Ci viene detto spesso che la salute è un bene prezioso e che prendersene cura dovrebbe essere un’attività fondamentale di tutta la nostra vita, eppure conduciamo un’esistenza che la mette in pericolo ogni giorno, accettando di buon grado le regole imposte da una società che troppo spesso si occupa di curare il sintomo e non la causa dei nostri mali.

Negli ultimi anni la medicina ha fatto passi da gigante, debellando malattie apparentemente incurabili e migliorando l’aspettativa di vita di molta parte della popolazione mondiale.

Rimane tuttavia un cono d’ombra sulle modalità attraverso cui certe patologie si sviluppano, sul perché alcuni si ammalano ed altri no, su cosa determini certe guarigioni miracolose.

Diciamo pure che la scienza ha reso l’uomo più longevo, ma per invecchiare bene occorre possedere un insieme di conoscenze che permettano a ciascuno di ascoltare il proprio corpo, lavorare sulla propria anima, governare pensieri e comportamenti che possano aiutarlo a vivere in salute, ottenendo, tra le altre cose, di aggiungere felicità e saggezza agli anni.

Personalmente ho scelto di non accontentarmi. Prima di qualunque cosa voglio conoscere il funzionamento dei meccanismi che mi fanno essere in un certo modo, per scegliere come prendermi cura di me stessa. Lo faccio da molti anni, a dispetto delle convinzioni che alimentano la nostra vita, il più delle volte false e limitanti.

Da almeno un decennio la ricerca biologica ha avvalorato le intuizioni di un geniale scienziato, Bruce Lipton, e dato seguito alle sue teorie rivoluzionarie, definendo nuove prospettive di salute e benessere.

Bruce Lipton

Le idee che ha sostenuto e portato avanti, poggiano su valori nuovi e sostenibili, che val la pena conoscere, a prescindere dal percorso che si deciderà di intraprendere.

Le ricerche di Lipton dimostrano, in modo semplice e appassionato, che ciò in cui crediamo determina ciò che siamo. Non sarebbe dunque il DNA a determinare la nostra vita e la nostra salute, bensì il nostro pensiero, che, negativo o positivo che sia, quando è in armonia con il subconscio, è in grado modificare il comportamento dei nostri stessi geni.

Secondo Lipton, ogni cellula del nostro corpo è un’entità intelligente, dotata di intenzionalità e scopo, in grado di sopravvivere autonomamente. Le sue funzioni sarebbero modellate dall'interazione con l’ambiente e non dal codice genetico. A svolgere la funzione di “cervello” della cellula sarebbe la membrana.

Alcuni test eseguiti sulla stessa hanno reso possibile scoprire che, privata della membrana, la cellula muore, esattamente come accadrebbe a noi se ci fosse asportato il cervello.

Tale scoperta ha permesso a Lipton di elaborare teorie non sempre condivise dal mondo accademico, ciò nonostante importantissime e prese a riferimento da un gran numero di studiosi in tutto il mondo.

Non si tratta di coltivare semplicemente pensieri positivi. Chi vi dicesse che bastano quelli a curare il corpo direbbe una banalità sconcertante. Le ricerche di Lipton spiegano chiaramente che occorre qualcosa in più del “pensiero positivo” per assumere il controllo del nostro corpo e della nostra vita.

Sarebbe necessario “imprimere una direzione positiva alla nostra energia mentale, alimentando pensieri che favoriscano la vita ed eliminando quelli negativi che succhiano energia e ci debilitano”. La sfumatura, se colta, è evidente.

Il vero segreto della vita, secondo lo scienziato statunitense, “sta nella comprensione dei meccanismi biologici della membrana magica”, mediante i quali il nostro corpo traduce i segnali ambientali in comportamento.

“I suoi recettori funzionano come nano-antenne molecolari”, spiega, “sintonizzate su specifici segnali ambientali”. Alcuni si estendono dalla superficie verso l’interno della membrana cellulare per monitorare l’ambiente intracellulare, altri invece si estendono dalla superficie verso l’esterno per monitorare i segnali provenienti da fuori.

Il potenziale di queste scoperte è enorme. Chiunque vi entri in contatto riceve in dotazione le nozioni necessarie a vivere meglio.

Per questo Bruce Lipton è diventato oggetto dei miei/nostri studi. Con lui e con Gregg Braden, scrittore e conferenziere noto a livello internazionale per gli studi sulla creazione di un ponte tra scienza e spiritualità, abbiamo iniziato un percorso nel 2017, anno in cui li invitammo in Italia per parlare di “nuova consapevolezza”.

Bruce Lipton & Gregg Graden all'evento di Life Strategies "Verso una nuova consapevolezza" (2017)

L’evento fu straordinariamente partecipato, l’occasione unica per imparare ad utilizzare l’immenso potere che deriva dalle nostre credenze, curando quelle che in passato ci hanno limitato, identificando quelle che possono far regredire malattie del nostro corpo, scoprendo, infine, quelle che creano, nella nostra vita, rapporti durevoli e capaci di portarci pace e serenità.

 

Bruce Lipton e Gregg Braden con Sara Pagnanelli e Marcello Mancini, fondatori di Life Strategies

La loro esperienza di studiosi, rafforzata da una profonda amicizia, li ha portati di tanto in tanto a tenere seminari insieme. Il loro lavoro, complementare e innovativo, ha sfidato la scienza tradizionale, cambiandone i parametri fondamentali.

Sabato 7 e domenica 8 settembre 2019, insieme, torneranno in Italia, per partecipare ad un evento promosso da Life Strategies. A Roma, dove saranno per la prima volta, relazioneranno dinanzi ad oltre due mila persone provenienti da tutto il mondo, raccontando le loro più recenti scoperte sulla vita e sul potere che ciascuno di noi ha di cambiare il proprio destino, ottenendo di entrare in contatto con il linguaggio dell’universo.

Sono molto grata a Bruce e Gregg di averci scelto tra tante organizzazioni. La loro amicizia è stata ed è preziosa per me e tutto il gruppo, che non a caso ha accolto con entusiasmo l’invito a replicare nel 2019.

Si tratta della continuazione di un percorso di conoscenza che ormai trovo indispensabile. In un mondo che troppo spesso bolla come “genetico” ciò che non è in grado di essere spiegato, la consapevolezza che sia il pensiero e non i geni a controllare la nostra vita, apre scenari nuovi e incredibilmente interessanti.

Oggi molti concordano con le teorie di Lipton e sanno che se un uso appropriato della consapevolezza può ridare la salute ad un corpo malato, una gestione inconscia ed inappropriata delle emozioni può far ammalare un corpo sano. Ciò è talmente vero che anche la comunità scientifica ortodossa sta considerando il supporto psicologico e l’approccio positivo alla malattia parte integrante della cura a molti brutti morbi di questo secolo.

Mentre scrivo ripenso ad una frase che qualche giorno fa ho sentito pronunciare da un ragazzo malato di sclerosi multipla intervistato nel corso di un popolare show televisivo.

Alla giornalista che gli chiedeva come facesse ad andare avanti affrontando i disagi che la malattia, in stato avanzato, gli stava procurando, il giovane ha risposto:"ogni giorno abbiamo la possibilità di scegliere se svegliarci ed essere malati o svegliarci e vivere da protagonisti la nostra vita”.

Sabato 7 e domenica 8 settembre 2019, a Roma, faremo proprio questo! Impareremo in che modo l’ambiente può influenzare il comportamento delle cellule. Diverremo protagonisti della nostra vita e acquisiremo le conoscenze necessarie ad ottenere benessere, salute e felicità.

"Dove sei ora è il risultato di dove sei stato, ma dove vai dipende interamente da chi scegli di essere”, per cui non attendere troppo e scegli la via della consapevolezza.

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