Life Strategies

Esiste il destino?

Esiste il Destino?

A cura di Life Strategies

Quante volte ci chiediamo se il nostro futuro rientra in un qualcosa di predeterminato e fisso, che spesso chiamiamo destino, oppure se sia modificabile, un flusso che non riproduce i copioni indesiderati del passato.

Credere in un destino deciso dal passato rischia di deresponsabilizzarci e di portarci alla rassegnazione. Invece credere nel potere di dirigere la propria vita a volte viene visto come un atteggiamento eccessivo che rasenta l’onnipotenza divina.

Da un punto di vista razionale, considerando il tempo lineare, il futuro è apparentemente determinato dalle scelte passate, per il principio causa-effetto: se ripetiamo lo stesso tipo di scelte, oppure se le deleghiamo frequentemente agli stessi tipi di persone, rischiamo di ritrovarci in situazioni ricorsive e ciò rafforza in noi l’idea di un destino, magari avverso.

Qual è il tuo vero Io?

Spesso i bambini, all’interno della famiglia, si ritrovano circondati da persone che, attraverso le relazioni importanti, esercitano su di loro delle pressioni. Crescendo si possono ritrovare a compiere scelte compiacenti e distorte, nella stessa misura in cui viene distorta la loro personalità originale e unica. Quella personalità allora può risultare un calco di quella dei genitori oppure di un modello che essi propongono.

Lo stesso condizionamento avviene quando quei bambini si inseriscono nei gruppi sociali (scuola, gruppi amicali, sport) e nella società che li circonda. Ne consegue che a mano a mano quelle persone incarnano personalità di sopravvivenza, che non è la loro propria natura. Questo meccanismo può essere sbloccato da shock eccezionali come i viaggi, i trasferimenti o gli innamoramenti. Su questi ultimi, in realtà, non si può puntare molto, perché generalmente le persone di cui si innamorano le personalità di sopravvivenza sono selezionate per confermare le proprie convinzioni su se stessi e sul mondo). Più influenti possono essere i problemi psicologici o fisici, in quanto essi hanno un peso che forse possono indurre quelle personalità a tornare sul proprio autentico cammino.

Prevenire è meglio che curare 

Per evitare di attendere, magari all’infinito, che eventi eccezionali spostino l’orientamento da un futuro che non sentiamo nostro, è bene ingegnarsi, e presto, per dare attivamente una svolta al nostro destino. Come si fa? Con l’aiuto di chi? Quale ruolo ha la nostra volontà?

Se la psicologia sostiene che le scelte sono determinate, indipendentemente dalla nostra volontà, in gran parte dall’inconscio, da esperienze, copioni-modelli, convinzioni, credenze, traumi passati, allora come si fa ad uscire da questo loop del destino?

Tu segui le “tue” passioni? 

Indipendentemente dagli aiuti che si possono chiedere ad esperti, in primo piano gli agenti del nostro cambiamento restiamo noi stessi. Siamo sinceri e onesti con noi stessi sul fatto che ci piace veramente la vita che stiamo conducendo? Oppure è il meglio che siamo riusciti ad ottenere dalla vita per noi, o, peggio ancora, per compiacere ideali, sogni, valori di “altri”?

Scrive Igor Sibaldi, profondo conoscitore dell’animo umano, nel suo libro “Il Frutto Proibito della Conoscenza”:

«Ricordi quando parlavamo del destino? Ti avevo detto che il destino è tutto ciò a cui voi date il permesso di accadere: questo permesso lo date appunto attraverso il cuore.» Dunque, non con la volontà? «Non con la volontà della vostra mente. Dipende tutto dal cuore: dove il vostro cuore non giunge, non potete giungere in nessun modo, con il vostro io piccolo. Questo è ciò che chiamate: coraggio. […]»

Il nostro sentire è sempre vincente

Sentiamo spesso che dovremmo tutti liberarci dai condizionamenti, e in particolare, da quelli che distorcono il nostro sentire: il sentire diventerebbe solo nostro e non quello della società, dell’amico, del genitore, del fratello, della suocera, del partner, della zia, eccetera.

Dobbiamo, in qualche modo, reimparare a creare le condizioni per liberare e riattivare il nostro sentire. Chiediamoci e richiediamoci ogni giorno, e più volte al giorno, se certe scelte e certe situazioni le sentiamo veramente nostre, se sono ancora nostre, e se invece non si perpetuano solo per compiacere gli altri, oppure sono diventate un’abitudine che ci protegge in una zona di comfort. Questa è la prima forza a cui attingere per prendere la strada del cambiamento verso noi stessi.

Le nostre passioni sono motori di cambiamento, ma come lo saranno se la nostra mente dice che è sempre troppo tardi, oppure ci ordina di non osare, stabilendo una serie di scuse che in psicologia si chiamano intellettualizzazioni, e non sono altro che meccanismi di difesa dai cambiamenti e dall’esprimere i veri noi stessi?

Sei veramente stufo del tuo “destino”?

Nei seminari dedicati all’Albero della Vita, Igor Sibaldi ha rimarcato spesso che si entra nel percorso evolutivo dell’Albero della Vita a un’unica condizione: il riconoscere di essere stufi della vita che si sta conducendo, stufi e saturi. Questa condizione costituisce un trampolino di lancio. A questo atteggiamento si deve aggiungere un sincero desiderare, perché la nostra mente e la Psiche Grande hanno bisogno di proposte e motivazioni, non solo un disgusto sterile senza obiettivi. Se sono stufo di qualcosa e non suggerisco alla mente dove vorrei essere, e cosa vorrei fare domani, è probabile che finirà col restare ferma e improduttiva.

Continueremo a parlare di come attivare il nostro sentire durante i corsi che faremo con Igor Sibaldi nei prossimi mesi. Per saperne di più chiedi info a seminari.sibaldi@lifestrategies.it oppure clicca qui!

 

 

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