La differenza tra essere Felici e essere Contenti

Vi siete mai soffermati sulla differenza tra l’essere felice e l’essere contento?

Secondo Igor Sibaldi, scrittore, studioso di teologia ed esperto di psicologia dell’inconscio, c’è un’enorme differenza sia nel significato dei due termini, sia nelle azioni che coinvolgono queste due condizioni esistenziali.

Siamo abituati a pensare che contentezza e felicità siano sinonimi, tuttavia il loro significato indica uno stato dell’anima differente.

È meglio essere felice oppure essere contento?

Scopriamo insieme la risposta.

 

Essere Contenti: lo stato di Benessere

La parola “contento” viene dalla parola “contenere” e ci fa pensare ad un contenitore dove, per sua natura, possiamo inserire solo una certa quantità di elementi, in base al limite dettato dalla capienza del contenitore, come un vaso che può contenere solo una determinata quantità di terra.

Ciò significa che la persona contenta si contiene nelle sue azioni: sta bene nel mondo di cui fa esperienza ogni giorno e questo status quo la fa sentire protetta. Rimane nel suo vaso.

Conosciamo questo concetto con il termine comfort zone, una condizione che ci dà una sensazione di benessere e… contentezza.

Quindi, accontentarsi vuol dire contenersi e “chiudersi”, un po’ come se fossimo in una scatola. Una persona contenta della propria vita si rinchiude in ciò che già ha ed in ciò che già è. Non lascia spazio ad imprevisti o a tentativi di esplorare qualcosa di nuovo, che potrebbe rivelarsi rischioso. La sua ricerca di certezze la tratterrà nel rassicurante status quo.

Si tratta di una condizione statica, che implica un blocco nella propria crescita personale. Eppure, anche le persone contente possono avvertire la mancanza di qualcosa di profondo del quale non hanno piena coscienza, qualcosa di impalpabile, che sfugge alla loro comprensione.

 

La Felicità porta novità

Quali sono le caratteristiche di una persona felice?

Possiamo capire meglio il significato del termine “felicità” se pensiamo alla parola inglese happy.

“Happy” viene dal verbo “to happen” e significa “accadere”. Quindi, la persona felice è quella che lascia che le cose accadano nella sua vita.

In italiano, il termine “felicità” deriva da “felix”, che significa fertile. La felicità rappresenta la fertilità di avvenimenti, lasciare che, attraverso di noi, la vita accada. Se siamo felici generiamo continuamente cose nuove semplicemente perché quello che già abbiamo non ci è sufficiente.

La persona felice si sente libera di essere se stessa e si apre al mondo esprimendo i propri bisogni e la propria curiosità. Vuole che le cose accadano e non teme l’imprevedibilità, anzi, la accoglie con entusiasmo e desiderio, mettendosi in gioco nel cambiamento.

Possiamo essere felici: possiamo guardarci intorno, possiamo aprirci al nuovo e possiamo iniziare a desiderare che qualcosa ci accada, uscendo da quella scatola che tenta di rinchiuderci. Se siamo felici possiamo scrivere una nuova storia, tutta nostra.

 

 

Quando sei Felice non torni più indietro

“Per essere felice devi essere diverso.”
Igor Sibaldi

 

Le persone felici rompono i ponti con il passato e cambiano radicalmente, creando la propria vita momento dopo momento, in base ai desideri che realizzano e alle scoperte a cui giungono.

“La felicità è semplicemente quel senso che ci fa sentire bene quando facciamo, pensiamo, diciamo ciò che è bene per noi, e ci dà sensazioni sgradevoli o deprimenti in caso contrario. Non vi è guida migliore nella vita d’ogni giorno”, dice Sibaldi.

La felicità è un senso come l’udito o l’olfatto ma, mentre i nostri cinque sensi sono rivolti all’esterno, la felicità agisce dentro di noi. La felicità è la migliore compagna che potremo mai avere per realizzare chi siamo davvero, permettendoci di conoscerci a fondo e guidandoci verso il miglior futuro che potremmo mai desiderare.

 

Il metodo per diventare Felici

“Il paradosso è che per essere Happy bisogna essere scontenti”, afferma Sibaldi.

Cosa vuol dire?

Essere scontenti significa non essere soddisfatti di ciò che già abbiamo.

Tutto quello che ci rende scontenti ci stimola ad uscire per un istante da quel vaso o quella scatola che ci sta contenendo. La scontentezza è un segnale che il mondo che abbiamo attorno non ci è più sufficiente, perciò dobbiamo cercare qualcosa di nuovo, renderci conto che possiamo realizzare molto di più nella nostra vita e sviluppare a pieno le nostre capacità sopite.

 

 

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