Come usare le 5 Intelligenze per Realizzare te stesso

Era il 1982 quando i cinema di tutto il mondo proiettavano Blade Runner, film di fantascienza diventato un cult, le cui vicende avveniristiche sono ambientate nel 2019.  La trama si svolge in un futuro distopico: la Terra è invivibile a causa di inquinamento e sovraffollamento e la tecnologia è talmente avanzata da aver prodotto dei robot identici agli esseri umani, ma dotati di maggiori abilità intellettuali e forza fisica.

Oltre alla spettacolarità degli effetti speciali, il film è stato reso celebre anche dalla complessità e dall’attualità dei temi trattati. Se confrontiamo il pianeta Terra del 2019 immaginato dal regista Ridley Scott con quello in cui effettivamente vivremo tra poco più di un anno, possiamo individuare diverse analogie. Prima fra tutte, il sorprendente sviluppo nella produzione di robot che non siano solo efficienti, ma anche “familiari”.

Basti pensare che fino ad alcuni mesi fa, al Vitra design museum di Weil am Rhein, in Germania, si teneva la mostra Hello, Robot. Design between Human and Machine, dedicata alle ultime innovazioni della robotica. Già il nome dell’esposizione (“Ciao, robot. Design tra l’uomo e la macchina”) fa riflettere sui traguardi raggiunti dall’Intelligenza Artificiale. Un esempio concreto del futuro verso cui ci avviciniamo è ElliQ, robot studiato per fornire assistenza agli anziani e per mantenerli attivi, arricchendo la loro vita e riducendo il senso di solitudine di cui molti soffrono. L’idea di avere un robot come amico è già realtà e sta bussando alla nostra porta.

L’Intelligenza Artificiale

Il termine I.A. (Intelligenza Artificiale) identifica la capacità di una macchina di ricreare le funzioni intellettive tipiche della mente umana. Il nostro rapporto con l’I.A. non è a senso unico: l’interazione tra queste due intelligenze è reciproca e costante, come dimostra, ad esempio, il progetto delle auto con guida autonoma, che cambierà totalmente le nostre abitudini e che sta sollevando domande quali: “come dovrebbe comportarsi l’I.A. dell’auto se, in caso di incidente inevitabile, dovesse scegliere tra la sopravvivenza dei passeggeri e quella degli altri?”.

La centralità dell’I.A. nella nostra vita quotidiana è confermata anche dagli studi di Daniel Lumera, ricercatore e docente universitario considerato un riferimento a livello internazionale per quanto riguarda le scienze del benessere, il quale la include tra le 5 Intelligenze che ci permettono di raggiungere l’autentica consapevolezza di noi stessi e di vivere pienamente la nostra esistenza.

Secondo Lumera, l’Intelligenza Artificiale è affiancata da Intelligenza Biologica, Intelligenza Emotiva, Intelligenza Mentale e Intelligenza Spirituale. Vediamo insieme cosa sono e come svilupparle attraverso alcuni test ed esercizi da lui stesso ideati.

L’Intelligenza Biologica

L’intelligenza Biologica corrisponde al “saper fare” e abbraccia sia le nostre abilità manuali e fisiche, grazie a cui abbiamo creato il mondo che conosciamo, sia la capacità del nostro corpo di adattarsi alle circostanze esterne. Pensiamo, ad esempio, alla gestione dello stress, alla resilienza, alla risposta immunitaria e agli altri meccanismi biologici che ci permettono non solo di sopravvivere, ma di superare con successo crisi e difficoltà.

Intelligenza Biologica

 

L’Intelligenza Emotiva

L’Intelligenza Emotiva corrisponde al “saper sentire”, cioè alla capacità di riconoscere, manifestare, gestire e guidare tanto le proprie emozioni, quanto quelle degli altri.

Secondo Lumera, alla base dell’Intelligenza Emotiva vi è la consapevolezza che non sono gli eventi esterni a determinare la nostra vita, bensì noi stessi, con le nostre scelte quotidiane. Siamo noi a scegliere se lasciarci bloccare dalle emozioni negative, come la collera e la paura, o se trasformarle in risorse con cui disegnare il destino che vogliamo. Ogni emozione rivela un aspetto di noi da sviluppare: basta comprendere quale sia e in che modo agire per farne un punto di forza.
Ad esempio, la collera può essere trasformata in determinazione una volta liberi dalla sensazione di impotenza che la causa, mentre la paura può diventare amore se impariamo ad accettarla, senza scappare.

Intelligenza Emotiva

 

 

L’Intelligenza Mentale

L’Intelligenza Mentale è legata al “saper pensare”. La maggior parte delle persone crede che una mente attiva sia costantemente affollata da pensieri logici e ragionamenti, ma questo in realtà non fa che generare confusione e distogliere la nostra attenzione da ciò che è davvero importante per noi.
Prerogativa fondamentale per pensare in modo chiaro e ordinato è il silenzio mentale, uno stato di concentrazione e ascolto profondo durante cui la nostra mente si svuota, superando i limiti e facendo spazio a nuove idee, intuizioni e atti creativi per esprimere il nostro vero essere.

Un esercizio per sviluppare la capacità di praticare il silenzio mentale è la camminata del silenzio: passeggiamo per circa 30 minuti nella natura evitando di fare qualsiasi tipo di rumore. Dai passi, alla respirazione, allo struscio degli abiti, tutto deve essere compiuto nel maggior silenzio possibile, con estrema concentrazione e attenzione nei movimenti. Al termine, restiamo seduti in ascolto dei rumori intorno a noi, finché non saremo pronti a rialzarci.

Intelligenza Mentale

 

L’Intelligenza Spirituale

L’Intelligenza Spirituale agisce sul nostro “saper essere” mettendoci in contatto con lo scopo e il proposito consapevole della nostra vita.

Seguire ciò in cui si crede senza paura, rimanere fedeli ai propri autentici valori, coltivare ogni giorno la motivazione, tener conto dell’interconnessione tra il proprio benessere e quello altrui, rendersi conto che tutto ciò che viviamo e che proviamo ha origine dentro di noi: queste sono le capacità a cui l’Intelligenza Spirituale dà accesso e che permettono di determinare il corso del proprio destino in maniera responsabile.

Nessuna di queste può però essere raggiunta senza lo sviluppo delle altre 4 Intelligenze: ciascuna di loro ha un ruolo fondamentale nel nostro benessere, secondo un sistema strettamente interconnesso.

I test qui proposti sono strumenti ideati dallo scrittore e studioso Daniel Lumera nel corso delle sue ricerche sulla consapevolezza e ti aiuteranno a valutare il livello delle tue 5 Intelligenze.
Per proseguire insieme a lui in questo percorso di crescita personale e sollevare il velo sotto cui si nascondono i misteri del nostro destino e la vera essenza del reale, clicca qui.

Troverai maggiori informazioni sul tour di Lumera Il codice della realtà, realizzato in esclusiva per Life Strategies. Scegli in quale città partecipare per scoprire come trasformare il tuo destino da una serie di eventi casuali in un cammino di scelte consapevoli, fino alla piena realizzazione di te stesso!

Il codice della realtà Daniel Limera - Life Strategies

Emozioni e Consapevolezza: il nostro weekend con Bruce Lipton e Gregg Braden

“Siamo divini e dobbiamo vivere non in base alla sopravvivenza del più forte, ma in un modo che sostenga tutti e tutto su questo pianeta.”
Bruce Lipton

Questo è solo uno dei preziosi insegnamenti che lo scorso weekend, a Milano, hanno illuminato le nostre menti e colmato di emozione i nostri cuori.

Sabato 28 e domenica 29 Ottobre, la città di Milano ha ospitato uno degli eventi di crescita personale più attesi dell’anno, trasformandosi nel punto d’incontro per oltre mille persone provenienti da ogni angolo del globo, unite dallo stesso desiderio di essere più consapevoli di sé, delle proprie potenzialità e dei metodi per rendere il mondo un luogo in cui tutti possano esprimersi e realizzarsi a pieno, senza limiti né paure.

I celebri scienziati Bruce Lipton e Gregg Braden, autorità internazionali per quanto concerne lo stretto legame tra biologia e comportamento, tra DNA e ambiente, tra cuore e mente, ci hanno regalato due giornate incredibili, che resteranno impresse tanto nei nostri ricordi, quanto nei nostri animi.

Insieme a loro abbiamo potuto ascoltare rivelazioni sorprendenti e fare esperienza diretta delle loro scoperte, vivendo in prima persona sensazioni che hanno arricchito le nostre coscienze e che ci hanno reso più aperti, accoglienti, resilienti ma soprattutto pronti ad affrontare ogni momento della nostra quotidianità da una prospettiva totalmente nuova.

bruce lipton gregg braden

 

L’evento si è aperto con Gregg Braden, che ha condiviso i risultati delle sue ricerche per renderci capaci di rispondere a una domanda fondamentale: come possiamo superare il caos che ci circonda ogni giorno e raggiungere un ordine superiore, grazie a cui dare inizio ad un nuovo capitolo della storia umana?

Cambiamenti del clima e dei ritmi naturali, crisi politiche ed economiche, conflitti: ognuno di questi elementi assume un ruolo preciso nella fase storica attuale, e Braden ci ha mostrato non solo qual è il percorso davanti a noi, ma anche come possiamo agire per trovare le soluzioni ed andare oltre tutto questo. “Perché le soluzioni esistono: dobbiamo soltanto rendercene conto e applicarle”, ha spiegato Braden, che per gran parte della sua vita ha esplorato le zone più remote del globo per entrare in contatto con le civiltà che custodiscono saperi antichissimi, recuperandoli.

bruce lipton gregg braden

 

Un weekend in cui sono stati approfonditi non solo i segreti delle culture antiche, ma anche i misteri della biologia e dell’evoluzione.

Questo, in particolare, è stato l’argomento principale degli interventi di Bruce Lipton, il quale, attraverso vari studi scientifici, ha messo in discussione i limiti dettati dal materialismo moderno e ampliato i nostri orizzonti ben oltre questi confini. “Siamo collegati energicamente a tutto ciò che ci circonda. Smettiamo di credere che i processi fisiologici seguano i principi della meccanica newtoniana. Non siamo vittime della genetica” ha dichiarato Lipton, ribadendo il ruolo centrale dell’energia in ogni più piccola componente sia di noi stessi, che del mondo circostante.

bruce lipton gregg braden

Oltre ad averci reso partecipi di scoperte fondamentali per vivere al meglio la nostra quotidianità, i due studiosi ci hanno anche permesso di fare esperienza diretta dei metodi per armonizzare cuore e mente attraverso esercizi di gruppo e dimostrazioni pratiche sul palco, allo scopo di raggiungere un vero stato di benessere e sviluppare la consapevolezza di noi stessi.

Ognuno di questi momenti ha contribuito a creare l’atmosfera unica che ha reso queste due giornate indimenticabili, in un continuo scambio di emozioni alimentate anche dalle esibizioni di Emiliano Toso, musicista compositore e biologo cellulare che, con la sua Translational Music, ha aiutato i partecipanti ad esprimere le proprie sensazioni più profonde e ritrovare benessere fisico, emozionale e spirituale.

bruce lipton gregg braden

 

Non eri presente a questo attesissimo appuntamento?

Allora continua a seguirci per scoprire le grandi sorprese che Life Strategies ha in serbo per te nel corso del 2018 e preparati a vivere insieme a noi molte altre emozioni in grado di trasformare la tua vita!

Nel frattempo, guarda questo video per avere un assaggio di ciò che abbiamo condiviso nel weekend con Bruce Lipton e Gregg Braden. Ci vediamo al prossimo corso e… buona visione!

La differenza tra essere Felici e essere Contenti

Vi siete mai soffermati sulla differenza tra l’essere felice e l’essere contento?

Secondo Igor Sibaldi, scrittore, studioso di teologia ed esperto di psicologia dell’inconscio, c’è un’enorme differenza sia nel significato dei due termini, sia nelle azioni che coinvolgono queste due condizioni esistenziali.

Siamo abituati a pensare che contentezza e felicità siano sinonimi, tuttavia il loro significato indica uno stato dell’anima differente.

È meglio essere felice oppure essere contento?

Scopriamo insieme la risposta.

 

Essere Contenti: lo stato di Benessere

La parola “contento” viene dalla parola “contenere” e ci fa pensare ad un contenitore dove, per sua natura, possiamo inserire solo una certa quantità di elementi, in base al limite dettato dalla capienza del contenitore, come un vaso che può contenere solo una determinata quantità di terra.

Ciò significa che la persona contenta si contiene nelle sue azioni: sta bene nel mondo di cui fa esperienza ogni giorno e questo status quo la fa sentire protetta. Rimane nel suo vaso.

Conosciamo questo concetto con il termine comfort zone, una condizione che ci dà una sensazione di benessere e… contentezza.

Quindi, accontentarsi vuol dire contenersi e “chiudersi”, un po’ come se fossimo in una scatola. Una persona contenta della propria vita si rinchiude in ciò che già ha ed in ciò che già è. Non lascia spazio ad imprevisti o a tentativi di esplorare qualcosa di nuovo, che potrebbe rivelarsi rischioso. La sua ricerca di certezze la tratterrà nel rassicurante status quo.

Si tratta di una condizione statica, che implica un blocco nella propria crescita personale. Eppure, anche le persone contente possono avvertire la mancanza di qualcosa di profondo del quale non hanno piena coscienza, qualcosa di impalpabile, che sfugge alla loro comprensione.

 

La Felicità porta novità

Quali sono le caratteristiche di una persona felice?

Possiamo capire meglio il significato del termine “felicità” se pensiamo alla parola inglese happy.

“Happy” viene dal verbo “to happen” e significa “accadere”. Quindi, la persona felice è quella che lascia che le cose accadano nella sua vita.

In italiano, il termine “felicità” deriva da “felix”, che significa fertile. La felicità rappresenta la fertilità di avvenimenti, lasciare che, attraverso di noi, la vita accada. Se siamo felici generiamo continuamente cose nuove semplicemente perché quello che già abbiamo non ci è sufficiente.

La persona felice si sente libera di essere se stessa e si apre al mondo esprimendo i propri bisogni e la propria curiosità. Vuole che le cose accadano e non teme l’imprevedibilità, anzi, la accoglie con entusiasmo e desiderio, mettendosi in gioco nel cambiamento.

Possiamo essere felici: possiamo guardarci intorno, possiamo aprirci al nuovo e possiamo iniziare a desiderare che qualcosa ci accada, uscendo da quella scatola che tenta di rinchiuderci. Se siamo felici possiamo scrivere una nuova storia, tutta nostra.

 

 

Quando sei Felice non torni più indietro

“Per essere felice devi essere diverso.”
Igor Sibaldi

 

Le persone felici rompono i ponti con il passato e cambiano radicalmente, creando la propria vita momento dopo momento, in base ai desideri che realizzano e alle scoperte a cui giungono.

“La felicità è semplicemente quel senso che ci fa sentire bene quando facciamo, pensiamo, diciamo ciò che è bene per noi, e ci dà sensazioni sgradevoli o deprimenti in caso contrario. Non vi è guida migliore nella vita d’ogni giorno”, dice Sibaldi.

La felicità è un senso come l’udito o l’olfatto ma, mentre i nostri cinque sensi sono rivolti all’esterno, la felicità agisce dentro di noi. La felicità è la migliore compagna che potremo mai avere per realizzare chi siamo davvero, permettendoci di conoscerci a fondo e guidandoci verso il miglior futuro che potremmo mai desiderare.

 

Il metodo per diventare Felici

“Il paradosso è che per essere Happy bisogna essere scontenti”, afferma Sibaldi.

Cosa vuol dire?

Essere scontenti significa non essere soddisfatti di ciò che già abbiamo.

Tutto quello che ci rende scontenti ci stimola ad uscire per un istante da quel vaso o quella scatola che ci sta contenendo. La scontentezza è un segnale che il mondo che abbiamo attorno non ci è più sufficiente, perciò dobbiamo cercare qualcosa di nuovo, renderci conto che possiamo realizzare molto di più nella nostra vita e sviluppare a pieno le nostre capacità sopite.

In che modo?

Con un metodo che ci permetta di giungere oltre i nostri limiti e superare ciò che finora ha ostacolato la piena realizzazione del nostro Io.

Attraverso il Metodo Metafisico, Igor Sibaldi ci guida in un viaggio alla ricerca della vera felicità nascosta dentro di noi, superando le paure e le insicurezze che restringono i confini della nostra conoscenza.

 

Per scoprire come applicare questo metodo nella tua vita quotidiana insieme a Igor Sibaldi, clicca qui.

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Come diventare i Creatori della propria Vita

“Se non sai, cresci” dice Igor Sibaldi, scrittore, teologo e studioso delle religioni.

Ma che cosa significa?

Significa che possiamo superare i confini di questo mondo piccolino, che ormai inizia a starci stretto e in cui percepiamo una mancanza di libertà.

Forse non sappiamo esattamente cosa sia questa libertà a cui aspiriamo, ma sappiamo che vogliamo creare una vita in cui poterla sperimentare e conoscere sempre di più. Vogliamo diventare i creatori della nostra vita.

 

Aprire la Porta del proprio Futuro

Ciò che ci attrae e ci porta ad esplorare nuovi orizzonti è il futuro. Siamo attratti dal futuro e dalle possibilità che ci riserva.

Quando ci innamoriamo di persone, cose ed eventi ci innamoriamo del futuro che hanno, delle possibilità che pensiamo ci daranno. In esse vediamo qualcosa di ulteriore da realizzare, che va oltre ciò che già abbiamo e conosciamo.

Vale per tutto, anche per le scelte: è la possibilità di esprimere qualcosa di noi stessi che non aveva ancora trovato spazio, pur essendo alla nostra portata fin da bambini.

Quando invece l’amore per una persona o per un progetto finisce, accade perché non sentiamo più il richiamo di quel futuro che avevamo visto, o sentiamo che quel futuro non è più il nostro: avviene quando cambiamo e la direzione che avevamo preso inizia ad andarci stretta, perché desideriamo di più.

Andare oltre noi stessi e creare qualcosa di nuovo è lo scopo principale dell’esistenza.

È un richiamo fortissimo, che sentiamo quando cominciamo a porci domande su ogni cosa perché diventiamo consapevoli di non sapere. È così che inizia il dubbio, la curiosità.

Le persone creative sono molto curiose: si fanno sempre domande, vogliono conoscere tutto e scoprire cose nuove. Porsi degli interrogativi spinge oltre i confini.

Quando il futuro bussa alla porta, sono le persone piene di domande ad aprirla.

porta verso il futuro

Ci vuole molto coraggio per accettare che sia meglio non capire, non essere certi di nulla e sentire la voglia di spostare sempre un po’ più avanti l’asticella delle proprie possibilità.

Fare questo significa essere un po’ scettici, cioè non accontentarsi delle spiegazioni che si ricevono e delle realtà che vengono offerte.

Il termine scetticismo viene dalla parola greca σκέψις (sképsis), che significa “ricerca”, “dubbio”. Questa parola ha la stessa radice del verbo sképtesthai, che significa “osservare attentamente”, “esaminare”.

Non è semplice fare gli scettici e porsi nel dubbio costante, nella domanda e nella ricerca. Lo scettico non è mai soddisfatto, non si accontenta e non è mai contento: punta alla felicità.

Quando entriamo in questa condizione, intuiamo che in ogni cosa si nasconde molto di più di quello che ci hanno raccontato, e vogliamo scoprire cosa sia.

Proprio questo ci permetterà di fare un salto in avanti rispetto agli altri, un salto esistenziale grazie a cui passeremo dal sistema dell’adattamento al sistema della creazione.

Saremo capaci di creare il nostro personale mondo, più ampio, in cui percepire, vedere e sperimentare cosa si cela in ogni cosa.

 

Dall’Evoluzionismo allo Scetticismo: un salto verso la Felicità

La nostra vita si basa sull’Evoluzionismo darwiniano, che recita: “per sopravvivere devi adattarti”. Dobbiamo adeguarci.

Eppure, chi si adegua vive un’esistenza limitata e poco felice, perché non indaga chi potrebbe essere, cosa potrebbe raggiungere. Lo scettico, che non si adegua e non è mai soddisfatto, fa esattamente il contrario di questo, perché non gli basta sopravvivere accontentandosi.

Per essere scettici, felici e creare il nostro nuovo mondo dobbiamo prestare attenzione a ciò che non capiamo, anche se questo può darci un po’ di insicurezza o incertezza, e di paura.

Infatti, le certezze sono rassicuranti: ecco perché restiamo nella nostra comfort zone.

Per superare il senso di insicurezza, di incertezza e il timore di tuffarsi in un futuro che non conosciamo, facciamoci aiutare dalle domande, dalla curiosità, dai numerosi “perché” che possiamo chiedere durante tutta la nostra giornata. Osserviamo il mondo come un bambino curioso che scopre per la prima volta ciò che lo circonda, con lo stesso entusiasmo di chi si aspetta l’imprevedibile e la fortuna da un momento all’altro.

Quando le risposte alle nostre domande arriveranno, allora i timori svaniranno: in quel momento toccheremo la parte grande e creativa di noi che non conoscevamo, portandola dal futuro ignoto al presente che stiamo vivendo.

Creare la propria felicità significa proprio questo: realizzare nel presente un futuro più ampio, senza accontentarci delle risposte che già conosciamo.

Significa creare ciò che ci permetterà di scoprire lo scopo della nostra esistenza, raggiungere il luogo in cui poter realizzare i nostri veri desideri.

 

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Igor Sibaldi e i 3 segreti del Metodo Metafisico

Tutti noi, a volte, abbiamo l’impressione di non vivere “abbastanza”.
Non abbastanza a lungo, ma in modo soddisfacente rispetto alle proprie aspirazioni.
Cosa accadrebbe se ognuno di noi sapesse come raggiungere la propria “Terra Promessa”, cioè quel luogo in cui vivere tantissimo, in maniera ricca e piena, con passione e gioia?

La risposta a questa domanda è racchiusa nel Metodo Metafisico, che ci aiuta ad uscire da un mondo troppo limitato per noi ed esplorare dimensioni molto più vaste ed entusiasmanti, dove esistono poche certezze e, di conseguenza, tutto può accadere.

Chiunque può avventurarsi in questo viaggio, ma non tutti sono in grado di compierlo fino in fondo: ecco perché.

 

In viaggio verso nuovi mondi

Quando partiamo per quest’esperienza straordinaria, la prima cosa che avviene dentro di noi è la scoperta di un vuoto terribile, generato dalle tante domande per le quali non abbiamo risposta.
È un inizio difficile da sopportare.

In realtà, per chi ha il coraggio di proseguire, questo vuoto si trasforma in un posto bellissimo, spazioso, in cui si nasconde molto.

Questo luogo è quello che il filosofo e filologo Igor Sibaldi chiama deserto, la sede delle domande senza risposta, dove smettiamo di accontentarci di ciò che conosciamo e nulla può saziare la nostra curiosità. Un simile cambiamento può spaventare, tuttavia solo chi ha la forza di superare la paura del vuoto e dell’imprevedibile scoprirà cosa esiste al di là del deserto.

 

Attraversare il deserto

Quali sono i segreti per attraversare il deserto e andare oltre la sensazione di vuoto che rischia di ostacolare il nostro viaggio? Igor Sibaldi ne elenca 3.

 

1. Primo segreto

Questo segreto è svelato nella Bibbia, più precisamente nella storia di Mosè.
Il segreto è la manna che nel deserto piove alla mattina. Sibaldi spiega che la parola manna traduce l’espressione ebraica man hu’, che significa “che cos’è?”. Ciò significa che man hu’, la manna, il segreto per andare oltre il deserto, è il coraggio di porsi domande.

Al mattino, il momento della manna, iniziamo a farci domande e non smettiamo! Poniamoci continuamente domande, sempre nuove, e cerchiamo le risposte senza mai stancarci.

Questo significa fare Metafisica: avanzare nelle proprie scoperte per giungere al di là di quello che si sa. La Metafisica è come una fiaba che non finisce mai, un’avventura che ci impegna in ogni istante riempiendoci la vita di passione e meraviglia. Non ha termine e si rinnova ogni giorno, senza fine.

 

2. Secondo segreto

Superare la paura vuol dire essere coscienti di non sapere nulla.

Solo chi si rende conto che ciò che ha scoperto fino ad ora è troppo poco e intuisce che c’è ancora molto da conoscere è in grado di dire “io non so niente”. È grazie a questa consapevolezza che potremo far emergere e realizzare anche i nostri desideri più grandi, perché davanti a noi si aprirà un nuovo mondo, molto più ampio di quello in cui abbiamo sempre vissuto.

Abbiamo ancora tutto da scoprire e questa è una delle rivelazioni più importanti che il deserto ha in serbo per noi.

Ci vuole coraggio, molto coraggio per ammetterlo, ma una volta fatto saremo in grado di ammirare un orizzonte immenso e superare noi stessi, abbandonando le piccole certezze quotidiane e dimenticando ciò che sappiamo di noi stessi per poi ricostruire tutto, verso traguardi molto più alti.

deserto

 

3. Terzo segreto.

Noi non siamo nessuno.

Il primo a capire questo fu Ulisse, nella caverna di Polifemo, quando capì che solo se fosse stato imprevedibile avrebbe potuto superare l’ostacolo e continuare il suo viaggio.

Non essere nessuno significa avere la possibilità di scoprire in se stessi sempre qualcosa di nuovo, far emergere parti di sé nascoste e risorse sopite. In questo modo porteremo alla luce idee straordinarie, grazie a cui superare i limiti che frenano il nostro pieno sviluppo.

Ecco le immense sorprese che ci attendono nel deserto.

 

Cosa c’è davvero nel deserto?

Capita a tutti di provare la sensazione che una parte del nostro Io resti nell’ombra, che gli aspetti di noi che riusciamo ad esprimere siano solo una porzione molto più piccola rispetto a chi sentiamo di essere. È come se ciò che finora abbiamo sperimentato non fosse abbastanza, come se la nostra vita fosse racchiusa in confini troppo stretti.

Ci vuole un gran coraggio ad esplorare se stessi, ma è un’esperienza che vale la pena di intraprendere se vogliamo diventare capaci di superare tutto.
Per riuscirci, dobbiamo iniziare ad applicare il Metodo Metafisico nella nostra quotidianità, giorno dopo giorno: questo è lo strumento che ci permetterà di assaporare l’autentica libertà.

Libertà da cosa?
Dal passato, dalle paure, dalle convinzioni, dai legami, dalle certezze e da molti altri elementi che limitano le nostre decisioni e azioni.

Libertà di fare cosa?
Questo è ciò che scopriremo una volta attraversato il deserto, se saremo abbastanza audaci da avventurarci fra le sue sabbie…

Nel nostro viaggio risveglieremo capacità dimenticate, scorgeremo orizzonti sconosciuti e spingeremo i nostri desideri un po’ più in là, verso nuove prospettive.
In quest’avventura, grazie al Metodo Metafisico non ci accontenteremo di sentire, immaginare, pensare, ma passeremo al fare, mettendo in pratica nella nostra vita di ogni giorno ciò che scopriremo ed esprimendo a pieno chi siamo.

 

Per muovere i primi passi in questo viaggio di consapevolezza e sviluppare le tue doti personali sotto la guida di Igor Sibaldi, clicca qui.

Scoprirai le prossime date del suo tour Il Metodo Metafisico, in esclusiva per Life Strategies. Partecipando potrai apprendere direttamente da Sibaldi come utilizzare il Metodo Metafisico per capire quali sono le tue vere aspirazioni, portare alla luce il tuo Io e dare forma concreta alla vita che desideri.

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Cosa si nasconde dietro le bugie?

Paura di affrontare le proprie responsabilità, evitare di deludere qualcuno a cui teniamo molto, desiderio di far colpo sugli altri ed essere accettati: questi sono solo alcuni tra i più comuni motivi per cui facciamo ricorso alle bugie.

Mentire è un’azione che accomuna tutti noi, tanto che sono stati effettuati diversi studi per capire come mai lo facciamo nonostante ci venga insegnato che è sbagliato.

In particolare, una ricerca condotta su soggetti tra i 2 e i 3 anni di età ha rivelato che iniziamo a dire bugie molto presto. Durante l’esperimento, ai bambini è stato consegnato un giocattolo, chiedendo loro di non usarlo mentre erano soli. Come previsto, l’80% di loro ha disobbedito, ma a differenza dei bambini di 2 anni, che lo hanno ammesso, quelli di 3 anni hanno mantenuto il punto.

Crescendo, diventiamo sempre più consapevoli del valore della sincerità e delle possibili conseguenze negative delle bugie, eppure mentire rimane una nostra tendenza naturale. Stando al lavoro di alcuni ricercatori, le persone mentono in media 1 o 2 volte al giorno.

 

Perché mentiamo agli altri?

Le ragioni per cui non sempre dichiariamo apertamente la verità sono varie, così come è varia la gravità delle bugie che inventiamo.

Alcune, quasi innocenti, servono più che altro a non ferire i sentimenti altrui, mentre altre sono delle vere e proprie menzogne che distorcono la realtà e obbligano chi le dice ad indossare delle maschere da cui è difficile liberarsi. Pensiamo, ad esempio, alla differenza tra chi usa una piccola scusa per non uscire con qualcuno che non gli è molto simpatico e chi invece nasconde al proprio compagno un tradimento o problemi economici che riguardano l’intera la famiglia.

Talvolta mentire si rivela un utile strumento di difesa, che permette di evitare conflitti ed allentare tensioni, salvaguardando i nostri rapporti, sia nella vita privata, sia sul lavoro. Esempi ne sono gli stratagemmi che adottiamo ogni giorno per dimostrarci collaborativi verso conoscenti o colleghi, piuttosto che alimentare atteggiamenti ostili che danneggerebbero la qualità della nostra vita.

dire bugie

 

Mentire a se stessi: come far emergere il proprio Io

Se alcune piccole bugie, usate nel modo e al momento giusto, possono salvaguardare le nostre relazioni, ciò non vale per quelle che raccontiamo a noi stessi.

In realtà, tutti noi ci raccontiamo bugie: lo facciamo quando, specchiandoci, facciamo finta di non accorgerci che l’immagine riflessa non corrisponde alla nostra vera personalità, bensì al ruolo che la società ci richiede di assumere.

Lo facciamo ogni volta che mettiamo da parte i nostri desideri e rinunciamo a realizzare i nostri sogni pur di soddisfare le aspettative altrui, seguendo modelli circostanti e assecondando pressioni esterne piuttosto che prendere decisioni libere e consapevoli, con coraggio.

Queste bugie, per quanto nascoste e “silenziose”, hanno un grande impatto su di noi, perché sono in grado di limitare il nostro sviluppo personale: definirci all’interno di categorie ben precise significa escludere dalla nostra esperienza e dalle nostre conoscenze tutto ciò che si espande oltre tali confini, impedendo al nostro potenziale di fiorire.

Ecco perché, a volte, abbiamo la sensazione che manchi qualcosa nella nostra vita, anche se non comprendiamo in modo chiaro che cosa.

Al contrario, trovare noi stessi significa sia portare alla luce ciò che non sappiamo del nostro Io, sia risvegliare doti e risorse che crescendo abbiamo dimenticato, proprio come spiega il filosofo e autore Igor Sibaldi in questo video.

 

 

Le ultime ricerche di Sibaldi uniscono l’antica sapienza filosofica alla sua innovativa teoria della psiche, individuando il metodo grazie a cui superare paure e convinzioni radicate per spingere la nostra consapevolezza al di là di limiti autoimposti, verso una dimensione molto più ampia.

Tale metodo, da lui definito Metodo Metafisico, può aiutarci a raggiungere una maggior comprensione dei desideri e dei bisogni sopiti nel profondo della nostra mente, trasformando dubbi e timori che spesso ostacolano il nostro percorso di crescita personale nel motore di un viaggio alla scoperta del nostro Io.

Per saperne di più, clicca qui.

Scoprirai come partecipare al nuovo tour di Sibaldi Il Metodo Metafisico, dove potrai apprendere personalmente da lui le tecniche che ti permetteranno di liberare te stesso da bugie, incertezze e imposizioni, esprimendo chi sei davvero.

Contattaci per conoscere la città a te più vicina ed esercitarti con Sibaldi ad applicare Il Metodo Metafisico nella tua quotidianità!

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Immaginazione e Desideri: 8 ostacoli da superare per Realizzare ciò che Vogliamo

L’immaginazione permette di esplorare territori mai visti. È lo strumento con cui elaboriamo nuovi progetti e diamo forma al cambiamento, la dimensione da cui partono le linee del nostro destino.

L’immaginazione è più che mai necessaria quando abbiamo l’impressione di vivere in luoghi, situazioni e condizioni che non ci permettono di sperimentare la felicità, il piacere e la bellezza.

Per liberarci da questa sensazione, dobbiamo mettere in moto l’immaginazione ed esplorare la possibilità di un cambiamento importante e duraturo.

 

Iniziamo un Viaggio Imprevedibile

Tutti noi siamo divisi tra gli obblighi della vita quotidiana e il desiderio di libertà. In molti casi, la libertà che ci concediamo dipende dagli impegni che rincorriamo ogni giorno e dalle regole a cui ci adattiamo, anziché seguire le nostre aspirazioni.

È un po’ come se osservassimo il mondo attraverso un cannocchiale che restringe il nostro orizzonte, mentre dovremmo imparare a guardare con i nostri occhi se non vogliamo accontentarci di una vita che altri hanno deciso per noi.

Chi ha il coraggio di guardare oltre i confini di questo cannocchiale, usando la sua personale prospettiva, conoscerà la meraviglia e lo stupore.

 

Sorridi e la meraviglia sarà l’unica tua guida”, dice Igor Sibaldi.

Chi si nutre di stupore non sa dove va perché per lui tutto è nuovo e il futuro è spazioso, libero. Questa idea può spaventare, ma è assolutamente normale all’inizio, perché apre di fronte a noi infinite possibilità.

Esplorare orizzonti sconosciuti può comportare dei rischi: forse commetteremo qualche sbaglio, forse non sapremo subito che direzione prendere, ma che importa! Anche gli errori aiutano a crescere e a darci energia: avremo talmente tante cose da scoprire che non resterà tempo per i sensi di colpa!

La responsabilità è qualcosa che potremo lasciarci alle spalle perché riguarda chi segue quello che fanno tutti gli altri, ma non è questo ciò che noi vogliamo: essere liberi e trovare noi stessi.

come usare l'immaginazione

 

Il fascino dell’Intuizione

L’immaginazione consente di scoprire cose che non riusciamo ad esprimere a parole, ma di cui abbiamo comunque intuizione.

Accade tutte le volte che sentiamo qualcosa dentro di noi, ma le parole non bastano a descriverlo. Ciò avviene perché il pensiero arriva sempre dopo rispetto all’intuizione, ed è troppo piccolo per poter comprendere tutto ciò che il nostro Io intuisce.
Descrivere un’intuizione significherebbe comprimerla in un cassettino chiamato pensiero: un vero peccato.

Finché non raggiungeremo una più profonda comprensione di noi stessi e del reale, questo è l’unico modo che abbiamo per conoscere il mondo.

Quando usiamo l’immaginazione gettiamo uno sguardo sull’ignoto, senza averne paura: proviamo una sensazione di piacere, ne siamo affascinati. Il principio con cui funziona questo meccanismo è quello del “chiedi e ti sarà dato”.

Non dobbiamo mai esitare nel chiedere. Solo trovando le risposte alle domande che sorgono in noi spontaneamente potremo far scorrere libero il flusso dell’immaginazione e cogliere ciò che ancora non sappiamo, portando alla luce i nostri desideri nascosti.

La formula da seguire è:

VOLONTÀ + IMMAGINAZIONE = DESIDERIO

Quindi possiamo e dobbiamo osare!

 

Cosa ci impedisce di Desiderare?

Sono 8 gli elementi che impediscono a molti di noi di affidarsi all’immaginazione e di seguire i propri desideri:

  1. la rabbia, che spesso deriva da un senso di insoddisfazione
  2. il rimpianto per non aver ancora raggiunto ciò che vorremmo e potremmo ottenere
  3. il rimorso per gli errori commessi in passato
  4. il rancore, che corrisponde alla rabbia di cui non ci siamo liberati
  5. l’ignoranza, cioè non voler sapere o fingere di non sapere
  6. identificarsi nei problemi, fino a pensare di essere noi stessi il problema
  7. la paura, soprattutto quella di uscire dalla nostra zona di comfort
  8. il senso di colpa, a causa di cui pensiamo di essere sbagliati.

Superare questi 8 ostacoli ci permetterà di iniziare a chiedere ciò che vogliamo e di cui sentiamo il bisogno, perché solo chi chiede ottiene.

Là fuori, nella dimensione dei desideri, dove nascono nuovi modi di guardare e costruire il futuro, tutti potremo avere ciò a cui aspiriamo.

Seguiamo la nostra immaginazione, facciamo le nostre scoperte e i nostri sbagli, troviamo il coraggio di risolvere i nostri problemi e potremo così percorrere un cammino ricco di felicità e soddisfazioni, liberi da condizionamenti e norme imposti dall’esterno.

 

Lungo il percorso dovremo affrontare dubbi e timori che spesso nascondono il nostro potenziale. Per evitare che queste difficoltà ostacolino la nostra crescita personale e la scoperta del nostro vero Io, dobbiamo seguire un metodo che ci aiuti, passo dopo passo, a raggiungere la piena consapevolezza di noi stessi.

A questo scopo, Igor Sibaldi sarà in diverse città d’Italia a partire da settembre con un nuovo tour, realizzato in esclusiva per Life Strategies: Il Metodo Metafisico.

Partecipando nella località a te più vicina potrai scoprire le tecniche che ti consentiranno di allargare gli orizzonti delle tue conoscenze e imparerai come risvegliare la meraviglia e la curiosità attraverso le giuste domande, quelle più coraggiose.

Clicca qui per scoprire come applicare il Metodo Metafisico alla tua vita quotidiana!

Il Metodo Metafisico Life Strategies

Come combattere la noia della routine quotidiana e Vivere con Entusiasmo

“Ora basta: da oggi cambio vita!”

Chi non ha mai pronunciato questa frase almeno una volta?

Vivere ogni giorno con entusiasmo e dare sempre il meglio di sé sono due atteggiamenti fondamentali per essere sereni e migliorare sia a livello personale, sia professionale. Farlo richiede impegno, non solo per chi vorrebbe intraprendere un profondo cambiamento nella propria vita, ma anche per chi ritiene di aver già raggiunto i propri obiettivi e si sente soddisfatto di sé.

Un elemento che può ostacolare questo approccio alla vita quotidiana e che spesso passa inosservato, nonostante tocchi da vicino tutti noi, è la routine.

Vi è mai capitato di iniziare un nuovo lavoro pieni di motivazione, o di concentrarvi su un progetto che vi appassionava, salvo poi sentire la vostra energia affievolirsi con il passare del tempo, senza averne chiaro il motivo?

Qualcosa di simile può accadere anche nelle relazioni interpersonali: è il caso, ad esempio, della fine di un rapporto di lunga data, quando sentimenti ed emozioni, anziché crescere giorno dopo giorno, si indeboliscono fino a spegnersi, anche se nessuno dei due ha fatto un torto all’altro.

In ognuno di questi esempi, tra le varie cause, la routine quotidiana assume un peso non trascurabile.

 

Gli effetti delle piccole certezze quotidiane

Alla nostra mente piace seguire schemi comprovati: tutto ciò che interferisce con l’ordine stabilito, gli avvenimenti abituali e le reazioni prevedibili implica uno sforzo di elaborazione e adattamento alle circostanze, che il cervello preferisce evitare.

Ecco perché la routine è così rassicurante per molte persone: non ci sono sorprese inaspettate che potrebbero turbare il normale andamento di una qualsiasi giornata, non si devono affrontare imprevisti dalle conseguenze incerte e, soprattutto, non ci si deve mettere in gioco né interrogare sulle proprie esigenze o sulle proprie emozioni.

La routine quotidiana assomiglia ad una bolla che protegge dalle interferenze, esterne o interne che siano: più seguiamo il tracciato che meglio conosciamo, senza porci domande su noi stessi, su ciò che vogliamo, sulle nostre relazioni con gli altri e sulla direzione che vogliamo dare alla nostra vita, meno corriamo il rischio di uscire fuori strada e perdere l’orientamento.

Questo atteggiamento, tuttavia, non assicura la serenità, anzi: con il tempo, quella che inizialmente percepiamo come una piacevole quiete può trasformarsi in noia, insoddisfazione, senso di incompletezza.

Le piccole certezze di ogni giorno non fanno che allontanarci sempre più dai nostri autentici desideri e dall’ascolto del nostro Io.

 

Come combattere la noia della routine quotidiana

Gli effetti dell’abitudine sui nostri comportamenti sono stati oggetto di diversi studi in ambito psicologico, nel tentativo di individuare le tecniche efficaci per spezzare la routine.

Una di queste è la cosiddetta “tecnica dello spiazzamento”, che consiste nell’inserire in un contesto abituale, dove le dinamiche sono prevedibili, un dettaglio inaspettato, per portare le persone a riflettere su ciò che stanno vivendo anziché reagire secondo automatismi scontati.

Ad esempio, è stato provato che la maggior parte delle persone ignora gli sconosciuti che chiedono dei soldi per strada. Al contrario, più della metà delle persone accontenta tale richiesta se, anziché chiedere genericamente qualche spicciolo, viene posta la domanda “Avrebbe 37 centesimi?”.

Qual è la spiegazione?

A fare la differenza è l’esattezza della cifra: un particolare inusuale che rompe lo schema della routine e, in un istante, riattiva l’attenzione delle persone, spingendole ad interagire.

Come possiamo applicare questo principio alla nostra vita e combattere la noia della routine quotidiana?

Un metodo ci viene offerto da Igor Sibaldi, autore, filologo e studioso di psicologia del profondo, che spiega come sollevare il velo delle abitudini, superare la paura dell’ignoto e andare oltre i limiti delle piccole certezze quotidiane grazie al Metodo Metafisico.

vivere con entusiasmo

 

Vivere con Entusiasmo: il Metodo Metafisico di Igor Sibaldi

“Io non so niente” e “Io non sono nessuno”: ecco le due “chiavi di volta” con cui il Metodo Metafisico ci permette di guardare ogni attimo della nostra giornata da una prospettiva diversa rispetto a quella comune.

La nostra società identifica tutti noi in un ruolo: chi è genitore, chi è studente, chi è medico e così via.
Allo stesso modo, fin da piccoli impariamo una definizione ben precisa per tutto quello che ci circonda e le norme che regolano tutti i fenomeni del mondo.

Questa forma di conoscenza crea, nella nostra mente, quello che Igor chiama “sottomondo”, cioè un’idea del reale molto limitata, data solo da ciò che sappiamo e che ci è stato insegnato.

Si tratta però di una conoscenza che non ha nulla a che fare con l’esplorazione di se stessi e della realtà circostante, attraverso cui possiamo raggiungere dimensioni molto più vaste rispetto al piccolo sottomondo della nostra vita quotidiana.

Solo chi ha il coraggio di ricominciare a porsi le domande coraggiose che si faceva da bambino, seguendo la curiosità e la sete di sapienza innate in sé, può liberarsi della paura dell’ignoto e risvegliare l’entusiasmo di scoprire ogni giorno un mondo nuovo, muovendo i propri confini sempre un po’ più in là e trasformando ogni momento della propria giornata in una esperienza ricca di sorpresa e stupore.

Questo, per Sibaldi, significa fare Metafisica, come ci spiega in questo video:

 

Per accettare l’invito di Igor e ampliare i tuoi orizzonti sotto la sua guida, clicca qui.

Potrai scoprire tutte le tappe del suo nuovo tour Il Metodo Metafisico e partecipare nella città a te più vicina, esercitandoti insieme a lui ad applicare nella tua quotidianità questo metodo, grazie a cui abbracciare con entusiasmo le infinite opportunità nascoste oltre ciò che conosci.

Contattaci subito per saperne di più!

Il Metodo Metafisico Life Strategies

Igor Sibaldi, la Metafisica e i gatti: 3 insegnamenti per Vivere Meglio

Nei suoi seminari, libri e video, Igor Sibaldi parla anche dei gatti e di come queste creature possono aiutarci nel percorso di scoperta di un Io più grande, del vasto mondo che si espande al di là del deserto e di ciò che conosciamo.

Durante gli incontri dei suoi seminari egli cita, ad esempio, il gatto Wellington, che ritroviamo poi nel suo libro Il tuo Aldilà Personale, mentre in Al di là del deserto, libro in cui Sibaldi tenta di riportare la filosofia vicino alla gente, si parla delle trasformazioni che i gatti possono stimolare in noi, offrendoci la giusta motivazione per superare i nostri limiti.

Ecco i 3 insegnamenti da seguire per cogliere, partendo dall’osservazione dei gatti, il cuore del messaggio sibaldiano.

 

Il Metodo Metafisico e i gatti

Cercare questi insegnamenti nelle parole di Igor Sibaldi all’inizio non è semplice, ma una volta individuati si rivelano molto utili per vivere meglio e con maggior consapevolezza di sé.
Potremmo descriverli come una breve sintesi del Metodo Metafisico, degli spunti attraverso cui porci alcuni importanti interrogativi.

È come fare un viaggio oltre il nostro piccolo mondo quotidiano e guardare i nostri comportamenti da un punto di vista tanto diverso quanto necessario se vogliamo spingerci un po’ più in là. Ci vuole, come sempre, audacia e coraggio.

Molti di noi hanno un gatto, magari anche più di uno, e questo ci aiuterà a riconoscerci nei 3 insegnamenti che seguono.

 

1. Impariamo dal loro esempio

Quando i gatti ci guardano, sembra che vogliano comunicare con noi per insegnarci qualcosa.

Come possiamo comprendere ciò che vogliono dirci?

Sibaldi ci consiglia di prendere spunto dal loro esempio concreto: il gatto si occupa ogni giorno di cose importantissime, come riposare e dedicarsi a se stesso, azioni a cui dovremmo dare il giusto spazio anche noi. Non farlo è uno dei limiti che dobbiamo superare per vivere una vita piena e soddisfacente in ogni ambito.

 

gatto

2. Osserviamo con attenzione il mondo che ci circonda e ciò che c’è oltre

Dopo aver mangiato, i gatti riposano e osservano la natura, mentre noi spesso mangiamo e ci riposiamo guardando la televisione. In questo modo siamo spesso distratti, il che ci permette di notare solo aspetti piccoli di mondi piccoli, mentre perdiamo di vista lo spettacolo nascosto oltre ciò che conosciamo, in dimensioni molto più vaste di quelle a cui siamo abituati.

I gatti, probabilmente, considerano la televisione un po’ come uno strumento attraverso cui giochiamo al come se: concentrandoci su ciò che vediamo in tv facciamo viaggiare la nostra immaginazione e ci immedesimiamo nei protagonisti di storie che vorremmo vivere anche noi.

A questo proposito, è curioso il fatto che i nostri occhi, di solito, si muovono in continuazione, come avviene per quelli di una preda in pericolo. Ad un gatto, probabilmente, ciò appare strano, perché non capisce a cosa sia dovuta la nostra costante paura, dato che non vede minacce intorno a noi.

Al contrario, quando guardiamo la tv, i nostri occhi si fissano sullo schermo: è a questo punto che i gatti possono provare a comunicare con noi, pensando che siamo tranquilli e focalizzati.
Per farlo si mettono al centro del nostro campo visivo, come sarà spesso capitato a molti! Solo quando si rendono conto che, in realtà, non stiamo prestando alcuna attenzione al mondo intorno a noi, se ne vanno.

Sembra quasi che rinuncino al tentativo di insegnarci ad osservare meglio ciò che ci circonda, superando le apparenze e le piccole certezze da cui ci lasciamo condizionare ogni giorno, ignari dello stupore e della meraviglia che la vita riserva a chi ha il coraggio di abbracciare anche gli aspetti più nascosti del reale.

 

3. Usciamo dalle regole delle abitudini quotidiane

A volte i nostri gatti ci guardano correre dietro a mille impegni, affannati e incerti, senza capire perché viviamo la nostra vita in questo modo. Si accorgono che prendiamo la quotidianità troppo sul serio, invece di ridere e affrontare ogni giornata con serenità e leggerezza.

Loro, invece, sanno quanto sia importante trovare occasioni per divertirsi ed è per questo che si ritagliano sempre un po’ di tempo per giocare e fare ciò che amano.

È un po’ come se volessero dirci che non dobbiamo vivere seguendo delle regole prefissate, che altri ci hanno insegnato allo scopo di mantenere un ordine ben preciso. Siamo noi stessi a dover delineare le regole della nostra vita, quelle che ci fanno sentire bene e che ci permettono di realizzare i nostri autentici desideri, affrontando ogni giorno con gioia e soddisfazione.

 

Seguire questi consigli di Igor e iniziare il nostro viaggio di ricerca attraverso il deserto non è facile: come ogni viaggio presenta delle difficoltà che richiedono coraggio.
Tuttavia, solo chi ha la forza di porsi domande e indagare il proprio Io può intraprendere questo percorso straordinario e raggiungere una nuova consapevolezza, dando forma alla vita che ha sempre voluto.

Per muovere i primi passi lungo la via indicataci da Igor e iniziare con lui questo straordinario viaggio di scoperta, partirà a settembre il nuovo tour Il Metodo Metafisico, realizzato in esclusiva per Life Strategies.

Partecipare sarà semplice, basterà scegliere la città a noi più vicina e scoprire direttamente con Igor Sibaldi come applicare il Metodo Metafisico alla nostra vita, per acquisire una nuova prospettiva e trasformare le proprie esperienze quotidiane nelle tappe di una continua crescita personale!

Clicca qui per superare i limiti che ostacolano lo sviluppo del tuo Io e apriti a infinite possibilità!

Il Metodo Metafisico Life Strategies

L’Imprevedibile: un’opportunità per Vivere Liberi

Cos’è l’imprevisto?

Siamo abituati a vederlo come un evento indesiderato che porta scompiglio. Ma se, per una volta, lo accogliessimo? Se per questa volta, con coraggio, decidessimo di abbracciare quest’imprevisto e diventare la sorpresa che gli altri non si aspettano?

Proviamo!

 

Un po’ di storia: una Nuova Vita ci attende

All’inizio del ‘900 moltissimi abitanti del Sud Italia emigrano in America, trovandosi improvvisamente in un mondo sconosciuto. Questi coraggiosi si costruiscono una nuova vita, più stabile di quella a cui avrebbero potuto aspirare nel proprio Paese, e danno forma, in poche generazioni, a nuove identità.

Questa storia ci insegna che il modo per liberarsi dei propri limiti consiste nel cambiare le vecchie abitudini e riuscire a vedere la novità anche dove è difficilissimo notarla.
Si tratta, come fecero i migranti, di diventare un Io.

Questo cambiamento di prospettiva sposta la nostra attenzione dal mondo in cui siamo immersi, con le sue regole e i suoi sistemi, alle situazioni, alle condizioni delle quali possiamo liberarci perché sono solo una piccola parte di un tutto molto più grande.

Chi riesce a farlo potrebbe sorprendersi della propria genialità e della propria capacità di decidere come devono andare le cose nella propria vita.

È importante essere al centro del proprio mondo, altrimenti i confini che ci circondano saranno talmente stretti da non permetterci di esprimere a pieno chi siamo. Ecco cosa succede in quello che Igor Sibaldi definisce sottomondo.

Per ampliare i nostri confini, invece, dobbiamo spostarci al centro del mondo che conosciamo, prendere in mano il timone della nostra vita e decidere per noi stessi.

timone

 

Una domanda importante

Cosa ci blocca? Questa è la domanda!

Igor Sibaldi, esperto di filosofia e teologia, ci ha insegnato che porre domande è importantissimo: e allora cosa davvero ci blocca in tutto questo?

Il senso di colpa.

Il senso di colpa è quella sensazione di essere sempre sbagliati, che ci porta a pensare che gli altri, a prescindere dalle abilità, ottengano risultati migliori di noi. Invece, dentro di noi ci sono grandi capacità che non usiamo proprio a causa del senso di colpa.

Il senso di colpa è ciò che ci tiene legati a un sottomondo, nella convinzione di essere sbagliati. Solo rendendoci conto di questo possiamo eliminare il senso di colpa alla radice: gli altri continueranno a fare ciò che hanno sempre fatto, ma noi prenderemo coscienza che le nostre capacità sono diverse e di certo particolari rispetto a quelle di chiunque altro.

Per liberarci dal senso di colpa dobbiamo spostarlo dal piano dell’essere (l’idea di essere sbagliati) a quello dell’avere (l’idea di avere l’atteggiamento tipico di chi si sente sbagliato), e infine al piano del fare (l’idea di fare ciò che farebbe chi si sente sbagliato).
Infatti, tutto ciò che semplicemente facciamo può essere cambiato immediatamente facendo qualcosa di diverso.

La formula da seguire, quindi è: ESSERE >>> AVERE >>> FARE.

 

È un bene “avere ragione”?

Le persone vogliono certezze ed è per questo che si avvicinano ai tanti “noi” che ci circondano: l’azienda, la religione, lo Stato, gruppi vari, ognuno dei quali non fa che fornire risposte, anziché porsi domande. Invece, sono proprio le domande quelle che dobbiamo cercare.

Aver ragione ci tiene legati a quella dimensione stretta, quel sottomondo dove si vive poco.
Piuttosto, meglio pensare di avere torto e farsi domande: dobbiamo rimanere sempre in fase di apprendimento.

“Nella vita” dice Sibaldi, ma forse non solo lui, “o hai ragione o sei felice”.
Sinceramente: cosa vuoi scegliere?

Chi non vuole che tu cambi, ti darà sempre ragione. Tienilo a mente. Tu continua a porti delle domande e poi crea il vuoto dentro di te.

Perché il vuoto?

Perché anche Dio creò il mondo dal nulla, dal vuoto. Facendoci delle domande apriamo dei vuoti che la realtà tende a riempire fornendoci le risposte, ma queste possono arrivare solo se abbiamo fatto lo spazio necessario. Senza spazio, non possono arrivare cose nuove da scoprire.

pagina vuota

 

Se non impari a perdere, non vincerai mai

Ponendoci tante domande, tuttavia, scopriremo che per molte di esse non esiste risposta: questo farà male. Questo “dolore” però è positivo ed ha una spiegazione.

È noto che le critiche sono più stimolanti dei complimenti (ragion per cui il pensiero positivo e tutte le sue declinazioni favoriscono poco il cambiamento). Perciò, possiamo dedurne che se non impariamo a perdere, non vinceremo mai: è grazie alle cadute che possiamo rialzarci più forti di prima.

Quante storie conosciamo, anche tramite il cinema, di persone che alla fine ce l’hanno fatta dopo mille cadute! Questa è la storia di tutti noi e dobbiamo cercare di viverla in questo modo per trarne forza, energia e affrontare le sfide con coraggio. È questo a darci il giusto impulso per fare dei balzi in avanti. Affronta le sconfitte, fai errori, poniti domande e se farà male non preoccuparti, perché ti renderà più forte.

Crescere, in fondo, implica una condizione di incertezza, di imprevedibilità.
Quello che oggi sai di te non descrive tutto ciò che sei e ciò che sarai domani, e questo è rassicurante perché permette di vivere liberi dal passato. Il nostro passato non dice nulla di noi.

“Sarò qualcosa che ancora non si è espresso”: ecco cosa ci può descrivere.

Ci vuole un grandissimo coraggio a scappar via dal nostro passato, ma ora sappiamo che possiamo farlo: abbandoniamo questo passato e iniziamo a realizzare l’infinito come ci esorta Igor Sibaldi.

1,2,3… pronti?

 

Per scoprire il metodo sviluppato da Igor Sibaldi per superare i nostri limiti grazie alle domande che spesso non abbiamo il coraggio di porci, partecipa al suo nuovo tour Il Metodo Metafisico, in esclusiva per Life Strategies.

Potrai imparare come liberarti dalle paure e dai dubbi che ostacolano lo sviluppo del tuo vero Io e avvicinarti, passo dopo passo, alla tua piena realizzazione.

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