Come superare i nostri limiti grazie al Blocco dello Scrittore (anche se non siamo scrittori)

blocco dello scrittore

“Quando ci si sente incapaci di scrivere, ci si sente esiliati da se stessi.”
Harold Pinter, premio Nobel per la letteratura.

 

Questa frase ci mostra che anche i premi Nobel, a volte, vengono colpiti dal famoso blocco dello scrittore.

Troppo spesso commettiamo l’errore di pensare che essere bravi in qualcosa significhi non trovarsi mai in difficoltà o non sforzarsi di superare i propri limiti. È proprio questo pregiudizio sbagliato ad aumentare l’insicurezza in noi stessi e i timori di non farcela quando ci troviamo davanti ad una nuova sfida.

Ma quale verità si cela dietro al blocco dello scrittore e al raggiungimento di grandi traguardi?

 

L’iceberg del successo

Se cerchiamo su Google “tentativi di personaggi famosi” otterremo una lunga lista di nomi celebri, provenienti da ogni settore, che hanno lottato per raggiungere i propri obiettivi: a quanto pare già Google smentisce la nostra idea che per riscuotere successo occorra essere perfetti. Un’immagine abbastanza nota rappresenta molto bene ciò di cui stiamo parlando: il cosiddetto iceberg del successo.

iceberg del successo

Proprio come un iceberg, di cui è visibile solo la punta che affiora dall’acqua, lasciandoci ignari di tutto ciò che è nascosto sotto la superficie, anche il successo ci mostra solo la sua parte più bella, fatta di riconoscimenti, gratificazione, affermazione, felicità.

Ma chi, oltre a coloro che hanno lavorato duramente per raggiungere quel traguardo, ha idea degli sforzi, dei sacrifici, dei dubbi, delle correzioni, delle delusioni che vi sono sotto? Nessuno.

Provate a chiedere a chiunque sia riuscito a realizzare almeno uno dei propri sogni: vi dirà che per riuscirci ha dovuto guardare negli occhi le proprie paure e superare i propri limiti, nonostante fosse molto bravo in quello che faceva.

 

Il Blocco dello scrittore

Ecco cosa significa vivere il blocco dello scrittore: trovarsi faccia a faccia con i propri timori e, nonostante tutto, vincerli. In questo senso, ciascuno di noi prima o poi affronta questo blocco quando avvia un progetto, si pone degli obiettivi o decide di intraprendere qualcosa di nuovo.

Dal blocco dello scrittore possiamo tutti imparare una lezione importante, cioè che anche i personaggi che ci ispirano hanno provato le nostre stesse incertezze: questo significa che anche noi, come loro, possediamo gli strumenti necessari per uscire da qualsiasi impasse la vita ci metta davanti!
Basta capire cos’è che ci blocca e adottare le soluzioni adeguate per impedire che questo si ripeta.

 

Nessuno è perfetto

A volte uno scrittore si blocca perché nessuna frase sembra quella giusta: butta giù due righe, poi ci ripensa, le modifica, ne cancella una parte, il discorso continua a non filare e alla fine riparte da zero, alla ricerca della combinazione perfetta.

È un po’ quello che succede anche a noi quando abbiamo in mente un progetto e ci sentiamo pronti ad iniziare, però le sfide che incontreremo ci spaventano e così continuiamo a rimuginare, immaginando tutto quello che potrebbe andare storto e come gestirlo, lasciandoci spaventare da questi scenari.

Il risultato? Ci blocchiamo.

Quando cadiamo in questo meccanismo controproducente non facciamo altro che confrontarci con un ideale di perfezione irraggiungibile, che è solo nella nostra mente. Per uscire da questo labirinto dobbiamo tornare coi piedi per terra: ricordiamoci che nessuno è perfetto ma che, per fortuna, tutto (o quasi) si può migliorare!

 

Impariamo a sbagliare

Ripensiamo alla lista di “tentativi di personaggi famosi” di cui parlavamo poco fa: serve altro a dimostrarci quanto sia importante sentirsi liberi di sbagliare per superare i propri limiti e raggiungere gli obiettivi?

Quando uno scrittore ha un blocco, una delle soluzioni che adotta è scrivere liberamente, dando voce alle emozioni e senza preoccuparsi troppo della forma o dello schema che aveva in mente: in seguito avrà modo di riorganizzare il discorso, affinare il linguaggio, fare i dovuti tagli e correggere eventuali errori.

L’importante, in questo caso, è ascoltarsi e seguire il flusso dell’immaginazione.

Facciamo così anche noi: non sforziamoci di avere tutto sotto controllo e seguiamo il nostro istinto, diamo spazio alle nostre passioni e scopriamo dove ci portano. Durante il percorso avremo tutto il tempo di valutare a mente fredda quali dettagli andrebbero rivisti con maggior attenzione e quali accorgimenti potrebbero renderci le cose più semplici.

superare i propri limiti

Il saggista di origine libanese Nassim Nicholas Taleb sostiene che

 

“La persona che temiamo maggiormente di contraddire siamo noi stessi.”

 

Eppure, come possiamo crescere e migliorare se non cambiamo mai idea, se non torniamo sui nostri passi per correggere una direzione che non ci soddisfa abbastanza, se non ci diamo la possibilità di capire cosa non funziona e trasformarlo nella soluzione migliore?

Superare i propri limiti significa, prima di tutto, riconoscerli: solo così potremo andare oltre le nostre aspettative! Fidiamoci delle nostre sensazioni e facciamo esperienza diretta delle cose, piuttosto che pretendere di sapere subito quale strada dovremmo imboccare.

Neppure i personaggi che ci ispirano lo sapevano all’inizio, ma questo non li ha certo fermati!

 

Usiamo le scalette

Sembra incredibile, ma anche i piccoli gesti possono aiutare ad affrontare i problemi in maniera più efficace: avreste mai pensato che per superare il blocco dello scrittore potesse bastare una scaletta degli argomenti da toccare in ogni parte dell’opera?

Non occorre aggiungere troppi dettagli: è sufficiente una semplice traccia di come strutturare il lavoro, una scaletta proprio come quella che facevamo durante i temi delle elementari, che permette di organizzare le idee e di portare il racconto verso la conclusione stabilita con facilità.

Se questo consente agli autori di superare il proprio blocco, perché non seguiamo l’esempio?

Facciamo anche noi le scalette dei nostri progetti: scriviamo su un foglio o nel pc gli obiettivi che vogliamo raggiungere, partendo da quello finale, il più ampio, e restringendo via via gli obiettivi in base alle varie fasi del progetto, focalizzandoci su quelli intermedi.

lista obiettivi

 

Ad esempio: a qualcuno piacerebbe trasformare la propria passione per i dolci in un mestiere?

Magari l’obiettivo finale sarà aprire una pasticceria in proprio, ma non è possibile riuscirci se prima non si frequenta un corso di pasticceria, non si fa pratica in un laboratorio e non ci si costruisce l’esperienza necessaria a sfornare dolci davvero indimenticabili.

 
Stabilire quali sono gli obiettivi intermedi permette di avere chiari in mente i passi da seguire per arrivare al successo che desideriamo.

 

Un’altra scaletta molto efficace è quella delle difficoltà da superare.
Ci sono delle azioni che ci preoccupano perché non sappiamo come affrontarle al meglio? Scriviamo anche quelle, sia quando ci vengono in mente che quando le incontriamo nella pratica quotidiana.

Ad esempio, se non riusciamo a decidere quale corso sia il più adatto alle nostre esigenze, rischiamo di perderci in una giungla di informazioni e, in preda alla confusione, non scegliere più nulla!

Per non cadere in questa trappola, annotiamo i pro e i contro delle varie opzioni che abbiamo e poi, quando tutte le informazioni saranno davanti a noi, concentriamoci solo su quelle davvero rilevanti per la scelta.

Magari scopriremo che ci interessa più la certificazione rilasciata dal corso che la sua durata o la sede: a questo punto la scelta si dimostrerà più semplice.

 

Queste tecniche, utili a superare non solo il blocco dello scrittore, ma ogni tipo di blocco, sono semplici eppure sorprendentemente efficaci se applicate con costanza: l’importante è non lasciare che insicurezze del tutto normali ci distolgano dal potenziale che potremmo liberare grazie alle giuste strategie.

Ricordiamoci che nulla nasce dal nulla, anzi, come diceva il poeta André Suarès:

 

“Il nulla è l’universo senza di me”.

 

Perciò, non lasciamo che le nostre capacità si disperdano nel vuoto!

 

Scopri come far emergere le tue potenzialità e svilupparle a pieno grazie agli insegnamenti e agli esercizi che Robert Dilts, Giorgio Nardone e Jeffrey Zeig condivideranno durante il corso Il Coraggio di Cambiare:

due giornate in cui potrai apprendere ed applicare tecniche innovative per superare i limiti e le paure che ti bloccano.

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Il Coraggio di Cambiare

Ad ogni problema la sua soluzione

Hai presente la storia dei cammelli di Alì Babà?

Alla sua morte Alì Babà lasciò 39 cammelli in eredità ai suoi 4 figli, con l’accordo che avrebbero dovuto dividerseli come segue: al primogenito sarebbe andata la metà dei cammelli, al secondogenito un quarto, al terzogenito sarebbe spettato un ottavo e infine al più giovane sarebbe rimasto un decimo dei cammelli.

Hai provato a calcolare la quantità esatta lasciata ad ogni figlio?

Per far tornare i conti dovremmo dividere un cammello a metà. Furbetto questo Alì Babà!

Il caso volle che da quelle parti passasse un saggio errante. I fratelli, intenti a discutere, lo vennero a sapere e lo mandarono subito a chiamare. Al suo arrivo gli esposero il problema e, dopo averci ragionato un po’, il saggio disse: “Ho la soluzione”. Prese il suo cammello, lo aggiunse ai 39 e cominciò a dividere: 20 cammelli al primo figlio, 10 cammelli al secondo, 5 cammelli al terzo e 4 al quarto. Montò sul cammello rimasto, che era il suo, e se ne andò via lasciando tutti senza parole.

Una soluzione geniale!

 

 

Soluzioni semplici a problemi complessi

 

Immersi come erano nella loro realtà, i fratelli non riuscivano a risolvere il loro annoso problema. La soluzione c’era ma loro non avevano gli strumenti necessari per individuarla.

Fin dai tempi di Aristotele siamo stati abituati ad adottare una modalità di ragionamento lineare che spesso, però, risulta non funzionale. Per cui, di fronte alla necessità di suddividere alla perfezione 39 cammelli – e mantenerli ovviamente tutti interi – rimarremmo bloccati perché, in effetti, non è possibile.

Il saggio non compie nessun trucco, ma in maniera creativa trova una soluzione strategica ad una situazione apparentemente irrisolvibile.

 

 

Un modello per ogni tipo di problema

 

Giorgio mi ha insegnato il Problem Solving Strategico, l’ipnosi e gli stratagemmi, strumenti determinanti per rialzarsi da una crisi e realizzare un’impresa impossibile che si è materializzata con una vittoria strepitosa. Aldo Montano

 

Il dottor Giorgio Nardone, uno dei più celebri psicologi al mondo, ha formulato dei modelli operativi efficaci che permettono di trovare, in tempi brevi, soluzioni alternative a problemi complessi.

A rendere straordinariamente efficace questo metodo è la sua estrema versatilità, che permette di adattarlo ad ogni tipo di problema. Non vengono imposte soluzioni preconfezionate a problemi diversi, ma di volta in volta si propongono interventi differenti che risultano adatti alla difficoltà, al contesto o alla persona di turno.

Grazie a questa caratteristica, il metodo elaborato dal professor Nardone può essere impiegato in ogni ambito della vita personale e professionale.

Proviamo ad applicarlo ad una fobia comune nei bambini, come la paura del buio:

 

  • Definire l’obiettivo. Come prima cosa dobbiamo capire qual è il nostro obiettivo per poter poi costruire una strategia di risoluzione. In questo caso sarà superare il timore di rimanere al buio.

 

  • Identificare gli ostacoli. Cosa ci impedisce di raggiungere i nostri obiettivi? Forse non è il buio in sé a farci paura ma è la perdita del controllo sulla realtà che ci circonda, sensazione sgradevole che sperimentiamo quando siamo immersi nell’oscurità.

 

  • Tentate soluzioni. L’uomo per sua natura tende a mantenere gli equilibri raggiunti. Chiedendo ad un amico di accompagnarci in luoghi bui o addirittura evitandoli con accanito rigore, non facciamo altro che alimentare il problema e auto-confermarci che non siamo in grado di risolverlo.

 

  • Introdurre soluzioni alternative. In maniera paradossale, per risolvere la nostra paura dobbiamo trovare il modo di peggiorarla: scrivendo nero su bianco tutto ciò che ci spaventerebbe ancora di più, la nostra mente troverà automaticamente sia le soluzioni per evitare tali situazioni, sia le modalità alternative per superare i nostri timori.

 

Quello di cui abbiamo parlato finora è un’introduzione al metodo formalizzato dal professor Nardone. Grazie a lui, oggi sappiamo che esiste un sistema valido e comprovato che ci permette di superare gli ostacoli della vita quotidiana. Applicando i suoi insegnamenti, non vedremo più i problemi come montagne invalicabili, ma inizieremo a ragionare strategicamente per superarli.

 

Nella sua lunga carriera, Giorgio Nardone ha trattato con successo più di 15.000 casi e il tasso di soddisfazione dei clienti supera il 90%. È considerato il maggior esponente della scuola di Palo Alto e le sue ricerche l’hanno condotto a formalizzare alcuni tra i più originali modelli operativi nel campo della Terapia Breve Strategica.

Clicca qui per partecipare al corso Il Coraggio di Cambiare e apprendere direttamente dal professor Nardone le strategie migliori per superare gli ostacoli quotidiani.

 

Ora tocca a te! Ecco un test per verificare quanto il tuo modo di risoluzione dei problemi sia strategico e creativo.

Com’è possibile mettere 6 bicchieri in 4 scatole di modo che in ogni scatola ci sia lo stesso numero di bicchieri?

Suggerimento: Le scatole sono di diverse grandezze.

 

Commenta l’articolo e condividi con noi la tua soluzione. Ti diremo se hai indovinato!

 

 

 

 

Terapia Breve Strategica: cambiare vita e non perdere tempo

Terapia Breve Strategica

Sai qual è l’elemento di cui tutti, nessuno escluso, sentiamo più la mancanza?

È qualcosa di cui percepiamo un profondo bisogno, tuttavia ci sfugge di continuo: stiamo parlando del tempo. Ogni giorno corriamo dietro a mille impegni: prima il lavoro, dividendoci tra riunioni, pratiche e incontri con i clienti, poi subito via a casa, dove ci aspettano altri doveri a cui non possiamo venir meno.

Finalmente arriva la sera, il momento in cui potremmo rilassarci, pensare un po’ a noi, regalarci una piccola coccola, come un bagno caldo o quel libro che da un mese ci guarda dal comodino, e invece no.
Appena siamo liberi dalle faccende abitudinarie che occupano ogni minuto della nostra giornata veniamo sovrastati dai pensieri, che spesso coincidono con preoccupazioni.

Quante volte ce ne stiamo sdraiati nel letto a rimuginare su quello che è andato storto nelle ore precedenti e su quello che ci piacerebbe fare ma per cui non ci sentiamo mai pronti? Quante volte sentiamo che vorremmo cambiare qualcosa nella nostra vita, eppure non riusciamo a capire esattamente cosa e da che parte iniziare? La mancanza di tempo è uno dei motivi che rende tanto difficile comunicare con noi stessi: non riusciamo a fermarci, ascoltarci e capire cosa vogliamo migliorare.

Come possiamo gestire simili situazioni in modo efficace?

Una soluzione viene dalla Terapia Breve Strategica del celebre psicoterapeuta Giorgio Nardone, fondatore insieme a Paul Watzlawick della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Breve Strategica.

Si tratta di un approccio scientifico e originale alla soluzione dei problemi umani che rompe con gli schemi dell’analisi tradizionale.
I suoi punti di forza innovativi sono racchiusi già nel nome: si tratta di una terapia

  • breve, perché permette di raggiungere risultati concreti ed immediati;
  • strategica, perché usa tecniche e strategie che agiscono nel presente.

Cosa significa “strategie che agiscono nel presente?
Potrebbe sembrare una frase ovvia, ma in realtà non lo è!

Infatti, siamo stati abituati a pensare che, per superare blocchi emotivi e psicologici, sia necessario scavare nel passato, indagare e svelare le cause all’origine di comportamenti non funzionali che ostacolano la nostra piena realizzazione personale.
Questa concezione viene totalmente rovesciata nella Terapia Breve Strategica, secondo cui è molto più utile lavorare su come il problema funziona nel presente grazie a strategie che possano creare immediatamente cambiamenti efficaci e duraturi.

Ad esempio, quante volte ci ritroviamo a rimandare una discussione delicata con un membro della nostra famiglia, con un amico o con il partner solo perché abbiamo paura delle possibili conseguenze? L’ipotesi di peggiorare la situazione o di arrivare ad una rottura definitiva ci spaventa al punto da bloccarci, così preferiamo sopportare incomprensioni e insoddisfazione in silenzio, piuttosto che affrontare ciò che non possiamo controllare.

Giorgio Nardone ritiene che questo meccanismo psicologico controproducente, definito evitamento, si possa superare rapidamente tramite la cosiddetta paura terapeutica, cioè immaginando il peggior scenario possibile che potrebbe derivare dal rimandare un’azione o una decisione, in modo da temerne le conseguenze al punto da rompere il nostro immobilismo.

Terapia Breve Stategica

 

Tornando all’esempio precedente, se pensassimo che continuare a rimandare il confronto potrebbe portare altri membri della nostra famiglia o del nostro gruppo di amici a farsi un’idea sbagliata di noi, allargando l’incomprensione anche al rapporto con loro, tale pensiero probabilmente ci spingerebbe a chiarire ogni disaccordo il più velocemente possibile. Il grande vantaggio della Terapia Breve Strategica, oltre alla rapidità con cui permette di raggiungere risultati concreti, è che aiuta ad acquisire autonomia, sviluppando la nostra capacità personale di fronteggiare e risolvere i problemi quotidiani, consentendoci così di gestirli al meglio.

Grazie agli strumenti forniti da questa metodologia possiamo acquisire rapidamente consapevolezza dei comportamenti sbagliati che ci impediscono di vivere felici, rielaborarli e trasformarli in atteggiamenti potenzianti con cui raggiungere serenità e autorealizzazione.

Ovviamente, la Terapia Breve Strategica offre strategie concrete da mettere in atto nella propria vita di tutti i giorni, per cui l’unico modo per verificarne l’efficacia è sperimentarla: vi stupirete di quanti risultati raggiungerete in breve tempo, magari proprio riguardo modi di agire che credevate immutabili o paure che non avevate mai superato prima!

Il corso Il Coraggio di Cambiare, che si terrà il 2 e 3 giugno a Rimini, è il modo migliore per approfondire questi temi direttamente con Giorgio Nardone e avvicinarsi a questo approccio terapico anche tramite esempi dalla sua esperienza diretta di psicoterapeuta.

Sei curioso di scoprire quanta energia è nascosta dentro di te? Allora clicca qui per conoscere tutti i dettagli e partecipare!

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Da oggi Cambio Vita! Come partire per un viaggio senza precedenti

Se ti svegli la mattina e ringrazi per la splendida giornata nonostante i tuoni, i fulmini e la tempesta; se quando incontri una difficoltà pensi: “Ho fiducia in me, posso gestirla”; se sei una persona di buon umore, ottimista e irrimediabilmente felice… allora quest’articolo non fa al caso tuo.

Perché qui troverai dei consigli efficaci e comprovati per cominciare a vivere una vita DAVVERO FELICE.

Iniziare è semplicissimo.

 

Ne Il Risveglio dell’Eroe con la PNL, Stephen Gilligan e Robert Dilts ci guidano in un viaggio personale, il cosiddetto “viaggio dell’eroe”, alla scoperta di noi stessi e del nostro potenziale nascosto.

Destinazione? Vivere Felici.

 

 

Cos’è il Viaggio dell’Eroe?

Il viaggio dell’eroe è molto personale e può essere vissuto in infiniti modi diversi ma c’è una costante:

la trasformazione.

In un villaggio lontano all’incirca 6.000 chilometri da dove ti trovi, ci sono dei ragazzi che compiono un rito di passaggio a contatto diretto con la natura selvaggia. Lontani da casa vivono allo stato primordiale e sperimentano situazioni di profondo disagio, dolore e smarrimento. Al ritorno da questo lungo viaggio portano in dono alla comunità se stessi trasformati in uomini adulti e consapevoli.

 

Questi sono gli Ndembu dello Zambia. Sono così diversi da noi che queste esperienze ci sembrano tutte storie inventate, un po’ come fossero miti.

E se nei miti ci fosse più VERITÀ di quanto pensiamo?

 

Il grande psicologo e studioso statunitense Joseph Campbell scoprì che tutti i racconti erano accomunati da un viaggio che l’eroe compie alla ricerca del proprio dono da offrire.

Come gli Ndembu dello Zambia, ognuno di noi compie il proprio personale viaggio.

 

Roberts Dilts e Stephen Gilligan hanno dimostrato che il vero cambiamento avviene solo al termine del percorso, dopo aver attraversato 3 grandi tappe:

 

1 – Chiamata all’azione

“Non veniamo a questo mondo per dormire. Veniamo al mondo per svegliarci e risvegliarci, e per crescere ed evolvere.”
Robert Dilts

Ogni viaggio inizia con una chiamata all’azione, un improvviso risveglio.

 

Ecco che a volte il mondo ci presenta delle circostanze che tirano fuori l’unicità della nostra forza vitale.

Prova ad ascoltare la tua chiamata. Chiediti: “Cosa risveglia in me un profondo senso di vitalità e meraviglia fuori dall’ordinario?”.

Può essere qualsiasi cosa: una gentilezza da parte di uno sconosciuto, l’estasi di fronte alla bellezza della natura, il diventare genitori, aiutare qualcuno che si trova in difficoltà.

Quando percepisci che la tua anima si gonfia di vita e di luce, rispondi: questa è la tua chiamata!

 

2 – Trova i tuoi custodi

I tuoi custodi sono quelli che ti incoraggiano nel viaggio alla ricerca di te stesso.

Nelle isole Tonga dell’oceano Pacifico, quando nasce un bambino, le donne del villaggio portano la madre e il neonato nella foresta. Racchiuse in cerchio, creano una canzone unica destinata solo a lui che accompagna il bambino dalla nascita fino alla morte, quando la comunità canta questa canzone per l’ultima volta.

 

Durante il viaggio ci troveremo a fronteggiare le nostre paure e la fiducia in noi stessi potrebbe vacillare. Per questo dobbiamo imparare come incanalare in ciò che vogliamo questa energia che, altrimenti, rischia di farci crollare.

I nostri custodi ci donano la forza per andare avanti, ci ricordano chi siamo cantandoci la nostra canzone personale.

 

3 – Il ritorno a casa

“La lotta più dura è quella che si svolge nell’intimo delle coscienze, nelle suture più delicate dei sentimenti.”
Pier Paolo Pasolini

Al compimento del tuo viaggio tornerai trasformato. Sarai in grado di rispondere alle sfide della vita e creare nuove risorse per affrontarle con successo, condividendo il tuo dono con la comunità che ti circonda.

La fine del viaggio serba incredibili sorprese e magnifiche ricompense. Ti darà una prospettiva nuova su quello che sei e che puoi fare, ti donerà la fiducia nelle tue risorse e nelle tue capacità.

Per questo è ora di mettersi in cammino.

 

Robert Dilts da tempo sostiene e accompagna le persone durante questo particolare percorso di vita.

Affrontare da soli le fasi del viaggio non è facile. Grazie al corso Il Coraggio di Cambiare potrai apprendere direttamente da Robert Dilts come compiere questo viaggio senza precedenti e trasformare la tua vita.

Sei pronto a diventare l’EROE DI TE STESSO?

4 Semplici Mosse per Mettere K.O. le Tue Paure

“Tu sei unico, e se questo non si realizza, allora qualcosa si è perso”
Martha Graham

 

Ora che siamo insieme, concentrati un momento. Se non hai tempo adesso, non ti preoccupare, torna quando avrai un attimo di quiete.

È importante che tu sia solo, libero da distrazioni, impegni o problemi. Libera la mente, leggi con calma e SII SINCERO perché c’è una domanda che riguarda la  cosa più preziosa che possiedi.

 

La domanda è questa:
quand’è stata l’ultima volta che hai pensato “AMO LA MIA VITA  INCONDIZIONATAMENTE!”?

 

La nostra vita spesso è un susseguirsi di momenti dominati dall’ansia, da insoddisfazione, fallimenti, prove insormontabili, montagne di critiche e rimpianti. Ma è davvero così che la vogliamo?

Questi sentimenti di sconforto sono normalissimi. Tutti li proviamo quotidianamente. C’è sempre qualche problema in agguato e spesso rispondiamo con l’inerzia. Trovare la voglia di lottare non è facile. E sei poi perdessimo la sfida?

 

 

1 – Basta con l’auto-sabotaggio!

 

Prova a pensare a quel giorno in cui qualcuno ti ha messo su una bicicletta e ti ha detto: “Ecco, ora pedala”. All’inizio probabilmente sei caduto e ti sei sbucciato le ginocchia, i gomiti e magari anche il mento! Ma eri piccolo, pieno di energia, felice e determinato. Oggi come sei?

Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto, ma per paura di sbagliare o di sentirci inadeguati, li chiudiamo sotto chiave e quasi ce ne dimentichiamo.

Appena incontriamo un piccolo ostacolo, iniziamo a pensare di non farcela e finiamo col non portare a termine i nostri progetti e non raggiungere i nostri obiettivi. Insomma, proseguiamo a vivere nell’inerzia e nell’insoddisfazione. Per farla semplice:

 

AUTOSABOTAGGIO + PAURA = INFELICITÀ

 

Ma vogliamo capire che la Vita è Unica e Irripetibile? Cosa accadrebbe se cominciassimo a vedere il bicchiere mezzo pieno?

 

 

2 – Insegui  i fallimenti con determinazione

 

“Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato”
Thomas Alva Edison

 

Per essere veramente felici dobbiamo imparare a scorgere la bellezza nei luoghi più inattesi, nelle situazioni più inospitali. Per parafrasare Franco Battiato: dobbiamo imparare a trovare l’alba dentro l’imbrunire.

Quando incontriamo un ostacolo abbiamo due scelte davanti a noi: arrenderci davanti alla difficoltà oppure continuare con coraggio e pensare che sia solo una tappa necessaria alla nostra crescita, uno stimolo, uno sprone a fare sempre meglio.

Siamo SOLO NOI che decidiamo che strada percorrere.

Sapevi che prima di creare il suo impero, Walt Disney fu licenziato da una redazione giornalistica per mancanza di immaginazione e originalità?

Spesso nella nostra mente il successo e il fallimento si escludono a vicenda. Inizia a vedere i tuoi fallimenti come tappe essenziali nel cammino verso mete ambiziose.

 

 

3 – Non rimandare quello che potresti fare oggi

 

“Noi tutti dovremmo cominciare a vivere prima di diventare troppo vecchi. La paura è stupida. È così che nascono i rimpianti.”
Marilyn Monroe

 

Quando ti senti di fare una cosa, FALLA. Non aspettare.

Devi consegnare un progetto di lavoro, parlare con una persona che ti sta a cuore o sostenere un esame ma sei bloccato dalla paura di sbagliare? Tu pensa solo a dare il massimo, non sei tu a doverti giudicare.

Hai sempre timore di chiedere aiuto a qualcuno? Fatti avanti, il risultato potrebbe sorprenderti.

 

Proviamo a fare questo semplice esercizio e a ripeterlo per qualche giorno. Vedrai che non ne potrai più fare a meno!

Appena ti svegli, prendi carta e penna e fai una lista delle cose che vorresti fare durante la giornata. Porta la lista sempre con te e ogni volta che raggiungi un obiettivo, spuntalo dalla lista.

 

 

Quando ti sentirai demotivato, riguarda le cose che hai spuntato e tutti i progressi che hai fatto fino a quel momento. Sarai orgoglioso di te e ti sentirai subito più carico!

 

 

4 – Condividi il tuo cambiamento

 

“La felicità è vera solo quando è condivisa”
Christopher Mccandless

 

Senza crisi non ci sarebbe cambiamento. Non possiamo riconoscere le emozioni positive senza prima provare quelle negative.

Noi abbiamo quella meravigliosa capacità di prendere l’energia negativa e trasformarla in energia positiva, in qualcosa di bello per noi e per gli altri.

 

Ti sembra più facile dirlo che farlo?  Non ti preoccupare. Il momento di crisi è un dono che possiamo gestire. Basta avere gli strumenti giusti per farlo. Non si può scalare una montagna senza l’attrezzatura adatta.

Fortunatamente al giorno d’oggi sono stati fatti grandi passi in avanti.

È stato dimostrato che con l’aiuto di strategie derivanti dalla PNL (Programmazione Neurolinguistica), dall’Ipnosi Eriksoniana e dalla Terapia Breve Strategica possiamo AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO CON SUCCESSO.

 

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Grazie alla loro guida, avrai la possibilità di imparare a CONOSCERE TE STESSO, scoprire gli strumenti più adatti a te e vivere davvero la vita che desideri.

Cosa aspetti?