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Avi guerrieri

Avi guerrieri: l’evocazione dei Batori

Nella nostra grande imago: gli vi guerrieri

Quante volte capita di incontrare fiori, foglie, piante che ci fanno pensare a qualcuno in particolare? In realtà, secondo la psicologa e antropologa Selene Calloni Williams, non incontriamo mai delle piante a caso, perché il caso non esiste. Ne immaginiamo l’esistenza a causa della “nostra ignoranza riguardo alle leggi per le quali accadono le cose.” Le piante che incontriamo sono proprio quei gioielli che abbiamo incastonato nella nostra grande imago.

Cos’è la grande “imago”? È l’immagine di tutta la nostra vita e ha due caratteristiche fondamentali: la simultaneità e la medesimezza. Tutta la nostra vita accade nell’attimo presente, ma la nostra mente la filtra a poco a poco e crea la sensazione del tempo: del prima, del dopo, del mentre. L’imago si forma prima del concepimento tramite i venti del karma e coincide con il ricordo dei nostri attaccamenti, delle nostre paure, della resistenza all’amore e così via, che devono essere riconosciuti e superati.

Gli avi guerrieri: potenti custodi dell’ideale

L’anima è qui perché ha uno scopo, una missione. Questa missione si manifesta come un ideale nella visione dell’essere umano. L’ideale è ciò per cui vale la pena vivere, è ciò che al mattino, quando apri gli occhi, ti fa sentire entusiasta di affrontare la giornata che hai davanti.

Gli eventi, infatti, non accadono perché hanno dei precedenti che li producono, ma perché hanno un fine. È il fine che determina gli eventi.

Il tuo ideale disegna il tuo corpo, i tuoi mezzi, il tuo carattere, l’epoca storica nella quale ti sei incarnato, il tuo retroterra geografico e culturale, il luogo dove sei nato e cresciuto e la gente che hai frequentato. Il tuo ideale disegna per te le cosiddette 10 immagini fondamento: madre, padre fratello maggiore, fratello minore, sorella maggiore, sorella minore, figlio, figlia, compagno, compagna. Tutto è stato plasmato nel modo migliore affinché la tua missione possa compiersi, ma se tu non lo vedi tutto diventa un problema. Se non percepisci il tuo ideale e non ti lasci pervadere dalla sua forza, allora filtri le immagini della tua vita attraverso le categorie della mente: bene, male, vero falso, giusto, sbagliato, uscendo dallo stato di coscienza non-duale nel quale l’esperienza dell’ideale – in quanto esperienza di totale rapimento, di pura estasi, di piena adesione, dedizione e superamento della paura, di trascendenza di sé, di bellezza e amore – ti consente di esistere.

Insomma è il tuo ideale che ha modellato tutti gli elementi più importanti della tua vita, se non sei in contatto con il tuo ideale non puoi comprendere gli avvenimenti della tua vita, li combatti, ti sembrano ingiusti, non sono ciò che vuoi, e allora soffri.

Armonizzarti con il tuo ideale cambia tutta la tua vita, il tuo presente, il tuo futuro e il tuo passato, cambia persino tua madre, tuo padre e tutti i tuoi avi.

Gli avi sono potenti custodi dell’ideale, in particolare coloro che nello sciamanismo altaico e siberiano sono chiamati i “Batori”, gli “avi guerrieri”. Essi sono potenti custodi e difensori dell’ideale.
Selene Calloni Williams

Nella tradizione dello sciamanismo buriato, religione incentrata sulla natura e sul rapporto armonico che l’uomo ha con questa, i Batori sono contemporaneamente gli avi guerrieri e forze psichiche potentissime insite nel nostro Io. Questi antenati hanno un profondo legame con le piante tanto che, a volte, li si può riconoscere mentre si incontrano fra loro all’interno degli elementi naturali.

“Una psicologia naturale si fonda sulla conoscenza istintiva, delle energie invisibili che dominano la natura e la psiche umana. Una psicologia della felicità non mira a creare modelli per domare la natura e per sfruttare il mondo esterno, bensì tende a portare alla luce ciò che assilla l’uomo, a scoprire ciò che inganna la sua vera natura e a rivelare il suo Sé interiore.”
Selene Calloni Williams

Avi guerrieri: il karma positivo

Nella nostra vita è presente anche un karma positivo: è vero, non interviene a modellare le numerose difficoltà che incontriamo e che dobbiamo riconoscere e superare per ritrovare l’unità, ma plasma gli alleati e le grandi forze che ci aiutano in questo compito, ovvero i nostri avi.

Ogni qual volta che incontriamo un albero, uno qualsiasi, o un fiore, un cespuglio dobbiamo riconoscere in esso il nostro karma positivo, perché tutti gli elementi di natura incontrati nel corso della nostra vita sono potenti alleati. Tra tutti questi ci sono gli avi guerrieri. E come li riconosco? Non c’è un come ma è una questione di sensazione e sentimento.  Attraverso dei processi evocativi riesci a incontrare antenati o a conoscere quelli che non hai mai conosciuto. L’evocazione dei Batori, infatti, è un rito di guarigione sciamanica che scioglie la paura profonda inconscia e mostra la strada verso la libertà.

Conoscere a fondo il passato è la strada per conoscere e riconoscere il presente, per creare un futuro meraviglioso: passato e futuro sono gli specchi del nostro presente. Nella cultura contemporanea, come sostiene Selene, è andata persa questa visione del tempo e “senza coscientemente pacificare, in termini sciamanici, il passato, il futuro sarà sempre limitato”: puoi cambiare il tuo futuro nella maniera in cui riesci a cambiare il tuo passato. Non mettendoli in relazione, cammineremo sempre su un binario estremamente ristretto e saremo prevedibili, misurabili e facilmente governabili.

Dagli Avi guerrieri alla perdita del rito

Di fronte alle difficoltà che ci si palesano non pensiamo “Perché mi accade tutto questo? Non riuscirò a superarlo” ma piuttosto diciamo a noi stessi, al nostro io: “Guarda i miei avi Batori, i miei guerrieri, che si stanno cimentando”. Dovremmo evocarli e con la loro forza e il loro appoggio accettare la sfida e vincerla. Se i nostri avi guerrieri sono con noi, non potremo non farcela: la grande imago è strutturata proprio in modo tale che ogni difficoltà contenga anche le risorse per superarla. Nel mondo odierno, con la perdita del potere del rito si è perso anche il potere di richiamare e risvegliare gli avi guerrieri. Perciò, per non essere succubi in queste circostanze, è necessario recuperare il rito.

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