Cosa faresti se domani qualcuno ti proibisse di guardare il cielo?

Immagina che da domani tu non possa più guardare il cielo. Pensi certamente che sia qualcosa di terribile, di profondamente limitativo in confronto a come siamo stati abituati nel concepire l’espressione dei nostri pensieri.

Ce lo abbiamo nel DNA.

Prima di proseguire a leggere prova a isolare la tua mente dal mondo esterno e visualizza bene l’immagine che leggerai.

Immaginiamoci di essere soli, distesi in un prato verde. Sopra di noi: le nuvole. La tua immaginazione sta spiccando il volo, e con essa i tuoi sogni, i tuoi desideri.

Certo, risponderesti.

Ora immagina che sia notte.

Ti trovi sopra una collina e le luci della città sono lontane, non interferiscono con la visione chiara e maestosa del tappeto di stelle sopra di te. I tuoi pensieri iniziano a riempire la tua mente, proprio come le stelle riempiono il cielo.

E man mano che i tuoi sogni, i tuoi desideri e le tue paure si fanno spazio dentro di te, il tuo sguardo segue quella stella lì, la più luminosa. E poi eccone un’altra: che bello, pensi tra te e te:

Quanto mi piacerebbe.

Quanto vorrei se.

Se solo fosse possibile…

Ora la domanda sincera che ognuno di noi dovrebbe farsi è questa:

Ma stiamo desiderando, veramente?

La realtà e il mondo in cui viviamo oggi ci hanno un po’ privato di quello strumento meraviglioso che è il desiderio. Pensiamo a questo termine, la cui origine etimologica è una delle più affascianti che si possa incontrare nella vita. C’è la preposizione de- e sidera, “stelle”.

Quindi Desiderare, con la d maiuscola, vuol dire:

accorgersi che nel proprio cuore vi è qualcosa di più di quel che, per ora, le stelle ci stanno offrendo.

 

Oggi noi pensiamo di Desiderare, ma in realtà stiamo semplicemente scegliendo ciò che ci viene offerto. Ci si comporta, spiega Igor Sibaldi, scrittore, studioso di teologia e profondo indagatore dell’animo e delle psiche umana, come se la vita fosse una sorta di supermarket. Quando noi entriamo in un supermarket, ci viene offerto e proposto tutta una serie di prodotti e noi, semplicemente, scegliamo tra quelli. Nella vita ci comportiamo allo stesso modo, come se il nostro sguardo non potesse andare oltre gli scaffali, oltre ciò che siamo abituati a vedere.

Siamo stati abituati così fin da piccoli, vero?

Desiderare è andare oltre le opzioni, scegliere qualcosa di diverso: significa ammettere e rendersi conto che ciò che si ha, non basta più. Tutte le volte che abbiamo guardato il cielo, non abbiamo Desiderato veramente, semplicemente abbiamo scelto, perché siamo cresciuti con quest’idea:

non abbiamo il permesso di desiderare, ma solo di scegliere.

È davvero così?

 

Guardare oltre l’orizzonte

Abituati come siamo a vedere solo entro un certo confine, abbiamo paura di guardare lontano, perché certi di non poter e dover desiderare più di tanto.

E se potessimo realizzare quello che abbiamo sempre desiderato?

Il nuovo tour con Igor Sibaldi lo abbiamo pensato in cinque appuntamenti in cinque diverse città d’Italia.

Pensato, soprattutto, per tutti coloro che sentono e percepiscono che c’è qualcosa in più.

Nel profondo del nostro Io, ci sono doti che abbiamo dimenticato, ma che servono per raggiungere la vita che abbiamo sempre desiderato e poter esprimere chi siamo realmente.

Seguire la scia dei propri desideri è l’unico modo per riportare alla luce questi talenti sommersi e dare inizio a un’autentica rinascita, avanzando nella scoperta di capacità nascoste e di aspettative sopite, verso la libertà della piena realizzazione personale.

 

Amare se stessi: perché a volte è difficile?

L’amore è probabilmente il sentimento più intenso che proviamo: per amore siamo capaci di stringere compromessi che non avremmo creduto possibili, trovare in noi un coraggio che non sapevamo di avere e prendere decisioni che, altrimenti, non saremmo riusciti a sostenere.

L’amore assume diverse forme e può evolversi nel corso del tempo: l’amore per il proprio partner ha sfumature differenti da quello per gli amici, così come l’amore per i propri fratelli si distingue da quello nutrito per i figli.

Quando parliamo di amore ci riferiamo ad una componente così importante per ciascuno di noi che nessuno potrebbe affermare di non aver avuto esperienza almeno di una delle sue tante forme. Eppure, proprio una di queste è forse il sentimento più difficile da sentire nella vita: si tratta dell’amore per se stessi, una condizione tanto fortunata per coloro che la raggiungono, quanto necessaria per essere davvero felici.

 

Amore e Felicità

Al mondo non esistono due persone identiche, che provino le stesse emozioni e che abbiano vissuto le stesse storie. Nonostante questo, la profonda necessità di amore incondizionato accomuna tutti noi, a prescindere dai valori e dalle intenzioni per il proprio futuro.

Per rendercene conto, basta guardare il ruolo dell’amore incondizionato nello sviluppo equilibrato dei bambini: la sua mancanza, soprattutto durante i primi tre anni di vita, periodo in cui il cervello attraversa importanti processi maturativi, è alla base di molte dinamiche e comportamenti inconsci distorti secondo il docente, scrittore e ricercatore Daniel Lumera, considerato un riferimento a livello internazionale nelle scienze del benessere e negli studi sulla consapevolezza.

Lumera definisce l’amore come uno “stato di coscienza nel quale non vi è fine né separazione alcuna. Questa condizione di unità e di integrità perfetta è ciò di cui abbiamo profondamente bisogno per sentirci reali e realizzati in questa vita, indipendentemente dagli avvenimenti, dalle circostanze esterne e dalle relazioni”.

Essere amati in modo così autentico e sincero richiede consapevolezza: ciò vale tanto per l’amore che gli altri provano per noi, quanto per quello che noi proviamo per noi stessi.

Quante persone possono dire di sentirsi amate, accolte, accettate in maniera incondizionata, indipendentemente da cosa facciano o abbiano fatto nella loro vita?

Quante sono capaci di perdonarsi nonostante i fallimenti, gli errori e le delusioni?

 

 

Amare se stessi: i 3 surrogati di cui liberarsi

L’amore incondizionato è il nutrimento principale per essere delle persone equilibrate e vivere in armonia con noi stessi e gli altri. Perciò, quando non riceviamo una sufficiente quantità di questo “alimento”, cerchiamo soddisfazione in alcuni surrogati, cioè fattori che lo sostituiscono ma che, di fatto, non sono ugualmente appaganti.

È un po’ come quando abbiamo voglia di una cioccolata calda, ma per non rovinare la nostra linea ci accontentiamo di una tisana: inizialmente siamo soddisfatti ma, entro breve, il bisogno di cioccolata tornerà a farsi sentire.

Molte persone cercano di colmare le proprie esigenze con dei surrogati, tanto in ambito professionale, quanto in quello personale. Per aiutarci a comprendere quali siano i nostri autentici desideri, Daniel Lumera indica tre dei surrogati più comuni e come possiamo liberarcene.

 

  1. Il desiderio di approvazione

Quando l’essere umano non riceve amore incondizionato, dagli altri o da se stesso, il primo surrogato a cui fa ricorso è il desiderio di approvazione.

L’importanza dell’approvazione è un elemento che apprendiamo fin dall’infanzia, quando ci viene insegnato che dobbiamo dimostrarci “bravi” per ottenere ciò che vogliamo. Molto spesso, pur di ricevere approvazione, ci adattiamo alle esigenze altrui, anche se queste non rispecchiano i nostri bisogni.

 

Per smascherare questo surrogato, Lumera suggerisce questo breve test:

 

  1. Fai un elenco di tre cose che sei riuscito a far succedere “facendo il bravo”
  2. In quali occasioni ricerchi o hai bisogno di approvazione?
  3. In quali relazioni personali e professionali hai attuato la strategia dell’approvazione per ottenere ciò che volevi?

 

  1. Il potere

Quando non riusciamo a far succedere ciò che vogliamo attraverso l’approvazione, allora entra in gioco il potere. Molte persone usano il potere per ottenere l’amore, la considerazione, l’ammirazione e l’approvazione che cercano, obbligando gli altri a dare loro ciò che desiderano. Secondo Lumera, alla base di questo comportamento vi è una paura irrisolta di non essere amati e della solitudine.

 

Anche in questo caso, il ricercatore indica un test per porre fine all’uso sbagliato del potere:

 

  1. Che sensazione ti dà il potere?
  2. Cosa vuol dire per te “avere potere” ed “esercitare potere”?
  3. Sinceramente, quale pensi sia davvero lo scopo del potere?
  4. Come eserciti il potere? In quali ambiti della tua vita eserciti potere e come?
  5. Quando eserciti potere è per obbligare gli altri a fare ciò che tu vuoi?
  6. Ciò che vuoi quando eserciti potere corrisponde al benessere di tutti o soddisfa in larga misura solo le tue esigenze?

 

  1. Identificarsi con le necessità degli altri

Gli adolescenti spesso emulano i propri idoli, anche imitando il modo di vestire e di parlare. Per Lumera, questo meccanismo è un esempio di un altro surrogato dell’amore: quando siamo incapaci di soddisfare le nostre necessità di amore e non riusciamo ad avere successo tramite l’approvazione e il potere, ci identifichiamo in coloro che reputiamo vincenti per nutrirci del loro successo, con il rischio di perdere di vista la nostra individualità e le nostre autentiche necessità. Il ragionamento che scatta dentro di noi è: “se faccio come loro sarò amato, accettato, adorato e riceverò amore incondizionato”.

 

Ecco il test sviluppato da Daniel Lumera per smettere di identificarsi negli altri:

 

  1. Quali modelli ti hanno ispirato durante l’adolescenza?
  2. Quali modelli ti hanno ispirato nella vita professionale?
  3. Quali modelli ti ispirano in questo momento nella tua vita personale e professionale?
  4. Cosa hai ottenuto imitando quei modelli? È davvero ciò che volevi?
  5. A quale tua necessità profonda rispondono quei modelli?
  6. Hai mai avuto una relazione di coppia dove hai sostituito le tue esigenze reali con quelle del partner? Come è andata a finire?

 

Queste sono soltanto alcuni dei metodi ideati da Daniel Lumera per sviluppare la consapevolezza di noi stessi e accompagnarci lungo un percorso di crescita personale intenso ed emozionante, durante cui potremo portare alla luce i nostri desideri inconsci e risvegliare le risorse sopite dentro di noi.

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Daniel Lumera - Il codice della Realtà
Daniel Lumera – Il codice della Realtà

I 101 Desideri di Igor Sibaldi

Tutti, almeno una volta nella vita, avremmo voluto avere tra le mani la famigerata lampada di Aladino per poter esprimere i tre desideri che il Genio avrebbe magicamente realizzato, come racconta la storia.

Avere una casa più grande, superare tutti gli esami in un colpo solo, diventare ricchi grazie al lavoro dei sogni, trovare l’anima gemella e chissà quanti altri sarebbero i desideri che pronunceremmo se sapessimo come trasformarli in realtà senza troppi sforzi.

Igor Sibaldi, scrittore, filologo, filosofo e studioso di psicologia del profondo, ha dedicato diverse ricerche ai desideri per comprenderne la loro natura e, soprattutto, in che modo possono aiutarci a vivere con serenità.

 

Desideri, Coraggio e Futuro

Per Sibaldi i desideri rappresentano molto più di semplici e vaghe aspirazioni che vorremmo concretizzare un giorno, più o meno lontano: sono delle autentiche guide, capaci di mostrare la direzione da seguire nella nostra vita per realizzare il nostro potenziale nascosto.

I desideri non sono solo frutto della nostra immaginazione, bensì nascono dall’estensione della nostra percezione, la quale, in alcuni momenti, riesce ad andare oltre la superficie del reale, intuendo elementi che superano i limiti del tempo presente.

I desideri, secondo Igor Sibaldi, ci permettono di intravedere le occasioni e le opportunità che, dal futuro, si muovono verso di noi, invitandoci a raggiungerle. Grazie a questi segnali possiamo scoprire il percorso da intraprendere per dare forma alla vita che vogliamo e afferrare con coraggio ciò che questa vita ha in serbo per noi.

Proprio nel coraggio è racchiusa la chiave di tutto. Spesso siamo noi stessi a porre confini ai nostri desideri, a causa delle insicurezze e dei timori per il futuro: quante volte abbiamo rinunciato a cambiamenti che avrebbero potuto migliorare la nostra vita, preferendo restare ancorati alle piccole certezze e alle abitudini di ogni giorno, pur di non affrontare i rischi dell’ignoto?

Quando ciò accade, scatta in noi un meccanismo controproducente che trasforma i desideri da fattori positivi, in grado di regalarci un’esistenza ricca di emozioni e soddisfazione, in qualcosa da cui allontanarci, fonte di ansia e preoccupazione.

 

corso Sibaldi

 

L’esercizio dei 101 Desideri

Per risvegliare il coraggio di desiderare che avevamo da bambini, Igor Sibaldi propone un esercizio di facile applicazione, definito l’esercizio dei 101 Desideri:

  1. Procuratevi due quaderni nuovi, mai utilizzati
  2. Su uno dei quaderni fate una lista di 101 desideri diversi, in forma sintetica e precisando i particolari, ad esempio: “io voglio un’auto di lusso rosso fiammante”. Nel compilare questa lista, evitate di usare la parola “non” o di esprimere desideri generici, impossibili da verificare oggettivamente: ad esempio, “io voglio fare beneficenza tutte le settimane in una associazione della mia città” è preferibile a “io voglio dedicarmi agli altri”.
  3. Completato il vostro elenco, rileggetelo e poi ricopiatelo apportando le dovute correzioni o modifiche nel secondo quaderno, facendo attenzione a non scrivere più di quattro desideri per pagina.

Ora siete pronti per riportare alla luce il vostro coraggio di desiderare: rileggete il vostro elenco in bella copia tutti i giorni e notate come, con il tempo, attraverso coincidenze e fatti curiosi, i desideri cominciano a realizzarsi. A mano a mano che li vedrete accadere, cancellateli dalla lista e sostituiteli con dei nuovi.

Dopo i primi mesi, afferma Sibaldi, circa un terzo dei vostri desideri si sarà realizzato: soltanto quelle opportunità che la vostra intuizione ha intravisto nel futuro, ma che non siete riusciti a raggiungere a causa di blocchi emotivi e psicologici di varia natura, saranno ancora nell’elenco, permettendovi di andare a fondo per comprendere e superare questi ostacoli inconsapevoli.

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Potrai partecipare al suo nuovo tour Ciò che hai sempre desiderato, realizzato in esclusiva per Life Strategies, durante cui scoprirai come ritrovare dentro di te le grandi opportunità, i talenti e gli slanci che tanti credono di aver perso.

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Igor Sibaldi - Ciò che hai sempre desiderato

 

Come superare le difficoltà con la narrazione

Non sempre ciò che capita ci rende felici. Quando siamo in un momento di difficoltà possiamo ricorrere ad uno strumento molto utile per superare i nostri problemi, in modo che possano diventare dei trampolini di lancio per la scoperta di noi stessi e della nuova vita che ci attende.

Di cosa stiamo parlando? Della narrazione.

 

Come superare i momenti di difficoltà

Di fronte ai piccoli ostacoli quotidiani possiamo mettere in pratica un esercizio. Non pensiamo ad attività ripetitive, che rischiano di rivelarsi noiose e, di conseguenza, inefficaci. In realtà, è uno strumento che utilizziamo abitualmente, quasi senza pensarci: si tratta di raccontare ciò che ci accade, allo scopo di osservarlo da un punto di vista differente, esterno.

Spesso Igor Sibaldi, nei suoi seminari, spiega che quando ci guardiamo dall’esterno osserviamo ciò che ci accade come se fossimo un’altra persona, sviluppando la capacità di superare ciò che ci spaventa.

In fondo ce ne aveva già parlato il famoso autore Luigi Pirandello nell’opera Sei personaggi in cerca d’autore, dove sei personaggi raccontano la stessa storia ognuno dal proprio punto di vista, in modo che gli attori possano metterla in scena. Attraverso la rappresentazione teatrale, ognuno dei personaggi può guardare la propria storia dall’esterno e andare oltre i propri limiti.

Igor Sibaldi e Luigi Pirandello, in modi differenti, mostrano che la narrazione è uno strumento potentissimo per superare i momenti difficili e proseguire lungo il nostro percorso di crescita.

 

Essere i protagonisti o gli sceneggiatori della propria vita?

L’esercizio permette di considerare ciò che ci accade come un elemento narrativo, di cui siamo sia i protagonisti, sia gli sceneggiatori. In questo modo possiamo ripercorre ogni attimo della nostra storia e vederlo con il dovuto distacco, rendendoci conto di dettagli prima ignorati oppure immaginando scenari diversi per il nostro futuro.

Quante volte lo abbiamo fatto, senza accorgercene! Ad esempio, ogni volta che ci siamo confidati spontaneamente con qualcuno.

Questo strumento aiuta a prendere una certa distanza dalle proprie emozioni e a considerare fatti e punti di vista diversi dai nostri, scardinando una convinzione dagli effetti negativi: quella di essere i detentori della ragione assoluta.

Igor Sibaldi ripete spesso che pretendere di avere ragione può rivelarsi una trappola che ci blocca nel passato. Dobbiamo vederci con altri occhi: quelli dello sceneggiatore.

amicizia

 

Vederci con altri occhi

Parlare con un amico fidato può aiutarci a riflettere su noi stessi e sulla nostra vita da un altro punto di vista, eppure, quando ci rivolgiamo a qualcuno per un consiglio, spesso facciamo fatica ad ascoltare davvero opinioni diverse dalle nostre.

Quando succede, ricordiamoci che il maggior beneficio della narrazione non è tanto ricevere suggerimenti su cosa fare per superare momenti di difficoltà, quanto l’opportunità di osservare noi stessi “da fuori”.

Un altro beneficio dell’esercizio di narrazione è quello di aiutarci a fare chiarezza su ciò che ci accade. Solitamente, vediamo la nostra quotidianità come un insieme complesso di eventi e situazioni, uno scenario dove relazioni ed incontri si intrecciano, influenzandosi a vicenda. Ogni più piccola sfumatura di ciò che viviamo è fondamentale per noi: è proprio a causa di questi particolari e delle nostre numerose riflessioni che la nostra mente va in confusione.

 

Semplificare, semplificare, semplificare

Proviamo a fare l’esercizio inverso e sforziamoci di essere essenziali: raccontiamoci in poche frasi e cerchiamo di fare un riassunto dei fatti più importanti della nostra giornata.

Evitiamo di perderci nei meandri della nostra narrazione personale, ricca di sensazioni e sentimenti più o meno intensi. In questo modo, riusciremo ad avere uno sguardo più distaccato su di noi e ad intravedere soluzioni prima inaspettate. “Semplifica e vai avanti!”, ci incoraggia Sibaldi.

La narrazione sintetica è efficace per aprirci a nuove opportunità e considerare scelte diverse da quelle che avevamo valutato prima. Sorprendentemente, pian piano che il nostro punto di vista cambia, ci accorgeremo che anche le nostre emozioni cambiano.

A tutti, qualche volta, sarà capitato di pensare: “chissà perché mi ero fissato su quella cosa?”: ecco cosa accade quando riusciamo a guardare la nostra vita da una posizione di distacco.

Addirittura, potremmo restare meravigliati nel notare che la narrazione è efficace anche quando nessuno ha dei suggerimenti da darci: spesso non importa ciò che la persona con cui ci confidiamo dice, è sufficiente che stia ad ascoltarci, dandoci modo di osservarci con altri occhi. Così facendo, è un po’ come se ci venisse offerta “una nuova visione di ciò che siamo stati e di ciò che potremo diventare”, stimolando in noi il cambiamento.

 

“Si cambia davvero quando non vediamo più le cose come le vedevamo prima e non sappiamo più spiegare più il perché dei nostri vecchi comportamenti.”
Igor Sibaldi

 

Con l’esercizio della narrazione, Igor Sibaldi ci offre uno strumento molto potente attraverso cui sviluppare in autonomia le nostre potenzialità e ammorbidire la rigidità con la quale tendiamo ad osservarci e a classificarci entro ruoli prestabiliti.

La nostra vita è narrazione: la narrazione di noi stessi. Possiamo scoprire come narrare nuove storie e guardare al futuro, dando forma concreta all’opportunità di creare nuovi mondi e nuove prospettive. Per vivere personalmente questa esperienza di cambiamento e crescita personale insieme all’autore e filosofo Igor Sibaldi, clicca qui.

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Igor Sibaldi Cio che hai sempre desiderato Life Strategies

Le 4 domande per far succedere ciò che vuoi

Ci auguriamo buon compleanno sui social network, ci teniamo in contatto tramite mail e messaggi scritti dallo smartphone, prenotiamo hotel e ristoranti tramite app e acquistiamo i regali online: ormai ogni più piccola azione quotidiana ci vede connessi 24 ore su 24.

L’avvento di internet ha rivoluzionato prima il nostro modo di lavorare e poi il nostro stile di vita, influenzando tanto le nostre abitudini, quanto le nostre relazioni interpersonali. Oggi possiamo sapere cosa fanno, dove vanno e chi frequentano anche persone che conosciamo solo di sfuggita, oppure contattare direttamente personaggi con cui, fino a qualche decennio fa, non avremmo mai potuto interagire così facilmente. Pensiamo, ad esempio, alle grandi star di Hollywood o ai rappresentanti delle nostre istituzioni.

La socializzazione è uno dei pilastri alla base delle dinamiche virtuali, con effetti che si ripercuotono nel mondo reale: più amici o follower hai, più successo riscuoti. In questa logica, la solitudine diventa uno spauracchio da cui fuggire, una sorta di pericolo per la propria immagine sociale, ovvero l’immagine positiva di sé che ognuno mostra agli altri per avere approvazione (concetto introdotto dal sociologo Ervin Goffman). Ma siamo sicuri che la solitudine sia così negativa?

 

I benefici della solitudine e del silenzio mentale

Secondo uno studio dell’Università di Rochester, la solitudine aiuta il nostro benessere. Quando scegliamo di trascorrere del tempo da soli scarichiamo lo stress accumulato nella giornata, ci sentiamo meno agitati e nervosi, ci rilassiamo e proviamo una sensazione di pace interiore. Al contrario, stare tra la folla e sostenere una conversazione ci trasmette una certa tensione, rendendoci più ansiosi.

Nello studio si distingue la solitudine volontaria dall’isolamento sociale: se ritagliarsi volontariamente 15 minuti di solitudine al giorno aiuta a stare meglio, l’isolamento sociale ha effetti negativi.

Oltre a farci sentire bene, la solitudine ha un altro risvolto positivo: quello di favorire il silenzio mentale, ovvero quello stato in cui il continuo e confuso fluire dei pensieri si placa, permettendoci finalmente di intuire e fare esperienza concreta di noi stessi, delle nostre emozioni e dei nostri veri bisogni. Ecco perché lo scrittore e ricercatore Daniel Lumera, riferimento a livello internazionale nelle scienze del benessere e negli studi sulla consapevolezza, considera il silenzio mentale uno dei fondamenti dell’arte di far succedere le cose.

silenzio e solitudine

 

L’arte di far succedere le cose

Le ricerche svolte da Lumera mostrano che esistono due tipologie di individui: gli esterni e gli interni.

Gli esterni tendono a rintracciare le cause di tutto ciò che capita loro nelle circostanze esterne: la crisi economica, le coincidenze sfortunate, gli incontri casuali. Non sentono di avere il controllo su ciò che avviene nella loro vita e cercano di adattarsi alle varie situazioni che si trovano davanti. Per loro il destino è un elemento su cui non possono in alcun modo intervenire.

Gli interni si considerano gli unici responsabili della propria vita e pensano che tutto ciò di cui hanno bisogno per cambiarla sia già tra le loro mani. Non delegano il compito di trasformare la loro quotidianità ad altri, bensì decidono e agiscono consapevoli di sé e di ciò che vogliono far succedere. Per loro il destino può essere disegnato e determinato attimo dopo attimo.

Prendere coscienza dei collegamenti causali tra gli eventi della nostra vita e di ciò che pensiamo di noi stessi, degli altri e del mondo intorno a noi è la chiave per diventare autori del proprio destino e maestri nell’arte di far succedere le cose.

Lumera spiega che non si tratta semplicemente di una specie di “pensiero positivo”, bensì di una vera e propria esperienza di riscoperta di sé ad ogni livello: da quello mentale a quello energetico, da quello percettivo a quello spirituale. Lo scopo? Diventare consapevoli dei codici inconsci che regolano ogni momento della nostra vita, così da interpretarli e trasformarli come desideriamo: solo così potremo far succedere concretamente ciò a cui aspiriamo e realizzarci a pieno.

 

Far succedere le cose in 4 domande

Nel corso dei suoi studi, oltre ad aver individuato diversi tipi di codice, Daniel Lumera ha definito i passaggi necessari per decodificare e ricodificare se stessi. Tra questi passaggi vi sono 4 domande fondamentali che, se applicate correttamente, sono in grado di cambiare la nostra vita.

1. Mi allontana dal tempo presente?

Sembra incredibile, ma vivere nel presente è una delle cose più difficili. Per gran parte del tempo, la nostra mente viaggia tra i ricordi del passato e le ambizioni per il futuro, dimenticando che è solo nel presente che possiamo agire per superare ciò che è stato e realizzare ciò che vogliamo accada. In questo video, Daniel Lumera ci aiuta a comprendere cosa significa vivere a pieno il presente:

 

2. Diminuisce il mio potere personale?

Con il termine “potere personale”, Daniel Lumera intende la nostra capacità di far succedere ciò che è in sintonia con i nostri autentici desideri e con le nostre reali esigenze.

Il nostro potere personale diminuisce ogni volta che permettiamo ad altri di decidere per noi, quando ci lamentiamo della sorte avversa, quando screditiamo qualcuno per riscuotere approvazione. Al contrario, se vogliamo aumentare il nostro potere personale, dobbiamo imparare ad ascoltarci senza pregiudizi, accettarci per come siamo e rispettare sia noi stessi, sia gli altri. In questo modo diventeremo più sicuri di noi e saremo pronti ad assumerci la responsabilità di ogni nostra azione.

3. Aumenta la mia consapevolezza?

Qualcuno pensa che consapevolezza sia sinonimo di conoscenza. In realtà, per essere consapevoli non basta conoscere: un conto è sapere cosa significa amore, tristezza, compassione, un conto esserne consapevoli, cioè averne avuto esperienza diretta e aver provato sulla propria pelle certe emozioni. Ecco perché per essere consapevoli è necessario saper vivere pienamente il presente ed essere presenti in ogni attimo della propria vita.

4. Diminuisce la mia responsabilità personale?

Essere gli unici responsabili di ciò che ci succede può spaventare a volte, eppure solo così potremo intervenire concretamente nella nostra vita per trasformarla in ciò che desideriamo. Chi è consapevole della propria responsabilità personale e del legame causale tra ciò che accade e le sue azioni, sa bene che non esistono errori da evitare, ma solo lezioni da imparare.

Queste domande sono adatte ad ogni circostanza della nostra quotidianità: possono aiutarci quando dobbiamo prendere un’importante decisione professionale, quando ci troviamo all’inizio di una nuova relazione, se attraversiamo una crisi professionale o, più semplicemente, per verificare periodicamente il nostro stato di benessere.

Per scoprire come usare queste domande per far emergere le tue potenzialità nascoste e decodificare e ricodificare te stesso, partecipa al nuovo tour di Daniel Lumera Il codice della realtà, realizzato in esclusiva per Life Strategies.

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Come interpretare il linguaggio dell’Inconscio

“Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino.”

Questo affermava il celebre psichiatra e psicoanalista Carl Gustav Jung, ponendo l’inconscio al centro delle sue ricerche.

L’inconscio raccoglie le attività mentali che fuggono al nostro controllo. Sembra incredibile, eppure spesso, alla base delle nostre azioni, vi sono pensieri, emozioni, istinti e comportamenti dei quali non siamo consapevoli.

Comprendere l’inconscio non è semplice: nonostante molti studiosi abbiano cercato di interpretarne il linguaggio, questo argomento rimane un campo tutto da esplorare.

Oggi, in particolare, è la dimensione onirica ad attirare l’attenzione degli esperti. A partire da L’interpretazione dei sogni di Freud, i sogni hanno smesso di essere considerati semplicemente come il risultato caotico di attività cerebrali casuali, e sono diventati strumenti per indagare i lati più nascosti della nostra mente.

La questione è ancora molto dibattuta: secondo un gruppo di ricercatori dell’Università Claude Bernard di Lione, la funzione dei sogni è consolidare la memoria delle esperienze vissute nella giornata. Per altri, tra cui Matthew Walker, i sogni permettono di elaborare le informazioni senza ansia, traendone gli insegnamenti necessari per affrontare le situazioni quotidiane.
Nulla a che vedere, quindi, con l’interpretazione dell’inconscio di cui parlavano Freud e Jung.

Dobbiamo quindi rassegnarci all’idea che alcuni meccanismi e risorse della nostra psiche resteranno per sempre un mistero? Secondo il ricercatore, docente e scrittore Daniel Lumera, il modo per penetrare ed esprimere tutte le nostre potenzialità non solo esiste, ma è alla portata di ciascuno di noi.

consapevolezza

 

Il Codice e il linguaggio simbolico dell’Inconscio

Considerato un riferimento a livello internazionale nelle scienze del benessere e negli studi sulla consapevolezza, Lumera è stato l’unico ricercatore italiano selezionato nel 2013 per pubblicare nel Report Mondiale sull’Educazione Superiore della Global University Network for Innovation dell’UNESCO.

Tra le sue scoperte, una delle più affascinanti è quella dei codici che determinano il nostro modo di pensare e agire, offrendoci una sorprendente chiave di lettura della stretta relazione tra inconscio e consapevolezza.

Con il termine “codice” Lumera identifica una serie di informazioni molto diverse tra loro: alcune sono acquisite direttamente dalle esperienze quotidiane (ad esempio, l’informazione “sono competente nel mio lavoro”, che deriva dai risultati delle proprie attività), altre vengono apprese in modo indiretto dall’ambiente familiare e sociale in cui viviamo (ad esempio, l’informazione “solo la fatica può portare al successo”, legata al contesto circostante).
Perciò, il codice ha a che fare sia con ciò che ci accade quotidianamente, sia con le nostre relazioni e con la nostra storia.

Ognuna di queste informazioni ha un legame causale con i nostri comportamenti e con ciò che avviene nella nostra vita, anche se non ce ne rendiamo conto.
Prendiamo, ad esempio, le informazioni “io valgo” e “io non valgo abbastanza”: pur trattandosi di giudizi contrastanti, essi possono coesistere nella nostra mente. Il nodo cruciale è che solo uno di questi sarà la vera causa di ciò che ci succede giorno dopo giorno. Per capire quale sia, bisogna scavare nei più profondi livelli della nostra coscienza, perché non basta ripetersi razionalmente “io valgo” per inserire nella mente questa informazione se, in realtà, si è convinti di non valere abbastanza.

Per analizzare i nostri codici, perciò, dobbiamo interpretare il linguaggio simbolico dell’inconscio da cui sono costituiti: così potremo non solo decodificare noi stessi e la nostra vita, ma anche ricodificare le informazioni che ci allontanano dal benessere e dal successo, creando quelle giuste per prendere il controllo del nostro destino.

 

Interpretare il Codice

Il codice non ci determina solo dal punto di vista mentale, ma anche biologico, emozionale ed energetico, in quanto attraversa tutti i livelli della nostra coscienza, da quello più superficiale a quello più profondo. Ecco perché, per interpretare il codice, sono necessari diversi passaggi, attraverso cui addentrarci sempre più nel linguaggio simbolico dell’inconscio. Questi passaggi prevedono:

  •  la consapevolezza dei nostri meccanismi mentali
  • la visualizzazione creativa
  • la respirazione, capace di influire sia sulla nostra mente, sia sul nostro stato emozionale
  • il risveglio dell’intuizione
  • l’esercizio della meditazione.

Si tratta di un percorso di crescita personale a tutto tondo, che va ben oltre l’esplorazione psicologica ed agisce ad ogni livello del nostro essere. Ecco perché solo compiendolo in prima persona se ne possono trarre i massimi benefici!

Per vivere direttamente questa esperienza di autentica trasformazione insieme a Daniel Lumera, partecipa al suo tour Il Codice della realtà, realizzato in esclusiva per Life Strategies.

Il tour lo porterà in diverse città d’Italia a partire da Febbraio 2018: scopri subito la tappa più vicina a te e contattaci per saperne di più!Il codice della realtà Daniel Limera - Life Strategies

Come liberare l’Intuizione e Realizzare i propri Desideri

A volte (ultimamente sempre più spesso) ci ritroviamo col naso all’insù, a guardar le stelle. Mentre guardiamo il firmamento immaginiamo che possa accaderci qualcosa di nuovo e, talvolta, desideriamo intensamente che la nostra esistenza cambi.

“I desideri derivano dalle stelle” esordirebbe Igor Sibaldi con l’intento di stupirci.

Sibaldi, filologo, filosofo, scrittore e ricercatore, nei suoi seminari fin da subito tende a sorprenderci per farci diventare curiosi.

Cos’hanno a che fare i desideri con le stelle?

Il termine “stella” viene dal latino sidera. Quindi de-siderare, letteralmente, significa “volere per noi un’altra costellazione”. Desiderare, guardar le stelle, significa voler creare un nuovo mondo, più grande di quello in cui viviamo, del quale ormai abbiamo sperimentato ed esplorato ogni possibilità.

Vogliamo di più, ma la comfort zone, l’insieme delle regole che ci circonda, non fa che trattenerci proprio qui, nel mondo che vorremmo cambiare. È come una forza che ci tiene con i “piedi per terra” e, così facendo, ci priva di alcune opportunità che intuiamo e che vorremmo realizzare. Ecco perché immaginare è un’attività molto feconda, grazie alla quale possiamo collegarci con le stelle.

Come fare?

Seguiamo le nostre intuizioni. Fidiamoci di noi stessi e di quel certo “non so che” che ci parla per mezzo delle sensazioni che proviamo, magari proprio guardando il cielo stellato.

 

Il richiamo interiore e la voce delle stelle

Igor Sibaldi ci racconta spesso, durante i suoi seminari, che desiderare significa “voler raggiungere le stelle”, immaginare il mondo che si estende al di là del manto blu sopra di noi e realizzarlo senza temere di sbagliare. Quella di sbagliare è una paura infondata: tutto ciò che dobbiamo fare è ascoltare la nostra intuizione e inseguire la possibilità di realizzare la felicità che meritiamo, alla quale siamo destinati.

“Raggiungere le stelle” non è solo un modo di dire, colorato e romantico. De-siderare significa letteralmente “sentire la mancanza delle stelle”, del proprio cielo, ed iniziare la ricerca appassionata di ciò che ci manca e di cui sentiamo il richiamo.

Viviamo in kosmos, spiega Sibaldi: un mondo fatto di regole che ci definiscono e ci trattengono nel conosciuto, nel limite di quello che “dobbiamo” fare e che gli altri si aspettano da noi.

Iniziamo a desiderare quando ci sentiamo stretti in questa realtà “conosciuta”, spesso priva di veri stimoli. All’improvviso ci svegliamo e ci accorgiamo di volere qualcosa di più ampio per noi. Tutto questo ha inizio con un desiderio: quello di vivere in un mondo dalle possibilità più ampie.

stelle e desideri

 

Gli ostacoli ai tuoi Desideri

Lasciare il mondo conosciuto e costruire quello giusto per noi ci porterà incontro ad alcune difficoltà. Sono i tipici ostacoli affrontati dagli eroi delle fiabe, i quali devono superare le avversità per poter finalmente ottenere ciò che desiderano.

Igor Sibaldi individua cinque ostacoli che ci impediscono di raggiungere… le nostre stelle. Tuttavia, Sibaldi mostra anche come possiamo andare oltre questi confini. Si tratta di:

1. Il principio di causa-effetto

“Il passato è più importante del presente e condiziona il nostro futuro” sembrerebbe una regola inviolabile. In realtà, Sibaldi ricorda che, secondo il filosofo Anassagora, “la vera causa di qualcosa risiede nel suo scopo”: ciò significa che è il futuro che stiamo desiderando ora a muovere le nostre azioni.

2. Il tempo lineare

Quanto ci sorprende Igor Sibaldi quando ci racconta che il tempo lineare è solo una delle possibili espressioni del tempo! Fin dai tempi della scuola studiamo gli eventi collocandoli lungo una linea retta, ma questo non è il solo modo che abbiamo per realizzare noi stessi. Il tempo lineare può essere superato.

3. Limiti psicofisici

Ciascuno di noi è composto da un Io vastissimo, che supera la dimensione fisica, e da un’identità più limitata, che coincide con il nostro corpo. Possiamo accedere alle immense possibilità di quella parte di noi che vive al di là della dimensione fisica del mondo e, poi, realizzarle concretamente nella nostra realtà quotidiana.

realizzare i desideri

 

4. La morale

La morale racchiude le nostre esperienze passate e influenza le nostre decisioni sul futuro. La morale, perciò, limita le immense possibilità a nostra disposizione. La soluzione? Sibaldi suggerisce di utilizzare l’intuizione per farci guidare nelle decisioni quotidiane: in questo modo vivremo liberi dai condizionamenti del passato.

5. Il dover essere

Nella quotidianità siamo condizionati da una serie di modelli a cui dobbiamo attenerci per senso del dovere. Si tratta dei “ruoli” che impersoniamo nella vita di ogni giorno: madre, padre, figlio, studente, impiegato, politico, e via dicendo. Crediamo che non ci sia consentito diventare qualcun’altro al di fuori di questi ruoli. Ciò non è vero: ognuno di noi è in grado di diventare qualcuno di diverso, di nuovo, che non è mai esistito prima.

 

Punta alle stelle

Questi cinque ostacoli ci limitano sotto diversi aspetti. Per superarli dobbiamo metterli in discussione e guardarli per quello che sono: “regole” esterne, non un destino ineluttabile. Può essere l’inizio di un cambiamento importante.

Non dobbiamo combattere chissà quali battaglie, ma semplicemente iniziare ad osservare questi confini imposti in modo differente, e subito i loro effetti diminuiranno.

Molti lo hanno già fatto e ci hanno mostrato che non solo è possibile andare oltre tali limiti, ma che al di là di essi si apre un orizzonte ricco di nuove possibilità: qualcosa che non è mai esistito prima d’ora! Questo percorso accrescerà la nostra sete di desiderio, di ricerca, di creatività.

I desideri e i cambiamenti non si alimentano con le regole, ma sperimentando nuove vie, ponendosi in continuazione domande e interessandosi a tutto, senza precludersi nessuna opportunità, specie se deriva da quel certo “non so che” che si agita dentro di noi mentre guardiamo il cielo stellato.

Desiderare è il modo per andare sia oltre i confini troppo stretti del mondo, sia oltre ciò che ci distoglie da un futuro diverso, che sia in maggiore sintonia con il nostro scopo e con la nostra felicità. Superarli si può, puntando dritto alle stelle.

 

Ti piacerebbe ascoltare direttamente da Igor Sibaldi queste e molte altre riflessioni riguardo alle nostre possibilità di realizzare ciò che desideriamo?

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Potrai partecipare al suo nuovo tour Ciò che hai sempre desiderato, realizzato in esclusiva per Life Strategies. Presto Sibaldi sarà in diverse città d’Italia: cerca quella più vicina a te!Igor Sibaldi Cio che hai sempre desiderato Life Strategies

Come usare le 5 Intelligenze per Realizzare te stesso

Era il 1982 quando i cinema di tutto il mondo proiettavano Blade Runner, film di fantascienza diventato un cult, le cui vicende avveniristiche sono ambientate nel 2019.  La trama si svolge in un futuro distopico: la Terra è invivibile a causa di inquinamento e sovraffollamento e la tecnologia è talmente avanzata da aver prodotto dei robot identici agli esseri umani, ma dotati di maggiori abilità intellettuali e forza fisica.

Oltre alla spettacolarità degli effetti speciali, il film è stato reso celebre anche dalla complessità e dall’attualità dei temi trattati. Se confrontiamo il pianeta Terra del 2019 immaginato dal regista Ridley Scott con quello in cui effettivamente vivremo tra poco più di un anno, possiamo individuare diverse analogie. Prima fra tutte, il sorprendente sviluppo nella produzione di robot che non siano solo efficienti, ma anche “familiari”.

Basti pensare che fino ad alcuni mesi fa, al Vitra design museum di Weil am Rhein, in Germania, si teneva la mostra Hello, Robot. Design between Human and Machine, dedicata alle ultime innovazioni della robotica. Già il nome dell’esposizione (“Ciao, robot. Design tra l’uomo e la macchina”) fa riflettere sui traguardi raggiunti dall’Intelligenza Artificiale. Un esempio concreto del futuro verso cui ci avviciniamo è ElliQ, robot studiato per fornire assistenza agli anziani e per mantenerli attivi, arricchendo la loro vita e riducendo il senso di solitudine di cui molti soffrono. L’idea di avere un robot come amico è già realtà e sta bussando alla nostra porta.

L’Intelligenza Artificiale

Il termine I.A. (Intelligenza Artificiale) identifica la capacità di una macchina di ricreare le funzioni intellettive tipiche della mente umana. Il nostro rapporto con l’I.A. non è a senso unico: l’interazione tra queste due intelligenze è reciproca e costante, come dimostra, ad esempio, il progetto delle auto con guida autonoma, che cambierà totalmente le nostre abitudini e che sta sollevando domande quali: “come dovrebbe comportarsi l’I.A. dell’auto se, in caso di incidente inevitabile, dovesse scegliere tra la sopravvivenza dei passeggeri e quella degli altri?”.

La centralità dell’I.A. nella nostra vita quotidiana è confermata anche dagli studi di Daniel Lumera, ricercatore e docente universitario considerato un riferimento a livello internazionale per quanto riguarda le scienze del benessere, il quale la include tra le 5 Intelligenze che ci permettono di raggiungere l’autentica consapevolezza di noi stessi e di vivere pienamente la nostra esistenza.

Secondo Lumera, l’Intelligenza Artificiale è affiancata da Intelligenza Biologica, Intelligenza Emotiva, Intelligenza Mentale e Intelligenza Spirituale. Vediamo insieme cosa sono e come svilupparle attraverso alcuni test ed esercizi da lui stesso ideati.

L’Intelligenza Biologica

L’intelligenza Biologica corrisponde al “saper fare” e abbraccia sia le nostre abilità manuali e fisiche, grazie a cui abbiamo creato il mondo che conosciamo, sia la capacità del nostro corpo di adattarsi alle circostanze esterne. Pensiamo, ad esempio, alla gestione dello stress, alla resilienza, alla risposta immunitaria e agli altri meccanismi biologici che ci permettono non solo di sopravvivere, ma di superare con successo crisi e difficoltà.

Intelligenza Biologica

 

L’Intelligenza Emotiva

L’Intelligenza Emotiva corrisponde al “saper sentire”, cioè alla capacità di riconoscere, manifestare, gestire e guidare tanto le proprie emozioni, quanto quelle degli altri.

Secondo Lumera, alla base dell’Intelligenza Emotiva vi è la consapevolezza che non sono gli eventi esterni a determinare la nostra vita, bensì noi stessi, con le nostre scelte quotidiane. Siamo noi a scegliere se lasciarci bloccare dalle emozioni negative, come la collera e la paura, o se trasformarle in risorse con cui disegnare il destino che vogliamo. Ogni emozione rivela un aspetto di noi da sviluppare: basta comprendere quale sia e in che modo agire per farne un punto di forza.
Ad esempio, la collera può essere trasformata in determinazione una volta liberi dalla sensazione di impotenza che la causa, mentre la paura può diventare amore se impariamo ad accettarla, senza scappare.

Intelligenza Emotiva

 

 

L’Intelligenza Mentale

L’Intelligenza Mentale è legata al “saper pensare”. La maggior parte delle persone crede che una mente attiva sia costantemente affollata da pensieri logici e ragionamenti, ma questo in realtà non fa che generare confusione e distogliere la nostra attenzione da ciò che è davvero importante per noi.
Prerogativa fondamentale per pensare in modo chiaro e ordinato è il silenzio mentale, uno stato di concentrazione e ascolto profondo durante cui la nostra mente si svuota, superando i limiti e facendo spazio a nuove idee, intuizioni e atti creativi per esprimere il nostro vero essere.

Un esercizio per sviluppare la capacità di praticare il silenzio mentale è la camminata del silenzio: passeggiamo per circa 30 minuti nella natura evitando di fare qualsiasi tipo di rumore. Dai passi, alla respirazione, allo struscio degli abiti, tutto deve essere compiuto nel maggior silenzio possibile, con estrema concentrazione e attenzione nei movimenti. Al termine, restiamo seduti in ascolto dei rumori intorno a noi, finché non saremo pronti a rialzarci.

Intelligenza Mentale

 

L’Intelligenza Spirituale

L’Intelligenza Spirituale agisce sul nostro “saper essere” mettendoci in contatto con lo scopo e il proposito consapevole della nostra vita.

Seguire ciò in cui si crede senza paura, rimanere fedeli ai propri autentici valori, coltivare ogni giorno la motivazione, tener conto dell’interconnessione tra il proprio benessere e quello altrui, rendersi conto che tutto ciò che viviamo e che proviamo ha origine dentro di noi: queste sono le capacità a cui l’Intelligenza Spirituale dà accesso e che permettono di determinare il corso del proprio destino in maniera responsabile.

Nessuna di queste può però essere raggiunta senza lo sviluppo delle altre 4 Intelligenze: ciascuna di loro ha un ruolo fondamentale nel nostro benessere, secondo un sistema strettamente interconnesso.

I test qui proposti sono strumenti ideati dallo scrittore e studioso Daniel Lumera nel corso delle sue ricerche sulla consapevolezza e ti aiuteranno a valutare il livello delle tue 5 Intelligenze.
Per proseguire insieme a lui in questo percorso di crescita personale e sollevare il velo sotto cui si nascondono i misteri del nostro destino e la vera essenza del reale, clicca qui.

Troverai maggiori informazioni sul tour di Lumera Il codice della realtà, realizzato in esclusiva per Life Strategies. Scegli in quale città partecipare per scoprire come trasformare il tuo destino da una serie di eventi casuali in un cammino di scelte consapevoli, fino alla piena realizzazione di te stesso!

Il codice della realtà Daniel Limera - Life Strategies

Emozioni e Consapevolezza: il nostro weekend con Bruce Lipton e Gregg Braden

“Siamo divini e dobbiamo vivere non in base alla sopravvivenza del più forte, ma in un modo che sostenga tutti e tutto su questo pianeta.”
Bruce Lipton

Questo è solo uno dei preziosi insegnamenti che lo scorso weekend, a Milano, hanno illuminato le nostre menti e colmato di emozione i nostri cuori.

Sabato 28 e domenica 29 Ottobre, la città di Milano ha ospitato uno degli eventi di crescita personale più attesi dell’anno, trasformandosi nel punto d’incontro per oltre mille persone provenienti da ogni angolo del globo, unite dallo stesso desiderio di essere più consapevoli di sé, delle proprie potenzialità e dei metodi per rendere il mondo un luogo in cui tutti possano esprimersi e realizzarsi a pieno, senza limiti né paure.

I celebri scienziati Bruce Lipton e Gregg Braden, autorità internazionali per quanto concerne lo stretto legame tra biologia e comportamento, tra DNA e ambiente, tra cuore e mente, ci hanno regalato due giornate incredibili, che resteranno impresse tanto nei nostri ricordi, quanto nei nostri animi.

Insieme a loro abbiamo potuto ascoltare rivelazioni sorprendenti e fare esperienza diretta delle loro scoperte, vivendo in prima persona sensazioni che hanno arricchito le nostre coscienze e che ci hanno reso più aperti, accoglienti, resilienti ma soprattutto pronti ad affrontare ogni momento della nostra quotidianità da una prospettiva totalmente nuova.

bruce lipton gregg braden

 

L’evento si è aperto con Gregg Braden, che ha condiviso i risultati delle sue ricerche per renderci capaci di rispondere a una domanda fondamentale: come possiamo superare il caos che ci circonda ogni giorno e raggiungere un ordine superiore, grazie a cui dare inizio ad un nuovo capitolo della storia umana?

Cambiamenti del clima e dei ritmi naturali, crisi politiche ed economiche, conflitti: ognuno di questi elementi assume un ruolo preciso nella fase storica attuale, e Braden ci ha mostrato non solo qual è il percorso davanti a noi, ma anche come possiamo agire per trovare le soluzioni ed andare oltre tutto questo. “Perché le soluzioni esistono: dobbiamo soltanto rendercene conto e applicarle”, ha spiegato Braden, che per gran parte della sua vita ha esplorato le zone più remote del globo per entrare in contatto con le civiltà che custodiscono saperi antichissimi, recuperandoli.

bruce lipton gregg braden

 

Un weekend in cui sono stati approfonditi non solo i segreti delle culture antiche, ma anche i misteri della biologia e dell’evoluzione.

Questo, in particolare, è stato l’argomento principale degli interventi di Bruce Lipton, il quale, attraverso vari studi scientifici, ha messo in discussione i limiti dettati dal materialismo moderno e ampliato i nostri orizzonti ben oltre questi confini. “Siamo collegati energicamente a tutto ciò che ci circonda. Smettiamo di credere che i processi fisiologici seguano i principi della meccanica newtoniana. Non siamo vittime della genetica” ha dichiarato Lipton, ribadendo il ruolo centrale dell’energia in ogni più piccola componente sia di noi stessi, che del mondo circostante.

bruce lipton gregg braden

Oltre ad averci reso partecipi di scoperte fondamentali per vivere al meglio la nostra quotidianità, i due studiosi ci hanno anche permesso di fare esperienza diretta dei metodi per armonizzare cuore e mente attraverso esercizi di gruppo e dimostrazioni pratiche sul palco, allo scopo di raggiungere un vero stato di benessere e sviluppare la consapevolezza di noi stessi.

Ognuno di questi momenti ha contribuito a creare l’atmosfera unica che ha reso queste due giornate indimenticabili, in un continuo scambio di emozioni alimentate anche dalle esibizioni di Emiliano Toso, musicista compositore e biologo cellulare che, con la sua Translational Music, ha aiutato i partecipanti ad esprimere le proprie sensazioni più profonde e ritrovare benessere fisico, emozionale e spirituale.

bruce lipton gregg braden

 

Non eri presente a questo attesissimo appuntamento?

Allora continua a seguirci per scoprire le grandi sorprese che Life Strategies ha in serbo per te nel corso del 2018 e preparati a vivere insieme a noi molte altre emozioni in grado di trasformare la tua vita!

Nel frattempo, guarda questo video per avere un assaggio di ciò che abbiamo condiviso nel weekend con Bruce Lipton e Gregg Braden. Ci vediamo al prossimo corso e… buona visione!

La differenza tra essere Felici e essere Contenti

Vi siete mai soffermati sulla differenza tra l’essere felice e l’essere contento?

Secondo Igor Sibaldi, scrittore, studioso di teologia ed esperto di psicologia dell’inconscio, c’è un’enorme differenza sia nel significato dei due termini, sia nelle azioni che coinvolgono queste due condizioni esistenziali.

Siamo abituati a pensare che contentezza e felicità siano sinonimi, tuttavia il loro significato indica uno stato dell’anima differente.

È meglio essere felice oppure essere contento?

Scopriamo insieme la risposta.

 

Essere Contenti: lo stato di Benessere

La parola “contento” viene dalla parola “contenere” e ci fa pensare ad un contenitore dove, per sua natura, possiamo inserire solo una certa quantità di elementi, in base al limite dettato dalla capienza del contenitore, come un vaso che può contenere solo una determinata quantità di terra.

Ciò significa che la persona contenta si contiene nelle sue azioni: sta bene nel mondo di cui fa esperienza ogni giorno e questo status quo la fa sentire protetta. Rimane nel suo vaso.

Conosciamo questo concetto con il termine comfort zone, una condizione che ci dà una sensazione di benessere e… contentezza.

Quindi, accontentarsi vuol dire contenersi e “chiudersi”, un po’ come se fossimo in una scatola. Una persona contenta della propria vita si rinchiude in ciò che già ha ed in ciò che già è. Non lascia spazio ad imprevisti o a tentativi di esplorare qualcosa di nuovo, che potrebbe rivelarsi rischioso. La sua ricerca di certezze la tratterrà nel rassicurante status quo.

Si tratta di una condizione statica, che implica un blocco nella propria crescita personale. Eppure, anche le persone contente possono avvertire la mancanza di qualcosa di profondo del quale non hanno piena coscienza, qualcosa di impalpabile, che sfugge alla loro comprensione.

 

La Felicità porta novità

Quali sono le caratteristiche di una persona felice?

Possiamo capire meglio il significato del termine “felicità” se pensiamo alla parola inglese happy.

“Happy” viene dal verbo “to happen” e significa “accadere”. Quindi, la persona felice è quella che lascia che le cose accadano nella sua vita.

In italiano, il termine “felicità” deriva da “felix”, che significa fertile. La felicità rappresenta la fertilità di avvenimenti, lasciare che, attraverso di noi, la vita accada. Se siamo felici generiamo continuamente cose nuove semplicemente perché quello che già abbiamo non ci è sufficiente.

La persona felice si sente libera di essere se stessa e si apre al mondo esprimendo i propri bisogni e la propria curiosità. Vuole che le cose accadano e non teme l’imprevedibilità, anzi, la accoglie con entusiasmo e desiderio, mettendosi in gioco nel cambiamento.

Possiamo essere felici: possiamo guardarci intorno, possiamo aprirci al nuovo e possiamo iniziare a desiderare che qualcosa ci accada, uscendo da quella scatola che tenta di rinchiuderci. Se siamo felici possiamo scrivere una nuova storia, tutta nostra.

 

 

Quando sei Felice non torni più indietro

“Per essere felice devi essere diverso.”
Igor Sibaldi

 

Le persone felici rompono i ponti con il passato e cambiano radicalmente, creando la propria vita momento dopo momento, in base ai desideri che realizzano e alle scoperte a cui giungono.

“La felicità è semplicemente quel senso che ci fa sentire bene quando facciamo, pensiamo, diciamo ciò che è bene per noi, e ci dà sensazioni sgradevoli o deprimenti in caso contrario. Non vi è guida migliore nella vita d’ogni giorno”, dice Sibaldi.

La felicità è un senso come l’udito o l’olfatto ma, mentre i nostri cinque sensi sono rivolti all’esterno, la felicità agisce dentro di noi. La felicità è la migliore compagna che potremo mai avere per realizzare chi siamo davvero, permettendoci di conoscerci a fondo e guidandoci verso il miglior futuro che potremmo mai desiderare.

 

Il metodo per diventare Felici

“Il paradosso è che per essere Happy bisogna essere scontenti”, afferma Sibaldi.

Cosa vuol dire?

Essere scontenti significa non essere soddisfatti di ciò che già abbiamo.

Tutto quello che ci rende scontenti ci stimola ad uscire per un istante da quel vaso o quella scatola che ci sta contenendo. La scontentezza è un segnale che il mondo che abbiamo attorno non ci è più sufficiente, perciò dobbiamo cercare qualcosa di nuovo, renderci conto che possiamo realizzare molto di più nella nostra vita e sviluppare a pieno le nostre capacità sopite.

 

 

Per vedere dal vivo Igor Sibaldi e iniziare con lui il tuo viaggio di crescita personale, clicca qui.

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