I 5 passi per ritrovare equilibrio e pace del cuore

pace nel cuore

Quando per qualche ragione pensiamo che la vita ci abbia colpito ingiustamente, tendiamo a provare rabbia, delusione, amarezza. Sentimenti che ci avvolgono completamente, consumandoci all’infinito.

Sono riflessi del nostro animo ferito che, dopo una fase di normale abbandono, cedono il passo ad un malessere profondissimo, capace di spegnere ogni altro entusiasmo e farci diventare duri e astiosi nei confronti di chiunque provi a farci del bene.

La rabbia e l’odio provati verso un marito o una moglie che ci ha traditi e lasciati, verso un genitore che non ci ha amati abbastanza, verso un amico che ci ha pugnalato alle spalle, un fratello che ha disatteso i valori di un’infanzia comune o un progetto che non è andato come avremmo voluto sono molto diffusi.

Ognuno di noi, leggendo quest’articolo, può rintracciare nella propria storia un risentimento causato da fatti simili e vederci l’inizio o la fine di una nuova fase della propria esistenza, dominata da sentimenti meno positivi del passato e comunque protesi a ricercare in una qualsivoglia azione di rivalsa, l’opportunità di veder pareggiati almeno i conti.

dolore
Vivere per la “vendetta”, chiamiamola così, o per il “risarcimento” morale dei danni subiti, è solo una perdita di tempo, l’occasione di una nuova infelicità.

Ci sono passata, lo so cosa vuol dire provare tanta rabbia verso qualcuno, sentire il cuore impazzire dal dolore, non riuscire a pensare ad altro che fargli provare lo stesso. Ho attraversato tutto quello che c’era dentro e alla fine del percorso vi ho trovato risorse che non pensavo di possedere.

Liberarsi dal risentimento e dalla rabbia è come uscire dalla più cupa e tetra delle prigioni. Perché odiare costa troppe energie e non porta a nulla, se non a stare più male. Se non altro perché, ragionando in termini di rivalsa, non c’è miglior vendetta che essere felici e realizzati al cospetto di chi ci ha fatto del male. Ma se investiamo le nostre energie nel pensare al male da fare a qualcuno o a quello che quel qualcuno ci ha fatto, cosa rimane da investire per la nostra felicità?

Ragionavo di questi temi l’altro giorno al tavolino di un bar con un’amica carissima. La sua storia e i suoi dolori, molto simili a quelli che ho provato io in passato, mi hanno dato lo spunto per una riflessione più ampia, che vorrei condividere.

Il male fa parte della vita e per fortuna, perché altrimenti non potremmo godere delle gioie derivate dal fare e ricevere il bene a cui aspiriamo.

Ho imparato a considerare ogni dolore uno strumento di evoluzione interiore.

“Lasciando andare il passato… vendetta e morte non hanno più significato”.

Queste parole, tratte da un bellissimo libro di Dan Millman, I viaggi di Socrate, sono un balsamo che scende dolce sulle tante, troppe volte in cui tendiamo a crogiolarci nella morsa dei “se avessi detto”, “se avessi fatto”, inutilmente. Il passato è passato e nessuno potrà mai cambiarlo. Dobbiamo piuttosto imparare ad accettarlo, facendo pace con ciò che in esso è lezione di vita e strumento di elevazione ad uno stadio più alto della nostra esistenza.

La meditazione aiuta a distinguere chiaramente ciò che c’è dentro: ci fa capire gli errori, i perché, perfino i “cosa”, i “come” e i “dove” della nostra vita.

meditazione

Ogni volta che ho concentrato l’attenzione su certi pensieri ed emozioni, ho raggiunto un elevato grado di consapevolezza e ho provato un sentimento bellissimo e potentissimo: la gratitudine verso chi mi aveva fatto del male, per avermi permesso di diventare più forte.

Potrei dire che ho percorso la strada del “guerriero di pace”, come la definirebbe Millman, e che lungo quella strada ho incontrato la persona che sarei voluta diventare.

 

“Chi è in guerra con sé stesso viene sempre sconfitto. Ti supplico, fai pace dentro di te…”, dice il maestro Serafim all’aspirante guerriero Socrate, deciso a vendicare l’assassino della moglie e del figlio neonato. “Non tutti i sentimenti devono trasformarsi in azione. Che tu rimanga qui o che te ne vada, consegna la tua vita ad una volontà più alta”, gli dice con uno slancio quasi disperato.

È incredibilmente bella la storia che ci regala Dan Millman e la cosa incredibile è che, sebbene ne abbia dato contezza Hollywood, non tutti hanno colto l’elemento autobiografico e più profondo che contiene al suo interno.

C’è in ogni parola e riferimento pratico, una chiave di lettura della vita.

E colpisce che alcune di esse arrivino al cuore in modo così diretto da farlo tremare e piangere di commozione.

Socrate, l’antico filosofo greco questa volta e non il personaggio descritto da Millman, da cui pure esso prende il nome, diceva ai giovani ateniesi che la saggezza inizia dalla meraviglia. Ed è vero!

L’intelletto ci aiuta a capire come arrivare alla porta del paradiso, ma solo la saggezza del cuore può aprire quella porta e illuminare il nostro cammino.

Il paradiso è l’oasi di pace interiore che siamo in grado di costruirci ed è in grado di infonderci un equilibrio solido, che nessuno può portarci via.

Ottenere l’equilibrio di cui parlo è il risultato di un lavoro costante e certosino, che ha risvolti positivi nel tempo, solo se siamo disposti e cercare nel lungo termine le soddisfazioni del nostro divenire.

Ecco i 5 step per ottenerlo:

  1. Semplificare, fare pulizia delle relazioni e delle situazioni che non ci fanno stare bene. A cominciare da quelle negative, che sono nocive alla salute interiore. O alle cose, da quelle inutili conservate negli armadi a quelle, decisamente troppo ingombrati, conservate nelle nostre borse (qua parlo più alle donne che agli uomini! 🙂 ).
  2. Essere nel “qui ed ora” sempre e comunque, anche quando la mente vorrebbe volare altrove, nel passato dei nostri ricordi o nelle ansie per i giorni futuri. Bisogna imparare ad accorgersi quando sta andando in un’altra dimensione temporale e fermarla prima che sia tardi. Come? Basta essere concentrati sui pensieri che si stanno facendo in un dato momento e dominarli, cambiarli, ridimensionarli. Un’operazione non facile all’inizio, ma di semplice attuazione quando si impara a praticarla.
  3. Avere fiducia che “non può piovere per sempre”. Questa frase è una verità assoluta da tenere a mente in ogni circostanza. Ogni stato d’animo o problema o evento ha un inizio e una fine. È quella che Eric dice a Sarah, citando il verso di una sua canzone, nel film “Il Corvo”, alludendo non certo ad una condizione metereologica, ma ad una metafora di vita. È vero infatti che le cose non possono andare sempre male, non si può essere sempre sfortunati o infelici. Alla fine torna sempre il sereno, anche nelle nostre vite, per cui mai perdere la speranza che tutto abbia un’evoluzione positiva e praticare piuttosto la pazienza, non a caso definita “virtù dei forti”.
  4. Dominare le emozioni fino a renderle alleate delle nostre giornate. La tentazione di abbandonare tutto c’è sempre, ma bisogna trovare la forza di portare a termine gli incompiuti del nostro quotidiano come quelli della nostra vita. Il “fare”, a qualunque livello, dona gioia e serenità. Posso garantirlo!
  5. Sorridere, sempre, di tutto, anche di noi stessi. Non dico ridere di ciò che ci succede, che pure non sarebbe male ogni tanto, ma di sdrammatizzare e alleggerire il peso delle ingiunzioni che facciamo a noi stessi per non essere stati all’altezza o in grado di… Insomma, parliamoci chiaro! Gli errori li fanno tutti, se siamo disposti a perdonare quelli degli altri, perché non dovremmo avere uno sguardo meno severo verso i nostri?

Mettere in pratica questi cinque suggerimenti può aiutarci a ritrovare l’equilibrio quando sentiamo di averlo perduto, poi sta a noi iniziare un cammino di crescita interiore e personale in grado di farlo divenire perno di un’evoluzione più ampia.

Alcune persone hanno il coraggio di “morire”, in tutti i sensi in cui questa parola può essere declinata nel nostro linguaggio colloquiale, ma non hanno il coraggio di vivere… Pazzesco, vero?

Ho pensato proprio a loro quando ho deciso di organizzare il Life Forum, il più grande evento di crescita personale mai realizzato in Italia, che si terrà sabato 27 e domenica 28 ottobre 2018 a Milano, al quale prenderà parte, tra gli altri, Dan Millman in persona. Ritengo che le due giornate di conferenza ed esercitazioni potranno essere un valido aiuto ad individuare la strada giusta per ognuno di noi, quella che, una volta intrapresa, può bastare a farci essere felici per tutta la vita.

Non si tratta della VIA. Non ce n’è una universale che va bene per tutti. A Milano approderemo con i nostri problemi e ci impegneremo a trasformarli in soluzioni per la nostra esistenza, trovando la strada migliore per realizzare quanto desideriamo e perseguiamo.

Ciò che accadrà, una volta lì, sarà divenire consapevoli di non essere più soli e adottare le strategie necessarie per andare oltre ed essere finalmente felici.

“A volte facciamo noi le nostre scelte, altre volte la vita le fa per noi. E può accadere che comprendiamo che il momento in cui ci troviamo è stato preparato dal passato”, dice Dan Millman. Se questo è, dobbiamo ripartire da esso per cambiare la nostra vita e farla essere quell’oasi di amore e pace che meritiamo!

“Ho una storia triste da raccontare e una gioiosa. Alla fine ho scoperto che sono una sola, perché il dolce e l’amaro hanno ognuno la propria stagione e si alternano come il giorno e la notte, anche quando sono ormai al tramonto”.

                                                                                       (dal diario di Socrate, di Dan Millman)

 

 

L’energia femminile che cambia il mondo

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Conosco tante donne che desiderano migliorare la propria condizione e si impegnano ogni giorno per conciliare i tempi della vita personale con quelli della vita professionale, senza rinunciare ad essere sé stesse fino in fondo. Sono mogli, madri, colleghe, amiche, sorelle, figlie. Sono piene di talento e disposte a grandi sacrifici per metterlo a frutto, quasi mai consapevoli del loro grande valore, sempre protese ad aiutare gli altri e capaci di occuparsene con amore.

Questo articolo è dedicato a loro, ma anche agli uomini che vogliono comprenderle e imparare a viverle intimamente.

Scriverlo mi dona una pace immensa, perché anche quando lo si voglia leggere con superficialità, questo articolo è privo di qualunque logica femminista.

Penso che le donne abbiano l’innata capacità di approfondire questioni complesse. Lo fanno da quando sta in piedi il mondo e continueranno a farlo perché, anche quando non lo vorrebbero, sono più disposte a mettersi in gioco e a ricercare in sé stesse autostima e consapevolezza.

Ne ho conosciute tante in questi anni, ai seminari di Life Strategies. Anime dolci e gentili, dotate di straordinaria forza.

Sara Pagnanelli a un seminario Life Strategies

È a loro che devo parte di questo progetto, compresa l’idea di organizzare il Life Forum, un evento che, oltre ad essere il più cliccato di sempre sui social, sta riscuotendo un successo incredibile di adesioni.

La formazione professionale è una necessità, ma la crescita personale è una scelta di vita. Le donne sono più disposte a compierla, vivendone con coraggio le molteplici implicazioni.

Louise L. Hay, scrittrice statunitense e autrice del bestseller mondiale “Puoi guarire la tua vita”, considerato uno dei testi fondamentali del pensiero positivo, ha scritto che “rafforzare il potere delle donne è la cosa migliore che possiamo fare per il pianeta. Quando le donne vengono represse, tutti perdono. Quando le donne vincono, tutti noi vinciamo”. Lei, con un’infanzia segnata da un patrigno aggressivo e una violenza sessuale subita da un vicino di casa quando aveva solo cinque anni, ha saputo reagire ai tanti dolori della vita, trasformandoli in amore da dare agli altri.

“Il potere del pensiero femminile”, come lo definirebbe Lucia Giovannini, insegnante del metodo di Louise Hay in Italia, è un mix di intuizione, amore, intimità, connessione, significato. Un’energia intensa e sublime, che bisogna imparare ad accrescere dall’interno, per farne il perno di un cambiamento che è anche miglioramento della propria vita.

Lucia Giovannini, Life Forum - Life Strategies
Lucia Giovannini

Mentre scrivo penso alle tante donne che hanno fatto la storia del mondo. Penso a quelle che hanno lottato per affermare sé stesse in contesti ed epoche ostili. Penso alle tante che ancora vivono i condizionamenti della società e li combattono. Penso alla gioia delle donne al volante, per la prima volta, in Arabia Saudita, ma anche a quelle che stringono i denti, aspettando nuove libertà.

Penso all’ultima estate della principessa Diana, in fuga da un’umanità guardona e crudele, e alla giovane Meghan Markle, di recente andata in sposa al suo giovane figlio Henry. Quante delle conquiste dei giovani Windsor sono figlie delle sofferenze della donna che più di ogni altra ha sfidato la monarchia britannica? Siamo certi che se Diana non avesse rinunciato ai privilegi della vita reale per ricercare l’amore vero, i suoi figli avrebbero potuto sposare due donne borghesi, una delle quali afro-americana e perfino divorziata?

Diana Spencer tra le donne ispiratrici di Life Strategies
Diana Spencer e i suoi figli

Tra delusioni e speranze, le donne hanno sempre accettato la sfida di migliorare la propria condizione. Lo hanno fatto faticando il doppio degli uomini, senza mai abbandonare la voglia di essere madri e mogli.

Io queste donne le stimo follemente. Sono fonti di ispirazione continua e sono capaci di prendere in mano la loro vita, nonostante i condizionamenti, anche inconsci, che subiscono ogni giorno.

donne_life strategies

Rispetto alla generazione precedente, le donne oggi hanno sicuramente accesso con maggiore facilità agli studi universitari, hanno migliori opportunità di lavoro, possono decidere chi sposare e chi amare, ma quanto si sentono libere di seguire davvero la voce della loro anima?

Spesso il frastuono di certi sibili interiori è oppressivo. Assorda con il suo “fai questo!”, “fai quello!” e impedisce di realizzare quanto si vorrebbe.

Ma come si fa a renderlo innocuo?

L’unica strada percorribile sembra essere quella della comprensione di sé, della conoscenza del mondo, della cultura che lo rende bello, della crescita personale che sussume ogni cosa.

La cultura di cui parlo ha il potere di aprire gli occhi e permette alla mente di pensare, di sviluppare idee autonome e scevre da qualunque pregiudizio sociale. La crescita personale che invoco è una conseguenza e si compie quando accettiamo di considerare che c’è sempre un punto di vista nuovo e più interessante.

Le donne questo lo sanno bene. Per questo molte di loro hanno smesso di vivere rassegnate una condizione di sudditanza e si sono ribellate allo status quo.

Esiste tuttavia un divario ancora troppo grande tra il talento di cui dispongono e la capacità di metterlo a frutto, tra il potenziale che possiedono e la capacità di sfruttarlo.

Il più delle volte neppure un’ampia cultura consente loro di essere pienamente soddisfatte nel lavoro, nelle relazioni, nel rapporto con i figli.

Al di là di quale sia la loro condizione economica o psicologica, non riescono ad usare propriamente il potere interiore di cui sono dotate.

Ciò perché un conto è conoscere i meccanismi che regolano certi processi, un conto è saperli applicare con regolarità, facendone uno stile di comportamento e di vita.

Servono gli attivatori del “sapere”, che oltre a generare azione, laddove regnava sovrana l’inattività, sappiano valorizzare i punti deboli e trasformarli in punti di forza, spingendo a realizzare progetti e sogni ad ogni età e in ogni luogo.

L’archetipo del femminile che si esprime solo nella cura della casa e dei figli è obsoleto.

Come pure è cambiato il ruolo dei padri, che sempre più vogliono essere presenti nella vita dei figli e non lo possono fare come vorrebbero perché la legge impone alla madre il ruolo dell’accudimento perenne.

I tempi sono cambiati e maturi perché maschile e femminile convivano armoniosamente, contribuendo insieme a realizzare quell’impalcatura morale di cui tanto hanno bisogno le prossime generazioni.

Al Life Forum, sabato 27 e domenica 28 ottobre, ho intenzione di affrontare anche questo tema, tra gli altri.

Life Forum - Life Strategies

Lo voglio fare con Lucia Giovannini e Simona Atzori, ma anche con James Redfield, Giulio Cesare Giacobbe, Dan Millman ed Hal Elrod.

Il punto di vista maschile sarà interessante perché “barbaro nei sentimenti” (l’espressione non è mia, ma dello psicoterapeuta Giorgio Nardone e dunque la metto tra virgolette) e proprio per questo capace di offrire uno sguardo disincantato e obiettivo dell’universo femminile.

Mi aspetto che le due giornate di corso diano a ciascuna donna presente gli strumenti per “guarire” l’importantissimo e talvolta tormentato rapporto con sé stessa e le indicazioni per farne buon uso.

La condivisione con altre donne sarà fonte di un potere immenso. Perché se c’è una cosa che mi piace pensare è che accanto alla sempre più citata fratellanza universale possa esistere una sorellanza di intenti e valori, che unisca le donne e le renda non solo amiche, ma complici e sostenitrici le une delle altre, nel lavoro e nella vita civile.

A questo punto mi commuovo sempre.

Chi mi conosce sa che tendo a considerare possibile l’impossibile e che non mi arrendo finché non lo ottengo.

Condividere il Life Forum con te, moglie, madre, collega, amica, sorella, figlia che hai letto questo articolo, sarebbe…sarà… l’emozione più grande della mia vita.

Ti aspetto!
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Sara Pagnanelli
Sara Pagnanelli, Fondatrice e Vice Presidente Life Strategies

Usa il potere di un dolore

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Capita a tutti, prima o poi, di avere un momento di sconforto e malinconia. Un momento in cui tutto appare sfocato e le forze vengono meno.

Quando soffriamo i giorni diventano infiniti e le notti eterne. Abbiamo uno stato d’ansia costante, che sembra paralizzare ogni azione, fino allo stordimento e all’abbandono.

Purtroppo non c’è modo di superare un grande dolore, se non attraversandolo tutto.

Si può cercare questo o quel rimedio miracoloso, ma solo guardandolo in faccia e sfidandolo potrà essere vinto e messo al servizio di una causa più grande, che è quella della nostra vita.

È inutile girarci intorno. Il dolore è una condizione universale e appartiene ad ogni essere umano. Si esprime in tanti modi e appare sotto diverse sembianze, ma è impossibile evitarlo. Quando si manifesta è già tempo che lo affrontiamo.

Vedo persone intrappolate in uno stato di infelicità assoluta e per nulla intenzionate ad uscirne. Ascolto affatto rassegnata i racconti che fanno a sé stesse e agli altri e trovo in ogni parola pronunciata il seme di una profezia che si auto-adempie.

La sofferenza che proviamo è la reazione ad una serie di eventi che accadono, ma anche ciò che non accade può essere causa di dolore, se lo abbiamo desiderato ardentemente.

Qualunque ne sia la motivazione, il dolore fa parte della vita e prima impariamo ad affrontarlo e meglio è.

Personalmente ringrazio tutte le sofferenze che ho provato nel corso della mia, perché oggi che le guardo dalla giusta distanza, posso dire con assoluta certezza che sono state propedeutiche a realizzare quanto desideravo per la mia felicità.

Quando soffriamo perdiamo di vista ciò che conta davvero, ciò che era importante per noi. Viviamo sospesi nel limbo di una lunga serie di scopi disattesi e perdiamo tempo a rimuginare su cose che non cambieranno.

Sono dell’idea che il dolore vada affrontato con temperamento e arginato prima che debordi, avvolgendo ogni aspetto della nostra vita.

La prima cosa da fare è accettarlo.

Inutile dire “perché a me?”. Ho capito anzitempo che serve solo a trasformarlo in risentimento. Tanto più che non c’è persona al mondo che non lo abbia provato, almeno una volta, nella sua vita. Al cospetto della sofferenza siamo tutti uguali.

Altra cosa da non fare è dare ascolto alla vocina che ci trattiene in basso quando sentiamo la voglia di volare in alto. È il senso di colpa e compare quando gli diamo spazio per crescere e prosperare.

Il rumore delle persone che ti danno consigli sarebbe da evitare. Fare silenzio dentro e fuori noi stessi è un primo passo verso la risoluzione del problema.

Analizzare gli aspetti positivi del male che avvertiamo può rappresentare la svolta. E se a dirlo sembra quasi un paradosso (cosa c’è di positivo nel dolore?), ti assicuro che non lo è, l’ho sperimentato più volte nella mia vita.

Infine direi che l’azione è l’unico antidoto possibile alla paralisi. Fare, in questi casi, è meglio che non fare. Aspettare che il vento torni favorevole non serve a nulla se smetti di guidare la nave. Quando la tempesta avanza, la cosa migliore da fare è tenere ben salde le mani al timone della propria vita.

Non mi aspetto che, leggendo queste parole, tu possa ritenerlo facile, ma che lo possa considerare possibile. Del resto, se ci sono riuscita io, puoi farcela anche tu.

Chi ha cambiato il mondo non lo ha fatto senza ostacoli. Lo ha fatto malgrado questi…

Forse dovremmo pensare al dolore che proviamo come ad un ostacolo lungo la strada per la felicità… e tentare di ridimensionarlo.

A volte un problema ci appare più grande di quello che è, solo perché siamo coinvolti emotivamente e non abbiamo la lucidità necessaria a viverlo come una condizione di passaggio.

Ecco perché, quando stiamo tanto male, dovremmo pensare a chi avrebbe mille ragioni per stare peggio di noi e invece vive felice.

La domanda più giusta da porsi sarebbe “ma cosa ci manca per essere felici?”. Rispondere sembrerebbe facile, se fossimo al cospetto di una condizione standard, ma poniamo che a domandarcelo sia Simona Atzori, la ballerina nata senza braccia, cosa le diremmo? Che ci manca un scatto di carriera? Un fidanzato? Un obiettivo di vita?

Sara Pagnanelli e Simona Atzori
Sara Pagnanelli e Simona Atzori

Ho conosciuto Simona nel 2015. La sua dolcezza e forza di volontà sono un esempio per tutti. Nonostante la grave menomazione fisica, ha realizzato i sogni che aveva nel cuore, trasformando i suoi limiti in un punto di forza.

Quando sei con lei comprendi che il senso della vita non è quello che spesso gli diamo.

Del resto, ti chiede con un sorriso disarmante, “perché ci identifichiamo sempre con quello che non abbiamo, invece di guardare quello che c’è?”.

È nostra responsabilità essere felici. Non esistono unguenti miracolosi, esiste solo la voglia di intraprendere un percorso di crescita personale che ci faccia accettare chi siamo e migliorare la nostra esistenza, partendo dalle piccole azioni del quotidiano.

Si le azioni! Questo è il tema dei temi.

Chi aspetta che la felicità arrivi da qualche parte non sarà mai neppure moderatamente soddisfatto.

La felicità implica decisioni da prendere, volontà di cambiare la propria vita, azioni da mettere in atto.

La felicità appartiene alle persone in movimento, non certo a quelle intrappolate nella loro zona di confort a rimuginare su ciò che non hanno.

Conosci la storia di Walt Disney?

Walt Disney e Topolino©
Walt Disney e Topolino©

È noto che quando decise di creare il primo parco dei divertimenti a tema fu ostacolato da tutti. Il sogno di costruire un luogo felice dove adulti e bambini potessero gustare insieme l’esperienza delle meraviglie della vita, fu visto come un progetto troppo costoso e per niente realistico, tanto che in molti, da suo fratello Roy (socio in affari) ai tanti con cui lavorava e lo consigliavano ogni giorno, crebbe l’idea che fosse del tutto impazzito. Walt non si arrese. Sapeva che la sua Disneyland sarebbe stata uno spettacolo unico al mondo, in cui le persone avrebbero potuto stare sulla scena e partecipare all’azione, divenendo esse stesse attori di un film in carne e ossa. Realizzare il suo sogno gli costò, oltre il denaro, la credibilità e la fiducia di chi lo aveva sempre sostenuto. Convincere tutti della bontà della sua iniziativa fu un’impresa più ardua della costruzione stessa del parco e gli costò notti insonni e delusioni di ogni tipo, ma nulla scalfì il suo sogno. Rimasto solo a lottare contro tutti, umiliato dai tanti che gli negarono i finanziamenti necessari ad edificarlo, Walt rispose con il suo incrollabile entusiasmo. Era convinto che tutto sarebbe andato bene, che sarebbe stato un qualcosa di straordinario e che avrebbe rappresentato un concetto inedito di divertimento. Alla fine ebbe ragione. Disneyland fu aperta al pubblico il 15 luglio 1955 e fu un successo globale.

Disneyland©
Disneyland©

In seguito, ai tanti che gli chiesero come avesse fatto a non arrendersi quando tutto era contro di lui, cosa gli avesse dato forza e coraggio quando le circostanze erano completamente sfavorevoli al suo obiettivo, rispose: “tutte le avversità, i problemi e gli ostacoli che ho incontrato nella mia vita mi hanno dato la forza di andare avanti”.

Credo che debba essere così per ognuno di noi.

Impariamo ad amare i nostri problemi, perché trovarne la soluzione ci farà essere più forti. Impariamo ad apprezzare le nostre ombre, perché serviranno a mettere in evidenza i tanti punti luce che abbiamo. Infine, impariamo a godere delle nostre sconfitte, perché contengono il germe delle nostre vittorie future.

Con questo messaggio voglio lasciarti oggi. Nella certezza che l’unico giudizio che conta è quello che hai di te stesso.  Lavora affinché sia positivo e incoraggiante!

Life Forum - Life Strategies

Al momento la mia “Disneyland” da costruire si chiama Life Forum ed è il più grande evento dedicato alla crescita personale mai realizzato in Italia. Si terrà sabato 27 e domenica 28 ottobre a Milano e sarà fonte di ispirazione per le tantissime persone che vi parteciperanno.

Se ci sarai, e me lo auguro vivamente, sarà un momento di condivisione profondo, in cui idee, sogni e avvenimenti della nostra vita saranno rivisitati per essere in taluni casi capiti, in altri realizzati.

CLICCA QUI e ricorda…

Se puoi sognarlo, puoi farlo”.  Walt Disney

Liberati dai sensi di colpa
e accogli la tua nuova vita!

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Tra i pensieri di questi giorni ne ho fermato uno che credo possa interessarti. Riguarda il senso di colpa e tutti quei sentimenti ad esso connessi. Ascoltando, osservando e vivendo, talvolta, le storie di chi, per un motivo o per un altro, chiede un suggerimento o un supporto, spunta sempre fuori che, a monte di una scelta, di uno stile di vita, di una esperienza rimandata, c’è stato o c’è un disagio profondo, capace di farci sentire “colpevoli” di aver trasgredito regole morali che ci appartengono nostro malgrado. Il motivo per cui ve ne parlo è che il più delle volte questo “senso di colpa” paralizza la nostra esistenza, rallentando, se non addirittura bloccando irrimediabilmente, il nostro processo di evoluzione.

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Uno studio di qualche anno fa ha evidenziato come la somma dei momenti in cui, nell’arco di una settimana, avvertiamo un senso di colpa, anche lieve, verso qualcosa o qualcuno, corrisponda a circa 5 ore. Significa che, in un modo o nell’altro, per tutto questo tempo, le nostre azioni sono in balìa delle emozioni da esso generate. In poche parole, non siamo liberi di scegliere cosa vogliamo fare ma soggiogati da una serie di condizionamenti limitanti che rischiano di deviare il corso naturale della nostra vita.

Purtroppo i sensi di colpa ci impediscono di essere felici. Non solo ci rendono refrattari a qualunque possibile godimento, ma abbassano di molto la soglia di attenzione, facendoci diventare difficoltosa qualunque attività, anche in ambito lavorativo.  Ma come si fa a riconoscerli fra i tanti sentimenti che pure proviamo ogni giorno?

È semplice.Quando ci sentiamo “colpevoli” di qualcosa avvertiamo pulsioni negative e distruttive verso noi stessi.Il prendere coscienza delle sofferenze che abbiamo provocato o provocheremmo a qualcuno con le nostre scelte, ci consuma interiormente a tal punto da sacrificare ogni anelito alla vita e al cambiamento.

Li coltiviamo fin da piccoli, portando avanti, in taluni casi, perfino quelli dei nostri progenitori. I sensi di colpa sono, purtroppo, “contagiosi” e condizionano l’esistenza di ognuno, a prescindere dall’età e dallo status di appartenenza.

Il senso di colpa che più detesto tuttavia, quello che, per intenderci, dal punto di vista dell’entità, riesce perfino ad offuscare tutti gli altri, lo sviluppiamo quando siamo felici. Incredibile vero? Mi spiego meglio.

Quando otteniamo un risultato importante e positivo per la nostra vita, tendiamo ad averne paura. Ci sentiamo a disagio, quasi fosse un insulto a chi soffre o una condizione che non meritiamo. Finiamo così per auto-sabotarci, trasformando la meritata felicità nella consueta, familiare e purtroppo nota infelicità.

Hal Elrod - Life Forum
Hal Elrod

Hal Elrod, che oltre ad essere un famoso relatore motivazionale, è uno dei migliori life coach al mondo, sostiene che per uscire dalla trappola dei sensi di colpa occorre innanzitutto “accettare la piena responsabilità di ogni aspetto della propria vita”. È infatti importante guardarsi dentro, capirsi nel profondo e rifiutarsi di dare la colpa a qualcun altro.

Quest’ultimo punto è a dir poco essenziale, perché, dice Elrod, “il grado con cui accettiamo la responsabilità di tutto ciò che è la nostra vita, corrisponde esattamente al grado di potere personale su cui possiamo contare per cambiare o creare” quanto vogliamo. Il punto focale da tenere a mente è che “la responsabilità non è la stessa cosa della colpa. Mentre la colpa infatti determina chi sbaglia nel fare qualcosa, la responsabilità definisce chi si impegna a migliorare le cose”, chi non accetta lo status quo ed è pronto a cambiare tutto.

Quando il senso di colpa ci avvolge, dovremmo dunque lavorare su noi stessi, per mantenere la lucidità necessaria a considerarlo quello che è: un sentimento, un momento della nostra vita interiore che dobbiamo imparare a gestire, perché non ci risucchi nella morsa del “non fatto” o “non detto”.

Per addomesticare i sensi di colpa e piegarli al nostro volere occorre procedere a piccoli ma decisi passi. Tanto per iniziare devi:

ACCOGLIERLI DENTRO DI TE!

In pratica devi concentrarti, riconoscerli e visualizzarli. Quando sarai di fronte a ciò che ti impedisce di andare avanti e lo vedrai contenuto in un perimetro ben definito, ridimensionerai il tutto alla luce di un aspetto: tu sei più forte e saprai pendere le tue decisioni senza fare del male a nessuno! Ripetendolo a te stesso per tante e tante volte ti sentirai pervaso da una nuova forza.

GODI DELL’EMOZIONE DI SCOPRIRE CHE SEI IN GRADO DI GESTIRLI!

Chiudi gli occhi e nel silenzio del tuo cuore ascolta il battito che quest’ultimo genera quando si emoziona. Stringi i pugni e fai defluire la forza che non pensavi di avere, ma che invece è lì, pronta a sostenerti nella battaglia contro i tuoi fantasmi. Infine…

AGISCI!

Prendi la decisione che rimandavi da tanto! Non importa dove ti porterà, l’importante è che ti faccia uscire dallo stallo in cui ti trovi. Quando l’avrai presa e avrai agito per attuarla, ti sentirai più leggero e comprenderai il senso di ogni scelta futura. Ricorda…

“NON È DAVVERO IMPORTANTE CHI È COLPEVOLE DI QUALCOSA, L’IMPORTANTE È CHE CI IMPEGNIAMO A LASCIARE IL PASSATO NEL PASSATO E A RENDERE LE NOSTRE VITE ESATTAMENTE COME VOGLIAMO CHE SIANO A PARTIRE DA OGGI”.

Questa frase, tratta dal libro The miracle morning, riassume il sentimento con cui Hal Elrod ha fondato il metodo che ha cambiato la vita di milioni di persone in tutto il mondo. Leggerla mi ha emozionata al punto da spingere ogni mia azione verso l’edificazione di un nuovo progetto di crescita personale, pratico e semplice da attuare.

Hal Elrod sarà a Milano sabato 27 e domenica 28 ottobre 2018, per spiegare dal vivo i risultati delle sue ultime ricerche.

CLICCA QUI per conoscere il programma del Life Forum, il più importante evento dedicato alla crescita personale mai realizzato in Italia.

Life-Forum

Guarda le cose come vorresti che fossero invece di come sono, ti scoprirai capace di generare risultati positivi per la tua vita e vorrai condividerli con altri, come è capitato a me.

Per questo ti aspetto a Milano!

“Dove sei ora è il risultato di dove sei stato, ma dove andrai dipende interamente da chi scegli di essere”.
                                                                                   Hal Elrod

Sara Pagnanelli
Fondatrice di Life Strategies

Sara Pagnanelli, Fondatrice e Vice Presidente Life Strategies

 

 

 

 

Prima di vivere a lungo, preoccupati di essere felice!

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La paura della morte ha spinto per secoli gli uomini a ricercare in qualche elisir di lunga vita il segreto dell’eterna giovinezza.

Centinaia di studi e ricerche hanno messo in luce, soprattutto in questi ultimi anni, le straordinarie proprietà di questo o quell’elemento che, da solo o insieme ad altri, sarà in grado di farci vivere sani, in forma e, naturalmente, il più a lungo possibile, ma in pochi hanno chiarito come si possa oltrepassare il secolo potendo essere pienamente soddisfatti della propria esistenza.

È di questi giorni la notizia che la donna più vecchia del mondo vive in Russia ed è nata l’1 giugno 1889. Si chiama Koku Istambulova e, ai giornalisti impazienti di conoscere ogni particolare sulla sua lunga vita, l’arzilla nonnina ha dato una risposta che ha spiazzato tutti: “in 129 anni non ho mai avuto un giorno felice”.

Koku Istambulova
Koku Istambulova

Questa dichiarazione, fatta peraltro ad un pubblico che sperava di conoscere il segreto di tanta longevità, mi ha invitata ad una riflessione più profonda, che vorrei condividere con te.

Sopravvivere al limite medio della vita di un uomo è un dono o una sventura?

Certo che, detta così ad un malato in fase terminale, la risposta apparirebbe scontata. La vita è assolutamente un dono e bisognerebbe celebrarla finché si è in tempo.

Proviamo invece ad immaginare per un attimo la nostra vita senza le persone che abbiamo amato. Perché è evidente che se, come Koku, arrivi a vivere 129 anni, qualcuno, lungo la strada, te lo sei perso di certo. Saresti felice di sopravvivere, pur in salute, alle persone che ami?

Koku al momento vive in Cecenia, è autonoma in tutto, cammina, si nutre da sola ed è vigile e cosciente. Pur avendo mille ragioni per essere felice non lo è e considera la sua vita una punizione divina. Ha raccontato di essere sopravvissuta alla guerra civile russa, alla Seconda Guerra Mondiale, alla deportazione cecena del 1944. Aveva 27 anni quando la Rivoluzione Russa detronizzò lo zar Nicola II, 55 quando la Seconda Guerra Mondiale finì e 102 quando l’Unione Sovietica crollò. Una vita che, per sua stessa ammissione, è stata difficile e dolorosa, contrassegnata da tanti sacrifici, rinunce, perdite, come quella dei suoi figli.

I suoi racconti, tutti orientati a definire chi è stata, non lasciano spazio ai “se” e ai “ma”. “Ho sempre lavorato, non ho mai avuto un momento per riposarmi o divertirmi”. Sicuramente una predisposizione genetica, visto che la sua ultima figlia, Tamara, è morta a 104 anni, ma dietro ad un’esistenza tanto lunga c’è, secondo lei, lo zampino di Dio, il quale, dice, “ha scelto per me, costringendomi a vivere senza neppure un giorno di felicità”.

Sono parole tristi, che lasciano poco spazio ai festeggiamenti per l’imminente compleanno. Nonostante le 129 candeline spente e la salute con cui le è stato concesso di arrivare ad un simile traguardo, Koku si dichiara “troppo stanca di vivere” e aspetta pazientemente il giorno in cui, dice, “Dio la rivorrà con sé”.

È evidente che non sono la quantità, ma la qualità degli anni che passano a renderci persone felici di esistere. E allora, forse, non dovremmo tanto concentrarci sull’aggiungere giorni ai giorni, ma sul rendere ogni minuto speciale e fare della nostra vita un capolavoro.

Qualche anno fa, un’altra centenaria, Rita Levi Montalcini, rivolgendosi ad un immaginario uditore, dichiarò: “qualunque decisione tu abbia preso per il tuo futuro, sei autorizzato e direi incoraggiato a sottoporla ad un continuo esame, pronto a cambiarla, se non risponde più ai tuoi desideri”.

Le sue parole erano grevi e suonavano come un ammonimento a non arrendersi mai, neppure quando pensiamo che nulla possa cambiare, ricercando la felicità nelle piccole e grandi cose. Lei, Premio Nobel per la medicina nel 1996, dopo aver dedicato un’intera esistenza alla scienza, fino a poco prima di morire, a 103 anni, ha contribuito a divulgare ciò che aveva appreso in oltre mezzo secolo di lavoro sul campo.

Quando la incontrai e intervistai, nel 2004, aveva perso un po’ la vista e l’udito quasi del tutto. Alle conferenze, diceva, non vedeva le proiezioni e non riusciva a sentire più bene, ma era orgogliosa di ammettere che neppure a vent’anni aveva pensato tanto come in quell’ultimo lembo di tempo che le rimaneva da vivere. La forza e la determinazione con cui affrontava ogni giornata erano solo pari alla passione che aveva nutrito per tutta la vita nei confronti di ciò che faceva, tanto da farle dire “il corpo faccia quello che vuole, io non sono il corpo: io sono la mente”, un monito e un insegnamento profondissimo che è ancora vivo dentro di me.

Fai pace con te stesso e scegli di essere felice! Non te lo dico io, ma il sottotitolo di un libro scritto nel 2013 da Lucia Giovannini e pubblicato da “Sperling & Kupfer”, “Mi merito il meglio”.

Solo che la felicità di cui parla non arriva in automatico. Occorre volerla!

È necessario voler crescere, evolvere, decidere di cercare il meglio anche nei giorni più bui.

“Niente dà forma alla nostra vita più delle nostre intenzioni”, dice Lucia.

Tu che intenzioni hai?

Vuoi capire cosa potrebbe migliorare la tua vita e definire chi sei al cospetto dell’esistenza?

Sei pronto ad impegnarti seriamente per aggiungere vita agli anni piuttosto che anni alla vita?

Di recente, durante un incontro pubblico a Macerata, lo psicoterapeuta Giulio Cesare Giacobbe, parlando della felicità, ha preso in prestito un ricordo della propria vita per rispondere a questa domanda. Ha infatti raccontato di aver perso un figlio, una delle esperienze più drammatiche e laceranti della condizione umana. Un figlio che amava moltissimo e che, nonostante i suoi anni, non aveva mai manifestato un disagio, riuscendo ad avere un approccio positivo qualunque cosa facesse.

Giulio Cesare Giacobbe a Macerata
Giulio Cesare Giacobbe
Sara Pagnanelli e Giulio Cesare Giacobbe
Sara Pagnanelli e Giulio Cesare Giacobbe

 

Il cammino può apparire non semplice, ma la felicità che cerchiamo è dentro di noi. Cambiare il modo di vedere le cose può essere un primo passo per aggiustare il tiro della nostra vita e cominciare a viverla responsabilmente.

Life-Forum

Per questo e per condividere molto altro ti invito a venire a Milano, il 27 e 28 ottobre 2018, e partecipare al Life Forum, un evento incredibile che vedrà su un unico palco alcuni fra i maggiori esperti di felicità che ci sono al mondo.

Dai un’occhiata al programma e vieni a vivere con me l’emozionante viaggio che conduce al cuore dell’esistenza.

Metti al primo posto la tua felicità! Solo quando sei felice inizi ad agire per te stesso. Quando poi agisci e fai le cose che contano, scopri che ti fanno stare bene. È a quel punto che ottieni tutto ciò che avresti sempre voluto. E a quel punto tutto si fa più chiaro.

“Cerca dentro di te. Cercare la felicità al di fuori di sé è come aspettare un raggio di sole dentro a una grotta che guarda a nord”.

                                                                                                          Antico Proverbio Tibetano

 

Sara Pagnanelli
Fondatrice di Life Strategies

Sara Pagnanelli, Fondatrice e Vice Presidente Life Strategies

 

Sei pronto per essere felice?

Se pronto per essere felice? Life Strategies

Sulla felicità si sono espressi in molti. Dagli antichi filosofi greci ai più grandi psicologi del mondo, ciascuno, a suo modo, ha dato una propria definizione della felicità e proposto un modo per conseguirla.

Ma cos’è davvero la felicità? E come la si può ottenere?

Dopo aver incontrato le migliaia di persone che ogni anno frequentano i nostri corsi e aver ascoltato, più o meno attentamente, uomini e donne di ogni età e grado di istruzione, ho capito che la felicità, come insegna Lucia Giovannini, “è un’abilità” che possiamo apprendere.

Faccio un passo indietro, perché tu possa comprendere come mai, così a bruciapelo, mi metto a parlare di felicità e di come ottenerla.

Come ho avuto modo di raccontarti in precedenti articoli sull’argomento, sabato 27 e domenica 28 ottobre 2018 realizzerò il sogno di portare a Milano, su un unico palco, sei persone che, a vario titolo, nel corso degli anni, mi hanno trasmesso un pezzettino, un tassello della conoscenza necessaria ad incontrare e riconoscere la felicità in questa vita. Sì questa, perché non potevo aspettare, come vogliono alcune religioni monoteistiche, di essere felice dopo, in un’altra dimensione e in un altro luogo. Io volevo essere felice ora, in questo tempo che mi era stato dato di vivere, onorando il miracolo dell’esistenza che si compie nell’attimo stesso del nostro concepimento e poi della nascita.

L’obiettivo era ambizioso, ma la determinazione per conseguirlo è stata tale da fissarne, tappa dopo tappa, punti di partenza nuovi e occasioni di scoperta che non avevo pensato possibili.

Il Life Forum è nato da un’esigenza interiore, quella di dare risposte ad altre domande ed altri perché, mettendo tutti in connessione, creare una comunità di persone accumunate dalla passione per la crescita personale, mettere insieme esperienze ed evidenziare come ciascuno, nel proprio, può essere davvero felice, se è disposto ad impegnarsi seriamente.

Ad oggi in tanti stanno contattando Life Strategies da tutta Italia. Centinaia di persone si sono già iscritte, altre si sono unite a me nella promozione. Vorrei poter dare a tutti l’occasione di esserci, anche se già so che, a questo ritmo, probabilmente saremo sold out prima di settembre. Sono comunque soddisfatta che tu mi stia leggendo, a prescindere dal fatto che ci sarai o meno, perché il tempo è quello giusto per un risveglio collettivo. Sono convinta che ricercare una condizione di benessere assoluto in questa vita debba essere l’obiettivo di tutti, non solo il mio.

Lucia Giovannini - Life Forum - Strategies
Lucia Giovannini

Lucia Giovannini, che ho conosciuto personalmente anni fa e di cui ho letto tanto, è tra le personalità che maggiormente hanno ispirato questo cammino. È stata lei ad insegnarmi che “possiamo imparare a essere felici indipendentemente da tutto” e che “una volta che abbiamo raggiunto uno stato di felicità, mantenerlo è solo la conseguenza di impegno e sforzo personale”.

I suoi insegnamenti, i suoi pensieri e i suoi passi hanno guidato parte dei miei verso ciò che volevo diventare e farla essere tra le protagoniste di questo importante evento italiano sulla crescita personale è stato un desiderio subitaneo e fortissimo.

“Quando la felicità ci viene incontro non è mai vestita come pensavamo. Spesso ci passa accanto silenziosa e non sappiamo riconoscerla”.

                                                                                                                    Romano Battaglia

Tutti noi viviamo momenti di crisi ogni tanto. La confusione arriva perfino a paralizzarci quando non sappiamo che direzione prendere.

Lucia mi ha insegnato a creare le condizioni per la felicità, perché, come lei sostiene, “la felicità è un’esperienza che deriva da una serie di cause interiori e non la si può ordinare a comando”.

Le cause interiori di cui parla sono dunque i nostri reali obiettivi, quelli che dobbiamo perseguire, prima di ogni altra cosa.

Non so a te, ma a me è capitato di incontrare persone felici con poco. Persone che noti a distanza per la beatitudine che emanano qualunque cosa facciano. Diciamo pure…quel tipo di persone che quando sei nervoso e arrabbiato ti sembrano appartenere ad una specie extra-terrestre e ti fanno girare ancor più le eliche quando, con calma serafica, proferiscono parola e dicono “ma qual è il problema?”.

Ecco, la prima cosa che ho imparato è che essere felici non vuol dire non avere problemi. Anche perché vivere in assenza di problemi non è possibile: la vita stessa è un insieme di imprevisti e sentieri da percorrere a piedi.

Essere felici, davvero felici, vuol dire affrontare i problemi e gli imprevisti della vita con il giusto atteggiamento.

Martin Seligman, professore di psicologia all’Università della Pennsylvania e fondatore della psicologia positiva, tra le personalità più eminenti di questo secolo, è stato chiaro nel dire che alla base di una solida costruzione della felicità c’è la capacità, insita in ognuno di noi, di imparare ad essere ottimisti, per esempio. Significa, in parole povere, contrapporre alla logica del “deficit” quella del “potenziale”. E se si riesce in questo si è già a metà della strada.

Qualcuno potrebbe obiettare che, detta così, sia un po’ troppo semplicistico e che non è comunque facile essere ottimisti quando tutto intorno richiama pensieri negativi sull’avvenire. Eppure abbiamo tutti le qualità interiori necessarie ad esaltare il nostro potenziale inespresso. Basta attivarle e metterle al servizio di un obiettivo più alto, che è quello della nostra vita.

Come durante una tempesta cerchiamo un luogo sicuro all’interno del quale ripararci, così, nei momenti bui dell’esistenza, dobbiamo rifugiarci in uno spazio interiore costruito ad hoc per ritrovare pace, armonia, fiducia, gioia, dal quale “possano nascere, dice Lucia, “nuovi stati d’animo, nuove azioni, nuovi risultati”. “Un luogo all’interno di noi stessi da cui ripartire”, insomma, per creare il quale occorre innanzitutto fare chiarezza dentro noi stessi e sviluppare tutto quello che in noi è armonia.

Ho incontrato persone che, in situazioni disperate, facevano coraggio agli altri e mantenevano uno stato di positivo approccio al problema. Conoscendole più approfonditamente, le ho scoperte talmente normali da non sembrare affatto dotate di chissà quali poteri magici. Come abbiano fatto a non perdere la fiducia in certi momenti l’ho capito solo dopo, quando le ho osservate attentamente nel loro incedere pacato e gentile.

Erano persone che non ricercavano all’esterno ragioni per essere felici, ma che avevano trovato all’interno del proprio animo il senso profondo della propria esistenza.

E tu? Ci hai mai pensato? Cosa dà significato alla tua vita?

Siamo sicuri che i valori che ci propone la società siano i migliori per noi?

Tanto per iniziare dobbiamo individuare il nostro scopo di esseri umani, poi dare seguito alla nostra ritrovata consapevolezza con azioni in grado di attuarlo. Solo così potremo essere davvero felici. L’ho imparato a mie spese.

Guardati allo specchio come ho fatto io e sii sincero con te stesso! Non barare!

Trova le ragioni del tuo esistere e, come dice Seligman, “puntiamo oltre noi stessi”. Scopriamo quali sono i nostri talenti e i nostri punti di forza, impariamo a svilupparli e a condividerli per metterli al servizio di qualcosa di più grande di noi. Solo così faremo la differenza nella vita e, piccola o grande che sia, questa differenza basterà a farci essere davvero felici.

 

“Ottenere, mantenere e ritrovare la felicità è in effetti la motivazione segreta degli uomini di tutti i tempi, in tutto ciò che fanno”.

                                                                                                                     William James

 

Ciascuno dei relatori del prossimo Life Forum, Hal Elrod, Giulio Cesare Giacobbe, James Redfield, Simona Atzori, Lucia Giovannini e Dan Millman, hanno qualcosa da dire sulla felicità e sul come conquistarla.

I loro interventi saranno complementari e insieme costituiranno un percorso di crescita personale che promette di emozionare, oltre che convincere.

Intanto, in preparazione di questo importante evento, scriverò nei prossimi giorni quale esperienza ho fatto della felicità e attraverso quali vie l’ho condotta nella mia vita.

Che tu ci creda o no, anche se non ti conosco personalmente e non so cosa tu stia facendo in questo momento, ho a cuore la tua vita e vorrei esserti di supporto nella ricerca della felicità che meriti.

“Per tanto tempo ho avuto la sensazione che la mia vita sarebbe presto cominciata, la vera vita! Ma c’erano sempre ostacoli da superare strada facendo, qualcosa di irrisolto, un affare che richiedeva ancora tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati. In seguito la vita sarebbe cominciata. Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la vita”.

                                                                                                                                 Alfred Souza

Allora? Cosa stai aspettando?

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Sara Pagnanelli
Fondatrice di Life Strategies
Sara Pagnanelli, Fondatrice e Vice Presidente Life Strategies

 

 

 

 

Come ritrovare forma fisica e benessere per essere felice

salute e benessere per essere felice - life forum - life strategies

Hai mai riflettuto sul perché gli sportivi adottano sempre un regime alimentare ristretto, nonostante le tante, tantissime calorie bruciate durante gli allenamenti?

Fanno tanto di quell’esercizio fisico da non avere certo problemi a concedersi qualche golosità ogni tanto, eppure non lo fanno, reputando l’essere fedeli ad un certo programma alimentare fondamentale per raggiungere risultati sul campo.

“Di tutte le attività umane, mangiare è la prima da mettere a posto”, dice il maestro a Dan Millman nel libro La Via del Guerriero di Pace, e ciò è tanto vero da meritare un discorso approfondito sui perché dovremmo tutti decidere, prima o poi, di adottare un regime alimentare controllato nella vita di tutti i giorni.

Non conta chi tu sia o cosa tu faccia. È evidente che la normale alimentazione può darti un mucchio di energia, ma anche renderti confuso, influenzare negativamente i tuoi stati d’animo e, soprattutto, abbassare il tuo livello di consapevolezza.

Il punto è che per ottenere qualcosa da te stesso, devi innanzitutto nutrire il tuo corpo nel modo giusto, farlo essere capace di supportarti nelle avversità della vita e renderlo un contenitore degno della tua anima.

Personalmente ho sperimentato il valore di certe scelte alimentari e credo fermamente che averle portate avanti senza condizionamenti nel corso di tutta la vita abbia giovato al mio carattere, prima ancora che al corpo. In questo senso devo molto ai miei nonni, le cui umili origini sono servite a farmi apprezzare il cibo semplice e genuino della terra, piuttosto che quello raffinato dell’industria moderna.

Nella loro concezione di vita era un atto vergognoso alzarsi da tavola con la pancia piena e di assoluto non rispetto avanzare qualcosa nel piatto. Il rapporto con il cibo doveva essere equilibrato, parsimonioso e franco, esattamente come le loro origini contadine.

Ti racconto una storia vera.

Quando avevo 16 anni mia madre conobbe per caso una vecchietta simpaticissima che viveva da sola nella nostra città. Si chiamava Anita e aveva 102 anni.

Incredibilmente sottile, leggiadra come il vento, si recava ogni giorno nella chiesa vicina, attraversando le vie cittadine con passo veloce e felpato. In inverno indossava uno scialle di lana fatto a mano per ripararsi dal freddo e noi, equipaggiati per temperature artiche con piumini a prova di Polo Nord, ci chiedevamo come facesse a non ammalarsi vestita così. Mia madre se ne innamorò subito e quando la vedeva passare non perdeva occasione di seguirne gli spostamenti con lo sguardo, per capire come facesse, con i suoi 102 anni, a vivere una vita più mondana di lei che aveva appena 40 anni. In breve tempo nacque un’amicizia e Anita, che aveva visto morire il marito, l’unico figlio e la nipote, non avendo più nessuno al mondo fu letteralmente adottata dalla nostra famiglia. Trascorreva i week end da noi e, come era prevedibile, divenne un’adorabile mascotte. Nel raccontarsi, apprendemmo che la sua vita, iniziata il 13 febbraio 1893, era stata costellata da tanti eventi, molti dei quali legati alla storia dell’Italia post Risorgimento e alle guerre mondiali, delle quali era stata, suo malgrado, spettatrice. Ci faceva sorridere quando in macchina, passando davanti alla statua di Giuseppe Garibaldi, salutava con un affettuoso “ciao Peppe” quell’eroe dei due mondi che era stato capace di unire l’Italia con una spedizione leggendaria e che era morto solo cinque anni prima della sua nascita.

In casa Anita non aveva termosifoni e neppure un camino, ma diceva di non sentire freddo. Prima di andare a letto diceva di bere la Sambuca, un liquore dolce che la riscaldava dentro e che la faceva addormentare. Ma la cosa incredibile era la sua dieta. Anita non cucinava, perché usare il gas non la faceva sentire sicura. Così, visti anche i pochi soldi a disposizione, al mattino comprava un pezzetto di formaggio e un piccolo panino, che mangiava con gusto nell’unico pasto che faceva ogni giorno di ogni stagione dell’anno. La sua alimentazione spartana e lo stile di vita semplice ed essenziale non ha mai minato il suo stato di salute, tanto che quando trascorreva il week end da noi, facevamo attenzione a che assaggiasse i piatti che preparavamo con parsimonia, per non appesantire il suo piccolo stomaco e rompere un equilibrio che, in un modo o nell’altro, le aveva consentito di superare il secolo di vita in ottima salute. Anita è entrata nei nostri cuori e ci ha lasciato improvvisamente una notte, qualche anno dopo averla conosciuta e amata, a 105 anni. Non ha mai avuto un cappotto, ha continuato a bere Sambuca fino alla fine ed è morta senza perdere mai, neppure per un attimo, la sua concentrazione sulla vita.

Ho voluto condividere con te questo ricordo per farti capire che l’alimentazione è la prima forma di cura del nostro corpo e più è raffinata e più è letale per il nostro organismo.

Non sono le cattive abitudini che contano, ma quelle buone, dice Socrate a Dan deciso più che mai a diventare un “guerriero di pace”, ed è vero. “Ciò significa che le tue buone abitudini devono diventare così potenti da annullare quelle che sono diventate inutili”.

“Occorre mangiare solo ciò che è salutare e solo nella quantità necessaria”, dice Socrate e, se non avessi il libro di Dan Millman tra le mani, penserei che a dirmelo sia mia nonna. Anche lei mi diceva sempre la stessa cosa e lo faceva anche cantandomi quella famosa nenia per bambini che recitava “andiamo a tavola, bambini cari…tutto buonissimo, tutto mi piace, chi mangia troppo è una vergogna…”, capisci? Mangiare troppo era una vergogna, perché bisognava mangiare solo ciò che è necessario e, per dirla ancora con le parole del nostro Socrate, “per apprezzare quello che chiami naturale, devi affinare i tuoi istinti. Devi diventare naturale”.

Da anni, da molto prima di leggere questo libro, ho imparato a godermi tutto il processo: la fame che precede il momento di nutrirmi, l’attenta preparazione del cibo, l’allestimento di una bella tavola, masticare, respirare, annusare, gustare, ingoiare…e alla fine, proprio come dice Socrate, “la sensazione di leggerezza e di energia”. Soprattutto ho imparato ad apprezzare i pasti semplici, tanto che le verdure, preparate secondo la tradizione di mia nonna, sono diventate pietanza e non contorno nella mia dieta quotidiana. Non è stata una fatica e quella che, inizialmente, era apparsa come una rinuncia ad alcune golosità, è oggi uno stile di vita, una buona abitudine che metto in pratica senza accorgermene.

cibo e salute - life forum - life strategies“Il piacere che ricavi dal cibo – dice il maestro a Dan – è molto più del gusto che sentono le tue papille e della sensazione della pancia piena…devi eliminare tutti i cibi che contengono zucchero raffinato, farina bianca, carne e uova, caffè, alcol, tabacco…mangerai frutta fresca e verdura cruda, cereali e legumi…potrai fare colazione con frutta fresca e ogni tanto dello yogurt.  A pranzo, che è il pasto principale, insalata verde, patate al forno o al vapore, pane integrale o semi tostati. A cena, insalata cruda e, occasionalmente, verdure appena scottate al vapore…il tutto accompagnato con semi crudi non salati e con delle noci”.

 

Questi suggerimenti dati a Dan dal maestro Socrate sono solo un esempio del “come” e del “perché” occorra intraprendere un cammino di crescita personale che includa anche un atteggiamento di maggior rispetto e cura del proprio corpo, l’unico nel quale potremo vivere, almeno per quanto riguarda questa vita, ammesso che ce ne siano  altre.

L’addestramento di un “guerriero” prevede tante cose, inclusa l’acquisizione del giusto atteggiamento interiore per fondersi con la vita.

Sabato 27 e domenica 28 ottobre, a Milano, parleremo anche di questo al Life Forum. Per saperne di più  CLICCA QUI

Un evento che, come ho già scritto in passato, non ha eguali in Europa e, proprio per questo, risulta essere già un must dell’anno 2018.

Mi auguro davvero tu possa essere presente, per dimostrarti che cambiare in meglio la propria vita è possibile, devi solo volerlo.

Le ultime parole del Buddha ai suoi discepoli furono: “IMPEGNATEVI CON TUTTE LE VOSTRE FORZE”.

Le due giornate del Life Forum saranno l’inizio di una nuova luce, fatta di rispetto per noi stessi e di un senso di potere personale che, sono certa, tu non abbia mai ancora sperimentato nella tua vita. Quando scoprirai il nesso, anche tu diventerai un “guerriero di pace” e da quel momento, tutto sarà più facile.

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Sara Pagnanelli
Fondatrice e Vice Presidente Life Strategies

Sara Pagnanelli, Fondatrice e Vice Presidente Life Strategies

 

 

Ecco un metodo che può cambiarti la vita, un mattino alla volta

Mattino

“Le cose non cambiano, siamo noi a cambiare”.

Questa frase l’ha scritta tanto tempo fa il filosofo statunitense Henry David Thoreau, ma vale ancora oggi e varrà sempre, perché non c’è nulla che possa davvero cambiare se prima non cambiamo noi stessi.

Da qualche tempo cerco di attuare il programma che Hal Elrod ha descritto nel libro The Miracle Morning e mi alzo dal letto all’alba, per cominciare con gioia la mia giornata e mettere in atto il miracolo dell’esistenza fin dalle prime ore del mattino.

Ti dico subito, perché non ci siano fraintendimenti, che sono sempre stata una dormigliona, tanto che, scherzando, mia madre ha più volte definito i ritmi del mio sonno da adulta per niente diversi da quelli di quando ero neonata. Svegliarmi per veder sorgere il sole l’ho sempre considerato un vagheggiamento poetico, qualcosa che non avrei mai potuto fare e che consideravo stancante al solo pensiero. Il mio “miracle morning” tuttavia è, malgrado i “non so” e i “nonostante”, avvenuto, regalandomi un’energia pazzesca.

Andiamo per gradi comunque. Ti voglio raccontare come è andata.

Quando frequentavo il liceo alzarmi alle 6 per andare a scuola era un trauma ogni mattina. Non era solo aprire occhi pieni di sonno, ma entrare in contatto con la luce e le temperature siderali del giorno a farmi rimpiangere il caldo e affettuoso abbraccio delle coperte durante la notte. Ogni volta pensavo: ”quando sarò grande sceglierò di fare un lavoro che non mi farà mai svegliare prima delle 8 del mattino” e così è stato.

Ho scelto di fare la giornalista, una professione bellissima che ho svolto sul campo, con passione, per quindici lunghi anni. Chi ha lavorato in una redazione sa che la giornata di un giornalista inizia, di solito, non prima delle 10 del mattino e termina dopo la mezzanotte. Nel settore televisivo, nel quale ho operato, i ritmi sono scanditi dalle edizioni dei telegiornali o dai programmi di intrattenimento. Ma a parte la lettura dei principali quotidiani, che avviene solitamente appena svegli, il resto accade dopo. Le notizie si sostanziano di vita vera e per questo accadono durante le ore in cui siamo impegnati a fare altro. Le conferenze stampa non sono mai convocate prima delle 12, i fatti politici accadono durante tutto il giorno. Solo la cronaca non ha orario, ma quella, per fortuna, è affidata a colleghi esperti e specializzati, che quando prendono in gestione un fatto lo attraversano fino alla fine, impegnandosi per 24 ore senza sosta.

Si tratta senza dubbio di uno dei lavori più duri, le cui soddisfazioni sono pari ai tantissimi sacrifici che si compiono per essere sul pezzo sempre, anche quando sei stanco e vorresti fare altro. È un tipo di attività che ti fa usare corpo e mente ogni minuto del giorno e che può darti moltissimo se sai abbandonarti totalmente ai suoi richiami. Me ne sono innamorata subito e…ancora oggi, a distanza di anni, la sento dentro di me come il primo amore, quello che non si scorda mai!

Quindici anni sono passati tuttavia velocemente, preparandomi ad un altro destino. Quanto fatto, questo l’ho capito dopo, era propedeutico a ciò che sarei diventata successivamente.

Steve Jobs ci ha ricordato che non è possibile unire i puntini guardando avanti, ma che possiamo unirli solo guardando all’indietro, avendo fiducia che, in qualche modo, nel futuro, quei puntini si potranno unire. Il Life Forum che si terrà a Milano sabato 27 e domenica 28 ottobre, come l’intero progetto Life Strategies, sta unendo i miei, senza alcun dubbio. Parlano del cammino che ho fatto, del valore di certe scelte, della coerenza di un progetto formativo iniziato quando ero al liceo.

Tornando al miracolo del mattino, ti dico subito che i primi giorni è stato difficilissimo. Successivamente però, quando è diventata una prassi, è stato un infuso di energia, una carica immensa, una sensazione di pienezza che cancellava ansie e stanchezza, rendendomi fiduciosa e volitiva come non ero mai stata.

Le prime ore del mattino hanno lo smisurato potere di farti vivere con chiarezza ogni istante. Quando la mente è lucida, il programma della giornata si dipana lieve tra le fatiche del quotidiano e ti restituisce al potere della vita. Senti nascere in te la forza di fare qualunque cosa e, quando la sera torni a casa, vai a dormire con una pace incredibile nel cuore.

Dovremmo tutti imparare a mettere ordine nella nostra mente prima di dare inizio a qualunque attività. Farlo significa non disperdere tempo ed energie a fare cose poco importanti e soprattutto avere una rotta da seguire durante il giorno.

“Dobbiamo ripulire la mente prima che la porta della via del guerriero possa aprirsi”, dice Socrate al giovane Dan nel libro La Via del Guerriero di Pace, e ho ragione di credere che farlo al mattino, un po’ alla volta, aiuti molto a fare chiarezza dentro di noi sul percorso da seguire.

È, più banalmente, il motivo per cui il detto “il mattino ha l’oro in bocca” è in uso in tanti Paesi e si è tramandato a noi in tante lingue. Molte culture dell’estremo oriente confermano che al levar del sole l’atmosfera è più ricca di energie; i latini dicevano “aurora aurum in ore habet”.

Il mattino ha l’oro in bocca: i benefici più comuni

Secondo Hal Elrod i benefici più comuni che si possono sperimentare spostando le lancette della sveglia sono evidenti e coinvolgono ogni campo della nostra vita.

Ti riporto qui di seguito alcuni di essi:

  • Svegliarsi ogni giorno con più energia, potendo contare su una routine e una strategia strutturate, capaci di massimizzare il potenziale insito in ognuno
  • Essere meno stressati
  • Disporre della lucidità necessaria a superare velocemente ogni ostacolo, avversità o pensiero limitante
  • Migliorare il nostro livello di salute complessivo, perdere peso, in alcuni casi, e raggiungere un’ottima forma fisica
  • Aumentare la produttività e la capacità di mantenere la concentrazione sulle varie priorità
  • Sviluppare un prodigioso senso di gratitudine e abbattere, conseguentemente, le preoccupazioni
  • Aumentare la capacità di generare guadagni e attrarre un maggior benessere finanziario
  • Scoprire lo scopo della nostra vita e vivere in armonia con esso
  • Infine, smettere di accontentarsi e iniziare a vivere la vita che avremmo davvero voluto avere.

Hal Elrod - Life ForumDopo aver incontrato Hal Elrod in libreria, pensai che non fosse possibile. Iniziai a leggerlo spavaldamente, cercando in ogni riga il motivo per cui fosse impossibile credere che il suo metodo potesse determinare un cambiamento tanto potente nella mia e altrui vita.

Leggere, tuttavia, mi fece capire da subito, che basta una sola idea o una piccola nuova azione, per cambiare un’esistenza e, credimi, avvertii la prepotente voglia di provare.

In seguito, nel pensare a mettere insieme, su un unico palco, personaggi che, in qualche modo avevano contribuito o stavano contribuendo a cambiare la mia vita, sentii nel cuore la voglia di includere Hal in questo progetto. Una volta contattato, fui sorpresa nel constatare che accettò immediatamente di essere dei nostri.

Considerai il suo assenso un’occasione unica di verificare in profondità il metodo che stava spopolando nel mondo e accompagnarlo a quello di altri grandi maestri.

Fu come ritrovare le motivazioni profonde che mi spinsero a ricercare nel giornalismo non solo un lavoro, ma le ragioni della mia esistenza, ed essere, come in quei lunghi e bellissimi quindici anni di professione, al servizio di un bene universale che, almeno per me, consiste nel fornire a ciascuno gli strumenti necessari a vivere una vita consapevole e piena del suo vero significato.

Così, come da giornalista pensavo di prestare i miei cinque sensi al mondo perché potesse vedere, udire, ascoltare, annusare e toccare i fatti che io stessa stavo vivendo in prima linea, ho sentito nascere in me l’urgenza di condividere con una moltitudine di persone quanto stava accadendo nella mia esistenza, facendola essere sempre più appagata e felice.

Nel prossimo articolo ti racconterò alcune cose che mi hanno fatto ottenere forza e benessere giorno dopo giorno, nel frattempo, se ti va, dai un’occhiata al programma dell’evento.

Clicca qui e condividi con me l’emozione di essere parte di questo grande progetto di crescita personale. Quando la vita mette due persone davanti allo stesso istante, il potere che ne deriva è pari a quello dell’intero universo e tutto si predispone perché tu possa avere ciò che desideri, allargando gli orizzonti della vita.

 

Sara Pagnanelli
Fondatrice e Vice Presidente Life Strategies

Sara Pagnanelli, Fondatrice e Vice Presidente Life Strategies

Come usare la rabbia per costruire la vita che vorremmo

Ti è mai stato detto di non arrabbiarti perché la rabbia fa male?

Te lo chiedo perché a me è stato detto tante volte, insieme al “conta fino a dieci prima di parlare”, anche se avresti tutte le ragioni per urlare ciò che senti.

Non sempre ho compreso il perché di certi suggerimenti, che percepivo più come atti di sfiducia nei confronti della mia capacità di ottenere ragione, piuttosto che come consigli utili alla crescita.

Ciò perché, erroneamente, i più considerano la rabbia come la leva di un’affermazione personale più ampia, disponibile a compiersi solo se manifestata apertamente o contro qualcuno. Ne deriva una condanna morale della stessa, annoverata tra le emozioni più negative, da combattere assolutamente.

In verità non c’è nulla di sbagliato nella rabbia o in qualunque altra emozione, purché la si viva mantenendo l’attenzione su quello che si fa.

Nel libro La via del guerriero di pace Socrate (il maestro misterioso) dice a Dan (discepolo giovane e inquieto) che “la rabbia è un potente strumento per trasformare le vecchie abitudini e sostituirle con comportamenti nuovi”, ciò perché, prosegue, mentre “la paura inibisce l’azione, la rabbia la genera”. Ed è incredibile quanto questa affermazione sia vera!

Imparando ad usare correttamente la rabbia infatti, è provato che sia possibile trasformare la paura in rabbia e la rabbia in azione. Un’alchimia interiore che è forse il segreto di tutte le cose.

Non basta volere il rispetto o la comprensione degli altri. Il rispetto e la comprensione si guadagnano agendo in modo corretto, smettendola, innanzitutto, di essere fieri della propria mediocrità.

“Le emozioni – dice Socrate al giovane Dan – “sono fenomeni naturali come i fenomeni atmosferici. A volte c’è paura, a volte dolore, a volte rabbia. Le emozioni non sono un problema. Il trucco sta nel trasformare l’energia delle emozioni in un’azione costruttiva”.

Se consideriamo la spinta che certe emozioni possono darci per attuare un cambiamento nella nostra vita, sarebbe giusto iniziare a riconoscerle e, se possibile, canalizzarle verso obiettivi importanti.

Da questo punto di vista è indispensabile tenere a mente che “per liberarsi dalle vecchie abitudini, occorre concentrare tutta l’energia non nel combattere il vecchio, ma nel costruire il nuovo”.

Questa è la regola delle regole. Finché saremo concentrati su ciò che è passato, la vita non andrà mai avanti e nulla cambierà per davvero. Per superare ciò che ci ha fatto male, per dimenticare quello che ci sconforta e impedisce di guardare con animo fiducioso al futuro, è necessario andare avanti e utilizzare l’energia delle emozioni che abbiamo nel cuore per fare nuove cose, costruire nuovi progetti, accogliere nuove felicità.

Come quando una storia d’amore o un matrimonio finiscono. All’inizio il dolore è pari a quello per la morte di una persona cara. Si tratta a tutti gli effetti di un lutto, dicono gli psicologi. Per guarire bisogna tuttavia evitare di logorarsi per mesi andando a rovistare nel passato e pensare piuttosto a come fare per ritrovare il passo verso un nuovo futuro.

Ora tu dirai che non è facile ma…ti assicuro che invece lo è. Il tempo che passa ha il potere di attutire il dolore intenso dei primi momenti. Poi, quando sopraggiungono, è necessario concentrarsi sulla rabbia, sulla tristezza o sulla gelosia che certi eventi possono suscitare anche a distanza e non mandarle via. Solo concentrandosi sul presente di quelle emozioni sentiremo nascere nuove energie da mettere in campo per ricostruire noi stessi. Perché la vita va avanti e la differenza la faranno sempre le azioni che intraprenderemo per scriverne nuovi capitoli.

“La via del guerriero è l’azione”, dice il maestro a Dan, occorre concentrarsi e stringere i pugni fino a sentire dentro una forza inedita.

La meditazione è uno strumento potentissimo. Chi la fa correttamente ne scopre i benefici a poco a poco. È una specie di cerimonia, dice Socrate a Dan, “un momento particolare per sviluppare l’equilibrio, l’agio e il divino distacco”. Infine, sostiene l’enigmatico maestro, occorre impadronirsi di questo rito prima di portarlo nella vita quotidiana, dove peraltro può essere d’aiuto a tante cose, quando la si impara a praticare correttamente.

Nei prossimi articoli spiegherò come fare per ottenere la felicità che si desidera ardentemente. Passerò in rassegna tutte le esperienze vissute nella mia vita e vi racconterò come ho fatto per superare il dolore, l’abbandono e lo sconforto. Soprattutto condividerò con voi la via che mi ha condotta alla felicità e, se lo vorrete, una parte di questa via la percorreremo insieme.

Come ho scritto a chi ci segue da un po’, sto attraversando questo anno 2018 con la gioia di sapere che sabato 27 e domenica 28 ottobre, a Milano, incontrerò alcuni dei maestri che hanno segnato in modo indelebile il cammino della mia vita. Autori internazionali e personaggi che mai e poi mai avrei pensato di poter conoscere e che invece saranno sul palco del Life Forum per indicare il percorso da seguire verso la felicità e insegnare con esercizi pratici ciò che talvolta leggiamo in alcuni libri ma non riusciamo a mettere in atto nella nostra quotidianità.

Life Forum, il più grande evento sulla Crescita Persoanle

E sì perché bisogna essere felici ogni giorno, non in generale e in conseguenza di eventi esterni a noi. Dobbiamo imparare a compiere quei gesti che possono fare la differenza in ogni istante.

Da questo punto di vista ti svelo che il Life Forum è un sogno che si avvera per me. L’ho desiderato ardentemente, così come certi maestri mi avevano insegnato e oggi è realtà. Avevo ancora tante domande e questo evento unico ed internazionale giunge come risposta a molte di esse. Se vorrai condividerlo con me sarò lieta di incontrarti a Milano. Saremo in tanti e ci prenderemo per mano verso quella felicità che è possibile se la vogliamo davvero.

E qui arriva la domanda delle domande: tu vuoi essere davvero felice?

Ripeto la domanda perché tu non ne dia una risposta affrettata e immediata. Vuoi essere davvero felice?

Lo chiedo perché la felicità è una scelta consapevole e non tutti sono disposti a fare ciò che ottenerla richiede in termini di azioni e rinunce. Essere felici è prima di tutto un’azione di responsabilità e coraggio, ecco perché la maggior parte di noi trova mille scuse per dire che non sarà mai felice o che la felicità non esiste. Ciò che tuttavia mi fa più rabbia è sapere che qualcuno potrà dirti di rimanere con i piedi per terra, scoraggiandoti in qualche maniera.

Concludo allora questo articolo con una frase tratta da un film di Gabriele Muccino uscito nelle sale nel 2006, “La Ricerca della Felicità”, che tanto successo ha avuto in tutto il mondo. È tratta dal dialogo intimo tra un padre e un figlio. “Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa…neanche a me, ok?”. Il figlio risponde “Si, papà!”. E allora il padre riprende con una frase che dedico a tutti voi, in attesa del prossimo articolo. “Se hai un sogno, tu lo devi proteggere, quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non la sai fare, se vuoi qualcosa…vai lì e inseguila!”.

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Sara Pagnanelli
Fondatrice e Vice Presidente Life Strategies

Sara Pagnanelli, Fondatrice e Vice Presidente Life Strategies

 

 

 

 

 

 

Vuoi imparare ad essere felice?

verso la felicità - Life Forum

Capita spesso, con l’avanzare degli anni, di domandarsi il senso di certe scelte o provare ansia verso quel futuro che non conosciamo e che pure ci attende ogni giorno al varco delle sue infinite possibilità.

L’inquietudine ci assale quando sentiamo di essere lontani dal punto di partenza e, al contempo, ad una distanza troppo grande dalla mèta cui avevamo immaginato di approdare un giorno non lontano, quando saremmo stati abbastanza “adulti” o economicamente indipendenti o nel pieno delle nostre carriere e vite.

Aspiriamo ad essere felici per tutto il tempo della nostra esistenza terrena, eppure siamo incomprensibilmente attratti, per la maggior parte dei suoi momenti più salienti, da tutto ciò che non ci farà mai essere tali.

Veniamo programmati ad inseguire la felicità che arriva da un approccio per così dire “ragionevole” alla nostra esistenza, fatta di tappe “precotte” e un infinito numero di desideri da appagare, mentre la vera felicità è totalmente e assolutamente “irragionevole”. Va incontro a chi agisce felicemente senza una reale motivazione e appartiene solo a chi realizza pienamente se stesso.

Detta così, la lettura di questo articolo può suscitare una reazione precipitosa a considerarlo uno dei tanti sull’argomento, ma non lo è. Per dimostrarlo racconterò una storia.

Due monaci, un vecchio e un novizio, stavano ritornando al loro monastero in Giappone, camminando sotto la pioggia lungo un fangoso sentiero. Incontrarono una bella ragazza che guardava impotente quel fiume di fango. Voleva attraversarlo, ma non poteva.
Vedendo la situazione, il monaco più anziano la prese sulle sue robuste braccia e la portò dall’altra parte. La donna si inchinò per ringraziarlo e i due monaci continuarono per la loro strada.
Quando furono in vista del monastero, il novizio non riuscì più a trattenersi. “Come hai potuto prendere una donna in braccio? Un tale comportamento non si addice ad un monaco”.
Il vecchio monaco guardò il suo giovane compagno e rispose. “Io l’ho lasciata là. Tu la stai ancora portando?”.
                      (dal libro “La Via del Guerriero di Pace”, di Dan Millman)

 

Il primo scopo della vita per essere felici non è arrivare da qualche parte, ma essere qui. Non vivere nel passato o nel futuro, ma solo nell’adesso.

Se manterrai l’attenzione al momento presente la sofferenza per ciò che è passato e non tornerà o l’ansia per il futuro che non conosci si placheranno, liberando la mente da ogni paura. “Quando i pensieri toccano il presente, scompaiono”.

Per gli amanti della mindfulness si tratta di praticare la consapevolezza del momento presente nella vita quotidiana, fatta di gioie, dolori, aspettative, delusioni e tanto altro.

Tecnicamente una cosa che sembra di facile realizzazione, praticamente un’attività che impegna tanto di noi e che non sempre riesce al meglio.

Non è per parlare di questo, tuttavia, che sono a scrivere le righe che seguono. A spingermi è stata ed è la voglia di condividere l’esperienza della felicità. Un qualcosa che solo dopo tante battute d’arresto e momenti di sconforto sono riuscita a sperimentare davvero. Quando l’ho sentita e provata ero totalmente focalizzata a vivere, senza resistenze, il momento presente, da avvertirla potentissima in ogni pur piccolo angolo del corpo.

Venivo da un periodo non facile. Lutti e malattie più o meno gravi avevano coinvolto persone a me care. Avvertivo il trauma della perdita e vivevo il passare dei giorni con un senso di “morte” nel cuore.

I lutti sono sia la morte fisica di una persona cara, sia la fine di qualcosa a cui tenevamo: un matrimonio, una storia d’amore, un progetto di lavoro che prometteva bene e che si è poi rivelato una delusione profondissima. Sono tutte quelle cose passate che, proprio perché passate, non ci sono più. E sono tutte quelle cose che, pur passate, continuano ad essere ferite che fanno male, impedendoci di attendere fiduciosi il futuro che, volenti o nolenti, arriverà.

Nel mezzo, tra un passato ormai passato e un futuro di cui, proprio perché futuro, ignoriamo tutto, compreso se si compirà, ci siamo noi, con ciò che di più prezioso abbiamo: la vita.

Al Life Forum 2018, che si terrà sabato 27 e domenica 28 ottobre a Milano, ci saranno alcune delle persone che hanno illuminato il mio cammino verso la scoperta di cosa sia la felicità.

Life Forum, il più grande evento sulla Crescita Personale

È un evento dalla portata storica per chi, come me, ama il mondo della crescita personale. Capita assai raramente infatti di poter incontrare insieme, per due giornate, in un unico luogo, i maggiori esponenti della letteratura internazionale di genere, disposti a raccontare ed insegnare, con esercizi pratici e testimonianze di vita reale, cos’è la felicità che dà un senso alla vita e i metodi per ottenerla.

 

Dan Millman
Dan Millman

 

Life Forum è un evento di Life Strategies e nasce dalla volontà di percorrere insieme la via verso la felicità, quella stessa via che Dan Millman, nel celebre libro La Via del Guerriero di Pace, sostiene essere praticabile solo se si è disposti a realizzare chi siamo davvero.  Ho sempre desiderato ascoltare dal vivo Milmann. Il suo libro, divenuto anche un film di successo, è autobiografico e proprio per questo destinato ad un pubblico di persone disposte a dirsi la verità, qualunque essa sia.

Sarà lui, Dan Millman in persona, tra i relatori dell’edizione 2018 di questo grande evento internazionale. Al Life Forum si metterà a nudo, raccontando il peso delle illusioni con cui ha lottato tutta la vita, preoccupato per ogni minimo problema personale, fino al giorno del suo incontro con Socrate, un maestro misterioso da cui è stato addestrato a compiere la più grande impresa dell’esistenza: riconoscersi nel disegno del cosmo, per diventare una persona “irragionevolmente felice”.

Se vuoi imparare a percorrere la via del guerriero di pace, partecipa anche tu al grande evento della formazione italiana!

Clicca qui per leggere attentamente il programma delle due giornate e inizia con me questo viaggio unico verso la pienezza del vivere.

Paure, ansie e altri detriti mentali accumulati per anni possono diventare tensioni croniche destinate a farci ammalare. È il momento di liberare queste tensioni. Facciamolo insieme, adesso! CLICCA QUI

 

Sara Pagnanelli,
Fondatrice e Vice Presidente Life Strategies

Sara Pagnanelli, Fondatrice e Vice Presidente Life Strategies