COME ASCOLTARE SE STESSI: ECCO UNA TECNICA CHE FUNZIONA

Famiglia, carriera, indipendenza, aiutare gli altri, viaggiare, avere fama e celebrità: qual è la vostra idea di felicità?

 

Questo è quello che si sono chiesti gli ideatori di The Great Brain Experiment, applicazione sviluppata per capire come pensiamo e come agiamo.

“Che cosa mi rende felice?” è uno dei quattro giochi proposti: gli utenti simulano scelte tipiche della vita quotidiana, totalizzando un punteggio in base alle decisioni prese.

Questo esperimento dimostra che le persone non sono più contente per merito delle ricompense economiche, bensì dei desideri realizzati e delle aspettative appagate: sono le esperienze positive, la condivisione e le relazioni interpersonali a gratificarci, come, ad esempio, trascorrere il tempo con gli amici, intraprendere un viaggio o suonare uno strumento.

 

Ciò vuol dire che l’uomo trae soddisfazione dalle azioni concrete con cui esprime il proprio spirito, inteso come insieme di idee, emozioni e percezioni: trovarsi in armonia con lo spirito favorisce il processo di cambiamento perché rende più consapevoli della direzione da seguire per raggiungere l’autentica felicità.

 

Allineare mente e spirito, tuttavia, non è facile, anzi: raramente ascoltiamo quel che le nostre percezioni più personali ci suggeriscono e questo ci porta a riempire le nostre vite di attività insoddisfacenti.
Pensate a quante persone svolgono annoiate tutti i giorni gli stessi compiti, aspettando con ansia il fine settimana nella speranza di trovare il tempo di dedicarsi un po’ a loro stesse e, invece, continuano a correre dietro a mille impegni, senza mai ascoltarsi. Spesso si ritrovano ad accontentare le richieste di partner, amici e familiari, e così si sentono sempre più soffocate.

 

 

Magari anche noi, come loro, in diverse occasioni abbiamo avvertito il bisogno di cambiare, eppure non abbiamo agito di conseguenza.

Perché?

 

Chi si comporta così non si ritiene capace di affrontare una simile trasformazione, non conosce le strategie per gestirla e non sa da che parte iniziare. Troppe volte la paura ci paralizza e ci porta a seguire vuote abitudini, ignorando tanto i nostri sentimenti quanto le risorse personali grazie a cui, invece, potremmo innescare una vera e propria rivoluzione nelle nostre vite.

Certo, il cambiamento può spaventare, perché obbliga ad uscire dalla propria zona di comfort e a correre dei rischi, eppure provate ad immaginare cosa accadrebbe se ascoltaste davvero voi stessi e deste voce a ciò che più vi rende sereni: vi siete mai domandati quante cose potreste realizzare e quanta felicità ne trarreste se solo trovaste il coraggio di iniziare?

 

Per riuscirci, prima di tutto, bisogna imparare a comunicare con il proprio spirito in modo da raggiungere l’autocoscienza e la consapevolezza dei propri desideri più profondi.

 

Lo spirito racchiude i nostri istinti e le nostre emozioni, al contrario dell’Io, che consiste nell’immagine di noi stessi da trasmettere al mondo esterno: esso include le idee e le convinzioni che seguiamo per rispondere alle aspettative altrui.

Ovviamente, quello che gli altri vorrebbero da noi non sempre coincide con le nostre aspirazioni, perciò, quando l’Io prende il sopravvento sullo spirito e lo soffoca, si genera insoddisfazione.

Come fare per rompere questo meccanismo che influisce negativamente sul nostro equilibrio interiore?

 

La soluzione è ristabilire un contatto con il proprio spirito. Per farlo ecco un semplice esercizio:

  1. sedetevi in una posizione comoda, con i piedi poggiati sul pavimento;
  2. cercate il vostro baricentro e rilassatevi, mantenendo comunque uno stato di attenzione, proprio come fanno i tuffatori mentre si preparano all’esecuzione. Bisogna essere rilassati e mentalmente presenti al tempo stesso;
  3. prestate attenzione al vostro corpo: ascoltatevi, percepite voi stessi e calmatevi;
  4. quando vi sentirete a vostro agio, iniziate a seguire il ritmo del respiro. Abbracciate la piacevole sensazione della respirazione che scorre lungo la spina dorsale e rivolgete pensieri positivi verso voi stessi: pensate a quello che sapete fare bene e a tutto quello che avete;
  5. quando vi sentirete padroni delle vostre emozioni, cercate il vostro centro d’energia. Percepitelo e individuatelo esattamente, proprio come se voleste toccarlo con una mano: è lì che si trova il vostro spirito;
  6. una volta focalizzata la sede dello spirito, scrivete cosa vorreste cambiare nella vostra vita e poi rileggete ad alta voce, lentamente: sentirete pian piano crescere in voi la consapevolezza dei vostri reali desideri;
  7. adesso è il momento di immaginare la direzione da dare al vostro futuro e di proiettarla nell’ambiente fisico intorno a voi. Visualizzate il vostro cambiamento e indicate la direzione che state immaginando con l’altra mano: il vostro futuro è proprio lì, che vi aspetta.

 

Quest’esercizio vi aiuterà a trovare la vostra centratura, cioè l’equilibrio tra l’Io e lo spirito, tra coscienza dei vostri bisogni attuali e rappresentazione ideale del vostro futuro. Grazie alla centratura potrete gestire i problemi in maniera costruttiva e acquisire la determinazione necessaria a perseguire i cambiamenti che davvero vi renderanno felici, perché saranno dettati dalle vostri bisogni più autentici.

Provateci: muovete qualche passo nella direzione in cui avete mentalmente proiettato il cambiamento. Non sentite che la paura della trasformazione inizia ad allentarsi? Vuol dire che è la direzione giusta per voi! Perciò, è arrivato il momento di agire!

Iniziate questo nuovo anno con azioni concrete che vi avvicinino alla felicità giorno dopo giorno: lasciatevi sorprendere da voi stessi e cominciate subito a diventare ciò che davvero desiderate!

 

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Potrai apprenderle direttamente da Robert Dilts, uno dei massimi esperti della PNL, Giorgio Nardone, fondatore del Centro di Terapia Strategica, e Jeffrey Zeig, direttore della Milton Erickson Foundation.

I 3 grandi pensatori saranno per la prima volta insieme per Il Coraggio di Cambiare, un evento senza precedenti in Europa. Clicca qui per saperne di più!

COSA POSSIAMO IMPARARE DAL BLUE MONDAY?

Dopo il Black Friday di novembre, appuntamento imperdibile per chiunque fosse a caccia di sconti, ieri, 16 gennaio, è stato il turno del Blue Monday: il giorno più triste dell’anno.

Stando allo psicologo dell’Università di Cardiff Cliff Arnall, le cause dell’umore nero che ieri ci avrebbero afflitto sono:

  • rigide condizioni meteo: freddo, grigiore, sole pallido e scarse ore di luce non infondono certo allegria, tantomeno a noi italiani;
  • stress: siamo da poco rientrati a lavoro dalle ferie natalizie e ci ritroviamo con una pila di urgenze e scadenze arretrate da smaltire, di cui sentiamo la pressione;
  • sensi di colpa: dopo le festività, durante le quali ci siamo lasciati andare a qualche eccesso, ora dobbiamo fare i conti sia con i soldi spesi tra regali e bagordi, sia con i peccati di gola;
  • ansia: anche quest’anno abbiamo stilato una lunga lista di buoni propositi che adesso ci angoscia perché metterli in pratica risulta molto più difficile che non il semplice elencarli su carta o digitarli al cellulare.

Non sembra proprio una bella ricorrenza da celebrare, vero?
Eppure il Blue Monday può rivelare un lato meno negativo del previsto.

La tristezza non è che un muro tra due gradini”.
Questa frase del celebre poeta Khalil Gibran coglie in pieno il concetto di tristezza come stimolo ad avanzare.

 

Quando una persona è triste, infatti, è molto più concentrata su di sé rispetto al solito: preferisce starsene in solitudine a riflettere, ripercorrendo mentalmente gli episodi che l’hanno portata a sentirsi così e analizzando cosa avrebbe potuto fare per evitarli.
Si tratta di uno stato psicoemotivo delicato ma anche molto produttivo, tanto che studi scientifici hanno dimostrato che malinconia e silenzio, caratteristiche tipiche della tristezza, favoriscono le attività che richiedono una profonda concentrazione.

 

 

Una persona triste, perciò, non è passiva, anzi: si trova nella condizione di raccoglimento ideale per ritrovare dentro di sé gli elementi che le permetteranno di passare da una fase della propria vita ad un’altra.

Anche lo psicanalista James Hillman conferma questa idea, sottolineando che la tristezza viene oggi demonizzata proprio a causa della tranquillità e della riflessione che la accompagnano: “ognuno di noi è soggetto alla tirannia di una vita che va in fretta. E la malinconia è diventata un oltraggio, in questa società che corre senza sapere dove”.

 

Tuttavia, per essere certi di arrivare da qualche parte, sapere dove si sta correndo è fondamentale!
Persino la tristezza, con il bisogno di ascoltarsi che la caratterizza, può essere utile al nostro cambiamento.

Perciò, non serve necessariamente scappare dalle emozioni “negative” : il modo migliore per affrontarle ed evitare che ci rendano apatici è imparare a riconoscerle, accettarle e gestirle, traendone stimoli in grado di risvegliare le nostre risorse personali di cui non siamo ancora consapevoli.

Tutti possiamo riuscirci: basta applicare quelle strategie che ci permettono di scavare a fondo nel nostro spirito e nella nostra mente, rimettendo in contatto coscienza e desideri dimenticati o inascoltati. Capire se stessi è il passaggio fondamentale per imparare a gestire le emozioni: solo in seguito potremo indirizzarle nella direzione giusta per raggiungere cambiamenti concreti nelle nostre vite.

 

Una tecnica che aiuta a rimettersi in ascolto dei propri sentimenti e a trasformare le reazioni che ne conseguono è la riassociazione, molto usata nell’Ipnosi Ericksoniana.

La riassociazione può essere definita come la capacità di associare sensazioni positive a gesti, situazioni, frasi o altri elementi che solitamente suscitano in noi sensazioni negative.

 

Jeffrey Zeig, fondatore e direttore della Milton Erickson Foundation, racconta il caso di una donna di religione ebraica la cui famiglia scampò alle persecuzioni naziste. Questa donna si lacerava le unghie a causa del senso di colpa: il fatto che avesse una vita apparentemente felice la tormentava nei confronti dei propri genitori, i quali avevano tanto sofferto, perciò lacerarsi le unghie era per lei un modo di punirsi.

In casi come questo, una volta compresi i sentimenti alla base di certe azioni controproducenti, si potrebbe riassociare gli elementi collegati alle emozioni negative con altri che suscitino sensazioni positive.

Ad esempio, le mani, e di conseguenza anche le unghie, che per la donna di cui sopra erano oggetti carichi di e colpevolezza, potrebbero essere riassociate a tutte quelle immagini che, al contrario, ne fanno dei simboli di protezione, accompagnamento, sostegno: le mani che si accarezzano l’un l’altra e che accarezzano quelle di chi amiamo, oppure le mani che si stringono in segno di saluto e accoglienza, o ancora le mani di una madre che si prende cura del proprio figlio.

Si tratta quindi di un allenamento finalizzato a far scattare emozioni gratificanti e piacevoli di fronte a elementi o gesti che, in precedenza, suscitavano sentimenti negativi.

 

Ovviamente, dato che la nostra sfera emotiva non è regolata da meccanismi razionali, secondo questa strategia è molto più efficace usare metafore, raccontare storie e fornire esempi indiretti per far sì che le risorse sopite dentro di noi vengono risvegliate, piuttosto che fornire indicazioni chiare, precise e dirette su come riassociare tra loro gli elementi.

Uno degli scopi dell’Ipnosi Ericksoniana, che tanto usa la riassociazione, è proprio questo: fornire suggestioni attraverso cui le persone possano assumere nuovi occhi nei confronti della vita e delle relazioni, senza quasi rendersene conto, solo grazie all’attivazione delle potenzialità nascoste in loro stesse.

Questa è solo una breve anticipazione sulle tecniche che l’Ipnosi Ericksoniana utilizza per superare la paura delle emozioni e del cambiamento.

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Potrai apprendere nuovi strumenti che ti porteranno a gestire meglio le tue emozioni e prendere il controllo della tua vita, direttamente da Jeffrey Zeig, che insieme a Giorgio Nardone e Robert Dilts sarà protagonista de Il Coraggio di Cambiare, un evento unico in Europa grazie al quale potrai capire davvero te stesso, i tuoi obiettivi e scoprire come affrontare i dubbi che non ti hanno ancora permesso di raggiungerli!
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UNA TECNICA PER SUPERARE LA PAURA DEL CAMBIAMENTO NELLA SOCIETÀ LIQUIDA DI BAUMAN

Il 2017 si apre con una grande perdita per il panorama culturale contemporaneo: il 9 gennaio ci ha lasciati il celebre sociologo Zygmunt Bauman.

Polacco, Bauman scampò alle persecuzioni razziali e fu testimone del crollo delle ideologie politiche, della globalizzazione, della crisi economica internazionale e della rivoluzione digitale.

Un veloce susseguirsi di cambiamenti epocali che l’hanno portato a teorizzare il passaggio dalla società solida, caratterizzata da senso di stabilità e da quadri politici rigidi e autoritari, a quella che lui stesso coniò col termine di società liquida, in cui dominano incertezza e precarietà.

Tratto distintivo della società liquida è il continuo mutamento: proprio come l’acqua assume ogni forma e penetra in ogni fessura, allo stesso modo i fenomeni sociali odierni non sono circoscritti da confini precisi, ma si estendono capillarmente e investono aree molto distanti tra loro, con una rapidità mai vista prima.

Pensiamo, ad esempio, ai mercati finanziari, che risentono di congiunture politiche e di conflitti ovunque essi si svolgano, intaccando il nostro benessere economico in modo diretto.

Uno scenario per certi versi inquietante, riassunto nella frase che il sociologo pronunciò in riferimento al periodo bellico: “Allora la gente era ottimista, vedeva la luce alla fine del tunnel. Le insicurezze erano temporanee. Ora invece ci rendiamo conto che l’insicurezza è per sempre”.

 

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Questa riflessione, così categorica, solleva un interrogativo fondamentale che tocca da vicino ciascuno di noi: come può l’uomo orientarsi in un presente vago al punto da rendere il concetto di libertà, per cui tanto si è lottato, un sinonimo di caos e paura di decidere?

Rispondere non è semplice, tuttavia la soluzione esiste, ed è acquisire una maggior flessibilità nell’interpretazione del reale.

Cosa significa?

Vuol dire sfruttare tutte le occasioni che l’ambiente ha da offrirci, senza escluderne nessuna a causa di paure o dubbi che influenzano le nostre azioni e decisioni.

 

Se le precsuperare la paura del cambiamentoedenti generazioni programmavano il futuro secondo uno schema piuttosto rigido, questo oggi è impensabile: basta guardare quanti giovani laureati in Italia decidono di avviare un’azienda agricola, o quanti padri di famiglia, dopo anni di lavoro, decidono di trasferirsi in un altro Paese per ricominciare da zero.

Queste persone dimostrano sia di avere una percezione del reale molto elastica e libera da pregiudizi, sia di fare esperienza diretta delle opzioni che l’ambiente pone sul loro percorso.

Questa è la differenza sostanziale tra chi vede nell’incertezza un ventaglio di possibilità da cogliere e chi, invece, un fattore che blocca le scelte personali.

 

Per potenziare questa capacità, insita in tutti noi, si può partire da semplici esercizi quotidiani.

 

La Terapia Breve Strategica, approccio innovativo alla soluzione dei problemi sviluppato dagli psicoterapeuti Giorgio Nardone e Paul Watzlawick, può aiutarci a reagire alle circostanze che la vita ci presenta in modo più flessibile, combattendo la paura di decidere che blocca il cambiamento.

Un esercizio rapido ed efficace per superare le proprie paure è il seguente:

  • scrivete su un foglio le paure che vi trattengono dall’intraprendere un cambiamento che vorreste attuare. Ad esempio: “vorrei trasferirmi in un altro Paese per lavoro ma temo di non essere capace di imparare una nuova lingua abbastanza in fretta”;
  • iniziate a mettere in pratica le azioni che vi porterebbero a raggiungere l’obiettivo, partendo dalla più semplice: nel nostro caso, si potrebbe scaricare un’app per la didattica della lingua che permetta di interagire con altri studenti, oppure seguire una serie tv in lingua originale con sottotitoli che ne facilitino la comprensione. Nel farlo, ogni giorno, scrivete i timori che nutrite verso la giornata che affronterete: nella nostra ipotesi, una delle paure quotidiane potrebbe essere: “temo che lo studio si riveli più difficile del previsto e che ciò mi scoraggi”;
  • al termine della giornata controllate quante delle vostre paure si siano effettivamente realizzate e come le avete gestite. Tornando all’esempio dello studio, infatti, si potrebbe scoprire che questo non si è affatto rivelato difficile come si temeva, anzi: potrebbe essere risultato addirittura più divertente di quanto presunto;
  • continuate con questo esercizio giornaliero: stilate sempre nuovi elenchi di piccole azioni necessarie a raggiungere obiettivi intermedi che, col tempo, porteranno a raggiungere lo scopo finale, ed esaminate di volta in volta come risolvete i relativi timori. Otterrete così una serie di problemi e soluzioni che vi dimostrerà che siete perfettamente in grado di gestire tutti i passi indispensabili per arrivare alla meta desiderata.

 

Vi renderete conto che la paura spesso non è determinata da un problema concreto, ma è frutto di scarsa fiducia in se stessi: questa consapevolezza vi spingerà col tempo a sperimentare tutti quei piccoli grandi cambiamenti che finora avete rimandato.

Possiamo perciò concludere che la domanda da porsi non è tanto “come può l’uomo orientarsi in un presente così indefinito?” , bensì “come può l’uomo far sì che l’incertezza del presente rappresenti uno stimolo al cambiamento anziché un ostacolo?”.

La risposta è racchiusa nella cognizione che non esiste un momento ideale per avviare il proprio sviluppo personale: il potere di realizzare concretamente i propri obiettivi è nelle mani di ciascuno di noi, e stabilire quando e come farlo è una nostra scelta.

Non ci resta quindi che trovare dentro di noi Il Coraggio di Cambiare grazie a tecniche come quella sopra citata: il 2 e 3 giugno a Rimini Robert Dilts, Giorgio Nardone e Jeffrey Zeig  ne forniranno molte altre, tutte finalizzate a portare alla luce le risorse potenzianti sopite dentro di noi.

È arrivato il momento di superare la paura dell’incerto, smettere di rimandare le decisioni che ci spaventano e prendere il controllo della nostra vita: ora che sappiamo come farlo sta solo a noi iniziare!

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GESTIRE IL CAMBIAMENTO GRAZIE A UN MENTORE INASPETTATO!

La prima volta che gli italiani hanno potuto vederlo risale a quasi 40 anni fa.  Precisamente il 4 aprile 1978, sulla storica “Rete 2” Ufo Robot, l’indimenticabile cartone giapponese, faceva la sua prima apparizione nel bel Paese.

Se nel 1978 la prima puntata veniva guardata su uno schermo che, fino all’anno precedente, conosceva solo il bianco e nero, oggi quello stesso episodio viene cercato in streaming online o magari direttamente su Youtube dallo smartphone, ed è l’argomento di web forum a cui chiunque può partecipare virtualmente da ogni parte del globo.

In soli 40 anni il mondo che ci circonda e i costumi sono cambiati radicalmente.

La rivoluzione digitale innescata dall’avvento di internet è un vero e proprio spartiacque della società odierna, in cui convivono i cosiddetti “millenials” o “nativi digitali” e i figli dell’era Goldrake.

Quando si dice appartenere a due generazioni diverse: da un lato i nati a ridosso del millennio, che sanno usare intuitivamente tutti gli strumenti digitali e hanno totale padronanza sia di internet che dei social network, dall’altro gli ultraquarantenni, che in breve sono stati catapultati in un contesto completamente diverso da quello in cui sono cresciuti.

La generazione over 40, infatti, non ha avuto modo di scoprire le nuove tecnologie crescendo, lasciandosi guidare dalla naturale curiosità, ma è stata costretta ad adattarsi velocemente a tutti i cambiamenti che ne sono derivati.

E se il ragazzino che rimaneva incollato allo schermo guardando le gesta di Actarus sarebbe stato entusiasta di questa rivoluzione, l’uomo maturo che la affronta oggi spesso storce il naso.

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La trasformazione del mondo del lavoro, ad esempio, è stata radicale, oppure pensate ai neologismi che sono stati introdotti nel linguaggio corrente: incomprensibili per intere generazioni di adulti, tanto da ostacolare ulteriormente la già difficile comunicazione tra genitori e figli.

Le nuove tecnologie hanno comportato una profonda trasformazione, al punto da generare un senso di ansia ed esclusione in chiunque non sia stato pronto ad adeguare i propri processi mentali ai nuovi ritmi della società.

Ovviamente l’avvento del digitale è solo un esempio delle centinaia di trasformazioni a cui la vita ci sottopone costantemente, sfidando la nostra capacità di adattamento e lettura dell’ambiente.

Per gestire al meglio periodi come quello che stiamo vivendo ci sono diverse tecniche che permettono di non essere in balia del cambiamento, ma anzi di controllarlo.

 

Una di queste è il “mentoring”, una tecnica sviluppata dalla Programmazione Neurolinguistica che consiste nell’assumere il punto di vista di un’altra persona in modo tale da percepire, interpretare e pensare esattamente come se fossimo lei.

Il mentore scelto non dev’essere necessariamente qualcuno che conosciamo da vicino: può essere un autore che stimiamo, il protagonista di un film che ci emoziona, un intellettuale che troviamo particolarmente acuto… Qualsiasi soggetto, insomma, che per qualche sua capacità riteniamo più capace di noi di affrontare una situazione in cui siamo in difficoltà.

Per utilizzare più efficacemente questa strategia dobbiamo porci delle domande che ci aiutino a immedesimarci nel nostro mentore, ad esempio:

– cosa farebbe lui/lei in questa situazione per risolverla?
– come reagirebbe a un evento del genere?
– che consigli mi darebbe per superare l’indecisione?
– chiederebbe aiuto? A chi si rivolgerebbe?

Simili quesiti ci aiutano a guardare una particolare circostanza con occhio imparziale e a non farci trasportare dalle nostre emozioni e dal nostro passato.

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Questo è tanto vero sia nella vita privata che al lavoro. Ad esempio, se il compito di un genitore è far fare i compiti al proprio figlio, il mentore da utilizzare in questo caso potrebbe essere una celebrità o un personaggio di fantasia verso cui i figli nutrono particolare stima, in modo da ricreare quel rapporto di fiducia che essi rivolgono al di fuori dell’ambiente familiare.

Oppure, nel caso si debba consegnare un lavoro importante che implica, magari, anche una presentazione in pubblico, potremmo calarci nei panni di un manager, un giornalista o un formatore che, coi suoi consigli, rappresenta per noi un punto di riferimento professionale.

In un certo senso anche il protagonista di Ufo Robot applica il mentoring quando usa Goldrake in battaglia, assumendone le sembianze e trasformandosi così in un supereroe che protegge la terra da invasioni aliene.

Grazie a questo metodo è possibile raggiungere subito risultati concreti e liberarsi dall’ansia provocata da bruschi cambi di scenario o situazioni inaspettate.

Così, se questo nuovo anno si preannuncia carico di cambiamenti e vuoi scoprire come gestirli al meglio, clicca qui.

Potrai scoprire, oltre al mentoring, alcune tra le migliori tecniche che ti permetteranno di gestire efficacemente il cambiamento nella tua vita, così da indirizzarlo esattamente nella direzione che hai scelto per te.

Grazie alle più innovative ricerche di Robert Dilts, Giorgio Nardone e Jeffrey Zeig, che si riuniranno insieme per la prima volta, potrai venire in contatto con i più efficaci strumenti derivanti da PNL, Terapia Breve Strategica e Ipnosi Ericksoniana, e finalmente vivere il futuro per quello che è: un insieme di grandiose possibilità!

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Come riconoscere le emozioni e gestirle

Prenditi 5 minuti di pausa e ripensa alla tua giornata di ieri: come la definiresti?

Stressante? Produttiva? Noiosa? Frenetica? Prova a descriverla con una sola parola.

Ora che hai trovato un aggettivo, rispondi a questa domanda: ti sei sentito così per tutto il giorno o hai cambiato diversi umori nel corso delle ore?

Sicuramente in alcuni momenti sarai stato più allegro, in altri più nervoso, in certi ti sarai sentito stanco oppure pieno di energia, e così via: se ci rifletti, scoprirai di aver attraversato tanti stati d’animo diversi nel corso delle ultime 24 ore.

Passare continuamente da uno stato emozionale ad un altro è assolutamente normale: tutti viviamo esperienze psicologiche diverse a seconda del momento, senza neanche rendercene conto. È proprio la mancanza di consapevolezza a rendere impossibile il controllo dei nostri stati interni.

Ti sembra un terreno inesplorato o qualcosa di troppo complicato? Non ti preoccupare! Robert Dilts, uno dei massimi esperti al mondo di Programmazione Neurolinguistica, svela qual è la tecnica migliore per riconoscere le proprie emozioni e gestirle.

La PNL dimostra che la nostra condizione emotiva, in un dato istante, influenza il modo in cui percepiamo le esperienze e anche il modo in cui rispondiamo ad esse. Perciò, se vogliamo essere padroni delle nostre sensazioni e delle nostre reazioni agli stimoli, il primo passo da compiere è fare un inventario degli stati emozionali interni e imparare ad assumere quello di volta in volta più adatto a raggiungere gli obiettivi.

Per individuare gli stati interni bisogna porre l’attenzione sulle posture (gesti, respirazione, movimenti), sulle submodalità (temperatura, luci, suoni) e sulle emozioni che li caratterizzano. In altre parole, dobbiamo diventare consapevoli sia di come ci muoviamo nello spazio, sia dell’ambiente che ci circonda, sia delle sensazioni che proviamo mentre sperimentiamo una specifica condizione emotiva.
Una volta catalogati più stati emozionali interni possibile, bisogna imparare come entrarvi ed uscirne a nostro piacimento, assumendone pieno controllo.

Dilts spiega che il miglior strumento per controllare gli stati interiori è il cosiddetto “ancoraggio”: esso permette di stabilire dei segnali in grado di riportare alla nostra mente tutti gli elementi distintivi di una certa condizione emozionale, in modo da ricrearla e quindi riattivarla.

Emozioni

Ph. by Rodion  Kutsaev

Ci sono vari tipi di ancore:

  1. le ancore spaziali: consentono l’accesso ad uno stato interno tramite una posizione.
    Come fare?
    Scegliete una posizione da associare a una condizione emotiva specifica ed assumetela. Mentre siete in questa posizione individuate posture, submodalità ed emozioni tipiche dello stato da riattivare. Una volta catalogati tutti gli elementi distintivi dello stato emozionale, abbandonate la posizione. Fatto ciò, esercitatevi più volte a riprendere la posizione della vostra ancora spaziale finché questa non vi permetterà di riaccedere automaticamente allo stato interiore.
  2. le ancore interne: permettono l’accesso a uno stato interno grazie a un colore o ad un suono.  Sappiamo che le submodalità dell’ambiente circostante influenzano la nostra condizione emotiva: usare un’ancora interna significa esercitarsi a riattivare un certo stato ogni volta che vediamo un determinato colore o che ascoltiamo un suono preciso.
  3. il “mentoring”: è un tipo particolare di ancoraggio con cui ci si mette nei panni di un mentore a nostro piacimento (reale o immaginario, in forma umana o non) ogni volta che vogliamo risvegliare alcune capacità riconosciute a lui ma non a noi stessi. Questo tipo di ancora ci aiuta a far affiorare in superficie doti sopite dentro di noi.

Dilts fa vari esempi pratici su come usare l’ancoraggio per muoversi tra diversi stati interni e spiega che l’unico modo per padroneggiare pienamente questo processo è esercitarsi il più possibile.

Usando la tecnica dell’ancoraggio descritta da Dilts possiamo imparare a calarci negli stati emozionali tipici delle 6 fasi del ciclo delle convinzioni, con cui è possibile avviare cambiamenti profondi nella percezione del mondo e di noi stessi. Ogni fase, infatti, è caratterizzata da una precisa condizione emotiva: per padroneggiare l’intero ciclo è indispensabile imparare a muoversi tra le emozioni che lo compongono. Quando saremo capaci di fare questo, potremo ripercorrere il ciclo ogni volta che abbiamo bisogno di attivare il cambiamento o raggiungere un obiettivo.

La PNL offre diversi strumenti e tecniche utili ad operare trasformazioni radicali nel modo di rapportarsi alle esperienze e agli altri, con lo scopo di realizzare il proprio potenziale. Di come riconoscere gli stati interni e influenzarli in modo che diventino il motore di un grande cambiamento parleremo a Rimini il 2 e 3 giugno durante il corso “Il Coraggio di Cambiare” con Robert Dilts, Giorgio Nardone e Jeffrey Zeig. Sarà un’occasione unica per scoprire tutti i metodi che favoriranno il tuo sviluppo personale! Contattaci per informazioni.

Il Coraggio di Cambiare: corso con Robert Dilts, Giorgio Nardone e Jeffrey Zeig

Convinzioni autolimitanti: come trasformarle in risorse potenzianti

Ci sono convinzioni che determinano più di ogni altra cosa i nostri pensieri, le nostre azioni e che danno  significato ad ogni esperienza della nostra vita. Sono esse forme di pensiero che condizionano il raggiungimento dei nostri obiettivi fino a precluderne la realizzazione.

Non sono sempre positive e potenzianti. Le convinzioni possono essere in molti casi negative e autolimitanti.

Robert Dilts, uno dei massimi esperti mondiali di Programmazione Neurolinguistica, nel libro Il potere delle parole e della PNL spiega come le convinzioni autolimitanti si manifestino in diversi modi e contesti.

Ti è mai capitato di sentirti senza speranza perché un obiettivo ti sembrava irraggiungibile? Hai mai avuto una sensazione di impotenza determinata dalla scarsa fiducia nelle tue capacità? Hai mai avvertito la frustrazione di non essere all’altezza dell’obiettivo che desideravi tanto raggiungere?

Se pensi di aver vissuto almeno una di queste condizioni nel corso della tua vita, allora sei stato sicuramente vittima di una delle tue convinzioni limitanti.

Come fare dunque a superarle, realizzando pienamente se stessi?

La soluzione arriva dalla PNL, un approccio nuovo ed efficace alla comunicazione e allo sviluppo personale.

La vita di ogni giorno ci mette davanti a sfide che ci spaventano e a domande per le quali non sempre abbiamo delle risposte: in famiglia, come pure a lavoro o in altri ambiti della nostra quotidianità, siamo messi costantemente alla prova.
Le difficoltà ci spingono il più delle volte ad abbracciare vecchi schemi di pensiero e a rintracciare in essi le ragioni per cui rimanere fermi nella nostra comfort zone.

Secondo Dilts, tra le altre cose, la PNL può trasformare una convinzione autolimitante in una convinzione potenziante in quanto ci aiuta a capire quali sono le sfide e i quesiti da cui fuggiamo e per quale motivo lo facciamo. In questo modo, i limiti che prima ci imprigionavano si trasformano, in realtà, in risorse capaci di spronarci ad agire e ad aprirci al cambiamento.

Il coraggio di Cambiare, risorse potenzianti

Perché ciò avvenga, spiega Dilts, occorre  assumere il controllo del cosiddetto “ciclo naturale di cambiamento delle convinzioni”.
Questo ciclo, nel corso degli anni, è applicato inconsciamente da ognuno di noi, secondo il naturale processo di sviluppo personale: la PNL ci offre gli strumenti necessari  a padroneggiarlo in modo consapevole, senza sforzo, attraverso l’esercizio pratico nella nostra quotidianità.

La formula suggerita è di facile applicazione. Basta far uso di quel linguaggio, verbale e non verbale, capace di produrre effetti positivi sulle nostre emozioni, sui nostri atteggiamenti e più in generale sulla nostra vita.

Per sfruttare a nostro vantaggio il ciclo di cambiamento delle convinzioni, dobbiamo prestare attenzione alle posture che assumiamo, alle submodalità sensoriali che ci circondano e alle sensazioni che proviamo mentre attraversiamo le fasi del ciclo.
Per ogni fase, memorizziamo i gesti, la nostra respirazione, la luce e i suoni in cui siamo immersi, e concentriamoci su come ci sentiamo: questi sono i dettagli che caratterizzano il nostro stato interno in quella precisa fase.

Una volta che siamo consapevoli dei nostri stati interni in ogni fase, quello che dobbiamo fare è semplicemente ricrearli ogni volta che vogliamo percorrere il ciclo per trasformare una convinzione limitante in potenziante.
Con l’esercizio diventeremo abili a farlo in modo naturale e spontaneo: basta allenarsi!

Robert Dilts approfondirà quest’argomento con esercitazioni pratiche a Rimini il 2 e 3 giugno durante il corso Il Coraggio di Cambiare . Partecipando potrai scoprire insieme a lui le strategie di Programmazione Neurolinguistica più efficaci per superare le convinzioni autolimitanti e promuovere il cambiamento; inoltre potrai capire meglio te stesso e a raggiungere i tuoi obiettivi con Jeffrey Zeig e Giorgio Nardone grazie all’Ipnosi Ericksoniana e alla Terapia Breve Strategica. Scopri subito tutti i dettagli.

Il Coraggio di Cambiare: corso con Robert Dilts, Giorgio Nardone e Jeffrey Zeig

Cambiare con la Programmazione Neurolinguistica

Eccoci qua: anche questo 2016 sta volgendo al termine, e tutti ci ritroviamo a fare il bilancio dell’anno appena vissuto.

Le domande che ci frullano in testa, nella corsa tra regali di Natale per i parenti e dolci per gli ospiti dell’ultimo minuto, spesso sono queste:

  • Il mio lavoro e la mia attività mi fanno sentire appagato?
  • Sono soddisfatto delle relazioni che ho o potrei migliorarle?
  • Ho intrapreso un percorso o sono sempre nella stessa posizione?

A queste domande, che sorgono spontanee ma che non sono per niente scontate, non sempre diamo una risposta: in molti casi preferiamo farle cadere nel vuoto e non rispondere affatto.

In effetti guardarsi indietro, ripercorrere mentalmente i piccoli e grandi successi quotidiani o le proprie delusioni, può spaventare.
Potremmo accorgerci di non aver tenuto fede ad alcune promesse, alla famosa lista di buoni propositi che ogni anno stiliamo e che poi, sballottati dalla frenesia quotidiana, dimentichiamo. O peggio, potremmo accorgerci di non ricordare nessuna emozione speciale, nessuna circostanza particolare che ci faccia esclamare: “Questo 2016 è stato importante proprio per questo!”.
In questi casi, la reazione immediata è evitare di pensare: lasciarsi ancora una volta trascinare dalla fretta, dagli impegni, dai doveri, da quello che gli altri si aspettano da noi, senza prendere fiato.

Essere in tensione verso qualcosa di diverso e aspirare a nuovi obiettivi può essere sfidante, ma non deve spaventare, per due motivi:
il primo è che si tratta di una sensazione che chiunque prova, la vera differenza sta nel saperla gestire.

Il secondo è che questa sensazione può essere analizzata, compresa e persino superata: cambiare è possibile, ed è possibile per chiunque. Basta sapere come promuovere il cambiamento nella nostra vita!

Più facile a dirsi che farsi!

Sicuramente, ma solo per chi non conosce come mettere in moto i meccanismi che stimolano il cambiamento.

cambiamento

La Programmazione Neuro-Linguistica o PNL, scienza che studia lo sviluppo e i meccanismi del linguaggio nel nostro sistema nervoso, ha dimostrato che la nostra percezione del mondo dipende da mappe mentali che il nostro cervello forma nei primi anni di vita attraverso le esperienze sensibili e il linguaggio.

Le mappe mentali non registrano solo quello che vediamo, tocchiamo, annusiamo, ma registrano anche le emozioni, le sensazioni, le fantasie, i ricordi e tutto quello che esula dal mondo esterno ed ha a che fare con il nostro mondo personale. In aggiunta, le mappe mentali raccolgono pensieri, convinzioni, valori, tutti elementi che non derivano da un’esperienza sensibile, ma che, inevitabilmente, ne influenzano la percezione.
Questo significa che psiche e realtà sono strettamente interconnesse, tanto che non è possibile stabilire cosa sia la realtà in modo univoco, perché ognuno di noi ne ha una percezione diversa.

 

Robert Dilts, uno dei principali innovatori della programmazione neurolinguistica, nel suo libro Il potere delle parole e della PNL, spiega come sia naturale promuovere un cambiamento profondo e radicale nella propria vita una volta compreso il legame tra percezione del reale e linguaggio: le parole sono potenti, e lo sono al punto da poter guidare il nostro approccio alla vita.

La magia delle parole è tutta racchiusa negli “Sleight of Mouth”, i modelli alla base del nostro linguaggio: tutti noi applichiamo inconsciamente certi Sleight of Mouth piuttosto che altri nella percezione del mondo e di noi stessi, e così facendo rivolgiamo le nostre interpretazioni in una direzione piuttosto che in un’altra.

Facciamo un esempio pratico: dire “Voglio raggiungere il mio risultato ma ho un problema” è molto diverso dal dire “Voglio raggiungere il mio risultato anche se ho un problema”: basta cambiare una piccola porzione di frase, apparentemente insignificante, per spostare l’attenzione dall’ostacolo al risultato che si vuole raggiungere.
Questo è solo un esempio basilare, ma gli Sleight of Mouth che possiamo applicare ogni giorno alle nostre esperienze sono molti e, cosa ancor più importante, diventano una pratica spontanea e naturale se ci esercitiamo a farne uso.

neurolinguistica

Questa è una scoperta fondamentale di Dilts: ognuno di noi può cambiare la propria percezione di sé, della sua vita e delle sue relazioni semplicemente applicando gli Sleight of Mouth più adatti per ottenere il risultato desiderato, e soprattutto per abbattere le proprie convinzioni autolimitanti.
Con questa tecnica scoprirai che il linguaggio è capace di mettere in luce risorse finora sopite dentro di te, a causa di convinzioni autolimitanti che impediscono loro di emergere.

Le convinzioni, spiega Dilts, nascono nelle strutture più profonde del nostro cervello, e sono così potenti da portare la nostra attenzione solo su certe aree di esperienza, nascondendo tutte le altre: ecco perché abbiamo la sensazione che non ci siano né alternative né possibilità di scelta in determinate situazioni.

Solo se prendiamo coscienza delle convinzioni che ci autolimitano saremo capaci di esplorare davvero le infinite possibilità a nostra disposizione, senza escluderne nessuna, e di attingere quindi a tutte le risorse personali finora inascoltate. Questo è possibile grazie agli Sleight of Mouth.

È chiaro, a questo punto, che non hai bisogno di andare troppo lontano per cambiare la tua vita: le risorse che ti servono sono già tutte dentro di te, bisogna solo portarle in superficie e imparare come sfruttarle a pieno.

No, non è una strana teoria: è un esercizio che puoi applicare quotidianamente e con cui otterrai risultati straordinari, di cui ti sorprenderai tu stesso.

Per apprendere come fare direttamente da Robert Dilts clicca qui!

Potrai avere tutte le informazioni sull’evento Il Coraggio di Cambiare, che il 2 e 3 giugno a Rimini vedrà per la prima volta insieme proprio Robert Dilts, Jeffrey Zeig e Giorgio Nardone: ti aiuterà a capire come usare gli strumenti della PNL per promuovere reali cambiamenti positivi nella tua vita e per scardinare le tue convinzioni autolimitanti!

 

 

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