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L’anima gemella: una ricerca dentro noi stessi

Anima gemella: un percorso nell’anima e nei chakra

Oggi parliamo d’amore. Dell’amore di coppia inteso come passione sensuale. Lo affrontiamo servendoci dei consigli e le conoscenze di Selene Calloni Williams, antropologa, psicologa e autrice di numerosi libri e documentari a tema psicologia ed ecologia profonda, sciamanismo, yoga, filosofia e antropologia.

Parlare di coppia ci conduce al concetto di anima gemella.

No, non ti preoccupare, non ci riferiamo a quella sorta di figura leggendaria e quasi mitologica che è quasi impossibile trovare. L’anima gemella è un archetipo, e la si può trovare sotto varie forme.

Ma qualsiasi forma di anima gemella vogliamo condurre nella nostra vita, dobbiamo lasciar andare paure e sensi di colpa. Perché l’amore altro non è che allentamento dalla paura, è l’accoglienza del divino, è essere consapevoli.

“Chi ama si eleva, si guarisce, si potenzia. Questo non è dovuto all’aver trovato la persona giusta, ma all’aver trovato l’amore dentro di sé La cosiddetta “persona giusta” è uno specchio delle possibilità, dei talenti, della meraviglia che portiamo dentro di noi.”⁠

L’amore è innanzitutto una forza: è Kundalini, un’energia dormiente presente in ognuno di noi. Nel suo libro Iniziazione allo Yoga Sciamanico, Selene scrive:

Il corpo percepisce l’amore sotto forma di una vibrante energia, di una forza primordiale dalla quale ogni essere è stato creato: la Kundalini Shakti, l’energia sessuale. Sesso e amore, piacere e gioia, sono i modi rispettivamente del corpo e del cuore per identificare l’esistenza.

Kundalini è l’energia nervosa a carattere sessuale, che riposa alla base della colonna vertebrale ed è solitamente raffigurata come un serpente che dorme avvolto in due spire e mezzo intorno al coccige. Quando è risvegliata, sale attraverso i chakra e si trasforma in vari poteri, in varie capacità e possibilità.

Parlare di amore e di anima gemella non può prescindere dall’intraprendere un viaggio attorno ai chakra. Perché prima di intraprendere una qualsiasi relazione, la prima relazione che dovremmo accogliere è quella con la nostra anima e con le leggi del karma.

L’anima gemella, l’anima primordiale e l’origine della paura

Alla base, nel primo chakra, questa energia è selvatichezza, anima primordiale, anima selvaggia, fame primordiale, la forza del guerriero e l’istinto della sopravvivenza che è relazionato al sacro. Come Calloni ci ricorda, il sacro è un «sacrum facere», è la capacità di darsi e di offrirsi, ed è ovunque in natura.

Purtroppo la nostra mente, che è puro ego, interpreta l’istinto della sopravvivenza che è ovunque in natura come un semplice mero desiderio di autoprotezione, ma in natura non esiste nemmeno il senso dell’Io così come esiste per la mente umana, pertanto l’istinto della sopravvivenza in natura non è autoprotezione, ma un modo, uno strumento per evidenziare il sacro. Questo «sacrum facere», la capacità di darsi e di offrirsi, viene trasformata dall’uomo in paura della morte:

“Mentre tutto in natura si costruisce sul sacro, l’uomo si costruisce sulla paura.”

Nel primo chakra, Kundalini, anziché essere basato sul sacro, sulla capacità di darsi di offrirsi e sull’istinto della sopravvivenza come esaltazione e manifestazione del sacro, l’essere umano si fonda sulla paura della morte e da qui costruisce l’immagine di sé e del mondo che lo circonda. Questa paura “trasformata” è una grandissima limitazione, perché da qui mettono radice e crescono tutte le insicurezze, i timori e paure, dalle più piccole e comuni, alle più grandi e invalidanti. La paura di perdere il posto di lavoro e di non essere amati nascono qui.

“È la paura che ti obbliga a una vita estremamente limitata, perché ti costringe a frenarti e a non cambiare, magari a fare un lavoro che non ti piace magari, a stare in una relazione che non è giusta per te.”

L’energia sensuale del secondo chakra

Nel secondo chakra, il Kundalini è passione sensuale: si trova nell’area degli organi genitali. È qui che risiede il nostro spirito animale, la nostra l’energia sessuale consente l’attrazione verso l’altro e che spinge l’umanità alla riproduzione.

L’ istinto all’accoppiamento in fondo non è che istinto a superare il senso dell’Io, dell’uno distinto e separato dal tutto, dell’individualità. Ogni istinto, ogni pulsione ha due facce: quella naturale, dell’anima, l’altra è quella artificiale, che creiamo attraverso la mente. Come nel primo chakra l’istinto di sopravvivenza si tramuta – nella nostra quotidianità – in quella paura della morte da cui scaturiscono tutte le nostre più viscerali insicurezze, quando Kundalini entra nel vortice del secondo chakra si esprime sì come passione sensuale, ma pure questo aspetto ha due facce. Da una parte c’è il sacro, il profondo desiderio di superare l’inganno della separazione, che nell’uomo si traduce nell’istinto all’accoppiamento e in un istinto di seduzione deformato dall’ego, che può rendere schiavi. Pertanto anche il secondo chakra presenta due facce dell’energia: una è quella sacra, l’energia sensuale, la passione sessuale come spinta al completamento e a ritrovare la nostra felicità e la nostra totalità. L’altra faccia è espressione della paura, che si traduce in volontà di possedere, dominare l’anima selvaggia.

L’anima gemella e le 3 leggi del karma

Quando si parla di anima gemella, occorre ricordare che vi sono 3 leggi del karma in azione:

  1. Attenzione cosciente
  2. Capacità di affidarsi
  3. Amore

Queste tre leggi possono soffiare via, per dirla con le parole di Selene, “tutti i venti del karma più negativi che soffiano a livello del secondo chakra, che perturbano questo vortice di energia”, e che ci impediscono di avere quelle relazioni passionali, sentimentali, appaganti e realizzanti che desideriamo.

In altre parole, queste tre leggi ci aiutano a portare equilibrio al secondo chakra ed evitare che tutte le nostre energie siano concentrate solo esclusivamente lì, nella seduzione e del rincorrere l’altro, e che siano invece tolte ad altre sfere della vita, in cui è importante ugualmente realizzarci appieno (pensiamo alla realizzazione professionale o spirituale).

“Il secondo chakra dev’essere una fontana che dà energia a tutti gli altri livelli dell’essere, e non una falla da cui l’energia viene dispersa.”

Il terzo chakra si trova al livello dell’ombelico e rappresenta la dimensione della volontà personale. Nel lignaggio dello yoga sciamanico, si dice è il frutto di risoluzione. È nel terzo chakra che si prendono le decisioni.

Quando Kundalini entra nel vortice del terzo chakra, diventa potere e forza decisionale. Come dicevamo prima, sciupare tutta l’energia a livello del secondo chakra significa non averne più molta per altre capacità, come in questo caso quella decisionale.

Il quarto chakra è il chakra del cuore, al centro del torace e corrisponde al plesso cardiaco. Nel quarto chakra, il Kundalini diventa capacità di innamoramento.

La parola sciamano viene dal mancio shaman, che vuol dire colui che è eccitato, colui che è innamorato, colui che è in estasi. A volte viene anche tradotto come colui che sa, perché l’innamoramento è la porta della vera conoscenza. Conoscere per davvero significa divenire ciò che conosci, e per riuscirci ti devi innamorare. Un innamoramento per qualsiasi cosa.”

Quando siamo innamorati, siamo innamorati di tutto. Ci innamoriamo di ciò che viviamo, di ciò vediamo, di ciò che sentiamo…

Il problema, spiega Selene, che ha privato la nostra cultura della capacità di innamoramento, è la desacralizzazione che la società attua. Quando un fiore, ad esempio, viene scisso dalla sua divinità e viene considerato un mero “oggetto”, viene meno anche la capacità di amare e di contemplazione: come fa ad amare un semplice oggetto?

Il chakra del cuore, il quarto, agisce su tre livelli, uno più importante dell’altro.

Li vediamo nel prossimo articolo!

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