“Fare la cosa giusta”
o “fare una cosa e basta”?
Lo stress di fare la scelta giusta
(II parte)

Decisioni

Come e in che modo scegliamo? Allora, dove eravamo rimasti? Ecco la seconda parte dell’articolo “Fare la cosa giusta o fare una cosa e basta? Lo stress di fare la scelta giusta”.
Se ti sei perso la prima parte, puoi leggerlo qui.

Può essere utile questo metodo: classifica i seguenti 5 elementi da 1 a 5 (1 = fortemente in disaccordo, 5 = molto d’accordo). Quindi, somma il tuo punteggio (su un totale di 25).

  1. Non mi dispiace fare le cose anche se richiedono uno sforzo extra
  2. Sono un “dipendente del lavoro”
  3. Mi sento eccitato appena prima di raggiungere un obiettivo
  4. Mi piace fare le cose attivamente, più che guardare e osservare
  5. Quando svolgo un compito, ho già in mente il successivo.

Ora, applica lo stesso metodo alle 5 asserzioni seguenti:

  1. Passo molto tempo a fare l’inventario delle mie caratteristiche positive e negative
  2. Sono molto autocritico e consapevole di ciò che dico
  3. Spesso penso che le scelte e le decisioni degli altri siano sbagliate
  4. Critico spesso il lavoro svolto da me stesso e da altri
  5. Quando incontro una nuova persona, di solito la valuto da diversi punti di vista (ad es. aspetto, risultati, status, stile e abbigliamento).

Una volta conteggiati i punteggi per entrambe le sezioni, confrontali. Se il tuo punteggio per i primi 5 è più vicino a 25 rispetto al tuo punteggio per gli ultimi 5, allora probabilmente tenderai ad essere maggiormente un locomotore quando si tratta di prendere decisioni. Se, invece, sei più vicino al numero 25 nella seconda parte, probabilmente sei più un valutatore.

2. Valuta la situazione in cui ti trovi

Per determinare quale stile decisionale utilizzare, devi prima valutare il tipo di decisione che stai prendendo. Le decisioni ad alto rischio sono quelle prese meglio utilizzando un orientamento alla valutazione. Al contrario, le decisioni con posta in gioco bassa vengono affrontate meglio utilizzando un orientamento alla locomozione.

Una decisione ad alto rischio è definita dal fatto che:

  • Prevede una risposta unica e definita sì/no
  • Ha una linea chiara tra giusto e sbagliato
  • Può portare a conseguenze immediate per te stesso e per gli altri se viene presa in modo scorretto.

Una decisione a basso rischio:

  • Non ha conseguenze significative o pubbliche
  • Incide più sull’individuo che sugli altri
  • Non prevede una scelta sì/no.

3. Personalizza lo stile decisionale in base alle tue esigenze

Una volta che hai capito che tipo di decisione stai per prendere, è il momento di modificare il tuo stile decisionale per adattarlo alla situazione. Ricorda che per una decisione con posta in gioco bassa (o senza posta in gioco) è preferibile il processo decisionale della locomotiva, mentre una situazione di alta posta in gioco è gestita meglio utilizzando la valutazione.

Articolo di Nick Hobson, Ph.D., Leandra McIntosh e Maryam Marashi

Fonte: https://www.psychologytoday.com/us/blog/ritual-and-the-brain/201907/the-stress-making-the-right-choice

 

I nuovi fondamenti delle decisioni

Scegliere non è facile. Prendere decisioni fa parte della bellezza e della difficoltà della vita. Cambiano gli approcci, ma le scelte sono anche in balia di bias cognitivi.

Lo abbiamo visto negli articoli precedenti (puoi leggerli qui): è difficile scegliere con lucidità emotiva, senza pregiudizi, preconcetti e senza timori, poiché sono davvero tanti i meccanismi – inconsci o meno – che entrano in gioco e che incidono effettivamente sul processo decisionale.

Neuroscienziati, psicologi e studiosi di tutto il mondo, attraverso i loro studi, hanno individuato fattori, componenti, fenomeni, capacità che influiscono sulle nostre decisioni, da quelle piccole e banali a quelle che cambiano la vita.

Ogni studio ha un filo conduttore: la necessità di bilanciare le forze apparentemente antitetiche dell’emozione e della razionalità. Perciò è bene prendere consapevolezza di ciò che la scienza, soprattutto con i recenti sviluppi, ci insegna, perché ci consente di avere uno sguardo su come funziona la nostra mente.

Dall’altro lato, e tu che hai la passione della crescita personale lo sai bene, avvertiamo il bisogno di abbracciare una visione più ampia, che punti i riflettori sulla nostra anima, sul nostro Io più profondo e sul nostro spirito. È per questo che abbiamo scelto di affidarci al filologo Igor Sibaldi, esperto conoscitore della psicologia del profondo, che da anni approfondisce le aree extratemporali della mente: le sue intuizioni e i suoi studi ci offrono da sempre uno spaccato di vita fuori dagli schemi. Quando Igor racconta di limiti, di orizzonti inesplorati e ci illustra la realtà attraverso l’esplorazione etimologica delle parole, capiamo subito di cosa sta parlando, come se sapesse perfettamente cosa proviamo.

Igor ci mostrerà le tecniche che ci aiutano ad avere accesso immediato alle potenzialità della mente, dell’immaginazione e dei desideri. E lo farà in occasione del prossimo corso che puoi scoprire cliccando qui!

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