Oltre se stessi: determinazione, resilienza e performance

Ci sono momenti nella vita in cui l’energia mentale svolge un ruolo molto più determinante di qualsiasi altro strumento o risorsa. Ad esempio, un atleta che si prepara a una gara o un imprenditore che deve risolvere un pesante problema aziendale che potrebbe determinare la fine della propria attività.

In questi momenti cruciali, può succedere che le emozioni annebbino la vista, annullando l’impatto della preparazione e incidendo sulla performance finale.

Esistono, d’altro canto però, performer straordinari, in grado di gestire le dinamiche psicologiche che consentono l’alta prestazione. Si tratta di prestazioni che non sono solo tipiche del mondo dello sport o del management.
È piuttosto un’attitudine che tutti possono coltivare nella propria quotidianità, perché ognuno di noi può andare oltre se stesso.

Se ci soffermiamo sull’attitudine del performer straordinario, notiamo che essa non consiste nel picco di performance, o su un’intuizione straordinaria. Il performer straordinario è colui che tende all’eccellenza ogni giorno, colui che, una volta raggiunta una performance eccezionale, cerca il giorno dopo di ripeterla e superarla.

Per fare questo servono due caratteristiche:

  1. La determinazione verso uno scopo
  2. La capacità di gestire fallimento: dopo ogni fallimento si rimette in piedi, va avanti, quindi diventa resiliente.
    La resilienza è quella caratteristica che non tutti gli esseri umani hanno, ma che tutti possono sviluppare, di resistere agli urti della vita.

“Cadi sette volte, rialzati otto”.

Così recita un proverbio giapponese. In questo senso, il performer straordinario è colui che ha la capacità di cadere e rialzarsi, capire a rialzarsi, ma anche di orientare le proprie energie, i propri pensieri e le proprie propensioni al miglioramento verso una direzione precisa.
Cadere gli insegna come rialzarsi: il performer è colui che, anche se sbaglia e sbaglia ancora, si rimette in carreggiata.

È inevitabile che, per riprovare continuamente, deve sviluppare un’altra caratteristica, ovvero la determinazione, la ferma volontà di ottenere un risultato.

Determinazione e resilienza creano una sovrastruttura di ragionamento e di attitudine, che genera una performance completamente diversa. Non a caso il termine performance viene dal latino performare, dare una forma, esecuzione. Il performer è colui che costruisce una forma mentis atta a creare un certo tipo di gesto, attitudine, per generare poi un esito, un risultato.
Quindi quando parliamo di performance, parliamo di come dare una forma – che può essere mentale o fisica – a noi stessi, nel raggiungere un certo tipo di obiettivo.

Quando uniamo questi 3 elementi (resilienza, determinazione e performance), è molto probabile che il risultato sia un successo, ma alla base ci dev’essere la pratica. Non esiste nessun performer straordinario che non pratichi continuamente.

Per essere il numero 1 devi allenarti come se tu fossi il numero 2
Maurice Greene

Ne sa qualcosa Giorgio Nardone, psicologo e psicoterapeuta, esperto di scienza della performance, che ha curato la preparazione atletica di grandi campioni come quella di grandi manager e imprenditori, mettendo insieme esperienze applicative che consentono di superare grandi limiti al raggiungimento dei propri obiettivi.

“Friedrich Nietzsche – afferma Giorgio Nardone, autore insieme a Stefano Bartoli del libro Oltre se stessi – è il primo a parlare del concetto di andare oltre se stessi e ha dedicato parte del suo lavoro a questa idea: ognuno di noi, costantemente, fa i conti con i propri limiti, ma nessuno di noi sa con certezza quali sono i propri limiti. Se un giorno mi spingo un po’ più là del mio limite, scopro che il mio limite non era lì ma un po’ più in là.”

L’idea di andare oltre se stessi è prima di tutto evitare di fermarsi al limite del conosciuto, del noto, del rassicurante. A volte le persone vogliono riconoscere e non conoscere. Andare oltre se stessi è correre il rischio della scoperta. Correre il rischio di vedere le cose da una prospettiva non ordinaria e magari scomodi fare i conti con tutte quelle realtà che non ci piacciono.

Continueremo a parlare di come imparare a superare i nostri limiti nel nuovo corso con Giorgio Nardone, a Milano e in diretta streaming. Sarà l’occasione per prendere parte a dimostrazioni pratiche ed esercitazioni che ci aiuteranno a rimuovere i blocchi che impediscono di raggiungere i nostri obiettivi.  

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