L’energia femminile che cambia il mondo

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Conosco tante donne che desiderano migliorare la propria condizione e si impegnano ogni giorno per conciliare i tempi della vita personale con quelli della vita professionale, senza rinunciare ad essere sé stesse fino in fondo. Sono mogli, madri, colleghe, amiche, sorelle, figlie. Sono piene di talento e disposte a grandi sacrifici per metterlo a frutto, quasi mai consapevoli del loro grande valore, sempre protese ad aiutare gli altri e capaci di occuparsene con amore.

Questo articolo è dedicato a loro, ma anche agli uomini che vogliono comprenderle e imparare a viverle intimamente.

Scriverlo mi dona una pace immensa, perché anche quando lo si voglia leggere con superficialità, questo articolo è privo di qualunque logica femminista.

Penso che le donne abbiano l’innata capacità di approfondire questioni complesse. Lo fanno da quando sta in piedi il mondo e continueranno a farlo perché, anche quando non lo vorrebbero, sono più disposte a mettersi in gioco e a ricercare in sé stesse autostima e consapevolezza.

Ne ho conosciute tante in questi anni, ai seminari di Life Strategies. Anime dolci e gentili, dotate di straordinaria forza.

Sara Pagnanelli a un seminario Life Strategies

È a loro che devo parte di questo progetto, compresa l’idea di organizzare il Life Forum, un evento che, oltre ad essere il più cliccato di sempre sui social, sta riscuotendo un successo incredibile di adesioni.

La formazione professionale è una necessità, ma la crescita personale è una scelta di vita. Le donne sono più disposte a compierla, vivendone con coraggio le molteplici implicazioni.

Louise L. Hay, scrittrice statunitense e autrice del bestseller mondiale “Puoi guarire la tua vita”, considerato uno dei testi fondamentali del pensiero positivo, ha scritto che “rafforzare il potere delle donne è la cosa migliore che possiamo fare per il pianeta. Quando le donne vengono represse, tutti perdono. Quando le donne vincono, tutti noi vinciamo”. Lei, con un’infanzia segnata da un patrigno aggressivo e una violenza sessuale subita da un vicino di casa quando aveva solo cinque anni, ha saputo reagire ai tanti dolori della vita, trasformandoli in amore da dare agli altri.

“Il potere del pensiero femminile”, come lo definirebbe Lucia Giovannini, insegnante del metodo di Louise Hay in Italia, è un mix di intuizione, amore, intimità, connessione, significato. Un’energia intensa e sublime, che bisogna imparare ad accrescere dall’interno, per farne il perno di un cambiamento che è anche miglioramento della propria vita.

Lucia Giovannini, Life Forum - Life Strategies
Lucia Giovannini

Mentre scrivo penso alle tante donne che hanno fatto la storia del mondo. Penso a quelle che hanno lottato per affermare sé stesse in contesti ed epoche ostili. Penso alle tante che ancora vivono i condizionamenti della società e li combattono. Penso alla gioia delle donne al volante, per la prima volta, in Arabia Saudita, ma anche a quelle che stringono i denti, aspettando nuove libertà.

Penso all’ultima estate della principessa Diana, in fuga da un’umanità guardona e crudele, e alla giovane Meghan Markle, di recente andata in sposa al suo giovane figlio Henry. Quante delle conquiste dei giovani Windsor sono figlie delle sofferenze della donna che più di ogni altra ha sfidato la monarchia britannica? Siamo certi che se Diana non avesse rinunciato ai privilegi della vita reale per ricercare l’amore vero, i suoi figli avrebbero potuto sposare due donne borghesi, una delle quali afro-americana e perfino divorziata?

Diana Spencer tra le donne ispiratrici di Life Strategies
Diana Spencer e i suoi figli

Tra delusioni e speranze, le donne hanno sempre accettato la sfida di migliorare la propria condizione. Lo hanno fatto faticando il doppio degli uomini, senza mai abbandonare la voglia di essere madri e mogli.

Io queste donne le stimo follemente. Sono fonti di ispirazione continua e sono capaci di prendere in mano la loro vita, nonostante i condizionamenti, anche inconsci, che subiscono ogni giorno.

donne_life strategies

Rispetto alla generazione precedente, le donne oggi hanno sicuramente accesso con maggiore facilità agli studi universitari, hanno migliori opportunità di lavoro, possono decidere chi sposare e chi amare, ma quanto si sentono libere di seguire davvero la voce della loro anima?

Spesso il frastuono di certi sibili interiori è oppressivo. Assorda con il suo “fai questo!”, “fai quello!” e impedisce di realizzare quanto si vorrebbe.

Ma come si fa a renderlo innocuo?

L’unica strada percorribile sembra essere quella della comprensione di sé, della conoscenza del mondo, della cultura che lo rende bello, della crescita personale che sussume ogni cosa.

La cultura di cui parlo ha il potere di aprire gli occhi e permette alla mente di pensare, di sviluppare idee autonome e scevre da qualunque pregiudizio sociale. La crescita personale che invoco è una conseguenza e si compie quando accettiamo di considerare che c’è sempre un punto di vista nuovo e più interessante.

Le donne questo lo sanno bene. Per questo molte di loro hanno smesso di vivere rassegnate una condizione di sudditanza e si sono ribellate allo status quo.

Esiste tuttavia un divario ancora troppo grande tra il talento di cui dispongono e la capacità di metterlo a frutto, tra il potenziale che possiedono e la capacità di sfruttarlo.

Il più delle volte neppure un’ampia cultura consente loro di essere pienamente soddisfatte nel lavoro, nelle relazioni, nel rapporto con i figli.

Al di là di quale sia la loro condizione economica o psicologica, non riescono ad usare propriamente il potere interiore di cui sono dotate.

Ciò perché un conto è conoscere i meccanismi che regolano certi processi, un conto è saperli applicare con regolarità, facendone uno stile di comportamento e di vita.

Servono gli attivatori del “sapere”, che oltre a generare azione, laddove regnava sovrana l’inattività, sappiano valorizzare i punti deboli e trasformarli in punti di forza, spingendo a realizzare progetti e sogni ad ogni età e in ogni luogo.

L’archetipo del femminile che si esprime solo nella cura della casa e dei figli è obsoleto.

Come pure è cambiato il ruolo dei padri, che sempre più vogliono essere presenti nella vita dei figli e non lo possono fare come vorrebbero perché la legge impone alla madre il ruolo dell’accudimento perenne.

I tempi sono cambiati e maturi perché maschile e femminile convivano armoniosamente, contribuendo insieme a realizzare quell’impalcatura morale di cui tanto hanno bisogno le prossime generazioni.

Al Life Forum, sabato 27 e domenica 28 ottobre, ho intenzione di affrontare anche questo tema, tra gli altri.

Life Forum - Life Strategies

Lo voglio fare con Lucia Giovannini e Simona Atzori, ma anche con James Redfield, Giulio Cesare Giacobbe, Dan Millman ed Hal Elrod.

Il punto di vista maschile sarà interessante perché “barbaro nei sentimenti” (l’espressione non è mia, ma dello psicoterapeuta Giorgio Nardone e dunque la metto tra virgolette) e proprio per questo capace di offrire uno sguardo disincantato e obiettivo dell’universo femminile.

Mi aspetto che le due giornate di corso diano a ciascuna donna presente gli strumenti per “guarire” l’importantissimo e talvolta tormentato rapporto con sé stessa e le indicazioni per farne buon uso.

La condivisione con altre donne sarà fonte di un potere immenso. Perché se c’è una cosa che mi piace pensare è che accanto alla sempre più citata fratellanza universale possa esistere una sorellanza di intenti e valori, che unisca le donne e le renda non solo amiche, ma complici e sostenitrici le une delle altre, nel lavoro e nella vita civile.

A questo punto mi commuovo sempre.

Chi mi conosce sa che tendo a considerare possibile l’impossibile e che non mi arrendo finché non lo ottengo.

Condividere il Life Forum con te, moglie, madre, collega, amica, sorella, figlia che hai letto questo articolo, sarebbe…sarà… l’emozione più grande della mia vita.

Ti aspetto!
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Sara Pagnanelli
Sara Pagnanelli, Fondatrice e Vice Presidente Life Strategies

Usa il potere di un dolore

dolore

Capita a tutti, prima o poi, di avere un momento di sconforto e malinconia. Un momento in cui tutto appare sfocato e le forze vengono meno.

Quando soffriamo i giorni diventano infiniti e le notti eterne. Abbiamo uno stato d’ansia costante, che sembra paralizzare ogni azione, fino allo stordimento e all’abbandono.

Purtroppo non c’è modo di superare un grande dolore, se non attraversandolo tutto.

Si può cercare questo o quel rimedio miracoloso, ma solo guardandolo in faccia e sfidandolo potrà essere vinto e messo al servizio di una causa più grande, che è quella della nostra vita.

È inutile girarci intorno. Il dolore è una condizione universale e appartiene ad ogni essere umano. Si esprime in tanti modi e appare sotto diverse sembianze, ma è impossibile evitarlo. Quando si manifesta è già tempo che lo affrontiamo.

Vedo persone intrappolate in uno stato di infelicità assoluta e per nulla intenzionate ad uscirne. Ascolto affatto rassegnata i racconti che fanno a sé stesse e agli altri e trovo in ogni parola pronunciata il seme di una profezia che si auto-adempie.

La sofferenza che proviamo è la reazione ad una serie di eventi che accadono, ma anche ciò che non accade può essere causa di dolore, se lo abbiamo desiderato ardentemente.

Qualunque ne sia la motivazione, il dolore fa parte della vita e prima impariamo ad affrontarlo e meglio è.

Personalmente ringrazio tutte le sofferenze che ho provato nel corso della mia, perché oggi che le guardo dalla giusta distanza, posso dire con assoluta certezza che sono state propedeutiche a realizzare quanto desideravo per la mia felicità.

Quando soffriamo perdiamo di vista ciò che conta davvero, ciò che era importante per noi. Viviamo sospesi nel limbo di una lunga serie di scopi disattesi e perdiamo tempo a rimuginare su cose che non cambieranno.

Sono dell’idea che il dolore vada affrontato con temperamento e arginato prima che debordi, avvolgendo ogni aspetto della nostra vita.

La prima cosa da fare è accettarlo.

Inutile dire “perché a me?”. Ho capito anzitempo che serve solo a trasformarlo in risentimento. Tanto più che non c’è persona al mondo che non lo abbia provato, almeno una volta, nella sua vita. Al cospetto della sofferenza siamo tutti uguali.

Altra cosa da non fare è dare ascolto alla vocina che ci trattiene in basso quando sentiamo la voglia di volare in alto. È il senso di colpa e compare quando gli diamo spazio per crescere e prosperare.

Il rumore delle persone che ti danno consigli sarebbe da evitare. Fare silenzio dentro e fuori noi stessi è un primo passo verso la risoluzione del problema.

Analizzare gli aspetti positivi del male che avvertiamo può rappresentare la svolta. E se a dirlo sembra quasi un paradosso (cosa c’è di positivo nel dolore?), ti assicuro che non lo è, l’ho sperimentato più volte nella mia vita.

Infine direi che l’azione è l’unico antidoto possibile alla paralisi. Fare, in questi casi, è meglio che non fare. Aspettare che il vento torni favorevole non serve a nulla se smetti di guidare la nave. Quando la tempesta avanza, la cosa migliore da fare è tenere ben salde le mani al timone della propria vita.

Non mi aspetto che, leggendo queste parole, tu possa ritenerlo facile, ma che lo possa considerare possibile. Del resto, se ci sono riuscita io, puoi farcela anche tu.

Chi ha cambiato il mondo non lo ha fatto senza ostacoli. Lo ha fatto malgrado questi…

Forse dovremmo pensare al dolore che proviamo come ad un ostacolo lungo la strada per la felicità… e tentare di ridimensionarlo.

A volte un problema ci appare più grande di quello che è, solo perché siamo coinvolti emotivamente e non abbiamo la lucidità necessaria a viverlo come una condizione di passaggio.

Ecco perché, quando stiamo tanto male, dovremmo pensare a chi avrebbe mille ragioni per stare peggio di noi e invece vive felice.

La domanda più giusta da porsi sarebbe “ma cosa ci manca per essere felici?”. Rispondere sembrerebbe facile, se fossimo al cospetto di una condizione standard, ma poniamo che a domandarcelo sia Simona Atzori, la ballerina nata senza braccia, cosa le diremmo? Che ci manca un scatto di carriera? Un fidanzato? Un obiettivo di vita?

Sara Pagnanelli e Simona Atzori
Sara Pagnanelli e Simona Atzori

Ho conosciuto Simona nel 2015. La sua dolcezza e forza di volontà sono un esempio per tutti. Nonostante la grave menomazione fisica, ha realizzato i sogni che aveva nel cuore, trasformando i suoi limiti in un punto di forza.

Quando sei con lei comprendi che il senso della vita non è quello che spesso gli diamo.

Del resto, ti chiede con un sorriso disarmante, “perché ci identifichiamo sempre con quello che non abbiamo, invece di guardare quello che c’è?”.

È nostra responsabilità essere felici. Non esistono unguenti miracolosi, esiste solo la voglia di intraprendere un percorso di crescita personale che ci faccia accettare chi siamo e migliorare la nostra esistenza, partendo dalle piccole azioni del quotidiano.

Si le azioni! Questo è il tema dei temi.

Chi aspetta che la felicità arrivi da qualche parte non sarà mai neppure moderatamente soddisfatto.

La felicità implica decisioni da prendere, volontà di cambiare la propria vita, azioni da mettere in atto.

La felicità appartiene alle persone in movimento, non certo a quelle intrappolate nella loro zona di confort a rimuginare su ciò che non hanno.

Conosci la storia di Walt Disney?

Walt Disney e Topolino©
Walt Disney e Topolino©

È noto che quando decise di creare il primo parco dei divertimenti a tema fu ostacolato da tutti. Il sogno di costruire un luogo felice dove adulti e bambini potessero gustare insieme l’esperienza delle meraviglie della vita, fu visto come un progetto troppo costoso e per niente realistico, tanto che in molti, da suo fratello Roy (socio in affari) ai tanti con cui lavorava e lo consigliavano ogni giorno, crebbe l’idea che fosse del tutto impazzito. Walt non si arrese. Sapeva che la sua Disneyland sarebbe stata uno spettacolo unico al mondo, in cui le persone avrebbero potuto stare sulla scena e partecipare all’azione, divenendo esse stesse attori di un film in carne e ossa. Realizzare il suo sogno gli costò, oltre il denaro, la credibilità e la fiducia di chi lo aveva sempre sostenuto. Convincere tutti della bontà della sua iniziativa fu un’impresa più ardua della costruzione stessa del parco e gli costò notti insonni e delusioni di ogni tipo, ma nulla scalfì il suo sogno. Rimasto solo a lottare contro tutti, umiliato dai tanti che gli negarono i finanziamenti necessari ad edificarlo, Walt rispose con il suo incrollabile entusiasmo. Era convinto che tutto sarebbe andato bene, che sarebbe stato un qualcosa di straordinario e che avrebbe rappresentato un concetto inedito di divertimento. Alla fine ebbe ragione. Disneyland fu aperta al pubblico il 15 luglio 1955 e fu un successo globale.

Disneyland©
Disneyland©

In seguito, ai tanti che gli chiesero come avesse fatto a non arrendersi quando tutto era contro di lui, cosa gli avesse dato forza e coraggio quando le circostanze erano completamente sfavorevoli al suo obiettivo, rispose: “tutte le avversità, i problemi e gli ostacoli che ho incontrato nella mia vita mi hanno dato la forza di andare avanti”.

Credo che debba essere così per ognuno di noi.

Impariamo ad amare i nostri problemi, perché trovarne la soluzione ci farà essere più forti. Impariamo ad apprezzare le nostre ombre, perché serviranno a mettere in evidenza i tanti punti luce che abbiamo. Infine, impariamo a godere delle nostre sconfitte, perché contengono il germe delle nostre vittorie future.

Con questo messaggio voglio lasciarti oggi. Nella certezza che l’unico giudizio che conta è quello che hai di te stesso.  Lavora affinché sia positivo e incoraggiante!

Life Forum - Life Strategies

Al momento la mia “Disneyland” da costruire si chiama Life Forum ed è il più grande evento dedicato alla crescita personale mai realizzato in Italia. Si terrà sabato 27 e domenica 28 ottobre a Milano e sarà fonte di ispirazione per le tantissime persone che vi parteciperanno.

Se ci sarai, e me lo auguro vivamente, sarà un momento di condivisione profondo, in cui idee, sogni e avvenimenti della nostra vita saranno rivisitati per essere in taluni casi capiti, in altri realizzati.

CLICCA QUI e ricorda…

Se puoi sognarlo, puoi farlo”.  Walt Disney

Trova il coraggio di scoprirti diverso!

diverso

Chi comincia a pensare in termini di “E se…” si scopre diverso.

Cosa significa?

Che inizia, con grandissimo coraggio, ad ampliare la propria attenzione e immaginazione.

L’immaginazione, dice Igor Sibaldi, scrittore, studioso di teologia e profondo conoscitore della psiche, è qui intesa “nel suo senso più preciso, come facoltà esplorativa che entra in azione oltre i limiti del mondo già noto, già descritto, già mappato nei nostri dizionari e lo supera generando immagini, là dove le parole non bastano”.

Igor Sibaldi spiega cosa sta accadendo in questo particolare periodo storico!

Guarda il video!

La speciazione è avvenuta: l’intera umanità, spiega Igor Sibaldi, si è scissa – e si sta ancora dividendo – tra due tipi di persone:

  • Quelle che hanno avuto paura. Paura di scegliere, paura di volere, paura di desiderare…
  • Quelle che hanno avuto coraggio e non hanno ristretto il proprio campo visivo.

Trova il coraggio di scoprirti diverso!

Le persone che hanno avuto coraggio sono le stesse che sono riuscite ad andare oltre le verità comunemente accettate. E che hanno cambiato per sempre il proprio destino, dando origine ad una nuova specie culturale.

Oggi questo cambiamento sta procedendo… 

Come non rimanere indietro?

Sibaldi ci indicherà la via con il nuovo seminario  L’essere umano dopo la Speciazione 2.0., in cui ci mostrerà come superare vecchi schemi mentali per creare nuove prospettive e come utilizzare i vantaggi della speciazione culturale per cambiare il nostro destino: clicca qui per saperne di più!

l'essere-umano-dopo-la-speciazione

 

Liberati dai sensi di colpa
e accogli la tua nuova vita!

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Tra i pensieri di questi giorni ne ho fermato uno che credo possa interessarti. Riguarda il senso di colpa e tutti quei sentimenti ad esso connessi. Ascoltando, osservando e vivendo, talvolta, le storie di chi, per un motivo o per un altro, chiede un suggerimento o un supporto, spunta sempre fuori che, a monte di una scelta, di uno stile di vita, di una esperienza rimandata, c’è stato o c’è un disagio profondo, capace di farci sentire “colpevoli” di aver trasgredito regole morali che ci appartengono nostro malgrado. Il motivo per cui ve ne parlo è che il più delle volte questo “senso di colpa” paralizza la nostra esistenza, rallentando, se non addirittura bloccando irrimediabilmente, il nostro processo di evoluzione.

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Uno studio di qualche anno fa ha evidenziato come la somma dei momenti in cui, nell’arco di una settimana, avvertiamo un senso di colpa, anche lieve, verso qualcosa o qualcuno, corrisponda a circa 5 ore. Significa che, in un modo o nell’altro, per tutto questo tempo, le nostre azioni sono in balìa delle emozioni da esso generate. In poche parole, non siamo liberi di scegliere cosa vogliamo fare ma soggiogati da una serie di condizionamenti limitanti che rischiano di deviare il corso naturale della nostra vita.

Purtroppo i sensi di colpa ci impediscono di essere felici. Non solo ci rendono refrattari a qualunque possibile godimento, ma abbassano di molto la soglia di attenzione, facendoci diventare difficoltosa qualunque attività, anche in ambito lavorativo.  Ma come si fa a riconoscerli fra i tanti sentimenti che pure proviamo ogni giorno?

È semplice.Quando ci sentiamo “colpevoli” di qualcosa avvertiamo pulsioni negative e distruttive verso noi stessi.Il prendere coscienza delle sofferenze che abbiamo provocato o provocheremmo a qualcuno con le nostre scelte, ci consuma interiormente a tal punto da sacrificare ogni anelito alla vita e al cambiamento.

Li coltiviamo fin da piccoli, portando avanti, in taluni casi, perfino quelli dei nostri progenitori. I sensi di colpa sono, purtroppo, “contagiosi” e condizionano l’esistenza di ognuno, a prescindere dall’età e dallo status di appartenenza.

Il senso di colpa che più detesto tuttavia, quello che, per intenderci, dal punto di vista dell’entità, riesce perfino ad offuscare tutti gli altri, lo sviluppiamo quando siamo felici. Incredibile vero? Mi spiego meglio.

Quando otteniamo un risultato importante e positivo per la nostra vita, tendiamo ad averne paura. Ci sentiamo a disagio, quasi fosse un insulto a chi soffre o una condizione che non meritiamo. Finiamo così per auto-sabotarci, trasformando la meritata felicità nella consueta, familiare e purtroppo nota infelicità.

Hal Elrod - Life Forum
Hal Elrod

Hal Elrod, che oltre ad essere un famoso relatore motivazionale, è uno dei migliori life coach al mondo, sostiene che per uscire dalla trappola dei sensi di colpa occorre innanzitutto “accettare la piena responsabilità di ogni aspetto della propria vita”. È infatti importante guardarsi dentro, capirsi nel profondo e rifiutarsi di dare la colpa a qualcun altro.

Quest’ultimo punto è a dir poco essenziale, perché, dice Elrod, “il grado con cui accettiamo la responsabilità di tutto ciò che è la nostra vita, corrisponde esattamente al grado di potere personale su cui possiamo contare per cambiare o creare” quanto vogliamo. Il punto focale da tenere a mente è che “la responsabilità non è la stessa cosa della colpa. Mentre la colpa infatti determina chi sbaglia nel fare qualcosa, la responsabilità definisce chi si impegna a migliorare le cose”, chi non accetta lo status quo ed è pronto a cambiare tutto.

Quando il senso di colpa ci avvolge, dovremmo dunque lavorare su noi stessi, per mantenere la lucidità necessaria a considerarlo quello che è: un sentimento, un momento della nostra vita interiore che dobbiamo imparare a gestire, perché non ci risucchi nella morsa del “non fatto” o “non detto”.

Per addomesticare i sensi di colpa e piegarli al nostro volere occorre procedere a piccoli ma decisi passi. Tanto per iniziare devi:

ACCOGLIERLI DENTRO DI TE!

In pratica devi concentrarti, riconoscerli e visualizzarli. Quando sarai di fronte a ciò che ti impedisce di andare avanti e lo vedrai contenuto in un perimetro ben definito, ridimensionerai il tutto alla luce di un aspetto: tu sei più forte e saprai pendere le tue decisioni senza fare del male a nessuno! Ripetendolo a te stesso per tante e tante volte ti sentirai pervaso da una nuova forza.

GODI DELL’EMOZIONE DI SCOPRIRE CHE SEI IN GRADO DI GESTIRLI!

Chiudi gli occhi e nel silenzio del tuo cuore ascolta il battito che quest’ultimo genera quando si emoziona. Stringi i pugni e fai defluire la forza che non pensavi di avere, ma che invece è lì, pronta a sostenerti nella battaglia contro i tuoi fantasmi. Infine…

AGISCI!

Prendi la decisione che rimandavi da tanto! Non importa dove ti porterà, l’importante è che ti faccia uscire dallo stallo in cui ti trovi. Quando l’avrai presa e avrai agito per attuarla, ti sentirai più leggero e comprenderai il senso di ogni scelta futura. Ricorda…

“NON È DAVVERO IMPORTANTE CHI È COLPEVOLE DI QUALCOSA, L’IMPORTANTE È CHE CI IMPEGNIAMO A LASCIARE IL PASSATO NEL PASSATO E A RENDERE LE NOSTRE VITE ESATTAMENTE COME VOGLIAMO CHE SIANO A PARTIRE DA OGGI”.

Questa frase, tratta dal libro The miracle morning, riassume il sentimento con cui Hal Elrod ha fondato il metodo che ha cambiato la vita di milioni di persone in tutto il mondo. Leggerla mi ha emozionata al punto da spingere ogni mia azione verso l’edificazione di un nuovo progetto di crescita personale, pratico e semplice da attuare.

Hal Elrod sarà a Milano sabato 27 e domenica 28 ottobre 2018, per spiegare dal vivo i risultati delle sue ultime ricerche.

CLICCA QUI per conoscere il programma del Life Forum, il più importante evento dedicato alla crescita personale mai realizzato in Italia.

Life-Forum

Guarda le cose come vorresti che fossero invece di come sono, ti scoprirai capace di generare risultati positivi per la tua vita e vorrai condividerli con altri, come è capitato a me.

Per questo ti aspetto a Milano!

“Dove sei ora è il risultato di dove sei stato, ma dove andrai dipende interamente da chi scegli di essere”.
                                                                                   Hal Elrod

Sara Pagnanelli
Fondatrice di Life Strategies

Sara Pagnanelli, Fondatrice e Vice Presidente Life Strategies