Restare nel confine: perché nei conflitti perdiamo il punto (e come smettere di farlo)

Restare nel confine: perché nei conflitti perdiamo il punto (e come smettere di farlo)

A cura di Life Strategies

Quante volte ci è capitato di iniziare una discussione per una motivazione specifica e di ritrovarci, poco tempo dopo, a parlare di tutt’altro?
Magari di avvenimenti capitati anni fa o di uno scenario catastrofico che potrebbe accadere in futuro.
E, mentre il tempo scorre e noi ci perdiamo in elucubrazioni, il problema iniziale resta lì, irrisolto.

Secondo Giorgio Nardone, nei conflitti – che siano professionali, di coppia o quotidiani – raramente perdiamo perché “abbiamo torto”. Molto più spesso perdiamo perché usciamo dal confine.

Quando il conflitto smette di essere utile

Ogni negoziazione, anche la più informale, nasce da uno spazio delimitato: un tema, un bisogno, un disaccordo specifico. Quel confine è ciò che rende il confronto possibile.

Il problema nasce quando, sotto la pressione emotiva, iniziamo a debordare. Per esempio, quando:

  • tiriamo in ballo il passato per rafforzare la nostra posizione;
  • anticipiamo il futuro per difenderci da una paura;
  • allarghiamo il discorso per “spiegare meglio”, finendo per confondere;
  • cambiamo tema perché ci sentiamo messi all’angolo.

In quel momento, il conflitto smette di essere uno strumento di chiarimento e diventa una lotta di sopravvivenza emotiva.

Il presente è l’unico “campo di battaglia” utile

Nei conflitti più comuni – tra colleghi, partner, vicini di casa – il copione è quasi sempre lo stesso:
si parte da un comportamento nel presente e si finisce a discutere di identità, intenzioni e vecchie ferite.

Il risultato? Una delle parti si difende, l’altra attacca. Non si instaura un processo di ascolto attivo, né si crea il clima adatto a trovare una soluzione.

Restare nel confine significa invece fare una scelta controintuitiva ma potente: restare nel presente.

Quindi, non riflettere e speculare su ciò che è stato o su ciò sarà. Ma su ciò che sta accadendo ora e su cosa può essere fatto adesso per migliorare il dopo.

Parlare di più non significa capire meglio

C’è un altro modo, più sottile, di uscire dal confine: parlare troppo.

Quando un ragionamento si allunga, la mente crea connessioni continue. Ogni nuova idea sembra chiarire, ma in realtà complica e il messaggio perde forma e intenzioni iniziali.

Saper gestire un conflitto significa anche saper semplificare, privilegiando la chiarezza del messaggio all’abbondanza dei contenuti superflui.

Uscire dal confine come strategia

A volte lo sconfinamento non è casuale: viene usato per prendere tempo, cambiare terreno e abbassare la pressione. È una tattica frequente quando l’altra parte conduce bene il confronto e noi ci sentiamo in difficoltà.

Il problema è che queste manovre vengono riconosciute facilmente da chi ha esperienza, e spesso si trasformano in un boomerang.

Evitare il conflitto non lo risolve. Rimandarlo all’infinito non lo rende meno pericoloso, ma, al contrario, lo cronicizza.

Restare quando verrebbe voglia di fuggire

C’è una distinzione sottile ma fondamentale: ci si può allontanare da un conflitto solo quando si è in grado di starci.

Se si esce prima, si scappa. E ogni fuga lascia qualcosa di irrisolto, pronto a ripresentarsi.

Restare nel confine non significa irrigidirsi o vincere. Significa mantenere il focus, regolare le emozioni e orientare il confronto verso ciò che è davvero trasformabile.

Per questo è importante allenare la nostra capacità di non perdere il centro. Restare nel confine è una pratica di presenza, lucidità e responsabilità. Ed è su questo snodo nevralgico che si basa la differenza tra un conflitto che distrugge e uno che chiarisce.

Il cambiamento non avviene quando allarghiamo il campo, ma quando troviamo il coraggio di restare dove serve.

Giorgio Nardone, psicologo e psicoterapeuta, ha trattato con successo oltre 30.000 casi di pazienti affetti dalle più invalidanti forme di psicopatologia, sarà protagonista dei prossimi corsi di Life Strategies: scoprili, cliccando qui!

 

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