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Albero della vita

Albero della Vita e “la crescita delle due vite”

L’Albero della Vita: il sistema cosmologico e psicologico più antico

L’Albero della Vita costituisce un sistema cosmologico e psicologico antico che mette in contatto la vita nell’al di qua e l’altrove, per produrre risultati progressivi nella vita di qua. In questa vita l’Io viene man mano trasceso, superato, per ampliarsi, per assorbire energie, funzionamenti e trasformazioni, “aiutati” dal lavoro di una Psiche più grande. C’è una collaborazione, un’interazione tra i comportamenti dell’Io e le strutture superiori della Psiche, che gli antichi conoscevano bene e che le istruzioni dell’Albero della Vita vogliono trasmetterci.

L’albero della Vita (letteralmente dall’ebraico “la crescita delle due vite” oppure “la diramazione delle due vite”) è uno schema, un diagramma di flusso, un “libro visivo”, che ci trasmette le istruzioni da seguire per migliorare la nostra vita nell’al di qua, attingendo a energie, a funzionamenti, a strutture, che stanno in un altrove, che gli antichi conoscevano bene e a cui avevano accesso.

L’Albero della Vita: i mondi psicologici 

Immagine articolo albero

L’altrove, l’aldilà, potremmo farlo corrispondere a una sorta di inconscio superiore collettivo, ottenuto dall’unione dei concetti di inconscio collettivo di Jung e di inconscio superiore (o Superconscio) di Assagioli, comprensivo del Sé transpersonale di Assagioli, oppure del Sé di Jung: insieme partecipano al funzionamento di una Psiche più grande, che è “oltre” la dimensione cosciente e visibile, in un orizzonte spaziotemporale, della realtà. Una dimensione in cui, per dirla con le teorie olografiche e frattaliche, non siamo una parte del tutto, ma siamo il tutto. Ciò ci dà la possibilità di attingere a una quantità di energia inesauribile, molto più grande di quella che possiamo immaginare, in grado di produrre reali cambiamenti. I saggi del passato hanno testato e utilizzato per centinaia, forse migliaia, di anni, queste possibilità, riuscendo a superare i limiti della razionalità. Essa, bloccando i nostri flussi energetici, condizionandoci e limitandoci, contribuisce ad innalzare ed inspessire le barriere il cui superamento può condurre a liberare una creatività ed un’ispirazione superiori.

Lo schema e le lettere ebraiche

lettere ebraiche

Colpisce come la sapienza antica che ha fatto queste scoperte le abbia sistematizzate in uno schema così armonioso, simmetrico e sintetico.

Sorprende, e fa molto pensare, la corrispondenza tra le ventidue lettere ebraiche e i ventidue comportamenti umani (rappresentati da altrettanti canali di collegamento), volti a evolvere, per accrescere la vita nell’al di qua, senza usare le parole.

La lettera ebraica non è solo un segno corrispondente a un suono, ma ha un significato costante in tutte le parole in cui compare. Questo meccanismo geroglifico permette a chi conosce le lettere ebraiche, anche senza conoscere la lingua ebraica, di cogliere il significato di ciascuna lettera in parole sconosciute. È, quindi, possibile farsi un’idea (anche se approssimativa) del significato della parola ottenuta dalla somma dei significati di ciascuna lettera, in un meccanismo che ricorda la formula chimica e il sistema dei rebus. Le lettere ebraiche, nella loro forma e significato, suggeriscono intuitivamente dei comportamenti: Jung sosteneva che i simboli muovono l’energia, che il simbolo richiama qualcosa di sconosciuto, e, cosa più importante, che attiva, “fa” qualcosa e muove l’energia psichica. Un po’ quello che sosteneva Roberto Assagioli nel suo libro L’Atto di Volontà riguardo alle leggi psicologiche:

“Prima legge: Le immagini o figure mentali e le idee, tendono a produrre le condizioni fisiche e gli atti esterni ad esse corrispondenti. Questa legge è stata formulata anche così: ogni immagine ha in sé un elemento motore”.

Le lettere ebraiche “muovono” l’energia grazie alla loro forma grafica, al suono, al movimento degli organi fonatori che le producono. Tutti questi elementi che arrivano insieme dalla bocca di chi le pronuncia all’orecchio di chi le ascolta, agli occhi di chi le guarda, producono effetti. Esattamente come producono effetti le pubblicità fatte di forme, colori, suoni, in cui siamo immersi. Come il linguaggio è ottenuto dalla coordinazione di movimenti degli organi fonatori, così le lettere ebraiche suggeriscono nell’Albero della Vita un “muoversi da… verso”, un cambiamento di comportamento per generare in sé e nell’ambiente circostante, costituito dalle nostre relazioni e dalle nostre attività, un corrispondente cambiamento: creatore e realizzante, verso un miglioramento, che avviene in modo automatico.

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