Come diventare i Creatori della propria Vita

“Se non sai, cresci” dice Igor Sibaldi, scrittore, teologo e studioso delle religioni.

Ma che cosa significa?

Significa che possiamo superare i confini di questo mondo piccolino, che ormai inizia a starci stretto e in cui percepiamo una mancanza di libertà.

Forse non sappiamo esattamente cosa sia questa libertà a cui aspiriamo, ma sappiamo che vogliamo creare una vita in cui poterla sperimentare e conoscere sempre di più. Vogliamo diventare i creatori della nostra vita.

 

Aprire la Porta del proprio Futuro

Ciò che ci attrae e ci porta ad esplorare nuovi orizzonti è il futuro. Siamo attratti dal futuro e dalle possibilità che ci riserva.

Quando ci innamoriamo di persone, cose ed eventi ci innamoriamo del futuro che hanno, delle possibilità che pensiamo ci daranno. In esse vediamo qualcosa di ulteriore da realizzare, che va oltre ciò che già abbiamo e conosciamo.

Vale per tutto, anche per le scelte: è la possibilità di esprimere qualcosa di noi stessi che non aveva ancora trovato spazio, pur essendo alla nostra portata fin da bambini.

Quando invece l’amore per una persona o per un progetto finisce, accade perché non sentiamo più il richiamo di quel futuro che avevamo visto, o sentiamo che quel futuro non è più il nostro: avviene quando cambiamo e la direzione che avevamo preso inizia ad andarci stretta, perché desideriamo di più.

Andare oltre noi stessi e creare qualcosa di nuovo è lo scopo principale dell’esistenza.

È un richiamo fortissimo, che sentiamo quando cominciamo a porci domande su ogni cosa perché diventiamo consapevoli di non sapere. È così che inizia il dubbio, la curiosità.

Le persone creative sono molto curiose: si fanno sempre domande, vogliono conoscere tutto e scoprire cose nuove. Porsi degli interrogativi spinge oltre i confini.

Quando il futuro bussa alla porta, sono le persone piene di domande ad aprirla.

porta verso il futuro

Ci vuole molto coraggio per accettare che sia meglio non capire, non essere certi di nulla e sentire la voglia di spostare sempre un po’ più avanti l’asticella delle proprie possibilità.

Fare questo significa essere un po’ scettici, cioè non accontentarsi delle spiegazioni che si ricevono e delle realtà che vengono offerte.

Il termine scetticismo viene dalla parola greca σκέψις (sképsis), che significa “ricerca”, “dubbio”. Questa parola ha la stessa radice del verbo sképtesthai, che significa “osservare attentamente”, “esaminare”.

Non è semplice fare gli scettici e porsi nel dubbio costante, nella domanda e nella ricerca. Lo scettico non è mai soddisfatto, non si accontenta e non è mai contento: punta alla felicità.

Quando entriamo in questa condizione, intuiamo che in ogni cosa si nasconde molto di più di quello che ci hanno raccontato, e vogliamo scoprire cosa sia.

Proprio questo ci permetterà di fare un salto in avanti rispetto agli altri, un salto esistenziale grazie a cui passeremo dal sistema dell’adattamento al sistema della creazione.

Saremo capaci di creare il nostro personale mondo, più ampio, in cui percepire, vedere e sperimentare cosa si cela in ogni cosa.

 

Dall’Evoluzionismo allo Scetticismo: un salto verso la Felicità

La nostra vita si basa sull’Evoluzionismo darwiniano, che recita: “per sopravvivere devi adattarti”. Dobbiamo adeguarci.

Eppure, chi si adegua vive un’esistenza limitata e poco felice, perché non indaga chi potrebbe essere, cosa potrebbe raggiungere. Lo scettico, che non si adegua e non è mai soddisfatto, fa esattamente il contrario di questo, perché non gli basta sopravvivere accontentandosi.

Per essere scettici, felici e creare il nostro nuovo mondo dobbiamo prestare attenzione a ciò che non capiamo, anche se questo può darci un po’ di insicurezza o incertezza, e di paura.

Infatti, le certezze sono rassicuranti: ecco perché restiamo nella nostra comfort zone.

Per superare il senso di insicurezza, di incertezza e il timore di tuffarsi in un futuro che non conosciamo, facciamoci aiutare dalle domande, dalla curiosità, dai numerosi “perché” che possiamo chiedere durante tutta la nostra giornata. Osserviamo il mondo come un bambino curioso che scopre per la prima volta ciò che lo circonda, con lo stesso entusiasmo di chi si aspetta l’imprevedibile e la fortuna da un momento all’altro.

Quando le risposte alle nostre domande arriveranno, allora i timori svaniranno: in quel momento toccheremo la parte grande e creativa di noi che non conoscevamo, portandola dal futuro ignoto al presente che stiamo vivendo.

Creare la propria felicità significa proprio questo: realizzare nel presente un futuro più ampio, senza accontentarci delle risposte che già conosciamo.

Significa creare ciò che ci permetterà di scoprire lo scopo della nostra esistenza, raggiungere il luogo in cui poter realizzare i nostri veri desideri.

 

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