7 vizi capitali: quello che forse ancora non sai

vizi

Ognuno di noi conosce i 7 vizi capitali, ma è facile cadere in interpretazioni stereotipate e in visioni errate a causa degli strascichi culturali. In questo articolo abbiamo voluto parlare dei 7 vizi capitali sotto una luce nuova, offrendo la visione affascinante dello scrittore, saggista e filologo Igor Sibaldi. Vediamoli insieme:

L’invidia

Siamo abituati a pensare che l’invidia sia solo riconducibile al dispiacere verso qualcosa che non abbiamo o verso qualcosa che vorremmo (desiderare la roba d’altri); uno stato d’animo simile all’astio nei confronti dei successi altrui.

Per Igor Sibaldi, questo sentimento ha una connotazione ancora più negativa, perché ha a che fare con il desiderare ciò che desiderano gli altri e non ciò che desideriamo noi. Il termine viene da in-videre, vale a dire: “guardare nel guardare altrui” o anche: “non riuscire a guardare (da soli)”.

  • Diffusione dell’invidia.  C’è un altissima percentuale di persone invidiose. Questo perché siamo abituati, fin da piccoli, al paragone con gli altri. La pubblicità ha contribuito enormemente alla distorsione di avere gli altri come esempio per la nostra vita.
  • Conseguenza dell’invidia. L’invidia può condurre a un asservimento, consapevole o inconsapevole. Chi è invidioso cede al conformismo, alla perdita di identità. Ha sempre paura di dire, pensare, sentire cose originali.
  • Come uscirne. Bisogna essere se stessi. Rimanere fedeli alla propria personalità è una cosa veramente semplice in realtà, basta iniziare. Poi, come secondo step, occorre smettere di essere se stessi. Non accontentarsi, ma migliorarsi, diventare di più. In questo modo si può sorprendere tutti.

L’ira

Il vizio dell’ira è la diretta conseguenza dell’avere (o pensare di avere) ragione. Chi crede di avere ragione chiude il suo campo visivo. Il motivo? Se si guardasse intorno, potrebbe rischiare di avere dei dubbi e scoprire di essere nel torto. Ecco allora che l’iracondo, per proteggere la propria chiusura, si irrita, alza la voce per non sentire, aggredisce e odia.

  • Diffusione dell’ira. L’ira è stata a lungo il vizio principale dell’Occidente. L’idea di aver ragione prevaleva (e prevale spesso ancora oggi) su tutto.
  • Conseguenze dell’ira. L’iracondo può diventare ottuso ed essere lacerato dai rancori, in seguito a rimorsi e rimpianti.
  • Come uscirne.  Si può provare, per esempio ogni volta che si sostiene un’idea a chiedere all’interlocutore: “E tu cosa pensi?”. La domanda può essere fatta in nome della semplice curiosità. È importante far propria questa abitudine.

La lussuria

Questo vizio ha a che fare con il guardare qualcuno (ma anche se stessi) e non vedere altro che il corpo. All’inizio dà sollievo, poiché fermarci allo “strato superficiale”, al mero aspetto fisico, è un’azione meno rischiosa e complicata rispetto all’indagine e alla scoperta della personalità.

  • Diffusione della lussuria. La lussuria è un passaggio quasi inevitabile durante l’adolescenza. Il problema si pone quando ci ricaschi in età adulta e ti convinci di essere “ancora un ragazzino o una ragazzina”, vantandotene.
  • Conseguenze della lussuria. Il lussurioso può diventare insensibile ed egocentrico. Rischia la solitudine e una sottile disperazione. Il più delle volte, tende a banalizzare e a minimizzare tutto, per non accorgersi della sua insensibilità e del suo egocentrismo.
  • Come uscirne. Desiderando di più. Desiderare con la D maiuscola significa volere qualcuno interamente. “Chi desidera realmente qualcuno, desidera anche la sua anima, il suo passato, il suo futuro, i suoi segreti, tutto”, dice Sibaldi.

L’accidia

Il termine è di origine greca: è il contrario di “kedos” (ἀ, alfa privativo, che vuol dire “senza” + κῆδος, che significa “prendersi cura”, “interessarsi”). Accidia è “non importarti più di nulla”. Succede quando le preoccupazioni ti hanno così tanto stancato che non hai più nessuna reazione: non riesci più né a gioire, né ad indignarti, né a fidarti di nessuno. Non ti va più.  Sei indolente.

  • Diffusione dell’accidia. Fortunatamente questo vizio non è diffusissimo. Per la maggior parte delle persone, l’accidia capita ogni tanto, a seconda delle giornate. Tuttavia, avere a che fare con un accidioso comporta sempre un calo di energia.
  • Conseguenze dell’accidia. Per l’accidioso nessuna! Molto spesso chi ha questo vizio si percepisce come una persona normale, anzi intelligente, molto probabilmente perché crede che nulla lo intacchi. C’è un però: “La vita passa e loro non la vivono”.
  • Come uscirne. La chiave risiede nella fiducia. Fidarsi è meglio di non fidarsi mai. Per Sibaldi: “Le persone di buon senso si lasciano scoraggiare dalle delusioni. Le persone buone, no”.

La gola

Non si tratta solo di avidità nei confronti del cibo, come siamo soliti pensare. Dietro a questo vizio, per Igor Sibaldi, si cela molto di più: è il non sapere più cosa piace e cosa no. Il senso del dovere contribuisce non poco: fin da piccoli ci viene detto cosa dobbiamo mangiare o bere, cosa non dobbiamo mangiare o bere.

Ti dicono che devi mangiare o bere perché questo fa bene, e che non devi mangiare o bere perché questo è sbagliato. Tu obbedisci e non ricordi più i tuoi gusti e finisce che non sei più tu: sei solo quello che bisogna essere secondo qualcun altro.

  • Diffusione della gola. Enorme, dato che ogni civiltà impone certi gusti e ne vieta altri, solo perché sono altrui.
  • Conseguenze della gola. L’insoddisfazione perenne è la prima ripercussione di questo vizio. Chi è goloso può diventare ipocrita e rischia di provare diffidenza verso se stesso (concetto che si riallaccia ai sensi di colpa passati).
  • Come uscirne. Venirne fuori è semplice e difficile allo stesso tempo. Occorre chiedersi “Ma a me che cosa piace?”. Per tante, troppe persone questa domanda apparentemente banale è insopportabile: temono e hanno paura che se rispondessero si scatenerebbe una reazione a catena, un ciclo senza fine che finirebbe per cambiare tutto: lavoro, amici, città, partner, vita. E così, per sicurezza, decidono di vivere senza rispondere affatto.

La superbia

È il non voler mostrare i propri talenti perché tanto la gente non li merita. In realtà, solo se non fai sapere qual è il tuo valore, puoi illudere di valere moltissimo.

  • Diffusione della superbia. È un vizio frequente tra le persone colte, ma ancora più frequente tra le persone semi-colte.
  • Conseguenze della superbia. La superbia conduce a non agire, per paura. Questa paura si camuffa da vanità e da disprezzo per gli altri. Si prova anche un senso di costante frustrazione, mascherato da senso di superiorità. Nelle persone superbe risiede anche odio per chiunque crei qualcosa o per chiunque apprezzi una creazione.
  • Come uscirne. È molto difficile abbandonare questo vizio. Nella superbia albergano pigrizia e narcisismo, che sono tendenze facili e gratificanti. Bisogna faticare. In pochi davvero riescono in questa impresa, perché necessita un cambiamento di idea radicale su se stessi.”

L’avarizia

Non è solo taccagneria. Per Igor Sibaldi, l’avarizia è “il non voler dare” in generale, né agli altri né a se stessi. L’avaro, ad esempio, sostiene che non ha tempo. Invece ne ha, eccome, ma semplicemente vuole tenerlo da parte. È infatti convinto che il tempo si conservi, se non lo si spende, e che potrà utilizzarlo successivamente. Allo stesso modo, dice che non ha voglia, che non ha pazienza, e così via. La vita prosegue con questa convinzione; prima di morire può capitare di accorgersi di sbagliare, altre volte no.

  • Diffusione dell’avarizia. L’avarizia è uno di quei vizi che non sembrano così diffusi, invece è molto esteso. La vita è piena di ricchezze immense e spesso non si ha idea di quante esse siano, fino a che non si comincia a darle o a perderle. Il rischio è che anche tu che stai leggendo ora questo articolo sia più avaro di quanto creda.
  • Conseguenze dell’avarizia. L’avaro tende ad avere ossessioni di vario genere. Nel sottofondo degli animi, aleggia sempre la sensazione che il mondo sia pieno di tentazioni da cui tenersi lontani.
  • Come uscirne. Il segreto è accorgersi di una cosa: più si dà, più ci si accorge di avere. E questa è una cosa meravigliosa.

Hai mai pensato di ritrovarti in uno di questi vizi? Condividi la tua idea nei commenti!

Igor Sibaldi, i cui studi sono sempre in continuo aggiornamento, terrà numerosi corsi con noi, live e in streaming. Se sei interessato a saperne di più e a conoscere le modalità di partecipazione clicca qui!

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