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25 aprile, Festa della liberazione. Il valore della libertà in un mondo ultraconnesso

Oggi, 25 aprile, ricorre un anniversario importante per il popolo italiano: è la festa della Liberazione, che celebra la vittoria dei partigiani sulla dittatura nazifascista e la liberazione dell’Italia. Una data da commemorare con orgoglio, che riporta alla mente il 25 aprile 1945, giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclamò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, imponendo la resa giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate.

Una ricorrenza felice dunque, nonostante sia collegata a un periodo cupo della nostra storia, e che proprio in virtù di questo ci ricorda l’importanza di valori come la fratellanza, la pace, la solidarietà, il senso di identità civile e culturale e, soprattutto, la libertà.

Nonostante in Italia la libertà non sia più a rischio come un tempo, nella nostra vita quotidiana continuano a verificarsi circostanze che dovrebbero mantenere alta l’attenzione sul tema della libertà individuale, circostanze di cui non sempre siamo consapevoli.

 

Web e libertà: qualcosa è cambiato

È innegabile che il web abbia reso la ricerca di informazioni e molte azioni (ad esempio lavorare a distanza, fare acquisti o organizzare una vacanza) più semplici, veloci e alla portata di chiunque, permettendoci di essere più autonomi e di allargare le possibilità di scelta. I vantaggi che lo sviluppo delle telecomunicazioni ha portato nelle nostre vite sono innumerevoli e tutti li hanno lodati, almeno in un primo momento.

Poi, col tempo, abbiamo preso maggior confidenza con questi nuovi strumenti: abbiamo imparato a conoscerne non solo i lati positivi ma anche quelli critici, diventando più abili nell’utilizzarli e ponendoci domande che, inizialmente, non avevamo considerato.

Ad esempio, vi siete mai chiesti che fine fanno tutti i messaggi inviati su Facebook e Whatsapp? Arrivano al destinatario, certo, ma non solo. Lo stesso vale per le mail che ci scambiamo con Gmail, per le ricerche che facciamo su YouTube, per le destinazioni che impostiamo su Google Maps, per i trasferimenti di denaro che effettuiamo tramite internet banking e PayPal, e via dicendo.
Il web, negli anni, si è trasformato in un enorme serbatoio che raccoglie dati di ogni genere, molti dei quali riservati, almeno finché qualcuno non riesce ad impadronirsene, come accaduto in passato a Yahoo, ad esempio.

web privacy dati personali

La condivisione continua su cui il web è fondato ci invita a riflettere sulle informazioni personali di cui lasciamo traccia ogni giorno, anche svolgendo operazioni banali come una videochiamata su Skype: si potrebbe parlare di invasione della libertà individuale?

 

Realtà o fantascienza?

Forse è la stessa domanda che si sono posti gli artisti che hanno partecipato alla mostra The Glass Room, svoltasi lo scorso dicembre a New York: ambientata in una sala con pareti bianche e arredo minimalista, popolata da schermi, espositori e tablet, l’esposizione catapultava i visitatori in una dimensione ultratecnologica, di cui venivano messi in luce limiti e contraddizioni. Per dare un’idea dello spirito di denuncia delle opere basta citarne alcune, tra cui:

  • una dimostrazione interattiva di Churchix, un software di riconoscimento facciale che permette di memorizzare l’identità delle persone che entrano in un edificio;
  • un libro contenente 5 milioni di password rubate a LinkedIn nel 2012;
  • uno schermo su cui venivano proiettate le informazioni raccolte da tutti i dispositivi vicino alla galleria con Wi-Fi attivo.

Fantascienza? Niente affatto: pura realtà. I progressi delle telecomunicazioni hanno reso il tracciamento di ciascuno di noi, delle nostre abitudini e delle nostre relazioni personali qualcosa di incredibilmente semplice e accessibile, di fronte a cui non possiamo che interrogarci riguardo al valore della libertà nel mondo attuale.

 

Libertà e corpo digitale

A tale proposito è interessante l’espressione “corpo digitale”, coniata dal giornalista e scrittore Luca Poma, nell’intenzione di definire “la ricostruzione di tutte le informazioni che produciamo nelle nostre interazioni digitali di qualsiasi tipo, costantemente aggiornate e archiviate in una miriade di piattaforme diverse, che fanno propri tutti i dati che ci appartengono, ma soprattutto ‘disegnano’ i confini di chi noi siamo”.

Questa idea va ben oltre il concetto di identità digitale, perché conferisce fisicità e concretezza a qualcosa che, finora, era stato considerato astratto, come la reputazione on-line o l’immagine social di un personaggio qualsiasi, inclusi noi stessi. Il corpo digitale è qualcosa di reale che può influenzare il nostro umore, renderci dipendenti e suscitare attrazione, persino: non per niente Instagram deve il proprio successo anche ai filtri da applicare alle fotografie, che migliorano l’aspetto del soggetto.

 

Non che l’uso della tecnologia sia da evitare: è vero che questi strumenti hanno dei risvolti che possono limitare la nostra libertà individuale in varia misura, ma è altrettanto vero che semplificano la nostra quotidianità sotto moltissimi aspetti, perciò una reazione simile sarebbe controproducente, oltre che eccessiva.

L’importante è imparare a mantenere il controllo dei propri stati d’animo, così da non lasciarsi condizionare in modo determinante dalle circostanze esterne, reali o virtuali che siano: questo è il solo modo efficace per proteggere la propria libertà di pensiero e di azione da qualsiasi influenza.

libertà personale

 

Come sviluppare la libertà mentale

La PNL, disciplina che studia la connessione tra processi neurologici, linguaggio e comportamento, ha ampiamente dimostrato che la realtà oggettiva e quella da noi percepita non sono identiche: nel momento stesso in cui percepiamo un suono, un odore, un colore o viviamo un’esperienza, la filtriamo attraverso i nostri sensi, pensieri e ricordi, trasformando tutto questo in modo soggettivo. Ciò significa che anche le esperienze a primo impatto negative, se affrontate con lo stato d’animo adatto, possono essere trasformate in qualcosa di positivo e costruttivo per il nostro benessere individuale, liberandoci così da pensieri dannosi e dalle influenze nocive.

Ecco un esercizio che può aiutare la nostra mente ad essere più libera e autonoma, allontanandoci dagli elementi che ostacolano lo sviluppo delle nostre potenzialità:

  1. ricordiamo le immagini che di solito visualizziamo quando abbiamo un problema che ci preoccupa:
    – quanto sono grandi?
    – sono in bianco e nero o a colori?
    – sono chiare o scure?
    – sono immagini ferme o dei filmati?
    – siamo anche noi parte dell’immagine o la guardiamo da lontano?
    – che suoni sentiamo?
    – che cosa ci diciamo dentro di noi, e con che tono di voce?
    – quali sensazioni proviamo, e in quale punto del corpo?
  2. proviamo a modificare gli elementi tipici delle immagini che stiamo ricordando, in modo da assumerne il controllo. Ad esempio:
    – rimpiccioliamo le immagini, rendiamole più scure, priviamole dei colori e allontaniamole;
    – cambiamo il tono della nostra voce interiore, rendendolo più caldo;
    – cerchiamo di spostare le sensazioni dalla parte del corpo in cui la sentivamo prima ad un’altra;
  3. sforziamoci di sostituire queste immagini con altre di qualità completamente diversa:
    – visualizziamo figure vivide, luminose, colorate, grandi, vicine a noi e il più reali possibile;
    – rivolgiamoci a noi stessi con frasi incoraggianti e motivanti, usando un tono di voce sicuro e squillante;
    – percepiamo nel nostro corpo sensazioni piacevoli, allegre, rassicuranti, che ci trasmettano goia e benessere.

Ripetiamo questo esercizio più volte, ripensando a diverse immagini e circostanze in cui ci siamo sentiti in difficoltà. Col tempo impareremo a trasformare i nostri stati d’animo in modo sempre più rapido, diventando capaci di associare emozioni positive anche a situazioni dalle quali, in passato, ci siamo lasciati scoraggiare.
Questo ci aiuterà a non essere più in balia dei casi fortuiti della vita, ma a riacquisire fiducia in noi stessi e nelle nostri doti interiori, permettendoci di dispiegare liberamente il nostro potenziale nascosto in tutta la sua forza!

 

Come fare per proseguire in questo percorso di sviluppo personale?

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