soluzioni antistress

3 soluzioni antistress per vivere più sereni

A tutti fa piacere staccare dagli impegni quotidiani e dalle questioni di lavoro per godersi un po’ di meritato relax, ma non dimentichiamo che anche queste pause possono avere un rovescio della medaglia: se, da un lato, ci permettono di ricaricarci e riposare mente e corpo, buttandoci alle spalle stress e preoccupazioni, dall’altro, quando torniamo alla quotidianità, corriamo il rischio di accelerare ulteriormente i ritmi di vita già pressanti pur di recuperare il tempo trascorso a “far nulla”. Quando ciò accade, si tende a perdere velocemente la calma e la serenità recuperate durante il periodo di riposo.

Certo, a tutti piacerebbe alzarsi la mattina con tranquillità e fare una bella passeggiata o un po’ di sport all’aria aperta prima di iniziare il vero e proprio tran tran di ogni giorno, piuttosto che ritrovarsi subito a rincorrere i propri doveri. Nel caso in cui ciò non sia possibile, non bisogna però rassegnarsi a una vita di stress e ansia da prestazione: la soluzione esiste ed è alla portata di tutti!

 

3 cattive abitudini che alimentano lo stress

Citando le parole di Andrew Bernstein:

“Il numero dei fattori di stress si è moltiplicato in modo esponenziale: il traffico, il denaro, il successo, l’equilibrio lavoro/vita, l’economia, l’ambiente, la genitorialità, i conflitti familiari, le relazioni, la malattia. Poiché la natura della vita umana è diventata molto più complicata, la nostra risposta non è stata in grado di tenere il passo con lo stress.”

Leggendo queste parole, sembrerebbe che lo stress non abbia una vera e propria causa, bensì che possa derivare da ogni aspetto della nostra vita: questo avviene perché tutto dipende dal nostro approccio mentale ai vari aspetti della quotidianità e dal nostro modo di rapportarci sia a noi stessi, che agli altri.

Di conseguenza, quali sono gli elementi da gestire per limitare gli effetti negativi dello stress sul nostro benessere?

Ecco 3 cattive abitudini che, con le giuste tecniche, abbiamo sia il potere di evitare, che di trasformare in stimoli positivi!

 

1. Disordine mentale

Andare a dormire ogni sera pensando confusamente a tutte le cose che dovremo fare l’indomani, come se tutti gli impegni avessero la stessa priorità e ci richiedessero lo stesso sforzo sia in termini di attenzione, che di tempo, è la prima abitudine da cambiare.

Questo comportamento non solo non aiuta la nostra organizzazione quotidiana, ma ci carica anche di ansia, danneggiando persino il sonno notturno. Questo disordine mentale, inoltre, è alimentato dal disordine fisico che ci circonda sia a casa che a lavoro, come se fossero uno lo specchio dell’altro.

Soluzione

Invece di lasciarci travolgere da una nebulosa to do list immaginaria, mettiamo nero su bianco questi pensieri e, soprattutto, ordiniamoli ponendoci le giuste domande.

Scriviamo tutto quello che ci viene in mente e poi, tramite colori diversi, diamo ad ognuno di essi la giusta priorità, chiedendoci: c’è qualcosa che non possiamo assolutamente rimandare o delegare a qualcun altro?

Queste attività avranno la priorità massima, e andranno quindi svolte per prime, mentre le altre seguiranno dopo o potranno essere del tutto eliminate dalla nostra lista, oppure spostate a un giorno successivo.

Nel fare questo, cerchiamo anche di stimare un tempo limite da assegnare ad ogni azione, in modo da acquisire maggior consapevolezza delle risorse e dell’impegno necessari per svolgerla: questo si rivelerà molto utile per gestire la nostra giornata in modo sempre più efficiente e soprattutto sereno, liberi dal panico dell’ultimo minuto!

stress

 

Questa piccola pratica quotidiana, col passare dei giorni, ci aiuterà a diventare più coscienti dei punti di forza su cui puntare e di quelli critici su cui lavorare, riportando ordine sia nella nostra mente che nella nostra stanza preferita!

 

2. Perfezionismo e confronto con gli altri

In una società permeata dallo spirito di competizione, la pressione si fa inevitabilmente sentire: fin dagli anni della scuola veniamo abituati a pensare che essere bravi e appassionati in quello che facciamo non basti, perché quello che ci viene richiesto è essere perfetti.

Quando, poi, tale atteggiamento si riversa persino sulle relazioni personali, a cominciare dai confronti tra fratelli, cugini, compagni di classe, vicini di casa e via dicendo, lo stress causato dal paragone con gli altri non può che trascinarsi nel tempo, fino a diventare un’abitudine controproducente.

Infatti, pretendere di essere i migliori di tutti, non accettare i propri difetti e limiti, non ammettere la possibilità di sbagliare in nessuna sfida della vita, non ci stimola affatto a fare del nostro meglio, anzi: ci blocca persino dal tentare di raggiungere un qualsiasi obiettivo, perché il timore di fallire diventa troppo grande.

“Sforzarsi di raggiungere l’eccellenza ti motiva, sforzarsi di raggiungere la perfezione è demoralizzante.”
Harriet Braiker

Soluzione

La massima “nessuno è perfetto” è un modo di dire assolutamente veritiero: per quanto ci impegniamo e cerchiamo di mantenere sotto controllo ogni elemento della nostra vita, non potremo mai prevenire ogni imprevisto o errore.

In realtà, a pensarci bene, tutto questo ha degli aspetti positivi, perché ad ogni piccola caduta o battuta d’arresto impariamo a rialzarci e ripartire più velocemente della volta precedente, accumulando esperienze preziose che permettono, a chi sa sfruttarle, di reagire in modo sempre più efficace.

Per chiudere una volta per tutte con l’ansia del perfezionismo, quindi, ripensiamo alle circostanze in cui, nonostante difficoltà o sbagli iniziali, siamo riusciti nel nostro intento: potrebbe essere quella volta in cui abbiamo deciso di superare la fobia dell’acqua imparando a nuotare, oppure quando ci siamo dedicati ad un lavoro manuale, come la pittura o il bricolage, migliorando giorno dopo giorno a discapito dei primissimi risultati, magari un po’ deludenti.

Inoltre, alcune domande strategiche possono aiutarci ad evitare atteggiamenti troppo rigidi nei nostri confronti: ad esempio, il modo in cui parliamo a noi stessi è quello in cui ci parlerebbe il nostro migliore amico o il nostro partner?
Abbiamo mai ricevuto complimenti per qualcosa che, a nostro parere, avremmo potuto fare meglio?
È mai capitato che qualcuno ci chiedesse un suggerimento, un’opinione o un aiuto riguardo a qualcosa?

Tali riflessioni possono cambiare il nostro modo di guardarci e permetterci di farlo attraverso gli occhi degli altri. In questo modo, muoveremo il primo passo verso una più profonda accettazione dei nostri limiti e una maggior consapevolezza delle nostre capacità.

accettarsi

 

3. Soffocare le emozioni

Potremmo dire che questa cattiva abitudine è, in parte, una conseguenza del perfezionismo: infatti, pretendere di essere sempre perfetti o, addirittura, di superare le aspettative altrui, genera un vero e proprio conflitto interiore, dividendoci tra ciò che vogliamo e ciò che gli altri ci chiedono.

Pur di soddisfare i desideri di parenti, partner e superiori finiamo per soffocare le nostre emozioni, ignorando i segnali di stress e inquietudine a cui, invece, dovremmo prestare attenzione per raggiungere un autentico equilibrio psico-fisico.

Soluzione

Un esercizio utile per diventare più consapevoli delle proprie emozioni è il seguente:

  • troviamo un posto familiare in cui rifugiarci in assoluta tranquillità: può essere un luogo chiuso, come la nostra camera, oppure all’aperto, come una panchina in un parco. L’importante è sceglierlo perché qui ci sentiamo a nostro agio;
  • ora che abbiamo il posto giusto, sediamoci con la schiena dritta e i piedi ben poggiati a terra. Se vogliamo possiamo togliere le scarpe e percepire il contatto con il suolo sotto di noi; allo stesso modo, possiamo tenere gli occhi aperti o chiusi, in base a ciò che è più naturale per noi. Lasciamoci guidare dalla spontaneità;
  • iniziamo a meditare: respiriamo col diaframma, lentamente, e cerchiamo di liberare la mente dai pensieri per dare spazio alle nostre emozioni. All’inizio è sufficiente restare in silenzio per qualche minuto. Poi, col tempo, impareremo a farlo ad un livello sempre più profondo: l’importante è non avere fretta e rispettare i propri tempi.

La meditazione, in un primo momento, può sembrare di­fficile: abituati come siamo a correre continuamente dietro a qualcosa, stare immobili in silenzio sembra una perdita di tempo. Eppure, si tratta di uno degli esercizi più efficaci per riprendere contatto con se stessi: basta avere un po’ di pazienza e perseverare.

L’importante è lasciar scorrere le proprie sensazioni liberamente. Teniamo a mente che non esiste una formula prestabilita, da seguire in modo rigido: concentriamoci su di noi e il resto verrà da sé, senza ragionarci troppo!

Praticando questo esercizio con costanza, alla fine, impareremo a ritagliarci del tempo solo per noi ogni volta che vogliamo, durante cui il nostro unico scopo sarà quello di fermarci ed ascoltarci, dimenticandoci di ciò che dovremmo fare e di quello che gli altri ci dicono, diventando più consapevoli delle nostre emozioni, di ciò che le suscita e di come esprimerle, evitando che prendano il sopravvento su di noi.

 

Quelle qui descritte sono 3 soluzioni che tutti possono mettere in pratica nella proprie giornate per alleggerirsi dai pensieri stressanti: applicandoli miglioreremo non solo il nostro benessere psico-fisico, ma pure la nostra concentrazione ed efficienza nelle varie occupazioni quotidiane.

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