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Come superare la paura dell’ignoto

Domenica 21 maggio si celebra la Giornata mondiale della diversità culturale, istituita allo scopo di promuovere il dialogo tra culture, popoli e nazioni, nel rispetto della diversità e dell’unicità di ciascuno.

Anche noi italiani veniamo a contatto ogni giorno con la diversità culturale: il nostro Paese è conosciuto in tutto il mondo per la ricchezza di usi, costumi e tradizioni che cambiano non solo tra regioni, ma anche da paese a paese.

Nonostante ciò, non sempre tale ricchezza viene percepita come un punto di forza, anzi, per alcuni rappresenta quasi una minaccia: chi è diverso da noi può spaventarci, e meno ne sappiamo, più suscita la nostra diffidenza.

Allo stesso modo, anche il futuro e le situazioni inesplorate possono destare in noi una certa preoccupazione. Il meccanismo è lo stesso: tendiamo ad allontanarci da ciò che non conosciamo piuttosto che cogliere le possibilità di arricchire le nostre esperienze.

 

La paura del diverso e dell’ignoto

Simili timori sono controproducenti per la nostra serenità e per le nostre relazioni.

Ricordiamoci che viviamo in una società multietnica e globalizzata, in cui le distanze sono sempre più brevi e i confini nazionali sempre meno netti: nascere in uno Stato, vivere in un altro e viaggiare da un punto all’altro del mondo è all’ordine del giorno.
Il dialogo e la cooperazione diventano quindi fondamentali sia per arricchire la nostra identità e la nostra vita personale, che per lo sviluppo della società nel suo complesso.

paura dell'ignoto

 

Uno studio condotto dalla Ucla su un gruppo di bambini ha rivelato che la paura del diverso e dell’ignoto non è innata nell’uomo, perché le differenze non li spaventano.
Questo dimostra che siamo naturalmente inclini al confronto e all’apertura verso ciò che non conosciamo, tuttavia, a mano a mano che sviluppiamo un senso di appartenenza a una precisa identità culturale, tale predisposizione può indebolirsi.

 

Il dialogo e il confronto aiutano a crescere

Nel contesto odierno è fondamentale guardare alle differenze e alle novità come stimoli per migliorare se stessi, la propria capacità di adattamento a situazioni inaspettate e il dialogo. Si tratta di strumenti indispensabili per allargare i propri orizzonti e reinventarsi ogni giorno senza pregiudizi, raggiungendo soddisfazione e felicità!

Scenari sconosciuti come trasferimenti, nuovi lavori o rotture sentimentali possono comportare dei momenti di crisi personale delicati, accompagnati da una lenta trasformazione dei propri valori, delle proprie convinzioni e della propria identità.
Imparare a gestire tali evoluzioni, adattandosi alle circostanze che la vita ci pone davanti, permette di acquisire una mentalità più elastica e aperta.  

 

Stimolare lo sviluppo personale: come cambiare le convinzioni

Robert Dilts, che ha contribuito fin dalle origini ad innovare la Programmazione Neuroliguistica, collaborando con John Grinder e Richard Bandler, ha studiato una tecnica molto efficace per favorire la trasformazione personale.
Questa tecnica si basa sul ciclo naturale di cambiamento delle convinzioni, costituito da 6 fasi:

  1. Voler essere convinti di qualcosa di nuovo, ad esempio, della propria capacità di affrontare una nuova sfida professionale. In questa fase la convinzione è desiderabile;
  2. Diventare aperti alla convinzione, cioè mettere in discussione le idee precedenti e prepararsi ad un processo di evoluzione personale. In questa fase pensiamo che la nuova convinzione sia possibile;
  3. Essere convinti, fase in cui la nuova convinzione inizia a radicarsi nella nostra mente e iniziamo a credere pienamente nelle nostre capacità di raggiungere l’obiettivo. Qui la convinzione diventa appropriata;
  4. Diventare aperti al dubbio, momento in cui la nuova e le vecchie convinzioni vengono confrontate, fino ad abbandonare del tutto queste ultime, che altrimenti ostacolerebbero il nostro percorso di crescita. Ora crediamo che siamo in grado di raggiungere il cambiamento;
  5. Ricordare ciò di cui si era convinti, vedendone tutti i limiti rispetto alla situazione presente e rendendoci conto che il cambiamento sta avvenendo concretamente;
  6. Avere fiducia, cioè la fase finale, quella in cui raggiungiamo una piena fiducia nella nuova convinzione e cominciamo a trarne i vantaggi desiderati. Finalmente vediamo che meritiamo i risultati che volevamo.superare la paura

Per attraversare questo ciclo ogni volta che abbiamo bisogno di essere più efficaci e di risvegliare le nostre doti personali, Robert Dilts suggerisce di seguire questo esercizio con l’aiuto dell’ancoraggio:

  1. State in piedi nello spazio scelto per la fase “essere convinti” e pensate alla nuova convinzione che vorreste acquisire, fino a quando non siete completamente ancorati a questo stato;
  2. Passate nello spazio della fase “aperti alla convinzione” e fate attenzione alle emozioni che provate nel sentirvi meglio predisposti verso di essa, grazie anche all’aiuto di mentori, fino a quando non siete pronti per proseguire;
  3. Affrontate i dubbi e i timori che potrebbero sorgere nello spazio “aperti al dubbio”, valutando se ci sono vecchi elementi che vorreste conservare o se ci sono nuovi elementi che vorreste modificare, finché non sentite che ogni conflitto tra vecchie e nuove convinzioni è risolto;
  4. Spostatevi nello spazio “si era convinti” ed esaminate le differenze tra il vostro vecchio modo di affrontare la situazione e le nuove risorse personali che stanno emergendo in voi, grazie a cui agirete in modo più efficace d’ora in avanti;
  5. Raggiungete lo spazio “fiducia” e abbracciate pienamente il vostro nuovo stato emotivo, in cui vi sentirete più sicuri di voi stessi e pronti al raggiungimento dell’obiettivo.

Questo ciclo di cambiamento delle convinzioni dimostra che non esistono idee e situazioni immutabili nella vita, perché il nostro modo di reagire alle circostanze può essere adattato e potenziato attraverso le giuste strategie.

Aprirci al cambiamento e acquisire una mentalità più elastica può aiutarci tanto nel raggiungimento dei nostri obiettivi personali, quanto nel confronto con gli altri. Ogni situazione può rivelarsi un’occasione di crescita e trasformazione, avvicinandoci sempre più alla persona che vogliamo essere.

 

Per esercitarti personalmente con Robert Dilts in questa e molte altre tecniche che favoriranno il tuo sviluppo personale, clicca qui.

Potrai partecipare a Il Coraggio di Cambiare e incontrare, oltre a Robert Dilts, anche Giorgio Nardone e Jeffrey Zeig, esperti internazionali di Terapia Breve Strategica e Ipnosi Ericksoniana.

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Il Coraggio di Cambiare - Life Strategies

Ridere è una cosa seria! I benefici di una sana risata

C’è un’azione di cui solo gli esseri umani e pochi altri mammiferi sono capaci, eppure non è nulla di complesso, anzi, è una manifestazione del tutto spontanea. Non si tratta né dell’abilità di compiere complicati calcoli matematici, né di utilizzare avanzate capacità logiche, ma di qualcosa di davvero naturale e istintivo.

Stiamo parlando della risata, una delle prime capacità che sviluppiamo da neonati ma che poi, crescendo, pratichiamo sempre meno: pare che passiamo da 300 risate al giorno quando siamo bambini, ad appena 20 una volta adulti.

 

Ridere è una capacità eccezionale

Solo gli uomini, le grandi scimmie e alcuni pappagalli ridono e si fanno contagiare dalle risate dei propri simili, il che dimostra quanto la risata sia una capacità eccezionale nel senso letterale del termine. Ce ne rendiamo conto ancora meglio se pensiamo che tutte le persone ridono allo stesso modo, a prescindere dalla lingua che parlano e dalla cultura a cui appartengono: ridere è un vero e proprio collante sociale, che oltrepassa ogni confine e costituisce un mezzo di comunicazione comprensibile a tutti.

Ridere giova al nostro spirito e al nostro corpo in molti modi, tanto che una disciplina dello Yoga si basa proprio su tali benefici: si tratta dello Yoga della Risata, in cui esercizi di respirazione tipici dello Yoga vengono combinati ad altri per stimolare la risata senza motivo, per pura giocosità, proprio come avviene nei bambini. Il diffondersi di questa disciplina ha fatto sì che nel 1998 si tenesse la prima Giornata Mondiale della Risata, che ricorre il 4 maggio di ogni anno allo scopo di portare la pace in se stessi attraverso la risata e di diffondere questa stessa pace in tutto il mondo.

neonato ride

 

Perché ridere fa bene

Ecco alcuni fattori psicologici e fisiologici che ridere aiuta a migliorare:

  • Ridere rafforza i legami affettivi

La risata è un’emozione sociale: ecco perché ridiamo di più quando siamo in compagnia e le risate altrui ci contagiano già dal suono, ed ecco anche spiegato il ruolo (scientificamente provato) della risata nel corteggiamento.

Lo vediamo nella nostra vita di tutti i giorni: preferiamo condividere il tempo con chi ride insieme a noi e con chi ci fa ridere, scegliendo le nostre amicizie e il nostro partner anche in base a questo. La risata si accompagna a divertimento, condivisione, serenità, benessere: perciò le risate forzate sono difficili da nascondere, a meno che non si sia dei bravi attori. Quindi, più ci lasciamo andare e siamo propensi a ridere con gli altri, più i nostri rapporti interpersonali migliorano.

  • Ridere fa bene alla circolazione sanguigna

Quando ridiamo i nostri vasi sanguigni si dilatano, favorendo la circolazione del sangue e, di conseguenza, limitando il rischio di problemi cardiovascolari. Ridere abbassa la pressione e il livello degli ormoni dello stress, mentre aumenta quello degli anticorpi e di ormoni positivi come le endorfine. La famosa clownterapia si basa proprio sulla capacità di migliorare le nostre condizioni fisiologiche e di stimolare la risposta del nostro corpo alle cure mediche grazie a un umore più positivo e allegro, da ottenere anche attraverso la risata.

  • Ridere combatte paura e tensioni

Un chiaro esempio di questo effetto è dato dalle vignette umoristiche, che, oltre a mettere in luce limiti e contraddizioni della contemporaneità, combattono la paura e allentano le tensioni sociali e politiche, suscitando il riso anche in condizioni che non lo favoriscono. Ecco perché i bravi leader sono dotati anche di umorismo, qualità che rende più facile la gestione di situazioni critiche e stressanti, oltre ad aiutare le negoziazioni.

  • Ridere aumenta la resilienza

La resilienza può essere definita come lo sviluppo di risorse, nuovi obiettivi e fiducia in se stessi grazie a cui superare le sfide della vita e uscirne più forti e consapevoli. È quindi un elemento che favorisce la crescita personale, l’evoluzione e la trasformazione delle proprie capacità, non una semplice resistenza alle difficoltà della vita, come spesso si crede.

La risata e l’umorismo sono fattori importanti per stimolare la resilienza: ridere permette di ristabilire il corretto equilibrio nelle situazioni su cui concentriamo troppe attenzioni, suscitando in noi ansia e insicurezza. Quando ci sentiamo sovrastati dalle circostanze, trovare il modo di sfogare le preoccupazioni in una risata fragorosa alleggerisce emozioni e pensieri, ridandoci la giusta prospettiva.

La risata, ricaricando le nostre energie psicologiche ed emotive, ci aiuta ad essere creativi e a pensare fuori dagli schemi, il che ci permette di volgere lo sguardo verso opportunità che, magari, avevamo sottovalutato. Inoltre, l’umorismo ci aiuta a sorridere dei limiti nostri ed altrui, accettandoli con tolleranza e combattendo la tendenza controproducente al perfezionismo.

ridere fa bene

 

Esercizio del “filtro per ridere”

Richard Bandler, uno dei padri della Programmazione Neurolinguistica, ha detto:

 

“Se possiamo ridere di una cosa, possiamo anche cambiarla.”

 

Ecco perché esercitare il più possibile l’umorismo e allenarci all’ ”arte della risata” può aiutarci ad affrontare le situazioni in modo più efficace, con un maggior controllo delle nostre emozioni, reazioni e, soprattutto, con una miglior gestione dello stress di fronte alle difficoltà.

Ecco un esercizio suggerito proprio da Bandler per affrontare ogni circostanza con un sorriso:

  1. scriviamo su un foglio un problema o una difficoltà che abbiamo in questo momento;
  2. analizziamo quello che abbiamo scritto e chiediamoci: come lo descriverebbe un comico in uno sketch? Quali aspetti esagererebbe per rendere buffa la situazione? Proviamo ad immaginarlo;
  3. se quel comico dovesse imitare se stesso alle prese con quel problema, cosa farebbe e cosa direbbe? In che modo si renderebbe divertente agli occhi degli altri?

Questo esercizio, chiamato “filtro per ridere”, ci aiuta a guardare le situazioni che ci preoccupano con occhi più indulgenti e di rintracciare (o creare) aspetti divertenti anche laddove questi non sono subito evidenti. Così impareremo a ridere di noi stessi prima che degli altri, e potremo sfruttare quest’abilità per adattarci meglio ai cambiamenti e per combattere la paura di non riuscire a causa di aspettative troppo alte.

 

Per conoscere altre tecniche con cui gestire anche le situazioni più complesse con il sorriso, clicca qui.

Avrai la possibilità di partecipare al corso Il Coraggio di Cambiare, un evento senza precedenti in Italia dedicato ai temi della crescita e dell’efficacia personale.

Due giornate in cui potrai conoscere personalmente non solo Robert Dilts, che ha collaborato con Bandler contribuendo allo sviluppo della PNL e diventandone uno dei massimi specialisti in tutto il mondo, ma anche Giorgio Nardone e Jeffrey Zeig, esperti di fama mondiale di Terapia Breve Strategica e Ipnosi Ericksoniana.

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Il Coraggio di Cambiare - Life Strategies

25 aprile, Festa della liberazione. Il valore della libertà in un mondo ultraconnesso

Oggi, 25 aprile, ricorre un anniversario importante per il popolo italiano: è la festa della Liberazione, che celebra la vittoria dei partigiani sulla dittatura nazifascista e la liberazione dell’Italia. Una data da commemorare con orgoglio, che riporta alla mente il 25 aprile 1945, giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclamò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, imponendo la resa giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate.

Una ricorrenza felice dunque, nonostante sia collegata a un periodo cupo della nostra storia, e che proprio in virtù di questo ci ricorda l’importanza di valori come la fratellanza, la pace, la solidarietà, il senso di identità civile e culturale e, soprattutto, la libertà.

Nonostante in Italia la libertà non sia più a rischio come un tempo, nella nostra vita quotidiana continuano a verificarsi circostanze che dovrebbero mantenere alta l’attenzione sul tema della libertà individuale, circostanze di cui non sempre siamo consapevoli.

 

Web e libertà: qualcosa è cambiato

È innegabile che il web abbia reso la ricerca di informazioni e molte azioni (ad esempio lavorare a distanza, fare acquisti o organizzare una vacanza) più semplici, veloci e alla portata di chiunque, permettendoci di essere più autonomi e di allargare le possibilità di scelta. I vantaggi che lo sviluppo delle telecomunicazioni ha portato nelle nostre vite sono innumerevoli e tutti li hanno lodati, almeno in un primo momento.

Poi, col tempo, abbiamo preso maggior confidenza con questi nuovi strumenti: abbiamo imparato a conoscerne non solo i lati positivi ma anche quelli critici, diventando più abili nell’utilizzarli e ponendoci domande che, inizialmente, non avevamo considerato.

Ad esempio, vi siete mai chiesti che fine fanno tutti i messaggi inviati su Facebook e Whatsapp? Arrivano al destinatario, certo, ma non solo. Lo stesso vale per le mail che ci scambiamo con Gmail, per le ricerche che facciamo su YouTube, per le destinazioni che impostiamo su Google Maps, per i trasferimenti di denaro che effettuiamo tramite internet banking e PayPal, e via dicendo.
Il web, negli anni, si è trasformato in un enorme serbatoio che raccoglie dati di ogni genere, molti dei quali riservati, almeno finché qualcuno non riesce ad impadronirsene, come accaduto in passato a Yahoo, ad esempio.

web privacy dati personali

La condivisione continua su cui il web è fondato ci invita a riflettere sulle informazioni personali di cui lasciamo traccia ogni giorno, anche svolgendo operazioni banali come una videochiamata su Skype: si potrebbe parlare di invasione della libertà individuale?

 

Realtà o fantascienza?

Forse è la stessa domanda che si sono posti gli artisti che hanno partecipato alla mostra The Glass Room, svoltasi lo scorso dicembre a New York: ambientata in una sala con pareti bianche e arredo minimalista, popolata da schermi, espositori e tablet, l’esposizione catapultava i visitatori in una dimensione ultratecnologica, di cui venivano messi in luce limiti e contraddizioni. Per dare un’idea dello spirito di denuncia delle opere basta citarne alcune, tra cui:

  • una dimostrazione interattiva di Churchix, un software di riconoscimento facciale che permette di memorizzare l’identità delle persone che entrano in un edificio;
  • un libro contenente 5 milioni di password rubate a LinkedIn nel 2012;
  • uno schermo su cui venivano proiettate le informazioni raccolte da tutti i dispositivi vicino alla galleria con Wi-Fi attivo.

Fantascienza? Niente affatto: pura realtà. I progressi delle telecomunicazioni hanno reso il tracciamento di ciascuno di noi, delle nostre abitudini e delle nostre relazioni personali qualcosa di incredibilmente semplice e accessibile, di fronte a cui non possiamo che interrogarci riguardo al valore della libertà nel mondo attuale.

 

Libertà e corpo digitale

A tale proposito è interessante l’espressione “corpo digitale”, coniata dal giornalista e scrittore Luca Poma, nell’intenzione di definire “la ricostruzione di tutte le informazioni che produciamo nelle nostre interazioni digitali di qualsiasi tipo, costantemente aggiornate e archiviate in una miriade di piattaforme diverse, che fanno propri tutti i dati che ci appartengono, ma soprattutto ‘disegnano’ i confini di chi noi siamo”.

Questa idea va ben oltre il concetto di identità digitale, perché conferisce fisicità e concretezza a qualcosa che, finora, era stato considerato astratto, come la reputazione on-line o l’immagine social di un personaggio qualsiasi, inclusi noi stessi. Il corpo digitale è qualcosa di reale che può influenzare il nostro umore, renderci dipendenti e suscitare attrazione, persino: non per niente Instagram deve il proprio successo anche ai filtri da applicare alle fotografie, che migliorano l’aspetto del soggetto.

 

Non che l’uso della tecnologia sia da evitare: è vero che questi strumenti hanno dei risvolti che possono limitare la nostra libertà individuale in varia misura, ma è altrettanto vero che semplificano la nostra quotidianità sotto moltissimi aspetti, perciò una reazione simile sarebbe controproducente, oltre che eccessiva.

L’importante è imparare a mantenere il controllo dei propri stati d’animo, così da non lasciarsi condizionare in modo determinante dalle circostanze esterne, reali o virtuali che siano: questo è il solo modo efficace per proteggere la propria libertà di pensiero e di azione da qualsiasi influenza.

libertà personale

 

Come sviluppare la libertà mentale

La PNL, disciplina che studia la connessione tra processi neurologici, linguaggio e comportamento, ha ampiamente dimostrato che la realtà oggettiva e quella da noi percepita non sono identiche: nel momento stesso in cui percepiamo un suono, un odore, un colore o viviamo un’esperienza, la filtriamo attraverso i nostri sensi, pensieri e ricordi, trasformando tutto questo in modo soggettivo. Ciò significa che anche le esperienze a primo impatto negative, se affrontate con lo stato d’animo adatto, possono essere trasformate in qualcosa di positivo e costruttivo per il nostro benessere individuale, liberandoci così da pensieri dannosi e dalle influenze nocive.

Ecco un esercizio che può aiutare la nostra mente ad essere più libera e autonoma, allontanandoci dagli elementi che ostacolano lo sviluppo delle nostre potenzialità:

  1. ricordiamo le immagini che di solito visualizziamo quando abbiamo un problema che ci preoccupa:
    – quanto sono grandi?
    – sono in bianco e nero o a colori?
    – sono chiare o scure?
    – sono immagini ferme o dei filmati?
    – siamo anche noi parte dell’immagine o la guardiamo da lontano?
    – che suoni sentiamo?
    – che cosa ci diciamo dentro di noi, e con che tono di voce?
    – quali sensazioni proviamo, e in quale punto del corpo?
  2. proviamo a modificare gli elementi tipici delle immagini che stiamo ricordando, in modo da assumerne il controllo. Ad esempio:
    – rimpiccioliamo le immagini, rendiamole più scure, priviamole dei colori e allontaniamole;
    – cambiamo il tono della nostra voce interiore, rendendolo più caldo;
    – cerchiamo di spostare le sensazioni dalla parte del corpo in cui la sentivamo prima ad un’altra;
  3. sforziamoci di sostituire queste immagini con altre di qualità completamente diversa:
    – visualizziamo figure vivide, luminose, colorate, grandi, vicine a noi e il più reali possibile;
    – rivolgiamoci a noi stessi con frasi incoraggianti e motivanti, usando un tono di voce sicuro e squillante;
    – percepiamo nel nostro corpo sensazioni piacevoli, allegre, rassicuranti, che ci trasmettano goia e benessere.

Ripetiamo questo esercizio più volte, ripensando a diverse immagini e circostanze in cui ci siamo sentiti in difficoltà. Col tempo impareremo a trasformare i nostri stati d’animo in modo sempre più rapido, diventando capaci di associare emozioni positive anche a situazioni dalle quali, in passato, ci siamo lasciati scoraggiare.
Questo ci aiuterà a non essere più in balia dei casi fortuiti della vita, ma a riacquisire fiducia in noi stessi e nelle nostri doti interiori, permettendoci di dispiegare liberamente il nostro potenziale nascosto in tutta la sua forza!

 

Come fare per proseguire in questo percorso di sviluppo personale?

Le conoscenze e le tecniche sviluppate dalla PNL sono molte e vanno dalle più semplici alle più complesse: se vuoi saperne di più e incontrare personalmente Robert Dilts, autore, coach ed esperto mondiale di PNL, clicca qui.

Scoprirai tutti i dettagli su Il Coraggio di Cambiare, il corso a cui Robert Dilts prenderà parte insieme a Giorgio Nardone e Jeffrey Zeig. Partecipando potrai acquisire gli strumenti più utili per conoscere fino in fondo te stesso, i tuoi desideri e iniziare il cammino verso la piena realizzazione della vita che hai sempre voluto!

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Il Coraggio di Cambiare Life Strategies

GESTIRE IL CAMBIAMENTO GRAZIE A UN MENTORE INASPETTATO!

La prima volta che gli italiani hanno potuto vederlo risale a quasi 40 anni fa.  Precisamente il 4 aprile 1978, sulla storica “Rete 2” Ufo Robot, l’indimenticabile cartone giapponese, faceva la sua prima apparizione nel bel Paese.

Se nel 1978 la prima puntata veniva guardata su uno schermo che, fino all’anno precedente, conosceva solo il bianco e nero, oggi quello stesso episodio viene cercato in streaming online o magari direttamente su Youtube dallo smartphone, ed è l’argomento di web forum a cui chiunque può partecipare virtualmente da ogni parte del globo.

In soli 40 anni il mondo che ci circonda e i costumi sono cambiati radicalmente.

La rivoluzione digitale innescata dall’avvento di internet è un vero e proprio spartiacque della società odierna, in cui convivono i cosiddetti “millenials” o “nativi digitali” e i figli dell’era Goldrake.

Quando si dice appartenere a due generazioni diverse: da un lato i nati a ridosso del millennio, che sanno usare intuitivamente tutti gli strumenti digitali e hanno totale padronanza sia di internet che dei social network, dall’altro gli ultraquarantenni, che in breve sono stati catapultati in un contesto completamente diverso da quello in cui sono cresciuti.

La generazione over 40, infatti, non ha avuto modo di scoprire le nuove tecnologie crescendo, lasciandosi guidare dalla naturale curiosità, ma è stata costretta ad adattarsi velocemente a tutti i cambiamenti che ne sono derivati.

E se il ragazzino che rimaneva incollato allo schermo guardando le gesta di Actarus sarebbe stato entusiasta di questa rivoluzione, l’uomo maturo che la affronta oggi spesso storce il naso.

millenials

 

La trasformazione del mondo del lavoro, ad esempio, è stata radicale, oppure pensate ai neologismi che sono stati introdotti nel linguaggio corrente: incomprensibili per intere generazioni di adulti, tanto da ostacolare ulteriormente la già difficile comunicazione tra genitori e figli.

Le nuove tecnologie hanno comportato una profonda trasformazione, al punto da generare un senso di ansia ed esclusione in chiunque non sia stato pronto ad adeguare i propri processi mentali ai nuovi ritmi della società.

Ovviamente l’avvento del digitale è solo un esempio delle centinaia di trasformazioni a cui la vita ci sottopone costantemente, sfidando la nostra capacità di adattamento e lettura dell’ambiente.

Per gestire al meglio periodi come quello che stiamo vivendo ci sono diverse tecniche che permettono di non essere in balia del cambiamento, ma anzi di controllarlo.

 

Una di queste è il “mentoring”, una tecnica sviluppata dalla Programmazione Neurolinguistica che consiste nell’assumere il punto di vista di un’altra persona in modo tale da percepire, interpretare e pensare esattamente come se fossimo lei.

Il mentore scelto non dev’essere necessariamente qualcuno che conosciamo da vicino: può essere un autore che stimiamo, il protagonista di un film che ci emoziona, un intellettuale che troviamo particolarmente acuto… Qualsiasi soggetto, insomma, che per qualche sua capacità riteniamo più capace di noi di affrontare una situazione in cui siamo in difficoltà.

Per utilizzare più efficacemente questa strategia dobbiamo porci delle domande che ci aiutino a immedesimarci nel nostro mentore, ad esempio:

– cosa farebbe lui/lei in questa situazione per risolverla?
– come reagirebbe a un evento del genere?
– che consigli mi darebbe per superare l’indecisione?
– chiederebbe aiuto? A chi si rivolgerebbe?

Simili quesiti ci aiutano a guardare una particolare circostanza con occhio imparziale e a non farci trasportare dalle nostre emozioni e dal nostro passato.

mentoring

 

Questo è tanto vero sia nella vita privata che al lavoro. Ad esempio, se il compito di un genitore è far fare i compiti al proprio figlio, il mentore da utilizzare in questo caso potrebbe essere una celebrità o un personaggio di fantasia verso cui i figli nutrono particolare stima, in modo da ricreare quel rapporto di fiducia che essi rivolgono al di fuori dell’ambiente familiare.

Oppure, nel caso si debba consegnare un lavoro importante che implica, magari, anche una presentazione in pubblico, potremmo calarci nei panni di un manager, un giornalista o un formatore che, coi suoi consigli, rappresenta per noi un punto di riferimento professionale.

In un certo senso anche il protagonista di Ufo Robot applica il mentoring quando usa Goldrake in battaglia, assumendone le sembianze e trasformandosi così in un supereroe che protegge la terra da invasioni aliene.

Grazie a questo metodo è possibile raggiungere subito risultati concreti e liberarsi dall’ansia provocata da bruschi cambi di scenario o situazioni inaspettate.

Così, se questo nuovo anno si preannuncia carico di cambiamenti e vuoi scoprire come gestirli al meglio, clicca qui.

Potrai scoprire, oltre al mentoring, alcune tra le migliori tecniche che ti permetteranno di gestire efficacemente il cambiamento nella tua vita, così da indirizzarlo esattamente nella direzione che hai scelto per te.

Grazie alle più innovative ricerche di Robert Dilts, Giorgio Nardone e Jeffrey Zeig, che si riuniranno insieme per la prima volta, potrai venire in contatto con i più efficaci strumenti derivanti da PNL, Terapia Breve Strategica e Ipnosi Ericksoniana, e finalmente vivere il futuro per quello che è: un insieme di grandiose possibilità!

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Immagini tratte da Google immagini.

 

 

Come riconoscere le emozioni e gestirle

Prenditi 5 minuti di pausa e ripensa alla tua giornata di ieri: come la definiresti?

Stressante? Produttiva? Noiosa? Frenetica? Prova a descriverla con una sola parola.

Ora che hai trovato un aggettivo, rispondi a questa domanda: ti sei sentito così per tutto il giorno o hai cambiato diversi umori nel corso delle ore?

Sicuramente in alcuni momenti sarai stato più allegro, in altri più nervoso, in certi ti sarai sentito stanco oppure pieno di energia, e così via: se ci rifletti, scoprirai di aver attraversato tanti stati d’animo diversi nel corso delle ultime 24 ore.

Passare continuamente da uno stato emozionale ad un altro è assolutamente normale: tutti viviamo esperienze psicologiche diverse a seconda del momento, senza neanche rendercene conto. È proprio la mancanza di consapevolezza a rendere impossibile il controllo dei nostri stati interni.

Ti sembra un terreno inesplorato o qualcosa di troppo complicato? Non ti preoccupare! Robert Dilts, uno dei massimi esperti al mondo di Programmazione Neurolinguistica, svela qual è la tecnica migliore per riconoscere le proprie emozioni e gestirle.

La PNL dimostra che la nostra condizione emotiva, in un dato istante, influenza il modo in cui percepiamo le esperienze e anche il modo in cui rispondiamo ad esse. Perciò, se vogliamo essere padroni delle nostre sensazioni e delle nostre reazioni agli stimoli, il primo passo da compiere è fare un inventario degli stati emozionali interni e imparare ad assumere quello di volta in volta più adatto a raggiungere gli obiettivi.

Per individuare gli stati interni bisogna porre l’attenzione sulle posture (gesti, respirazione, movimenti), sulle submodalità (temperatura, luci, suoni) e sulle emozioni che li caratterizzano. In altre parole, dobbiamo diventare consapevoli sia di come ci muoviamo nello spazio, sia dell’ambiente che ci circonda, sia delle sensazioni che proviamo mentre sperimentiamo una specifica condizione emotiva.
Una volta catalogati più stati emozionali interni possibile, bisogna imparare come entrarvi ed uscirne a nostro piacimento, assumendone pieno controllo.

Dilts spiega che il miglior strumento per controllare gli stati interiori è il cosiddetto “ancoraggio”: esso permette di stabilire dei segnali in grado di riportare alla nostra mente tutti gli elementi distintivi di una certa condizione emozionale, in modo da ricrearla e quindi riattivarla.

Emozioni

Ph. by Rodion  Kutsaev

Ci sono vari tipi di ancore:

  1. le ancore spaziali: consentono l’accesso ad uno stato interno tramite una posizione.
    Come fare?
    Scegliete una posizione da associare a una condizione emotiva specifica ed assumetela. Mentre siete in questa posizione individuate posture, submodalità ed emozioni tipiche dello stato da riattivare. Una volta catalogati tutti gli elementi distintivi dello stato emozionale, abbandonate la posizione. Fatto ciò, esercitatevi più volte a riprendere la posizione della vostra ancora spaziale finché questa non vi permetterà di riaccedere automaticamente allo stato interiore.
  2. le ancore interne: permettono l’accesso a uno stato interno grazie a un colore o ad un suono.  Sappiamo che le submodalità dell’ambiente circostante influenzano la nostra condizione emotiva: usare un’ancora interna significa esercitarsi a riattivare un certo stato ogni volta che vediamo un determinato colore o che ascoltiamo un suono preciso.
  3. il “mentoring”: è un tipo particolare di ancoraggio con cui ci si mette nei panni di un mentore a nostro piacimento (reale o immaginario, in forma umana o non) ogni volta che vogliamo risvegliare alcune capacità riconosciute a lui ma non a noi stessi. Questo tipo di ancora ci aiuta a far affiorare in superficie doti sopite dentro di noi.

Dilts fa vari esempi pratici su come usare l’ancoraggio per muoversi tra diversi stati interni e spiega che l’unico modo per padroneggiare pienamente questo processo è esercitarsi il più possibile.

Usando la tecnica dell’ancoraggio descritta da Dilts possiamo imparare a calarci negli stati emozionali tipici delle 6 fasi del ciclo delle convinzioni, con cui è possibile avviare cambiamenti profondi nella percezione del mondo e di noi stessi. Ogni fase, infatti, è caratterizzata da una precisa condizione emotiva: per padroneggiare l’intero ciclo è indispensabile imparare a muoversi tra le emozioni che lo compongono. Quando saremo capaci di fare questo, potremo ripercorrere il ciclo ogni volta che abbiamo bisogno di attivare il cambiamento o raggiungere un obiettivo.

La PNL offre diversi strumenti e tecniche utili ad operare trasformazioni radicali nel modo di rapportarsi alle esperienze e agli altri, con lo scopo di realizzare il proprio potenziale. Di come riconoscere gli stati interni e influenzarli in modo che diventino il motore di un grande cambiamento parleremo a Rimini il 2 e 3 giugno durante il corso “Il Coraggio di Cambiare” con Robert Dilts, Giorgio Nardone e Jeffrey Zeig. Sarà un’occasione unica per scoprire tutti i metodi che favoriranno il tuo sviluppo personale! Contattaci per informazioni.

Il Coraggio di Cambiare: corso con Robert Dilts, Giorgio Nardone e Jeffrey Zeig

Convinzioni autolimitanti: come trasformarle in risorse potenzianti

Ci sono convinzioni che determinano più di ogni altra cosa i nostri pensieri, le nostre azioni e che danno  significato ad ogni esperienza della nostra vita. Sono esse forme di pensiero che condizionano il raggiungimento dei nostri obiettivi fino a precluderne la realizzazione.

Non sono sempre positive e potenzianti. Le convinzioni possono essere in molti casi negative e autolimitanti.

Robert Dilts, uno dei massimi esperti mondiali di Programmazione Neurolinguistica, nel libro Il potere delle parole e della PNL spiega come le convinzioni autolimitanti si manifestino in diversi modi e contesti.

Ti è mai capitato di sentirti senza speranza perché un obiettivo ti sembrava irraggiungibile? Hai mai avuto una sensazione di impotenza determinata dalla scarsa fiducia nelle tue capacità? Hai mai avvertito la frustrazione di non essere all’altezza dell’obiettivo che desideravi tanto raggiungere?

Se pensi di aver vissuto almeno una di queste condizioni nel corso della tua vita, allora sei stato sicuramente vittima di una delle tue convinzioni limitanti.

Come fare dunque a superarle, realizzando pienamente se stessi?

La soluzione arriva dalla PNL, un approccio nuovo ed efficace alla comunicazione e allo sviluppo personale.

La vita di ogni giorno ci mette davanti a sfide che ci spaventano e a domande per le quali non sempre abbiamo delle risposte: in famiglia, come pure a lavoro o in altri ambiti della nostra quotidianità, siamo messi costantemente alla prova.
Le difficoltà ci spingono il più delle volte ad abbracciare vecchi schemi di pensiero e a rintracciare in essi le ragioni per cui rimanere fermi nella nostra comfort zone.

Secondo Dilts, tra le altre cose, la PNL può trasformare una convinzione autolimitante in una convinzione potenziante in quanto ci aiuta a capire quali sono le sfide e i quesiti da cui fuggiamo e per quale motivo lo facciamo. In questo modo, i limiti che prima ci imprigionavano si trasformano, in realtà, in risorse capaci di spronarci ad agire e ad aprirci al cambiamento.

Il coraggio di Cambiare, risorse potenzianti

Perché ciò avvenga, spiega Dilts, occorre  assumere il controllo del cosiddetto “ciclo naturale di cambiamento delle convinzioni”.
Questo ciclo, nel corso degli anni, è applicato inconsciamente da ognuno di noi, secondo il naturale processo di sviluppo personale: la PNL ci offre gli strumenti necessari  a padroneggiarlo in modo consapevole, senza sforzo, attraverso l’esercizio pratico nella nostra quotidianità.

La formula suggerita è di facile applicazione. Basta far uso di quel linguaggio, verbale e non verbale, capace di produrre effetti positivi sulle nostre emozioni, sui nostri atteggiamenti e più in generale sulla nostra vita.

Per sfruttare a nostro vantaggio il ciclo di cambiamento delle convinzioni, dobbiamo prestare attenzione alle posture che assumiamo, alle submodalità sensoriali che ci circondano e alle sensazioni che proviamo mentre attraversiamo le fasi del ciclo.
Per ogni fase, memorizziamo i gesti, la nostra respirazione, la luce e i suoni in cui siamo immersi, e concentriamoci su come ci sentiamo: questi sono i dettagli che caratterizzano il nostro stato interno in quella precisa fase.

Una volta che siamo consapevoli dei nostri stati interni in ogni fase, quello che dobbiamo fare è semplicemente ricrearli ogni volta che vogliamo percorrere il ciclo per trasformare una convinzione limitante in potenziante.
Con l’esercizio diventeremo abili a farlo in modo naturale e spontaneo: basta allenarsi!

Robert Dilts approfondirà quest’argomento con esercitazioni pratiche a Rimini il 2 e 3 giugno durante il corso Il Coraggio di Cambiare . Partecipando potrai scoprire insieme a lui le strategie di Programmazione Neurolinguistica più efficaci per superare le convinzioni autolimitanti e promuovere il cambiamento; inoltre potrai capire meglio te stesso e a raggiungere i tuoi obiettivi con Jeffrey Zeig e Giorgio Nardone grazie all’Ipnosi Ericksoniana e alla Terapia Breve Strategica. Scopri subito tutti i dettagli.

Il Coraggio di Cambiare: corso con Robert Dilts, Giorgio Nardone e Jeffrey Zeig