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Amicizia e relazioni: come usare il dialogo per migliorare i rapporti con gli altri

Un dialogo fondamentale nella nostra vita: l’amicizia

Il 30 luglio si festeggia la Giornata Mondiale dell’Amicizia, istituita dall’Onu allo scopo di promuovere la reciproca comprensione tra popoli e culture e di stimolare il confronto e l’arricchimento sia della persona, sia della società nel suo complesso.

Amicizia, relazioni e dialogo

L’amicizia è un valore fondamentale che ci accompagna in ogni fase della vita, evolvendo insieme a noi e trasformandosi nel tempo: se da bambini essere amici significa giocare e divertirsi insieme, con l’adolescenza l’amico diventa nostro complice, ci ascolta e supporta.

L’amicizia insegna a crescere insieme, a collaborare nelle difficoltà, a superare i conflitti per il bene dell’altro, a entrare in empatia con chi abbiamo davanti.

Instaurare e mantenere vivi i rapporti d’amicizia autentici può rivelarsi difficile: prima di incontrare persone capaci di restare al nostro fianco anche in periodi complicati si potrebbe inciampare in qualche delusione, a dimostrazione che gli amici vanno scelti con cura, ma anche che noi per primi dobbiamo impegnarci ad essere dei buoni amici per gli altri.

C’è una bellissima frase che vogliamo condividere con te:

L’unico modo per avere un amico è essere un amico.
Ralph Waldo Emerson

Come superare le incomprensioni con il Dialogo Strategico

A volte le amicizie si incrinano senza chiari motivi. Non sempre, infatti, le persone si allontanano per ragioni precise, anzi, spesso ciò avviene in modo silenzioso, senza un vero e proprio confronto.

Forse anche a te sarà capitato di rimuginare sui tuoi comportamenti e chiederti quali siano stati gli errori, senza però riuscire a rispondere a questa domanda.

Non è semplice gestire le relazioni con gli altri: parole, gesti, sguardi, silenzi, toni di voce e atteggiamenti sono tutti elementi che possono determinare reazioni inaspettate. Le emozioni dialogano sotto forma di tante cose.

Imparare a controllare la nostra comunicazione può aiutarci a stabilire una nuova sintonia con gli altri, evitare malintesi, superare facilmente le incomprensioni e prevenire conflitti non desiderati.

A questo scopo le tecniche del Dialogo Strategico, sviluppate dallo psicologo e psicoterapeuta Giorgio Nardone, si rivelano strumenti efficaci che tutti possiamo applicare nella nostra vita quotidiana.

Si tratta di metodi definiti in decenni di ricerche sul campo, durante cui Nardone ha attentamente analizzato le dinamiche delle interazioni interpersonali, individuando le strategie che favoriscono la collaborazione reciproca. Esse permettono di adattare la comunicazione a diversi contesti, aiutandoci a costruire relazioni serene e a raggiungere più facilmente i nostri obiettivi e migliorare la qualità della nostra vita.

Ad esempio, ti è mai capitato di non sapere cosa fare quando un amico ti chiede un consiglio riguardo ad una questione delicata, temendo che le tue parole possano ferirlo o allontanarlo da voi?

“Un amico può dirti cose che tu non vuoi dire a te stesso.”
Frances Ward Weller

Dobbiamo essere abbastanza abili da offrire al nostro amico delle prospettive diverse da quelle che ha considerato finora, aiutandolo a scoprire autonomamente la soluzione, senza forzature.

Per fare questo, possiamo usare alcune tecniche del Dialogo Strategico.

1 – Disponibilità e atteggiamento rassicurante

Non indaghiamo in modo troppo diretto le idee del nostro amico, altrimenti rischiamo di apparire aggressivi. Meglio adottare un atteggiamento rassicurante, che lo metta a suo agio e lo inviti a parlare spontaneamente: sguardo aperto e rilassato, sorriso naturale, mento abbassato come quando annuiamo, a dimostrargli assenso e disponibilità, palmi delle mani leggermente rivolti verso l’alto, per trasmettergli un senso d’accoglienza.

2 – Domande ad alternativa di risposta

Una volta che il nostro amico ha concluso il discorso, usiamo le cosiddette domande ad alternativa di risposta, offrendogli due possibili opzioni.

Questa tipologia di quesiti permette, da un lato, di creare un’atmosfera di fiducia, mettendo in sintonia le persone, dall’altro, di guidare il nostro amico in una sequenza di domande e risposte che lo condurranno a scoprire, in modo spontaneo, delle opzioni ancora non valutate, senza accorgersi del nostro intervento.

Ad esempio, invece di domandare “Cosa ne pensi di questa situazione?” domandiamo “Pensi che questa situazione sia frutto di una tua mancanza o che sia dovuta alle azioni di qualcun altro?”

3 – La parafrasi

Al termine di ogni spiegazione, parafrasiamo le parole del nostro amico, in modo da manifestare ulteriormente il nostro interesse ed evitare fraintendimenti.
Iniziamo la frase con “Quindi, se ho ben capito, vuoi dire che …” e riformuliamo ciò che abbiamo ascoltato, riorganizzandolo in uno schema chiaro. Le parafrasi non hanno lo scopo di correggere l’altro, bensì di farlo sentire compreso e, al contempo, di mettere in luce i punti poco coerenti del suo discorso, permettendogli di risolverli sempre in modo spontaneo.

Usando queste strategie riusciremo a comunicare meglio in ogni ambito della vita, trasformando le difficoltà in occasioni per rafforzare i nostri rapporti interpersonali, sia privati sia professionali.

Le tecniche del Dialogo Strategico, definite da Giorgio Nardone, possono essere applicate alle circostanze più disparate e riguardano molti altri aspetti tipici delle nostre interazioni abituali. Il professore sarà presto protagonista di un nuovo seminario che ha l’obiettivo di aiutarci a gestire le emozioni e di generare esperienze emozionali correttive, in grado di modificare il modo di percepire la realtà e di aiutarci a gestire dialoghi, relazioni, cambiamenti. Qui trovi tutti i dettagli.

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Dal 2016 ci occupiamo del benessere delle persone, organizzando eventi per la crescita personale. Tale attività, che è anche un valore della nostra vita, non può essere svolta se mette a rischio la salute di chi amiamo.
Abbiamo deciso pertanto di spostare le date dei nostri seminari nell’ultima parte dell’anno, quando saremo sicuri che condividere l’esperienza della formazione sia in armonia con il nostro e vostro star bene.