NON C’È NIENTE DI SPECIALE AD ESSERE NORMALI: COME VIVERE LIBERI GRAZIE ALL’EROS

Dicembre 2016: Donald Trump viene eletto 45° presidente degli Stati Uniti, suscitando scalpore in tutto il Paese. Gli americani si dividono a causa delle sue rigide politiche anti-immigrazione e delle sue posizioni conservatrici: lo scorso gennaio, il giorno dopo l’insediamento alla Casa Bianca, in migliaia si riversano nelle strade per aderire alla “Marcia delle donne”, una manifestazione che, da rivendicazione dei diritti femminili, si è trasformata in una vera e propria contro-inaugurazione a sostegno di valori quali anti-razzismo e libertà personale.

 

Il multiculturalismo non è solo un’idea ma una realtà concreta, che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni anche noi: quando vengono costruite moschee o sinagoghe nel nostro quartiere, quando usciamo di casa e incrociamo i vicini in abiti tipici dei loro Paesi d’origine, quando il compagno di banco di nostro figlio parla un’altra lingua e capisce poco l’italiano.

La diffidenza verso ciò che è diverso non si rivolge solo contro persone di altre culture, ma anche contro i nostri concittadini che, per motivi personali, si discostano dalle scelte di vita più comuni: basta pensare alla discussione sulle coppie di fatto che, per mesi, ha infuocato tanto le sedi della vita politica quanto le strade e i talk-show.

 

Non vi sembra strano che ancora oggi, nel 2017, si senta il bisogno di rivendicare il diritto a manifestare apertamente il proprio modo di essere? Come si spiegano queste contraddizioni?

 

Per capirlo meglio partiamo da alcune riflessioni di Igor Sibaldi sul concetto di “normalità”

Che la normalità sia relativa è ormai un pensiero ampiamente condiviso: ognuno di noi è unico e mosso da desideri, aspirazioni e emozioni diverse da chiunque altro, perciò non può esistere un’idea di normalità comune a tutti, per quanto condivisibile.

 

Eppure, se la teoria mette tutti d’accordo, i fatti continuano a generare conflitti: in ogni società persistono concezioni talmente radicate da essere percepite come vere e proprie norme di vita a cui attenersi.

Si tratta di stereotipi che ingabbiano la nostra mente, di ruoli che continuiamo a cucirci addosso senza chiederci se ci rispecchiano davvero: il figlio che segue la strada dettata dai genitori solo per soddisfarne le aspettative, la moglie perfetta che smette di dedicare del tempo a se stessa per accudire la prole, il marito modello che soffre di stress pur di adempiere ad ogni richiesta della famiglia, e via dicendo.

 

Queste norme, che rischiano di entrare in contrasto con la nostra autorealizzazione, possono esserci trasmesse anche inconsapevolmente, ad esempio quando da piccoli facevamo sport.
La pratica sportiva è certamente un’esperienza edificante, che educa a valori fondamentali come l’impegno, la perseveranza e lo spirito di squadra. Tuttavia, in una competizione vi sono anche elementi di stress, in particolare:

  • si ha un obiettivo preciso a cui mirare e bisogna evitare qualsiasi distrazione per riuscirci;
  • si deve arrivare all’obiettivo prima degli altri perché il vincitore è unico: tutti gli altri sono rivali da battere, nemici;
  • è necessario rispettare le regole imposte da un’autorità indefinita, le quali non possono essere messe in discussione.

 

Se in una sfida questi tre elementi sono necessari per la vittoria, quando essi vengono trasferiti sul piano dell’essere individuale e delle relazioni interpersonali portano a dei conflitti interiori, a causa dei quali l’adolescente limita le proprie emozioni, i propri stimoli, i propri desideri: è così che la società ci rende “sudditi” uniformi e disciplinati, che operano in funzione dell’ordine stabilito.
Non bisogna farsi domande, né cercare soluzioni o opzioni alternative: ci viene solo richiesto di integrarci, ma non di integrarci tra noi, con rispetto e comprensione reciproci, bensì di adattarci seguendo la direzione verso cui tutti remano.

Si può uscire da questa condizione di “schiavitù” mentale?

Secondo Sibaldi sì: per farlo bisogna riscoprire una dimensione psichica comune a tutti nell’infanzia, un’energia insita nell’uomo fin dalla nascita, ovvero l’Eros.

È proprio per merito dell’Eros, infatti, che i bambini sono curiosi di tutto e non si pongono limiti nella scoperta del mondo, di sé e degli altri, privi di pregiudizi e inibizioni. Le loro azioni hanno un solo scopo: ricavare benessere, piacere e felicità da ogni esperienza concreta.

Chi risveglia l’Eros è capace di di liberarsi da convinzioni e ruoli imposti dall’alto: così può realizzare i propri veri desideri e seguire la propria coscienza in totale consapevolezza. In questo modo si aprono all’uomo infinite possibilità: chi si lascia guidare dall’Eros non vede più confini alla sua volontà, alle sue decisioni, ai suoi sentimenti, e sa che nel mondo non ci sono limiti a ciò che vale la pena provare, alle sfide in cui cimentarsi, alle persone con cui confrontarsi, cogliendo da tutto questo continua sorpresa e stupore.

 

Vuoi vivere personalmente questa profonda rinascita, uscendo dal tracciato della cosiddetta “normalità” per sviluppare la tua essenza autentica, libero da qualsiasi condizionamento limitante?
Partecipa al tour Le Scoperte dell’Eros nella città a te più vicina: Igor Sibaldi ti spiegherà come sprigionare l’Eros in modo da imboccare la strada che, ogni giorno, ti condurrà sempre più vicino ad essere eccezionale.

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ITALIANI SEMPRE PIÙ SINGLE: CHE FINE FARÀ SAN VALENTINO?

Oggi è il fatidico 14 febbraio: che voi siate in coppia o no, follemente innamorati o felicemente liberi da qualsiasi impegno, non potrete comunque ignorare le vetrine piene di cuoricini multicolore, candele profumate e petali di rosa sparsi un po’ ovunque, oppure l’esplosione di offerte per cene romantiche nei ristoranti della vostra città.
San Valentino non passa certo inosservato!

 

Sicuramente qualcuno starà pensando “per fortuna sono single, queste cose non fanno proprio per me!”; qualcun altro invece, si starà dicendo “peccato, mi sarebbe piaciuto ricevere un bel mazzo di fiori in ufficio”: è la prova che nessuno, né da una parte né dall’altra, è totalmente indifferente a San Valentino.
Sapete perché?

Perché nessuno, a prescindere da età e carattere, esclude l’amore dalla propria vita: c’è chi oggi lo dimostrerà al proprio compagno, chi ai figli, chi all’amica sempre disponibile oppure chi si immergerà con passione in un hobby o in un nuovo progetto professionale. Ecco perché si dice che l’amore muove il mondo: perché ci dà energia e motivazione in ogni circostanza.

 

Se ne sono accorti anche gli sviluppatori delle applicazioni per i nostri cellulari: il progresso tecnologico è stato accompagnato da un vero e proprio boom di dating app, cioè programmi che agevolano gli incontri tra persone che magari, nella vita reale, hanno basse probabilità di incrociarsi.
Se a questo aggiungiamo le serate per single, come gli speed-date, durante cui si cerca di conoscere più persone possibili in una sera, ci rendiamo conto che oggi le occasioni di trovare un partner sono molte più che in passato, per cui sarebbe lecito aspettarsi che trovare la propria dolce metà sia anche più facile…

 

 

Sbagliato! Secondo le statistiche i single in Italia sono aumentati del 41% negli ultimi 10 anni: a dispetto di ogni logica, inciampare nell’amore sembra sempre più difficile! Come si spiega tutto ciò?

 

Pare che la motivazione abbia a che fare più con l’economia che col romanticismo e che, come in ogni mercato che si rispetti, sia tutta una questione di domanda e offerta.
Secondo Adam Smith una relazione felice si fonda su empatia, condivisione e amore di sé: tutti cerchiamo queste cose, creando la domanda, ma coloro che incontriamo, cioè l’offerta, non soddisfano le nostre aspettative. Nonostante i single rappresentino una parte consistente della società, essi chiedono più di quanto sono disposti ad offrire, e questo porta un’ampia percentuale di loro a non impegnarsi nonostante i numerosi appuntamenti possibili.

Se ci pensate bene, sarà accaduto anche a voi almeno una volta: magari la vostra ultima relazione è finita proprio perché non vi sentivate più appagati come prima e avete cominciato a pretendere sempre di più, oppure siete stati voi stessi a non voler più dare il massimo in un rapporto. In entrambi i casi, a un certo punto, l’equilibrio tra domanda e offerta si è rotto.

 

Proprio a questo si riferisce anche il filosofo Igor Sibaldi quando distingue nettamente Amore e Eros.
L’amore è un sentimento che porta a fare continue richieste, nonché a un desiderio di possesso verso l’altro. Ovviamente, dato che ognuno ritiene di essere speciale e unico per la propria metà, vogliamo che egli abbia occhi solo per noi e che faccia tutto il possibile per renderci felici, senza chiederglielo direttamente: l’altro dovrebbe quasi vivere in funzione del nostro benessere.

La conseguenza di un simile atteggiamento è la reciproca limitazione di azioni, aspirazioni e desideri, perché entrambi i soggetti coinvolti si aspettano che il partner faccia sempre ciò che è meglio per l’altro, senza preoccuparsi del fatto che questo potrebbe non coincidere con ciò che è meglio per lui.

 

 

L’esempio di una situazione del genere è la rottura a causa di un trasferimento per motivi di lavoro: magari la persona di cui ci innamoriamo decide, malgrado il nostro disappunto, di accettare un’importante promozione che lo porterà in un’altra città, e così finiamo col restare profondamente delusi perché non mette la nostra felicità al primo posto.
È qui che l’equilibrio domanda/offerta rischia di rompersi: alcune caratteristiche personali che prima rappresentavano un valore aggiunto per il rapporto, come l’ambizione e l’intraprendenza, all’improvviso diventano un ostacolo perché l’altro non tiene conto delle nostre richieste. Dall’altra parte, di riflesso, anche l’altro è deluso da noi, perché non siamo spontaneamente disposti a seguirlo o a trovare una soluzione di compromesso, considerando prioritaria la sua gratificazione.

 

Come rompere questo circolo vizioso?

 

La soluzione consiste nel superare tale visione limitante delle relazioni grazie all’Eros racchiuso in noi: la sua energia può guidarci alla scoperta di chi siamo davvero, liberandoci dallo schema domanda/offerta tanto nocivo per le relazioni. L’Eros permette di superare i comuni preconcetti su cosa un rapporto dovrebbe darci e su cosa dovremmo aspettarci da esso, consentendoci di conoscere a fondo noi stessi e di capire ciò di cui abbiamo bisogno.

L’Eros infatti, al contrario dell’amore comunemente inteso, non chiede conferme esterne: il suo coronamento è tutto nella consapevolezza a cui ognuno arriva dentro di sé, da sviluppare anche per merito della relazione con l’altro, ma non necessariamente. Esso ci permette, infatti, di realizzare i nostri intimi desideri liberi dall’inganno che spinge a cercare la soddisfazione personale in qualcun altro.

 

Pensi di non aver ancora provato questo sentimento nella tua vita? Non sei il solo. Di certo l’Eros non è una dimensione a cui veniamo educati, ma che può essere riscoperta smantellando vecchie convinzioni radicate nella nostra psiche.

Il tour di Igor Sibaldi Le Scoperte dell’Eros sta già facendo il tutto esaurito in diverse città italiane. Scopri come abbracciare quest’occasione unica per iniziare a vivere l’amore in modo più soddisfacente e felice!
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COS’È LA BELLEZZA PER LA NOSTRA SOCIETÀ?

Chi di voi ha sorelle, cugine, nipoti o figlie adolescenti probabilmente avrà notato che oggi le giovani sono molto più attente all’aspetto estetico che in passato: sono poche quelle che hanno il coraggio di uscire di casa struccate anche solo per andare a scuola e, nonostante l’età, sono già esperte di make up  grazie ai tutorial di YouTube.

Se, invece, non avete queste esperienze dirette, vi basterà fare un giro in un qualsiasi negozio di prodotti cosmetici, dove troverete ogni tipo di articolo: dal classico fondotinta allo spray fissatore, dallo smalto fortificante al primer occhi. È la chiara dimostrazione che benessere e cura di sé sono dei valori nella nostra società, e ciò vale tanto per le donne quanto per gli uomini.

Ma è meglio fare attenzione: una simile esaltazione dell’aspetto esteriore può rivelarsi un’arma a doppio taglio.

La bellezza ci può trafiggere come un dolore”: se lo scrittore Thomas Mann, con queste parole, celebrava la bellezza per la sua capacità di scatenare forti emozioni in chi la ammira, oggi essa potrebbe addirittura rappresentare un rischio, in particolar modo per le donne.

 

La cronaca ci racconta periodicamente di episodi di violenza con l’apposito intento di privare le donne della propria bellezza: uno dei più recenti risale ad alcuni giorni fa a Rimini, quando una giovane ventottenne è stata sfregiata dall’ex fidanzato che le ha lanciato dell’acido in volto.

Cosa si cela dietro un gesto simile?

Si può parlare di desiderio di possesso esclusivo, di sete di vendetta, di rabbia, di delusione, ma nessuno di questi spiega perché oggi gli uomini si accaniscano tanto proprio contro la bellezza, uno dei valori che da sempre esalta.

 

La risposta è più complessa e va cercata nel significato storico-culturale della bellezza femminile.

La società non ha mai chiesto alle donne di essere indipendenti, o acculturate, o di raggiungere traguardi di successo nella vita; tuttavia, ha sempre preteso da loro che fossero belle.
Persino nelle favole è indifferente che la protagonista sia una principessa o una contadinella, l’importante è che la sua bellezza tolga il fiato; allo stesso modo attrici, presentatrici televisive, commesse, hostess e qualsiasi altra figura professionale a contatto con il pubblico deve avere come primo requisito un bell’aspetto.

 

A proposito del bisogno di adeguarsi a canoni ben definiti, lo scrittore Igor Sibaldi fa delle interessanti riflessioni, affermando che un modo per liberarsi da questa “tirannia” esiste: basta riscoprire l’amore-Eros.

Vediamo meglio di cosa si tratta.

 

Per Sibaldi sia le donne che gli uomini tentano di uniformarsi a dei modelli estetici, tuttavia lo fanno in modi diversi: se le donne usano il trucco, gli uomini enfatizzano i propri comportamenti.

La questione supera il semplice desiderio di mostrare un’immagine migliore di sé perché questi sono stratagemmi con cui tutti mentiamo non solo agli altri, ma anche a noi stessi.

Il trucco e le bugie, infatti, sono tentativi di eguagliare degli stereotipi: così facendo, mentre ci illudiamo di perfezionare la nostra immagine, in realtà la impoveriamo, perché nascondiamo la nostra identità, il nostro vero essere, tutto ciò che ci rende unici.

Da un lato, le donne coprono rughe, imperfezioni, correggono il colorito della carnagione, ingrandiscono gli occhi e allungano le ciglia; dall’altro, gli uomini si fingono più spavaldi, carismatici, galanti, assumono atteggiamenti innaturali per essere più attraenti.

In poche parole, tutti noi indossiamo delle maschere: “nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”, diceva Pirandello.

 

Questo comportamento, però, non può renderci felici, non solo perché ci costringe a tenere alta la maschera con cui otteniamo consensi, ma pure perché ci porta ad ignorare chi siamo davvero.

Quest’ultima è la conseguenza più dannosa: a forza di recitare la parte che la società ci impone perdiamo la capacità di ascoltarci, di conoscerci, di capire i nostri reali desideri e obbiettivi, condannandoci all’infelicità.

 

Come uscire da questo circolo vizioso?

 

La soluzione, per Sibaldi, è proprio l’Eros.

 

 

Questo termine, perlopiù usato per parlare della sfera sessuale, in realtà ha un significato molto più profondo.

 

 

L’Eros è una delle componenti maggiori della nostra psiche ed una delle nostre principali energie emotive: esso ci spinge ad esprimere noi stessi attraverso azioni creative e a conoscerci per chi siamo davvero, esplorando i nostri sogni più autentici.

Inoltre ci spinge a desiderare la conoscenza assoluta, cioè la verità, senza illusioni né finzioni. Ecco perché coloro che provano amore-Eros (e non semplicemente amore) non si rifugiano in trucchi o bugie: essi accettano tutto sia di loro stessi che dell’altro perché vogliono conoscere la vera identità del loro amato, oltre alla maschera dietro cui essa si cela.

L’Eros permette di raggiungere una sincera consapevolezza di sé e degli altri, aiutandoci ad accogliere tutta la complessità dell’animo umano e a non nasconderci dietro inganni imposti dall’esterno: così questa importante facoltà della psiche può guidarci verso relazioni soddisfacenti e una vita pienamente felice.

 

Certamente la tentazione di seguire indicazioni altrui piuttosto che scoprire le nostre autentiche vocazioni può essere forte, perché la società in cui viviamo non ci educa ad ascoltare noi stessi e a seguire i nostri sentimenti profondi.

Credi di essere caduto in questo tranello anche tu?

La buon notizia è che è possibile risvegliarsi e porre fine a tutte le abitudini in cui non ti riconosci più: basta seguire l’energia dell’Eros che è racchiusa in ognuno di noi!
Per capire come fare, partecipa al tour Le Scoperte dell’Eros di Igor Sibaldi nella città a te più vicina: questa è la tua occasione per esprimere finalmente i tuoi lati ancora inespressi!

LIBERA IL POTERE CREATIVO DELL’EROS CHE SI NASCONDE IN TE!

Creare è stata sempre considerata un’attività elitaria: in antichità chi svolgeva mansioni intellettuali occupava le posizioni più alte della scala sociale perché le loro conoscenze, inaccessibili a tutti gli altri, conferivano un potere esclusivo.

Pensiamo agli scribi nell’antico Egitto o, andando avanti nella storia, alla raffinata educazione delle classi nobiliari in epoca moderna e ai mecenati nel Rinascimento, che aprivano le proprie corti ad artisti e uomini di cultura in modo da acquisire maggior prestigio.

E ancora: in epoca contemporanea, gli artisti hanno iniziato ad essere visti come dei ribelli che conducono vite fuori dall’ordinario, circondandosi di un alone quasi mistico: ricordiamo, ad esempio, il concetto romantico di “poeta maledetto”, il quale tende a una dimensione superiore rispetto a quella reale, o gli intellettuali che, durante i conflitti mondiali, si sono opposti alle imposizioni dei regimi, facendosi guide di intere parti di popolazione altrimenti inascoltate.
Pablo Picasso diceva che il principale nemico della creatività è il buonsenso: la cultura e la creatività sono sinonimi di coraggio, libertà ed esclusività; elementi che non tutti ritengono di possedere.

Ma ne siamo proprio sicuri?

Senza dubbio l’atto creativo è un fenomeno complesso che coinvolge numerosi elementi. Chi crea, indipendentemente dallo scopo finale, deve dimostrare di possedere competenze tecniche, affinabili col tempo e con la pratica, ma pure innate doti personali, quali l’intuizione, la sensibilità, la capacità di cogliere la giusta ispirazione e di analizzare il contesto socio-culturale in cui vive, dando forma a tutto ciò in un messaggio nel quale il pubblico si identifichi.

Stando a una simile descrizione, la creatività appare davvero come qualcosa di precluso alle persone comuni e che si rivela solo a pochi individui “illuminati”. Sarete quindi sorpresi di sapere che l’energia tipica di ogni processo creativo è racchiusa in tutti noi, perché si tratta di uno dei maggiori sistemi della nostra psiche: stiamo parlando dell’Eros.


Definire con precisione l’Eros non è semplice, in quanto il termine è stato variamente interpretato nel corso dei secoli via via fino ai giorni nostri, in cui è finito col coincidere con l’intimità fisica: la nostra società collega la sfera erotica alla sfera sessuale, sminuendo così il concetto molto più ampio che si cela dietro questa parola.

Igor Sibaldi, noto scrittore e filologo, ripercorre l’evoluzione storica del significato di Eros partendo dalla mitologia greca, in cui era immaginato come una divinità alata, figlio di Afrodite, la dea della Bellezza.
Celebrato dalla cultura pagana, Eros venne poi represso dal cristianesimo, che lo sostituì con rigidi valori morali ed etici.

 

Nella sua digressione storico-filosofica, Sibaldi si sofferma sulle concezioni di Eros di Platone e Socrate, da cui riprende aspetti centrali: egli vede nell’Eros il motore primario di ogni nostra azione, unendo l’idea platonica di Eros come conoscenza con quella socratica di Eros come fecondità, soprattutto psicologica.

In quest’ottica l’Eros, che non è limitato alla sfera fisica, spinge l’uomo a raggiungere la conoscenza assoluta, che segue a sua volta la conoscenza di sé.

L’Eros è quindi sapienza, ma non una sapienza fatta di concetti, teorie e idee senza riscontro nella vita reale: è un sapere che vuole raggiungere la verità e renderla concreta attraverso azioni tangibili.
E quale processo può conferire forma tangibile alla conoscenza se non quello creativo?

“La bellezza è verità, la verità è bellezza” scriveva John Keats.

Nel momento in cui verità e bellezza ispirano qualcuno, esse infondono l’energia vitale che poi si ritrova nelle opere d’arte e in qualsiasi altra produzione dell’uomo: creare, infatti, significa fare qualcosa di completamente nuovo, dare vita a qualcosa che, fino a poco prima, non esisteva ed era persino impensabile.

Così inteso, lo stimolo creativo non è prerogativa dei lavori artistici ma si manifesta in ogni elemento della vita umana, dalle azioni alle idee: il disegno fantasioso di un bambino, o la ricetta che avete inventato quasi per caso, oppure vostro padre che si diverte a fare bricolage nelle domeniche libere sono tutti esempi di questa energia.

 

 

È l’Eros a fornirci il coraggio indispensabile ad esplorare le dimensioni psichiche ed emotive che ancora non abbiamo indagato e grazie alle quali potremo diventare:

  • più consapevoli, perché avremo una maggior conoscenza di noi stessi e del mondo;
  • più positivi e proattivi, perché il sapere stimola il processo creativo necessario a dargli forme concrete;
  • più motivati, perché la creatività, una volta attivata, pervade il nostro modo di pensare e di agire, facendoci raggiungere risultati inaspettati e rendendoci di conseguenza più coscienti delle nostre capacità personali.

L’Eros coincide con la pienezza della vita e con la propria autorealizzazione. Per questo occorre riprendere contatto con la profonda energia racchiusa nell’Eros, così da poter ascoltare i propri desideri più intimi, assecondarli e poi dar loro forma concreta nel mondo.

Chi vuole avventurarsi in questo viaggio di esplorazione del proprio Io ha oggi un’occasione unica.

Igor Sibaldi porterà infatti il tour Le Scoperte dell’Eros in nove città italiane tra il 21 gennaio e il 1 aprile.

Se anche tu percepisci nel tuo animo la presenza di forze che vorrebbero esprimersi ma non sai comprenderle a pieno, questa è l’occasione che aspettavi.  Potrai finalmente elevare la consapevolezza di te stesso e, attraverso nuovi occhi, raggiungere la tua realizzazione personale.

La creazione di una realtà nuova e più soddisfacente parte da qui!

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Come superare la gelosia grazie all’amore-eros

Ripensate ai vostri rapporti sentimentali passati o presenti: potete affermare di non essere mai stati gelosi o di non essere mai stati vittime della gelosia?

Sicuramente la risposta è no, e non c’è niente di sbagliato in questo.

Tante persone, spavaldamente, sostengono di non essere affatto gelose perché si fidano ciecamente del proprio partner, eppure una simile affermazione, per quanto importante, non è del tutto sincera.
È vero che la fiducia è essenziale per un amore maturo ed equilibrato, ma la gelosia fa comunque parte della nostra sfera emotiva, per cui, come ogni altro sentimento umano, non possiamo annullarla. Quello che possiamo fare è imparare a conoscerla, per capire come tollerarla e gestirla.

Riflettete ora sulla vita di tutti i giorni: chi non ha mai lanciato uno sguardo stizzito alla propria dolce metà mentre chiacchiera con un elegante collega? Chi può dire di non essersi mai ingelosita o ingelosito se il proprio compagno o compagna non ha immediatamente risposto al telefono mentre era ad una serata tra amici?
È evidente che le piccole e naturali dimostrazioni di gelosia fanno parte della quotidianità, perché derivano dal desiderio di essere considerati speciali dal proprio amato. Questa emozione è dunque un “male necessario” che può persino gratificare il soggetto verso cui è rivolta in quanto indice di attaccamento sentimentale.

Certe situazioni normali, tuttavia, possono decadere in “eccessi monomaniacali”. Prendiamo, ad esempio, il controllo del cellulare, oggi tanto diffuso. La presenza sempre più invadente di smartphone e social network nelle nostre vite ha senz’altro acuito le manifestazioni di gelosia all’interno delle coppie: pensate che, secondo dati raccolti dall’associazione “Avvocati Matrimonialisti Italiani”, nel 2015, i messaggi scambiati via chat costituiscono, in Italia, una delle principali cause di incomprensioni tra coniugi, tanto da portare a separazioni e divorzi nel 40% dei casi.

smartphone e gelosia

 

A queste esagerazioni, purtroppo, si affiancano anche situazioni molto più gravi, come gli episodi di violenza domestica e di femminicidio: in Italia, attualmente, stando ai dati raccolti dalla rete “Non una di meno”, si parla di una donna uccisa ogni 3 giorni. Per non parlare, poi, di quei Paesi in cui vigono usi e costumi che mortificano la libertà individuale e istituzionalizzano il predominio dell’uomo sulla donna.

Quelli fin qui elencati sono perlopiù vicende in cui la gelosia viene scatenata dalla presenza di rivali in amore o dal timore che ve ne siano. Ciò nonostante, l’interferenza di altri soggetti nella coppia non è l’unica circostanza in grado di scatenare questo sentimento. Infatti, esso può essere causato anche dalla soddisfazione personale della persona amata.

Come rivela il noto scrittore Igor Sibaldi nel suo libro Eros e Amore, la gelosia non si rivolge solo contro terze persone nel presente: essa può essere provocata anche dai successi professionali del proprio partner, dai suoi progetti futuri, dalle sue passioni, o addirittura dal suo passato.
Quando questo accade, la gelosia smette di essere una comune emozione e degenera in desiderio di possesso: l’innamorato vuole essere il fulcro delle attenzioni e delle azioni della persona amata, senza lasciarle alcuna possibilità di trovare gratificazione in altre componenti della propria esistenza.
Sensazioni di questo genere portano l’innamorato a voler cancellare tutto ciò che c’è stato prima di lui e che potrebbe esserci dopo, qualificandosi come unico elemento di valore nell’intera vita dell’altro.

Per Sibaldi questo tipo di gelosia è sostanzialmente inconciliabile con l’amore inteso come Eros. L’amore-Eros, infatti, è soprattutto desiderio di conoscenza: Sibaldi lo definisce il più grande strumento a nostra disposizione per conoscere chi siamo davvero e per raggiungere l’autentica autorealizzazione. Chi entra in contatto con Eros, quindi, non ha paura di conoscere nulla né di se stesso né del proprio amato, anzi! Chi conosce Eros è entusiasmato da ogni nuova scoperta.
Qualsiasi dettaglio, sia presente, che futuro, che passato, è una fonte di piacere inesauribile per l’Eros. Questo spiega perchè esso non soffra né di paura né di preoccupazione, ma trovi sempre stimoli che alimentano curiosità e interesse, avvicinando l’innamorato alla felicità. Ciò è possibile perché la curiosità dell’Eros non ha mai lo scopo di controllare l’altro, come avviene per chi è vittima di gelosia. Al contrario, essa è alimentata dalla gioia che scaturisce dalla conoscenza stessa.

Se vuoi approfondire la riflessione posta da Igor Sibaldi sul rapporto tra gelosia ed Eros, partecipa a Le Scoperte dell’Eros, il nuovo ed esclusivo tour di Life Strategies: avrai l’occasione di incontrare Igor personalmente e capire con lui come l’Eros può agire per migliorare la tua vita personale e professionale. Contattaci per ricevere tutte le informazioni.

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