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Come esprimere al meglio i tuoi desideri

Come esprimere al meglio i tuoi desideri con Igor Sibaldi

Come esprimere al meglio i tuoi desideri con la Tecnica dei 101 Desideri?

Molti sono interessati a dare inizio o a proseguire al meglio la notissima “Lista dei 101 desideri” di Igor Sibaldi. Altri si interrogano su quale sia il modo migliore, il metodo, per poter esprimere i propri desideri e vederli realizzati.

Ma come si compila questa lista?

Come si formulano i desideri che teniamo segreti nel nostro cuore?

Come fare al meglio questo esercizio sorprendente ed entusiasmante che Igor Sibaldi ha messo a nostra disposizione per farci raggiungere le nostre stelle?

E come mai alcuni desideri, durante questo percorso, non si realizzano?

Ecco una lista in 10 punti che spiega passo dopo passo come fare e che potremo portare con noi durante questo percorso sorprendente.

 

Il momento della preparazione

Il primo obiettivo è arrivare a scrivere, su un quaderno, rigorosamente a mano, 150 desideri. Niente paura, ci possono volere tanti giorni ma non dobbiamo né spaventarci, né farci prendere dall’ansia: è un percorso di lunga durata, che potrà accompagnarci anche per tutta la vita. Terminata la lista dei 150 desideri, dobbiamo sceglierne 101 che andranno trascritti rigorosamente a mano, su carta, in un altro quaderno apposito.

Successivamente, terminata la trascrittura e la selezione, andranno letti una volta al giorno impegnandosi a terminarla entro 6 minuti al massimo: la mente razionale deve abituarsi alla bellezza di ciò che abbiamo scritto e verrà messa in moto la potenza interiore di cui siamo dotati. La lettura dei 101 desideri continuerà per i successivi 365 giorni, ogni giorno, per massimo 6 minuti al giorno. Preferibilmente la lettura andrà fatta di primo mattino, poi messa da parte e per tutto il giorno non dovremo pensarci più.

Via via che i desideri si realizzano, li si sostituisce con nuovi desideri: potremo recuperare i 49 rimasti scartati alla prima selezione (nei 150 desideri) o inserirne di totalmente nuovi. Sentiamoci liberi in questo.

Desideri

10 punti per formulare i desideri

Ed ora veniamo ai 10 punti che esplicano nei minimi particolari come esprimere i nostri 150 desideri.

Possiamo portare con noi queste istruzioni: consultiamole, sfogliamole e utilizziamole durante il nostro percorso

  1. “Io voglio … (la tal cosa)”. Una brevissima assunzione di responsabilità. Un messaggio chiaro per la coscienza;
  2. Non usare il “non”. Mai usare il negativo;
  3. Non si possono chiedere soldi perché il denaro è un mezzo e non un fine. I soldi non riguardano il “volere” ma riguardano il “dovere” e se chiediamo denaro è come se chiedessimo “Cosa devo volere?” e questo non va bene. Per ottenere ciò che vogliamo, dobbiamo avere denaro: significa che siamo nella sfera del dovere. Teniamo sempre in mente l’obiettivo, così arriverà più facilmente;
  4. Esprimi solo desideri verificabili. Niente astrazioni, niente vaghezza. La coscienza deve assumersi la responsabilità della scelta e tutti i dettagli ad essa legati. Esprimiamo qualcosa che piace e che sia preciso;
  5. Evitiamo paragoni. Evitiamo il “come” comparativo, in quanto è un dialogo personale, di noi stessi con noi stessi. Non dobbiamo spiare gli altri!
  6. Non si può chiedere per conto di qualcun altro. Non si può intervenire nelle storie altrui: porta guai!
  7. Niente desideri seriali. Non si può ripetere il desiderio perché induce pensieri ossessivi, dannosi per noi stessi. Ogni desiderio sia qualcosa di nuovo, una scoperta;
  8. Niente diminutivi né vezzeggiativi. I desideri vengono presi alla lettera e i diminutivi avranno il potere di ridurre il desiderio:  siate coraggiosi e precisi, dando il giusto peso alle parole
  9. Ogni desiderio può avere al massimo 14 parole. Io voglio …. + 12″. Ogni desiderio deve durare al massimo quanto un respiro, quindi più parole usiamo e meno siamo convinti di ciò che desideriamo. Se una cosa la vogliamo veramente riusciamo a dirla  in modo conciso. Più conflitti abbiamo verso quel desiderio e più parole ci serviranno per esprimerlo: abbiamo molte resistenze.
  10. Non chiediamo storie d’amore o di sesso con persone precise. È un utilizzo improprio della volontà. È impadronirsi della sorte altrui. Si creano delusioni. Chiediamo cose che ci rendano felici, non cose che ci vincolano.

Ed ora …. tocca a te!

 

Ma … dopo cosa accade?

Cosa può accadere durante questo percorso? Ci concentriamo spesso sul permesso di desiderare, e questo è già un passo importante, ma altrettanto importante è osservare e vivere ciò che accade subito dopo, quando iniziamo ad esprimerci, quando iniziamo a chiedere, quando iniziamo ad aprirci a nuove possibilità.

Cosa succede dopo?

Perché alcuni desideri si avverano ed altri no?

Perché troviamo difficile, a volte, esprimere desideri?

Come mai rispettare queste semplici regole in realtà può essere difficoltoso?

È capitato anche a voi?

Facciamoci aiutare da Igor Sibaldi per scoprire cosa può accadere mentre stiamo puntando alle nostre stelle, de-siderando per noi un mondo più grande.

I desideri che non si avverano: cosa significa?

Durante la stesura dei primi 150 desideri ci sarà un continuo accorgersi di cose che ci riguardano e saremo travolti da numerosi interrogativi:

E se io avessi questo o quell’altro, quanto cambierebbe la mia vita? Lo voglio?

Il mondo delle domande è un mondo che ci fa scoprire nuove possibilità su noi stessi. La mente razionale avrà paura di ciò che avremo scritto perché ritiene di non meritare ciò che abbiamo desiderato. Andrà educata pazientemente: le serviranno un paio di mesi per accettare questa serie di possibilità a portata di mano. Nel frattempo alcuni desideri si saranno già realizzati! Solitamente i primi a realizzarsi sono quelli ritenuti “impossibili”. Sono quelli che ci avranno sorpreso perché sono nuovi, differenti, difficili e su quelli non avremo avuto mai il tempo di produrre delle resistenze mentali. Per contro gli ultimi a realizzarsi sono i desideri noti del passato: vecchi obiettivi e vecchie idee su noi stessi che hanno prodotto tante resistenze e ne hanno avuto il tempo.

I desideri che non si realizzano nel primo anno sono i più importanti: dentro di essi vi si nasconde qualche profondo conflitto. Sono quelli per cui abbiamo una segreta volontà di non vederli realizzati. È l’unico vero motivo ostativo.

A fine anno, quindi, prendiamo questi desideri irrealizzati, iniziamo a studiarli bene, a rileggerli, a fare il vuoto per ciascuno di loro e porre degli interrogativi. Indaghiamo per cercare di intuire cosa si oppone ad essi. Il solo fatto di dedicarsi a questo tipo di approfondimento li renderà più reali nella nostra vita e quindi sarà un primo passo verso la loro realizzazione. Iniziare a desiderare ci porta ad ottenere risarcimenti per ferite che abbiamo subito. Iniziare a desiderare ci porta ad ottenere risarcimenti per avvenimenti accaduti in altre vite.

Il fine ultimo è quello di andare in profondità che non è altro che quello che ci viene richiesto.

“Le cose grandi sono nostre e sono doni per noi”
– Igor Sibaldi

Igor Sibaldi, i cui studi sono sempre in continuo aggiornamento, non solo segue e cura l’evoluzione di questa tecnica, ma terrà diversi seminari con noi, live e in streaming. Se sei interessato a saperne di più e a conoscere le modalità di partecipazione scrivici a: seminari.sibaldi@lifestrategies.it

Articolo di Lisa Bortolotti

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