LITIGI FREQUENTI? IMPARA A GESTIRE I PROBLEMI DI COPPIA CON L’EROS

Non mi stupisce mai rientrando a casa con un mazzo di fiori.

Non cucina mai il mio piatto preferito.

Non organizza mai un romantico weekend fuoriporta.

Ci mette ore a rispondere ai miei messaggi.

 

Se avessimo un euro ogni volta che ci lamentiamo del partner, probabilmente ora avremmo in mano un biglietto aereo, pronti per un viaggio senza fine intorno al mondo!

Tutti, anche coloro che hanno una relazione consolidata, si ritrovano a litigare per motivi più o meno importanti, anzi: forse sono proprio quelli che si conoscono meglio a rischiare di farlo più spesso.
Se avete avuto almeno una relazione nella vostra vita, saprete sicuramente di cosa stiamo parlando!

 

Prima di tutto, meglio sfatare il mito secondo cui le donne si lamenterebbero più degli uomini: è vero che le donne si arrabbiano di più a causa di minuzie e dettagli, ma è anche vero che, di solito, sanno mascherare lo stress meglio degli uomini, i quali in situazioni complesse perdono la calma più facilmente.

Al di là di questa distinzione di fondo, quel che è certo è che in ogni rapporto ci sono alti e bassi, ed è del tutto normale che sia così. Piuttosto, quello che stupisce è il motivo per cui, anche nei momenti più felici, capita di affrontare battibecchi di poco conto, invece di vivere serenamente la propria relazione concentrandosi su ciò che è importante.

Perché ci ritroviamo a litigare per delle sciocchezze, rischiando di causare problemi di coppia più seri?
Non potremmo semplicemente sorvolare su certe cose con pazienza, comprensione e soprattutto amore?

 

Per Igor Sibaldi, noto scrittore e filologo, questo è possibile solo se a tenerci uniti è l’Eros.

Quando ci arrabbiamo perché l’altro non ci mette al centro dell’attenzione, o perché non ci rivolge continue romanticherie come fa il partner di una nostra amica, o ancora quando lo accusiamo di trascurarci perché non ci telefona mai per primo, in realtà non è quel preciso comportamento a farci arrabbiare.

Magari qualche volta vi sarà addirittura capitato di prendervela con qualcuno perché non vi sorprendeva mai con un regalo, salvo poi smettere di dare importanza alla cosa quando ha cominciato ad accontentarvi. Come mai?

Secondo Sibaldi questo succede perché la rabbia d’amore non è scatenata da un atteggiamento specifico, che una volta evitato, smette di causare litigi, bensì da un continuo confronto tra le nostre aspettative e le azioni dell’altro.

Il guaio è che spesso tali aspettative continuano a essere disattese nonostante tutto, perché vogliamo sempre qualcosa di più o di diverso: in questo modo si cade nel paradosso dell’infelicità voluta, in un tranello che porta a cercare l’insoddisfazione.

Per svelare le cause di quest’atteggiamento controproducente, Sibaldi invita a scavare nella propria psiche, ritenendo che all’origine vi siano i paletti imposti dalla società, già nell’infanzia, al nostro vivido desiderio di scoperta, dettato proprio dall’Eros che è dentro di noi.

 

Nei primi anni di vita, infatti, la nostra innata curiosità, la nostra sete di conoscenza e sapere è al culmine.
Tuttavia, invece di essere soddisfatta, viene continuamente frustrata da binari prestabiliti che cercano di incanalarla, senza lasciarci liberi di esplorare. Non a caso, una frase che i nostri genitori ci ripetevano di continuo è “sei troppo piccolo per questo”.

Cresciamo così con l’idea che, semplicemente, la soddisfazione dell’Eros, cioè questa naturale energia che ci fa aspirare sempre a qualcosa di più e a voler conoscere le cose più a fondo, non possa realizzarsi, senza saperne il motivo. In età adulta, la frustrazione vissuta nell’infanzia diventa uno schema ripetuto ogni volta che rimuginiamo inutilmente su sciocchezze di poco conto, ingigantendole nella nostra mente senza un perché: ecco ciò che succede nei piccoli litigi d’amore.

 

In che modo è possibile liberarsi da questo meccanismo deleterio che impedisce di vivere relazioni felici e una vita appagante?

Nel tour Le Scoperte dell’Eros Igor Sibaldi ha analizza l’aspetto in profondità, oltre ad aver toccato molti altri temi utili a raggiungere consapevolezza nella propria vita e nelle relazioni con gli altri, permettendo di ristabilire il proprio equilibrio interiore.

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NON C’È NIENTE DI SPECIALE AD ESSERE NORMALI: COME VIVERE LIBERI GRAZIE ALL’EROS

Dicembre 2016: Donald Trump viene eletto 45° presidente degli Stati Uniti, suscitando scalpore in tutto il Paese. Gli americani si dividono a causa delle sue rigide politiche anti-immigrazione e delle sue posizioni conservatrici: lo scorso gennaio, il giorno dopo l’insediamento alla Casa Bianca, in migliaia si riversano nelle strade per aderire alla “Marcia delle donne”, una manifestazione che, da rivendicazione dei diritti femminili, si è trasformata in una vera e propria contro-inaugurazione a sostegno di valori quali anti-razzismo e libertà personale.

 

Il multiculturalismo non è solo un’idea ma una realtà concreta, che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni anche noi: quando vengono costruite moschee o sinagoghe nel nostro quartiere, quando usciamo di casa e incrociamo i vicini in abiti tipici dei loro Paesi d’origine, quando il compagno di banco di nostro figlio parla un’altra lingua e capisce poco l’italiano.

La diffidenza verso ciò che è diverso non si rivolge solo contro persone di altre culture, ma anche contro i nostri concittadini che, per motivi personali, si discostano dalle scelte di vita più comuni: basta pensare alla discussione sulle coppie di fatto che, per mesi, ha infuocato tanto le sedi della vita politica quanto le strade e i talk-show.

 

Non vi sembra strano che ancora oggi, nel 2017, si senta il bisogno di rivendicare il diritto a manifestare apertamente il proprio modo di essere? Come si spiegano queste contraddizioni?

 

Per capirlo meglio partiamo da alcune riflessioni di Igor Sibaldi sul concetto di “normalità”

Che la normalità sia relativa è ormai un pensiero ampiamente condiviso: ognuno di noi è unico e mosso da desideri, aspirazioni e emozioni diverse da chiunque altro, perciò non può esistere un’idea di normalità comune a tutti, per quanto condivisibile.

 

Eppure, se la teoria mette tutti d’accordo, i fatti continuano a generare conflitti: in ogni società persistono concezioni talmente radicate da essere percepite come vere e proprie norme di vita a cui attenersi.

Si tratta di stereotipi che ingabbiano la nostra mente, di ruoli che continuiamo a cucirci addosso senza chiederci se ci rispecchiano davvero: il figlio che segue la strada dettata dai genitori solo per soddisfarne le aspettative, la moglie perfetta che smette di dedicare del tempo a se stessa per accudire la prole, il marito modello che soffre di stress pur di adempiere ad ogni richiesta della famiglia, e via dicendo.

 

Queste norme, che rischiano di entrare in contrasto con la nostra autorealizzazione, possono esserci trasmesse anche inconsapevolmente, ad esempio quando da piccoli facevamo sport.
La pratica sportiva è certamente un’esperienza edificante, che educa a valori fondamentali come l’impegno, la perseveranza e lo spirito di squadra. Tuttavia, in una competizione vi sono anche elementi di stress, in particolare:

  • si ha un obiettivo preciso a cui mirare e bisogna evitare qualsiasi distrazione per riuscirci;
  • si deve arrivare all’obiettivo prima degli altri perché il vincitore è unico: tutti gli altri sono rivali da battere, nemici;
  • è necessario rispettare le regole imposte da un’autorità indefinita, le quali non possono essere messe in discussione.

 

Se in una sfida questi tre elementi sono necessari per la vittoria, quando essi vengono trasferiti sul piano dell’essere individuale e delle relazioni interpersonali portano a dei conflitti interiori, a causa dei quali l’adolescente limita le proprie emozioni, i propri stimoli, i propri desideri: è così che la società ci rende “sudditi” uniformi e disciplinati, che operano in funzione dell’ordine stabilito.
Non bisogna farsi domande, né cercare soluzioni o opzioni alternative: ci viene solo richiesto di integrarci, ma non di integrarci tra noi, con rispetto e comprensione reciproci, bensì di adattarci seguendo la direzione verso cui tutti remano.

Si può uscire da questa condizione di “schiavitù” mentale?

Secondo Sibaldi sì: per farlo bisogna riscoprire una dimensione psichica comune a tutti nell’infanzia, un’energia insita nell’uomo fin dalla nascita, ovvero l’Eros.

È proprio per merito dell’Eros, infatti, che i bambini sono curiosi di tutto e non si pongono limiti nella scoperta del mondo, di sé e degli altri, privi di pregiudizi e inibizioni. Le loro azioni hanno un solo scopo: ricavare benessere, piacere e felicità da ogni esperienza concreta.

Chi risveglia l’Eros è capace di di liberarsi da convinzioni e ruoli imposti dall’alto: così può realizzare i propri veri desideri e seguire la propria coscienza in totale consapevolezza. In questo modo si aprono all’uomo infinite possibilità: chi si lascia guidare dall’Eros non vede più confini alla sua volontà, alle sue decisioni, ai suoi sentimenti, e sa che nel mondo non ci sono limiti a ciò che vale la pena provare, alle sfide in cui cimentarsi, alle persone con cui confrontarsi, cogliendo da tutto questo continua sorpresa e stupore.

 

Vuoi vivere personalmente questa profonda rinascita, uscendo dal tracciato della cosiddetta “normalità” per sviluppare la tua essenza autentica, libero da qualsiasi condizionamento limitante?
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ITALIANI SEMPRE PIÙ SINGLE: CHE FINE FARÀ SAN VALENTINO?

Oggi è il fatidico 14 febbraio: che voi siate in coppia o no, follemente innamorati o felicemente liberi da qualsiasi impegno, non potrete comunque ignorare le vetrine piene di cuoricini multicolore, candele profumate e petali di rosa sparsi un po’ ovunque, oppure l’esplosione di offerte per cene romantiche nei ristoranti della vostra città.
San Valentino non passa certo inosservato!

 

Sicuramente qualcuno starà pensando “per fortuna sono single, queste cose non fanno proprio per me!”; qualcun altro invece, si starà dicendo “peccato, mi sarebbe piaciuto ricevere un bel mazzo di fiori in ufficio”: è la prova che nessuno, né da una parte né dall’altra, è totalmente indifferente a San Valentino.
Sapete perché?

Perché nessuno, a prescindere da età e carattere, esclude l’amore dalla propria vita: c’è chi oggi lo dimostrerà al proprio compagno, chi ai figli, chi all’amica sempre disponibile oppure chi si immergerà con passione in un hobby o in un nuovo progetto professionale. Ecco perché si dice che l’amore muove il mondo: perché ci dà energia e motivazione in ogni circostanza.

 

Se ne sono accorti anche gli sviluppatori delle applicazioni per i nostri cellulari: il progresso tecnologico è stato accompagnato da un vero e proprio boom di dating app, cioè programmi che agevolano gli incontri tra persone che magari, nella vita reale, hanno basse probabilità di incrociarsi.
Se a questo aggiungiamo le serate per single, come gli speed-date, durante cui si cerca di conoscere più persone possibili in una sera, ci rendiamo conto che oggi le occasioni di trovare un partner sono molte più che in passato, per cui sarebbe lecito aspettarsi che trovare la propria dolce metà sia anche più facile…

 

 

Sbagliato! Secondo le statistiche i single in Italia sono aumentati del 41% negli ultimi 10 anni: a dispetto di ogni logica, inciampare nell’amore sembra sempre più difficile! Come si spiega tutto ciò?

 

Pare che la motivazione abbia a che fare più con l’economia che col romanticismo e che, come in ogni mercato che si rispetti, sia tutta una questione di domanda e offerta.
Secondo Adam Smith una relazione felice si fonda su empatia, condivisione e amore di sé: tutti cerchiamo queste cose, creando la domanda, ma coloro che incontriamo, cioè l’offerta, non soddisfano le nostre aspettative. Nonostante i single rappresentino una parte consistente della società, essi chiedono più di quanto sono disposti ad offrire, e questo porta un’ampia percentuale di loro a non impegnarsi nonostante i numerosi appuntamenti possibili.

Se ci pensate bene, sarà accaduto anche a voi almeno una volta: magari la vostra ultima relazione è finita proprio perché non vi sentivate più appagati come prima e avete cominciato a pretendere sempre di più, oppure siete stati voi stessi a non voler più dare il massimo in un rapporto. In entrambi i casi, a un certo punto, l’equilibrio tra domanda e offerta si è rotto.

 

Proprio a questo si riferisce anche il filosofo Igor Sibaldi quando distingue nettamente Amore e Eros.
L’amore è un sentimento che porta a fare continue richieste, nonché a un desiderio di possesso verso l’altro. Ovviamente, dato che ognuno ritiene di essere speciale e unico per la propria metà, vogliamo che egli abbia occhi solo per noi e che faccia tutto il possibile per renderci felici, senza chiederglielo direttamente: l’altro dovrebbe quasi vivere in funzione del nostro benessere.

La conseguenza di un simile atteggiamento è la reciproca limitazione di azioni, aspirazioni e desideri, perché entrambi i soggetti coinvolti si aspettano che il partner faccia sempre ciò che è meglio per l’altro, senza preoccuparsi del fatto che questo potrebbe non coincidere con ciò che è meglio per lui.

 

 

L’esempio di una situazione del genere è la rottura a causa di un trasferimento per motivi di lavoro: magari la persona di cui ci innamoriamo decide, malgrado il nostro disappunto, di accettare un’importante promozione che lo porterà in un’altra città, e così finiamo col restare profondamente delusi perché non mette la nostra felicità al primo posto.
È qui che l’equilibrio domanda/offerta rischia di rompersi: alcune caratteristiche personali che prima rappresentavano un valore aggiunto per il rapporto, come l’ambizione e l’intraprendenza, all’improvviso diventano un ostacolo perché l’altro non tiene conto delle nostre richieste. Dall’altra parte, di riflesso, anche l’altro è deluso da noi, perché non siamo spontaneamente disposti a seguirlo o a trovare una soluzione di compromesso, considerando prioritaria la sua gratificazione.

 

Come rompere questo circolo vizioso?

 

La soluzione consiste nel superare tale visione limitante delle relazioni grazie all’Eros racchiuso in noi: la sua energia può guidarci alla scoperta di chi siamo davvero, liberandoci dallo schema domanda/offerta tanto nocivo per le relazioni. L’Eros permette di superare i comuni preconcetti su cosa un rapporto dovrebbe darci e su cosa dovremmo aspettarci da esso, consentendoci di conoscere a fondo noi stessi e di capire ciò di cui abbiamo bisogno.

L’Eros infatti, al contrario dell’amore comunemente inteso, non chiede conferme esterne: il suo coronamento è tutto nella consapevolezza a cui ognuno arriva dentro di sé, da sviluppare anche per merito della relazione con l’altro, ma non necessariamente. Esso ci permette, infatti, di realizzare i nostri intimi desideri liberi dall’inganno che spinge a cercare la soddisfazione personale in qualcun altro.

 

Pensi di non aver ancora provato questo sentimento nella tua vita? Non sei il solo. Di certo l’Eros non è una dimensione a cui veniamo educati, ma che può essere riscoperta smantellando vecchie convinzioni radicate nella nostra psiche.

Il tour di Igor Sibaldi Le Scoperte dell’Eros ha fatto il tutto esaurito in diverse città italiane.
Per scoprire tutti i dettagli del suo nuovo tour Il Metodo Metafisico, che partirà a settembre, clicca qui!

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Immagini tratte da Google immagini

COME ASCOLTARE SE STESSI: ECCO UNA TECNICA CHE FUNZIONA

Famiglia, carriera, indipendenza, aiutare gli altri, viaggiare, avere fama e celebrità: qual è la vostra idea di felicità?

 

Questo è quello che si sono chiesti gli ideatori di The Great Brain Experiment, applicazione sviluppata per capire come pensiamo e come agiamo.

“Che cosa mi rende felice?” è uno dei quattro giochi proposti: gli utenti simulano scelte tipiche della vita quotidiana, totalizzando un punteggio in base alle decisioni prese.

Questo esperimento dimostra che le persone non sono più contente per merito delle ricompense economiche, bensì dei desideri realizzati e delle aspettative appagate: sono le esperienze positive, la condivisione e le relazioni interpersonali a gratificarci, come, ad esempio, trascorrere il tempo con gli amici, intraprendere un viaggio o suonare uno strumento.

 

Ciò vuol dire che l’uomo trae soddisfazione dalle azioni concrete con cui esprime il proprio spirito, inteso come insieme di idee, emozioni e percezioni: trovarsi in armonia con lo spirito favorisce il processo di cambiamento perché rende più consapevoli della direzione da seguire per raggiungere l’autentica felicità.

 

Allineare mente e spirito, tuttavia, non è facile, anzi: raramente ascoltiamo quel che le nostre percezioni più personali ci suggeriscono e questo ci porta a riempire le nostre vite di attività insoddisfacenti.
Pensate a quante persone svolgono annoiate tutti i giorni gli stessi compiti, aspettando con ansia il fine settimana nella speranza di trovare il tempo di dedicarsi un po’ a loro stesse e, invece, continuano a correre dietro a mille impegni, senza mai ascoltarsi. Spesso si ritrovano ad accontentare le richieste di partner, amici e familiari, e così si sentono sempre più soffocate.

 

 

Magari anche noi, come loro, in diverse occasioni abbiamo avvertito il bisogno di cambiare, eppure non abbiamo agito di conseguenza.

Perché?

 

Chi si comporta così non si ritiene capace di affrontare una simile trasformazione, non conosce le strategie per gestirla e non sa da che parte iniziare. Troppe volte la paura ci paralizza e ci porta a seguire vuote abitudini, ignorando tanto i nostri sentimenti quanto le risorse personali grazie a cui, invece, potremmo innescare una vera e propria rivoluzione nelle nostre vite.

Certo, il cambiamento può spaventare, perché obbliga ad uscire dalla propria zona di comfort e a correre dei rischi, eppure provate ad immaginare cosa accadrebbe se ascoltaste davvero voi stessi e deste voce a ciò che più vi rende sereni: vi siete mai domandati quante cose potreste realizzare e quanta felicità ne trarreste se solo trovaste il coraggio di iniziare?

 

Per riuscirci, prima di tutto, bisogna imparare a comunicare con il proprio spirito in modo da raggiungere l’autocoscienza e la consapevolezza dei propri desideri più profondi.

 

Lo spirito racchiude i nostri istinti e le nostre emozioni, al contrario dell’Io, che consiste nell’immagine di noi stessi da trasmettere al mondo esterno: esso include le idee e le convinzioni che seguiamo per rispondere alle aspettative altrui.

Ovviamente, quello che gli altri vorrebbero da noi non sempre coincide con le nostre aspirazioni, perciò, quando l’Io prende il sopravvento sullo spirito e lo soffoca, si genera insoddisfazione.

Come fare per rompere questo meccanismo che influisce negativamente sul nostro equilibrio interiore?

 

La soluzione è ristabilire un contatto con il proprio spirito. Per farlo ecco un semplice esercizio:

  1. sedetevi in una posizione comoda, con i piedi poggiati sul pavimento;
  2. cercate il vostro baricentro e rilassatevi, mantenendo comunque uno stato di attenzione, proprio come fanno i tuffatori mentre si preparano all’esecuzione. Bisogna essere rilassati e mentalmente presenti al tempo stesso;
  3. prestate attenzione al vostro corpo: ascoltatevi, percepite voi stessi e calmatevi;
  4. quando vi sentirete a vostro agio, iniziate a seguire il ritmo del respiro. Abbracciate la piacevole sensazione della respirazione che scorre lungo la spina dorsale e rivolgete pensieri positivi verso voi stessi: pensate a quello che sapete fare bene e a tutto quello che avete;
  5. quando vi sentirete padroni delle vostre emozioni, cercate il vostro centro d’energia. Percepitelo e individuatelo esattamente, proprio come se voleste toccarlo con una mano: è lì che si trova il vostro spirito;
  6. una volta focalizzata la sede dello spirito, scrivete cosa vorreste cambiare nella vostra vita e poi rileggete ad alta voce, lentamente: sentirete pian piano crescere in voi la consapevolezza dei vostri reali desideri;
  7. adesso è il momento di immaginare la direzione da dare al vostro futuro e di proiettarla nell’ambiente fisico intorno a voi. Visualizzate il vostro cambiamento e indicate la direzione che state immaginando con l’altra mano: il vostro futuro è proprio lì, che vi aspetta.

 

Quest’esercizio vi aiuterà a trovare la vostra centratura, cioè l’equilibrio tra l’Io e lo spirito, tra coscienza dei vostri bisogni attuali e rappresentazione ideale del vostro futuro. Grazie alla centratura potrete gestire i problemi in maniera costruttiva e acquisire la determinazione necessaria a perseguire i cambiamenti che davvero vi renderanno felici, perché saranno dettati dalle vostri bisogni più autentici.

Provateci: muovete qualche passo nella direzione in cui avete mentalmente proiettato il cambiamento. Non sentite che la paura della trasformazione inizia ad allentarsi? Vuol dire che è la direzione giusta per voi! Perciò, è arrivato il momento di agire!

Iniziate questo nuovo anno con azioni concrete che vi avvicinino alla felicità giorno dopo giorno: lasciatevi sorprendere da voi stessi e cominciate subito a diventare ciò che davvero desiderate!

 

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