirci reali e realizzati in questa vita, indipendentemente dagli avvenimenti, dalle circostanze esterne e dalle relazioni”.

Essere amati in modo così autentico e sincero richiede consapevolezza: ciò vale tanto per l’amore che gli altri provano per noi, quanto per quello che noi proviamo per noi stessi.

Quante persone possono dire di sentirsi amate, accolte, accettate in maniera incondizionata, indipendentemente da cosa facciano o abbiano fatto nella loro vita?

Quante sono capaci di perdonarsi nonostante i fallimenti, gli errori e le delusioni?

 

 

Amare se stessi: i 3 surrogati di cui liberarsi

L’amore incondizionato è il nutrimento principale per essere delle persone equilibrate e vivere in armonia con noi stessi e gli altri. Perciò, quando non riceviamo una sufficiente quantità di questo “alimento”, cerchiamo soddisfazione in alcuni surrogati, cioè fattori che lo sostituiscono ma che, di fatto, non sono ugualmente appaganti.

È un po’ come quando abbiamo voglia di una cioccolata calda, ma per non rovinare la nostra linea ci accontentiamo di una tisana: inizialmente siamo soddisfatti ma, entro breve, il bisogno di cioccolata tornerà a farsi sentire.

Molte persone cercano di colmare le proprie esigenze con dei surrogati, tanto in ambito professionale, quanto in quello personale. Per aiutarci a comprendere quali siano i nostri autentici desideri, Daniel Lumera indica tre dei surrogati più comuni e come possiamo liberarcene.

 

  1. Il desiderio di approvazione

Quando l’essere umano non riceve amore incondizionato, dagli altri o da se stesso, il primo surrogato a cui fa ricorso è il desiderio di approvazione.

L’importanza dell’approvazione è un elemento che apprendiamo fin dall’infanzia, quando ci viene insegnato che dobbiamo dimostrarci “bravi” per ottenere ciò che vogliamo. Molto spesso, pur di ricevere approvazione, ci adattiamo alle esigenze altrui, anche se queste non rispecchiano i nostri bisogni.

 

Per smascherare questo surrogato, Lumera suggerisce questo breve test:

 

  1. Fai un elenco di tre cose che sei riuscito a far succedere “facendo il bravo”
  2. In quali occasioni ricerchi o hai bisogno di approvazione?
  3. In quali relazioni personali e professionali hai attuato la strategia dell’approvazione per ottenere ciò che volevi?

 

  1. Il potere

Quando non riusciamo a far succedere ciò che vogliamo attraverso l’approvazione, allora entra in gioco il potere. Molte persone usano il potere per ottenere l’amore, la considerazione, l’ammirazione e l’approvazione che cercano, obbligando gli altri a dare loro ciò che desiderano. Secondo Lumera, alla base di questo comportamento vi è una paura irrisolta di non essere amati e della solitudine.

 

Anche in questo caso, il ricercatore indica un test per porre fine all’uso sbagliato del potere:

 

  1. Che sensazione ti dà il potere?
  2. Cosa vuol dire per te “avere potere” ed “esercitare potere”?
  3. Sinceramente, quale pensi sia davvero lo scopo del potere?
  4. Come eserciti il potere? In quali ambiti della tua vita eserciti potere e come?
  5. Quando eserciti potere è per obbligare gli altri a fare ciò che tu vuoi?
  6. Ciò che vuoi quando eserciti potere corrisponde al benessere di tutti o soddisfa in larga misura solo le tue esigenze?

 

  1. Identificarsi con le necessità degli altri

Gli adolescenti spesso emulano i propri idoli, anche imitando il modo di vestire e di parlare. Per Lumera, questo meccanismo è un esempio di un altro surrogato dell’amore: quando siamo incapaci di soddisfare le nostre necessità di amore e non riusciamo ad avere successo tramite l’approvazione e il potere, ci identifichiamo in coloro che reputiamo vincenti per nutrirci del loro successo, con il rischio di perdere di vista la nostra individualità e le nostre autentiche necessità. Il ragionamento che scatta dentro di noi è: “se faccio come loro sarò amato, accettato, adorato e riceverò amore incondizionato”.

 

Ecco il test sviluppato da Daniel Lumera per smettere di identificarsi negli altri:

 

  1. Quali modelli ti hanno ispirato durante l’adolescenza?
  2. Quali modelli ti hanno ispirato nella vita professionale?
  3. Quali modelli ti ispirano in questo momento nella tua vita personale e professionale?
  4. Cosa hai ottenuto imitando quei modelli? È davvero ciò che volevi?
  5. A quale tua necessità profonda rispondono quei modelli?
  6. Hai mai avuto una relazione di coppia dove hai sostituito le tue esigenze reali con quelle del partner? Come è andata a finire?

 

Queste sono soltanto alcuni dei metodi ideati da Daniel Lumera per sviluppare la consapevolezza di noi stessi e accompagnarci lungo un percorso di crescita personale intenso ed emozionante, durante cui potremo portare alla luce i nostri desideri inconsci e risvegliare le risorse sopite dentro di noi.

Per scoprirne e applicarne molti altri nella tua vita quotidiana, clicca qui.

Troverai tutte le informazioni per partecipare a Il codice della realtà, il nuovo tour di Daniel Lumera realizzato in esclusiva per Life Strategies.

Scegli subito la città a te più vicina per ascoltare dal vivo gli insegnamenti di Lumera ed esercitarti insieme a lui a prendere il controllo del tuo destino!

Daniel Lumera - Il codice della Realtà
Daniel Lumera – Il codice della Realtà

I 101 Desideri di Igor Sibaldi

Tutti, almeno una volta nella vita, avremmo voluto avere tra le mani la famigerata lampada di Aladino per poter esprimere i tre desideri che il Genio avrebbe magicamente realizzato, come racconta la storia.

Avere una casa più grande, superare tutti gli esami in un colpo solo, diventare ricchi grazie al lavoro dei sogni, trovare l’anima gemella e chissà quanti altri sarebbero i desideri che pronunceremmo se sapessimo come trasformarli in realtà senza troppi sforzi.

Igor Sibaldi, scrittore, filologo, filosofo e studioso di psicologia del profondo, ha dedicato diverse ricerche ai desideri per comprenderne la loro natura e, soprattutto, in che modo possono aiutarci a vivere con serenità.

 

Desideri, Coraggio e Futuro

Per Sibaldi i desideri rappresentano molto più di semplici e vaghe aspirazioni che vorremmo concretizzare un giorno, più o meno lontano: sono delle autentiche guide, capaci di mostrare la direzione da seguire nella nostra vita per realizzare il nostro potenziale nascosto.

I desideri non sono solo frutto della nostra immaginazione, bensì nascono dall’estensione della nostra percezione, la quale, in alcuni momenti, riesce ad andare oltre la superficie del reale, intuendo elementi che superano i limiti del tempo presente.

I desideri, secondo Igor Sibaldi, ci permettono di intravedere le occasioni e le opportunità che, dal futuro, si muovono verso di noi, invitandoci a raggiungerle. Grazie a questi segnali possiamo scoprire il percorso da intraprendere per dare forma alla vita che vogliamo e afferrare con coraggio ciò che questa vita ha in serbo per noi.

Proprio nel coraggio è racchiusa la chiave di tutto. Spesso siamo noi stessi a porre confini ai nostri desideri, a causa delle insicurezze e dei timori per il futuro: quante volte abbiamo rinunciato a cambiamenti che avrebbero potuto migliorare la nostra vita, preferendo restare ancorati alle piccole certezze e alle abitudini di ogni giorno, pur di non affrontare i rischi dell’ignoto?

Quando ciò accade, scatta in noi un meccanismo controproducente che trasforma i desideri da fattori positivi, in grado di regalarci un’esistenza ricca di emozioni e soddisfazione, in qualcosa da cui allontanarci, fonte di ansia e preoccupazione.

 

corso Sibaldi

 

L’esercizio dei 101 Desideri

Per risvegliare il coraggio di desiderare che avevamo da bambini, Igor Sibaldi propone un esercizio di facile applicazione, definito l’esercizio dei 101 Desideri:

  1. Procuratevi due quaderni nuovi, mai utilizzati
  2. Su uno dei quaderni fate una lista di 101 desideri diversi, in forma sintetica e precisando i particolari, ad esempio: “io voglio un’auto di lusso rosso fiammante”. Nel compilare questa lista, evitate di usare la parola “non” o di esprimere desideri generici, impossibili da verificare oggettivamente: ad esempio, “io voglio fare beneficenza tutte le settimane in una associazione della mia città” è preferibile a “io voglio dedicarmi agli altri”.
  3. Completato il vostro elenco, rileggetelo e poi ricopiatelo apportando le dovute correzioni o modifiche nel secondo quaderno, facendo attenzione a non scrivere più di quattro desideri per pagina.

Ora siete pronti per riportare alla luce il vostro coraggio di desiderare: rileggete il vostro elenco in bella copia tutti i giorni e notate come, con il tempo, attraverso coincidenze e fatti curiosi, i desideri cominciano a realizzarsi. A mano a mano che li vedrete accadere, cancellateli dalla lista e sostituiteli con dei nuovi.

Dopo i primi mesi, afferma Sibaldi, circa un terzo dei vostri desideri si sarà realizzato: soltanto quelle opportunità che la vostra intuizione ha intravisto nel futuro, ma che non siete riusciti a raggiungere a causa di blocchi emotivi e psicologici di varia natura, saranno ancora nell’elenco, permettendovi di andare a fondo per comprendere e superare questi ostacoli inconsapevoli.

Per intraprendere questo viaggio di consapevolezza insieme ad Igor Sibaldi nella città a te più vicina, clicca qui.

Potrai partecipare al suo nuovo tour Ciò che hai sempre desiderato, realizzato in esclusiva per Life Strategies, durante cui scoprirai come ritrovare dentro di te le grandi opportunità, i talenti e gli slanci che tanti credono di aver perso.

Scopri subito come prendere parte al seminario!

Igor Sibaldi - Ciò che hai sempre desiderato

 

Le 4 domande per far succedere ciò che vuoi

Ci auguriamo buon compleanno sui social network, ci teniamo in contatto tramite mail e messaggi scritti dallo smartphone, prenotiamo hotel e ristoranti tramite app e acquistiamo i regali online: ormai ogni più piccola azione quotidiana ci vede connessi 24 ore su 24.

L’avvento di internet ha rivoluzionato prima il nostro modo di lavorare e poi il nostro stile di vita, influenzando tanto le nostre abitudini, quanto le nostre relazioni interpersonali. Oggi possiamo sapere cosa fanno, dove vanno e chi frequentano anche persone che conosciamo solo di sfuggita, oppure contattare direttamente personaggi con cui, fino a qualche decennio fa, non avremmo mai potuto interagire così facilmente. Pensiamo, ad esempio, alle grandi star di Hollywood o ai rappresentanti delle nostre istituzioni.

La socializzazione è uno dei pilastri alla base delle dinamiche virtuali, con effetti che si ripercuotono nel mondo reale: più amici o follower hai, più successo riscuoti. In questa logica, la solitudine diventa uno spauracchio da cui fuggire, una sorta di pericolo per la propria immagine sociale, ovvero l’immagine positiva di sé che ognuno mostra agli altri per avere approvazione (concetto introdotto dal sociologo Ervin Goffman). Ma siamo sicuri che la solitudine sia così negativa?

 

I benefici della solitudine e del silenzio mentale

Secondo uno studio dell’Università di Rochester, la solitudine aiuta il nostro benessere. Quando scegliamo di trascorrere del tempo da soli scarichiamo lo stress accumulato nella giornata, ci sentiamo meno agitati e nervosi, ci rilassiamo e proviamo una sensazione di pace interiore. Al contrario, stare tra la folla e sostenere una conversazione ci trasmette una certa tensione, rendendoci più ansiosi.

Nello studio si distingue la solitudine volontaria dall’isolamento sociale: se ritagliarsi volontariamente 15 minuti di solitudine al giorno aiuta a stare meglio, l’isolamento sociale ha effetti negativi.

Oltre a farci sentire bene, la solitudine ha un altro risvolto positivo: quello di favorire il silenzio mentale, ovvero quello stato in cui il continuo e confuso fluire dei pensieri si placa, permettendoci finalmente di intuire e fare esperienza concreta di noi stessi, delle nostre emozioni e dei nostri veri bisogni. Ecco perché lo scrittore e ricercatore Daniel Lumera, riferimento a livello internazionale nelle scienze del benessere e negli studi sulla consapevolezza, considera il silenzio mentale uno dei fondamenti dell’arte di far succedere le cose.

silenzio e solitudine

 

L’arte di far succedere le cose

Le ricerche svolte da Lumera mostrano che esistono due tipologie di individui: gli esterni e gli interni.

Gli esterni tendono a rintracciare le cause di tutto ciò che capita loro nelle circostanze esterne: la crisi economica, le coincidenze sfortunate, gli incontri casuali. Non sentono di avere il controllo su ciò che avviene nella loro vita e cercano di adattarsi alle varie situazioni che si trovano davanti. Per loro il destino è un elemento su cui non possono in alcun modo intervenire.

Gli interni si considerano gli unici responsabili della propria vita e pensano che tutto ciò di cui hanno bisogno per cambiarla sia già tra le loro mani. Non delegano il compito di trasformare la loro quotidianità ad altri, bensì decidono e agiscono consapevoli di sé e di ciò che vogliono far succedere. Per loro il destino può essere disegnato e determinato attimo dopo attimo.

Prendere coscienza dei collegamenti causali tra gli eventi della nostra vita e di ciò che pensiamo di noi stessi, degli altri e del mondo intorno a noi è la chiave per diventare autori del proprio destino e maestri nell’arte di far succedere le cose.

Lumera spiega che non si tratta semplicemente di una specie di “pensiero positivo”, bensì di una vera e propria esperienza di riscoperta di sé ad ogni livello: da quello mentale a quello energetico, da quello percettivo a quello spirituale. Lo scopo? Diventare consapevoli dei codici inconsci che regolano ogni momento della nostra vita, così da interpretarli e trasformarli come desideriamo: solo così potremo far succedere concretamente ciò a cui aspiriamo e realizzarci a pieno.

 

Far succedere le cose in 4 domande

Nel corso dei suoi studi, oltre ad aver individuato diversi tipi di codice, Daniel Lumera ha definito i passaggi necessari per decodificare e ricodificare se stessi. Tra questi passaggi vi sono 4 domande fondamentali che, se applicate correttamente, sono in grado di cambiare la nostra vita.

1. Mi allontana dal tempo presente?

Sembra incredibile, ma vivere nel presente è una delle cose più difficili. Per gran parte del tempo, la nostra mente viaggia tra i ricordi del passato e le ambizioni per il futuro, dimenticando che è solo nel presente che possiamo agire per superare ciò che è stato e realizzare ciò che vogliamo accada. In questo video, Daniel Lumera ci aiuta a comprendere cosa significa vivere a pieno il presente:

 

2. Diminuisce il mio potere personale?

Con il termine “potere personale”, Daniel Lumera intende la nostra capacità di far succedere ciò che è in sintonia con i nostri autentici desideri e con le nostre reali esigenze.

Il nostro potere personale diminuisce ogni volta che permettiamo ad altri di decidere per noi, quando ci lamentiamo della sorte avversa, quando screditiamo qualcuno per riscuotere approvazione. Al contrario, se vogliamo aumentare il nostro potere personale, dobbiamo imparare ad ascoltarci senza pregiudizi, accettarci per come siamo e rispettare sia noi stessi, sia gli altri. In questo modo diventeremo più sicuri di noi e saremo pronti ad assumerci la responsabilità di ogni nostra azione.

3. Aumenta la mia consapevolezza?

Qualcuno pensa che consapevolezza sia sinonimo di conoscenza. In realtà, per essere consapevoli non basta conoscere: un conto è sapere cosa significa amore, tristezza, compassione, un conto esserne consapevoli, cioè averne avuto esperienza diretta e aver provato sulla propria pelle certe emozioni. Ecco perché per essere consapevoli è necessario saper vivere pienamente il presente ed essere presenti in ogni attimo della propria vita.

4. Diminuisce la mia responsabilità personale?

Essere gli unici responsabili di ciò che ci succede può spaventare a volte, eppure solo così potremo intervenire concretamente nella nostra vita per trasformarla in ciò che desideriamo. Chi è consapevole della propria responsabilità personale e del legame causale tra ciò che accade e le sue azioni, sa bene che non esistono errori da evitare, ma solo lezioni da imparare.

Queste domande sono adatte ad ogni circostanza della nostra quotidianità: possono aiutarci quando dobbiamo prendere un’importante decisione professionale, quando ci troviamo all’inizio di una nuova relazione, se attraversiamo una crisi professionale o, più semplicemente, per verificare periodicamente il nostro stato di benessere.

Per scoprire come usare queste domande per far emergere le tue potenzialità nascoste e decodificare e ricodificare te stesso, partecipa al nuovo tour di Daniel Lumera Il codice della realtà, realizzato in esclusiva per Life Strategies.

Prenotando subito un posto nella città a te più vicina, potrai ascoltare dal vivo Daniel Lumera, esercitarti insieme a lui per risvegliare la tua consapevolezza e sviluppare la tua intuizione ed applicare i metodi per far succedere ciò che vuoi. Clicca qui per tutti i dettagli!

Il codice della realtà Daniel Limera - Life Strategies

Come interpretare il linguaggio dell’Inconscio

“Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino.”

Questo affermava il celebre psichiatra e psicoanalista Carl Gustav Jung, ponendo l’inconscio al centro delle sue ricerche.

L’inconscio raccoglie le attività mentali che fuggono al nostro controllo. Sembra incredibile, eppure spesso, alla base delle nostre azioni, vi sono pensieri, emozioni, istinti e comportamenti dei quali non siamo consapevoli.

Comprendere l’inconscio non è semplice: nonostante molti studiosi abbiano cercato di interpretarne il linguaggio, questo argomento rimane un campo tutto da esplorare.

Oggi, in particolare, è la dimensione onirica ad attirare l’attenzione degli esperti. A partire da L’interpretazione dei sogni di Freud, i sogni hanno smesso di essere considerati semplicemente come il risultato caotico di attività cerebrali casuali, e sono diventati strumenti per indagare i lati più nascosti della nostra mente.

La questione è ancora molto dibattuta: secondo un gruppo di ricercatori dell’Università Claude Bernard di Lione, la funzione dei sogni è consolidare la memoria delle esperienze vissute nella giornata. Per altri, tra cui Matthew Walker, i sogni permettono di elaborare le informazioni senza ansia, traendone gli insegnamenti necessari per affrontare le situazioni quotidiane.
Nulla a che vedere, quindi, con l’interpretazione dell’inconscio di cui parlavano Freud e Jung.

Dobbiamo quindi rassegnarci all’idea che alcuni meccanismi e risorse della nostra psiche resteranno per sempre un mistero? Secondo il ricercatore, docente e scrittore Daniel Lumera, il modo per penetrare ed esprimere tutte le nostre potenzialità non solo esiste, ma è alla portata di ciascuno di noi.

consapevolezza

 

Il Codice e il linguaggio simbolico dell’Inconscio

Considerato un riferimento a livello internazionale nelle scienze del benessere e negli studi sulla consapevolezza, Lumera è stato l’unico ricercatore italiano selezionato nel 2013 per pubblicare nel Report Mondiale sull’Educazione Superiore della Global University Network for Innovation dell’UNESCO.

Tra le sue scoperte, una delle più affascinanti è quella dei codici che determinano il nostro modo di pensare e agire, offrendoci una sorprendente chiave di lettura della stretta relazione tra inconscio e consapevolezza.

Con il termine “codice” Lumera identifica una serie di informazioni molto diverse tra loro: alcune sono acquisite direttamente dalle esperienze quotidiane (ad esempio, l’informazione “sono competente nel mio lavoro”, che deriva dai risultati delle proprie attività), altre vengono apprese in modo indiretto dall’ambiente familiare e sociale in cui viviamo (ad esempio, l’informazione “solo la fatica può portare al successo”, legata al contesto circostante).
Perciò, il codice ha a che fare sia con ciò che ci accade quotidianamente, sia con le nostre relazioni e con la nostra storia.

Ognuna di queste informazioni ha un legame causale con i nostri comportamenti e con ciò che avviene nella nostra vita, anche se non ce ne rendiamo conto.
Prendiamo, ad esempio, le informazioni “io valgo” e “io non valgo abbastanza”: pur trattandosi di giudizi contrastanti, essi possono coesistere nella nostra mente. Il nodo cruciale è che solo uno di questi sarà la vera causa di ciò che ci succede giorno dopo giorno. Per capire quale sia, bisogna scavare nei più profondi livelli della nostra coscienza, perché non basta ripetersi razionalmente “io valgo” per inserire nella mente questa informazione se, in realtà, si è convinti di non valere abbastanza.

Per analizzare i nostri codici, perciò, dobbiamo interpretare il linguaggio simbolico dell’inconscio da cui sono costituiti: così potremo non solo decodificare noi stessi e la nostra vita, ma anche ricodificare le informazioni che ci allontanano dal benessere e dal successo, creando quelle giuste per prendere il controllo del nostro destino.

 

Interpretare il Codice

Il codice non ci determina solo dal punto di vista mentale, ma anche biologico, emozionale ed energetico, in quanto attraversa tutti i livelli della nostra coscienza, da quello più superficiale a quello più profondo. Ecco perché, per interpretare il codice, sono necessari diversi passaggi, attraverso cui addentrarci sempre più nel linguaggio simbolico dell’inconscio. Questi passaggi prevedono:

  •  la consapevolezza dei nostri meccanismi mentali
  • la visualizzazione creativa
  • la respirazione, capace di influire sia sulla nostra mente, sia sul nostro stato emozionale
  • il risveglio dell’intuizione
  • l’esercizio della meditazione.

Si tratta di un percorso di crescita personale a tutto tondo, che va ben oltre l’esplorazione psicologica ed agisce ad ogni livello del nostro essere. Ecco perché solo compiendolo in prima persona se ne possono trarre i massimi benefici!

Per vivere direttamente questa esperienza di autentica trasformazione insieme a Daniel Lumera, partecipa al suo tour Il Codice della realtà, realizzato in esclusiva per Life Strategies.

Il tour lo porterà in diverse città d’Italia a partire da Febbraio 2018: scopri subito la tappa più vicina a te e contattaci per saperne di più!Il codice della realtà Daniel Limera - Life Strategies

Come usare le 5 Intelligenze per Realizzare te stesso

Era il 1982 quando i cinema di tutto il mondo proiettavano Blade Runner, film di fantascienza diventato un cult, le cui vicende avveniristiche sono ambientate nel 2019.  La trama si svolge in un futuro distopico: la Terra è invivibile a causa di inquinamento e sovraffollamento e la tecnologia è talmente avanzata da aver prodotto dei robot identici agli esseri umani, ma dotati di maggiori abilità intellettuali e forza fisica.

Oltre alla spettacolarità degli effetti speciali, il film è stato reso celebre anche dalla complessità e dall’attualità dei temi trattati. Se confrontiamo il pianeta Terra del 2019 immaginato dal regista Ridley Scott con quello in cui effettivamente vivremo tra poco più di un anno, possiamo individuare diverse analogie. Prima fra tutte, il sorprendente sviluppo nella produzione di robot che non siano solo efficienti, ma anche “familiari”.

Basti pensare che fino ad alcuni mesi fa, al Vitra design museum di Weil am Rhein, in Germania, si teneva la mostra Hello, Robot. Design between Human and Machine, dedicata alle ultime innovazioni della robotica. Già il nome dell’esposizione (“Ciao, robot. Design tra l’uomo e la macchina”) fa riflettere sui traguardi raggiunti dall’Intelligenza Artificiale. Un esempio concreto del futuro verso cui ci avviciniamo è ElliQ, robot studiato per fornire assistenza agli anziani e per mantenerli attivi, arricchendo la loro vita e riducendo il senso di solitudine di cui molti soffrono. L’idea di avere un robot come amico è già realtà e sta bussando alla nostra porta.

L’Intelligenza Artificiale

Il termine I.A. (Intelligenza Artificiale) identifica la capacità di una macchina di ricreare le funzioni intellettive tipiche della mente umana. Il nostro rapporto con l’I.A. non è a senso unico: l’interazione tra queste due intelligenze è reciproca e costante, come dimostra, ad esempio, il progetto delle auto con guida autonoma, che cambierà totalmente le nostre abitudini e che sta sollevando domande quali: “come dovrebbe comportarsi l’I.A. dell’auto se, in caso di incidente inevitabile, dovesse scegliere tra la sopravvivenza dei passeggeri e quella degli altri?”.

La centralità dell’I.A. nella nostra vita quotidiana è confermata anche dagli studi di Daniel Lumera, ricercatore e docente universitario considerato un riferimento a livello internazionale per quanto riguarda le scienze del benessere, il quale la include tra le 5 Intelligenze che ci permettono di raggiungere l’autentica consapevolezza di noi stessi e di vivere pienamente la nostra esistenza.

Secondo Lumera, l’Intelligenza Artificiale è affiancata da Intelligenza Biologica, Intelligenza Emotiva, Intelligenza Mentale e Intelligenza Spirituale. Vediamo insieme cosa sono e come svilupparle attraverso alcuni test ed esercizi da lui stesso ideati.

L’Intelligenza Biologica

L’intelligenza Biologica corrisponde al “saper fare” e abbraccia sia le nostre abilità manuali e fisiche, grazie a cui abbiamo creato il mondo che conosciamo, sia la capacità del nostro corpo di adattarsi alle circostanze esterne. Pensiamo, ad esempio, alla gestione dello stress, alla resilienza, alla risposta immunitaria e agli altri meccanismi biologici che ci permettono non solo di sopravvivere, ma di superare con successo crisi e difficoltà.

Intelligenza Biologica

 

L’Intelligenza Emotiva

L’Intelligenza Emotiva corrisponde al “saper sentire”, cioè alla capacità di riconoscere, manifestare, gestire e guidare tanto le proprie emozioni, quanto quelle degli altri.

Secondo Lumera, alla base dell’Intelligenza Emotiva vi è la consapevolezza che non sono gli eventi esterni a determinare la nostra vita, bensì noi stessi, con le nostre scelte quotidiane. Siamo noi a scegliere se lasciarci bloccare dalle emozioni negative, come la collera e la paura, o se trasformarle in risorse con cui disegnare il destino che vogliamo. Ogni emozione rivela un aspetto di noi da sviluppare: basta comprendere quale sia e in che modo agire per farne un punto di forza.
Ad esempio, la collera può essere trasformata in determinazione una volta liberi dalla sensazione di impotenza che la causa, mentre la paura può diventare amore se impariamo ad accettarla, senza scappare.

Intelligenza Emotiva

 

 

L’Intelligenza Mentale

L’Intelligenza Mentale è legata al “saper pensare”. La maggior parte delle persone crede che una mente attiva sia costantemente affollata da pensieri logici e ragionamenti, ma questo in realtà non fa che generare confusione e distogliere la nostra attenzione da ciò che è davvero importante per noi.
Prerogativa fondamentale per pensare in modo chiaro e ordinato è il silenzio mentale, uno stato di concentrazione e ascolto profondo durante cui la nostra mente si svuota, superando i limiti e facendo spazio a nuove idee, intuizioni e atti creativi per esprimere il nostro vero essere.

Un esercizio per sviluppare la capacità di praticare il silenzio mentale è la camminata del silenzio: passeggiamo per circa 30 minuti nella natura evitando di fare qualsiasi tipo di rumore. Dai passi, alla respirazione, allo struscio degli abiti, tutto deve essere compiuto nel maggior silenzio possibile, con estrema concentrazione e attenzione nei movimenti. Al termine, restiamo seduti in ascolto dei rumori intorno a noi, finché non saremo pronti a rialzarci.

Intelligenza Mentale

 

L’Intelligenza Spirituale

L’Intelligenza Spirituale agisce sul nostro “saper essere” mettendoci in contatto con lo scopo e il proposito consapevole della nostra vita.

Seguire ciò in cui si crede senza paura, rimanere fedeli ai propri autentici valori, coltivare ogni giorno la motivazione, tener conto dell’interconnessione tra il proprio benessere e quello altrui, rendersi conto che tutto ciò che viviamo e che proviamo ha origine dentro di noi: queste sono le capacità a cui l’Intelligenza Spirituale dà accesso e che permettono di determinare il corso del proprio destino in maniera responsabile.

Nessuna di queste può però essere raggiunta senza lo sviluppo delle altre 4 Intelligenze: ciascuna di loro ha un ruolo fondamentale nel nostro benessere, secondo un sistema strettamente interconnesso.

I test qui proposti sono strumenti ideati dallo scrittore e studioso Daniel Lumera nel corso delle sue ricerche sulla consapevolezza e ti aiuteranno a valutare il livello delle tue 5 Intelligenze.
Per proseguire insieme a lui in questo percorso di crescita personale e sollevare il velo sotto cui si nascondono i misteri del nostro destino e la vera essenza del reale, clicca qui.

Troverai maggiori informazioni sul tour di Lumera Il codice della realtà, realizzato in esclusiva per Life Strategies. Scegli in quale città partecipare per scoprire come trasformare il tuo destino da una serie di eventi casuali in un cammino di scelte consapevoli, fino alla piena realizzazione di te stesso!

Il codice della realtà Daniel Limera - Life Strategies

Emozioni e Consapevolezza: il nostro weekend con Bruce Lipton e Gregg Braden

“Siamo divini e dobbiamo vivere non in base alla sopravvivenza del più forte, ma in un modo che sostenga tutti e tutto su questo pianeta.”
Bruce Lipton

Questo è solo uno dei preziosi insegnamenti che lo scorso weekend, a Milano, hanno illuminato le nostre menti e colmato di emozione i nostri cuori.

Sabato 28 e domenica 29 Ottobre, la città di Milano ha ospitato uno degli eventi di crescita personale più attesi dell’anno, trasformandosi nel punto d’incontro per oltre mille persone provenienti da ogni angolo del globo, unite dallo stesso desiderio di essere più consapevoli di sé, delle proprie potenzialità e dei metodi per rendere il mondo un luogo in cui tutti possano esprimersi e realizzarsi a pieno, senza limiti né paure.

I celebri scienziati Bruce Lipton e Gregg Braden, autorità internazionali per quanto concerne lo stretto legame tra biologia e comportamento, tra DNA e ambiente, tra cuore e mente, ci hanno regalato due giornate incredibili, che resteranno impresse tanto nei nostri ricordi, quanto nei nostri animi.

Insieme a loro abbiamo potuto ascoltare rivelazioni sorprendenti e fare esperienza diretta delle loro scoperte, vivendo in prima persona sensazioni che hanno arricchito le nostre coscienze e che ci hanno reso più aperti, accoglienti, resilienti ma soprattutto pronti ad affrontare ogni momento della nostra quotidianità da una prospettiva totalmente nuova.

bruce lipton gregg braden

 

L’evento si è aperto con Gregg Braden, che ha condiviso i risultati delle sue ricerche per renderci capaci di rispondere a una domanda fondamentale: come possiamo superare il caos che ci circonda ogni giorno e raggiungere un ordine superiore, grazie a cui dare inizio ad un nuovo capitolo della storia umana?

Cambiamenti del clima e dei ritmi naturali, crisi politiche ed economiche, conflitti: ognuno di questi elementi assume un ruolo preciso nella fase storica attuale, e Braden ci ha mostrato non solo qual è il percorso davanti a noi, ma anche come possiamo agire per trovare le soluzioni ed andare oltre tutto questo. “Perché le soluzioni esistono: dobbiamo soltanto rendercene conto e applicarle”, ha spiegato Braden, che per gran parte della sua vita ha esplorato le zone più remote del globo per entrare in contatto con le civiltà che custodiscono saperi antichissimi, recuperandoli.

bruce lipton gregg braden

 

Un weekend in cui sono stati approfonditi non solo i segreti delle culture antiche, ma anche i misteri della biologia e dell’evoluzione.

Questo, in particolare, è stato l’argomento principale degli interventi di Bruce Lipton, il quale, attraverso vari studi scientifici, ha messo in discussione i limiti dettati dal materialismo moderno e ampliato i nostri orizzonti ben oltre questi confini. “Siamo collegati energicamente a tutto ciò che ci circonda. Smettiamo di credere che i processi fisiologici seguano i principi della meccanica newtoniana. Non siamo vittime della genetica” ha dichiarato Lipton, ribadendo il ruolo centrale dell’energia in ogni più piccola componente sia di noi stessi, che del mondo circostante.

bruce lipton gregg braden

Oltre ad averci reso partecipi di scoperte fondamentali per vivere al meglio la nostra quotidianità, i due studiosi ci hanno anche permesso di fare esperienza diretta dei metodi per armonizzare cuore e mente attraverso esercizi di gruppo e dimostrazioni pratiche sul palco, allo scopo di raggiungere un vero stato di benessere e sviluppare la consapevolezza di noi stessi.

Ognuno di questi momenti ha contribuito a creare l’atmosfera unica che ha reso queste due giornate indimenticabili, in un continuo scambio di emozioni alimentate anche dalle esibizioni di Emiliano Toso, musicista compositore e biologo cellulare che, con la sua Translational Music, ha aiutato i partecipanti ad esprimere le proprie sensazioni più profonde e ritrovare benessere fisico, emozionale e spirituale.

bruce lipton gregg braden

 

Non eri presente a questo attesissimo appuntamento?

Allora continua a seguirci per scoprire le grandi sorprese che Life Strategies ha in serbo per te nel corso del 2018 e preparati a vivere insieme a noi molte altre emozioni in grado di trasformare la tua vita!

Nel frattempo, guarda questo video per avere un assaggio di ciò che abbiamo condiviso nel weekend con Bruce Lipton e Gregg Braden. Ci vediamo al prossimo corso e… buona visione!